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Foto: ThePhotografer, CC BY-SA 4.0 · Wikimedia Commons
Sito archeologico
Carcere Mamertino
Carcere della Roma antica
- Nel Centro storico di Roma, le proprietà extraterritoriali della Santa Sede nella città e San Paolo fuori le Mura, patrimonio UNESCO
In breve
- Tipo
- Sito archeologico
- Tutela
- Bene culturale italiano
- Coordinate
- 41°53′36″ N, 12°29′04″ E
- Indirizzo
- via del Clivio Argentario, 1 - Roma
Storia e descrizione
Il carcere mamertino (o carcere tulliano, in latino Carcer o Tullianum) è il più antico carcere di Roma, e si trova nel Foro Romano.
Era il carcere simbolo per prigionieri illustri dell'antica Roma e si trova a ridosso della Via Sacra nel Foro. Ha ospitato in ceppi, per circa mille anni, i nemici del popolo e dello stato, i vinti e i traditori di Roma: dal re dei Sanniti Ponzio, al re dei Galli Vercingetorige, da Pietro apostolo ai congiurati di Catilina.
Consisteva di due piani sovrapposti di grotte scavate alle pendici meridionali del Campidoglio, a fianco delle Scale Gemonie per questo dette Scale dei sospiri, verso il Comitium. La più profonda risale all'età arcaica (VIII-VII secolo a.C.) ed era scavata nella cinta muraria di età regia che - all'interno delle Mura serviane - proteggeva il Campidoglio; la seconda, successiva e sovrapposta, è di età repubblicana. Al di sotto di tutto, un'antica fonte esistente tuttora.
Il complesso si trova oggi sotto la chiesa di San Giuseppe dei Falegnami, del XVI secolo, nell'area del Foro dove, in età romana, si amministrava la giustizia.
Storia
Il Tullianum, il livello più profondo del carcere, fu realizzato, secondo Livio, sotto Anco Marzio nel VII secolