Foro di Traiano
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Foto: Bgabel, CC BY-SA 3.0 · Wikimedia Commons

Sito archeologico, anni 100

Foro di Traiano

Ultimo dei cinque fori imperiali di Roma

Roma (RM), Lazio

  • Nel Centro storico di Roma, le proprietà extraterritoriali della Santa Sede nella città e San Paolo fuori le Mura, patrimonio UNESCO
Indicazioni

In breve

Epoca
Età antica, anni 100
Committente
Traiano
Tutela
Bene culturale italiano
Coordinate
41°53′44″ N, 12°29′09″ E

Storia e descrizione

Il Foro di Traiano, ricordato anche come Forum Ulpium in alcune fonti, è il più esteso e monumentale dei Fori Imperiali di Roma, l'ultimo in ordine cronologico.

Costruito dall'imperatore Traiano con il bottino di guerra ricavato dalla conquista della Dacia e inaugurato, secondo i Fasti ostiensi, nel 112, il foro si disponeva parallelamente al Foro di Cesare e perpendicolarmente a quello di Augusto. Il progetto della struttura è attribuito all'architetto Apollodoro di Damasco.

Il complesso, che misurava 300 m di lunghezza e 185 m di larghezza, comprendeva la piazza forense, la Basilica Ulpia, un cortile porticato con la Colonna Traiana e due biblioteche. La presenza del tempio del Divo Traiano e di Plotina, aggiunto da Adriano, sembra essere stata accertata, dopo varie proposte alternative rivelatesi infondate, al di sotto di Palazzo Valentini, dove era tradizionalmente collocato.

Storia

La conquista della Dacia (101-106) fruttò a Traiano una enorme ricchezza, stimata in cinque milioni di libbre d'oro (pari a circa 163,6 t) e nel doppio di libbre d'argento, e una straordinaria quantità di altro bottino, oltre a mezzo milione di prigionieri di guerra. Si trattava del favoloso tesoro di Decebalo, che lo stesso re avrebbe nascosto nell'alveo di un piccolo fiume (il Sargetia) nei pressi della capitale, Sarmizegetusa Regia. Qualcuno ha pensato che questi numeri strabilianti fossero frutto di un errore di trascrizione e che la cifra reale dovesse essere divisa per dieci ma, anche se così fosse, il risultato rimarrebbe di eccezionale rilievo. In effetti Traiano sembra abbia ottenuto da questo immenso tesoro circa 2.700 milioni di sesterzi, cifra nettamente più alta di quella sborsata da Augusto per la costruzione del suo foro, come attestano le Res gestae. Oltre a ciò, la conquista contribuì a un aumento permanente delle entrate nelle casse dell'erario grazie alle miniere della Dacia occidentale, che furono riaperte sotto la sorveglianza dei funzionari imperiali.

Al ritorno dalla campagna fu tributato a Traiano un grandioso trionfo, con spettacoli gladiatorii (ludi) e corse dei carri nel Circo Massimo; si dispose, quindi, la costruzione di un nuovo foro che comprendesse anche la presenza di una colonna celebrativa.

L'impianto del nuovo complesso monumentale, voluto ex manubiis dallo stesso Traiano per celebrare la conquista della Dacia, rese necessario un ampio lavoro di sbancamento, comportante l'eliminazione della sella montuosa che congiungeva il Campidoglio al Quirinale e chiudeva la valle dei Fori Imperiali verso il Campo Marzio. La sella fu in realtà già parzialmente intaccata sotto Domiziano, come dimostrano il muro in laterizio sul limite sud-occidentale del Foro di Cesare e le fondazioni della Terrazza domizianea (domus Sexti), su cui attualmente insiste la Casa dei Cavalieri di Rodi. …

Descrizione

Il foro (300 x 185 metri) si disponeva parallelamente al Foro di Cesare (a nord-ovest di questo) e perpendicolarmente a quello di Augusto, con la basilica sopraelevata di alcuni gradini. Tutti gli edifici del Foro di Traiano erano ricoperti di marmi e stucchi, nonché adorni di sculture e pitture parietali.

Il complesso comprendeva, nell'ordine:

un ingresso formato da un'aula quadrata con quadriportico centrale;

la piazza forense vera e propria (m 116 x 95), con il lato d'ingresso convesso, ornata dalla grande statua equestre dell'imperatore, spostata verso il lato di ingresso;

due esedre semicircolari ai lati della piazza;

la Basilica Ulpia, un cortile porticato con la famosa Colonna Traiana e le due biblioteche, greca e latina.

Nelle ricostruzioni ottocentesche, poi riproposte per tutto il XX secolo, chiudeva il complesso il tempio del Divo Traiano e di Plotina, incorniciato da un portico ricurvo nel lato terminale, secondo le fonti edificato da Adriano dopo il 121. I sondaggi archeologici del 1998-2000, però, non ne hanno trovato traccia e la sua reale collocazione è tornata ad essere un problema aperto; di questo tempio sappiamo veramente pochissimo poiché, a parte l'iscrizione dedicatoria, rimangono i resti di un solo capitello (alto ben 2,12 metri), che possono dare l'idea di quanto grandioso fosse l'edificio, con colonne alte probabilmente attorno ai 20 metri. L'elemento più originale della pianta era la presenza della basilica al posto del consueto tempio a chiudere il lato principale della piazza.

Il foro vero e proprio era costituito da una vasta piazza rettangolare con portici sui due lati, chiusa sul fondo dalla Basilica Ulpia e ornata dalla colossale statua equestre di Traiano. La piazza era pavimentata con circa tremila lastre rettangolari di marmo bianco.

Sul lato del Foro di Augusto la piazza era chiusa da un muro in blocchi di peperino ad andamento spezzato, leggermente convesso verso l'esterno, con un tratto centrale e due "ali" oblique, decorato da colonne aggettanti con fusti in marmo giallo antico e cipollino del diametro di 1,5 m circa. …

Resti archeologici

L'area del Forum Traiani fu scavata per la prima volta in maniera sistematica nel 1811 durante il periodo dell'occupazione napoleonica. I lavori, affidati a Pietro Bianchi, comportarono la demolizione del Monastero dello Spirito Santo e del Convento di Santa Eufemia che insistevano sulle rovine del foro, giudicati "senza interesse per le arti". In questa occasione furono riportati alla luce il settore centrale della Basilica Ulpia, il peristilio attorno alla Colonna di Traiano, una parte dell'area forense e numerosi elementi architettonici finemente lavorati.

Scavi successivi verificarono alcuni particolari dell'articolazione planimetrica del complesso e portarono alla luce altri frammenti di decorazione architettonica.

Nel 1906 Giacomo Boni effettuò dei saggi di scavo nel peristilio attorno alla Colonna traiana, sulle fondazioni della Basilica Ulpia, presso l'angolo settentrionale del cortile tra le due biblioteche e nei Mercati.

A partire dal 1928 Mussolini autorizzò, in connessione con l'apertura di via dei Fori Imperiali, scavi su larga scala presso il Foro ed i Mercati di Traiano, che furono completati nel biennio 1930-1931 sotto la direzione di Corrado Ricci e Antonio Muñoz. Venne, dunque, indagato il settore centrale della basilica, i cui fusti in granito grigio della navata centrale furono rialzati in loco, e ancora l'area circostante la Colonna di Traiano (unico elemento architettonico giunto fino ai nostri giorni pressoché intatto), con il cortile e le fondazioni dei portici laterali antistanti le due biblioteche. Tre fusti di colonna in marmo cipollino, rialzati fuori posto lungo il perimetro del moderno recinto, devono essere attribuiti al secondo ordine della navata centrale della basilica. Sempre nello stesso periodo si scavò anche il settore del portico e dell'esedra orientali, ai piedi dei Mercati di Traiano, da cui il foro è separato per mezzo di una via basolata: sono visibili, in parte ricostruiti, i gradini della facciata del portico, con alcuni fusti rialzati in posto, alcuni filari in blocchi di peperino del muro di fondo dei portici e delle esedre e ampi lacerti della loro pavimentazione, con lastre originali oppure di restauro e traccia dell'impronta delle lastre mancanti sullo strato di preparazione. …

Curiosità

All'interno dell'area del foro si trova una colonia isolata di granchi d'acqua dolce della specie Potamon fluviatile. Tale specie è oggetto di studi di mappaggio genetico da parte della comunità scientifica. Si tratta di una comunità isolata, che manifesta caratteristiche di gigantismo e sembra ambientata da lungo tempo nel sistema fognario del complesso monumentale. Probabilmente la sua presenza risale al tempo nel quale, nei mercati traianei, si vendevano pesci e crostacei e si allevavano gamberi e granchi. Forse questi animali sono sopravvissuti adattandosi alla vita "cittadina" fino in età contemporanea. I Potamon romani sono circa un migliaio.

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Testo da Wikipedia, l’enciclopedia libera, con licenza CC BY-SA 4.0. Voce completa: «Foro di Traiano».

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Domande frequenti

Dove si trova Foro di Traiano?

Foro di Traiano si trova nel comune di Roma, in provincia di Roma (Lazio). Coordinate: 41.89542, 12.48587.

Quali sono gli orari di Foro di Traiano?

Secondo OpenStreetMap gli orari sono: Tutti i giorni: 9:30–19:30. Verifica sempre sul sito ufficiale prima della visita.

A quando risale Foro di Traiano?

La datazione indicata da Wikidata è: anni 100.

Cosa vedere vicino a Foro di Traiano?

Nei dintorni si trovano: Tempio di Traiano (a 0 m), Mercati di Traiano (a 0 m), Museo dei Fori Imperiali (a 100 m).

Fonti e licenze

Testo. Wikipedia, l’enciclopedia libera (CC BY-SA 4.0).

Dati. Wikidata (CC0); orari e contatti OpenStreetMap (ODbL).

Foto. Wikimedia Commons, autore e licenza su ogni immagine.

Crediti delle 9 foto
  1. IT-Rom-kaiserforen — Bgabel, CC BY-SA 3.0
  2. 02004 9-001 Trajan's Forum (Rome) — Silar, CC BY-SA 4.0
  3. 20140808 Rome Trajan's Forum 2708 — Jakub Hałun, CC BY-SA 4.0
  4. 2017-05-08 Trajan's Forum, Rome 1 — Maksym Kozlenko, CC BY-SA 4.0
  5. 2019-06 Roma (28) — Marek Mróz, CC BY 4.0
  6. Album de photographies - Roma - btv1b531929117 (043 of 157) — Anderson, James (1813-1877; photographe). Photographe, Public domain
  7. Ancient Rome Ruins (5987180304) — Erik Drost, CC BY 2.0
  8. Bas-reliëf met een putto die deels bestaat uit gebladerte Galleria Giustiniana del Marchese Vincenzo Giustiniani II (serietitel), RP-P-2015-6-118 — Rijksmuseum, CC0
  9. Basilica Ulpia - panoramio — Itto Ogami, CC BY 3.0

Aggiornato il 28 ottobre 2026. Tutte le fonti e le licenze

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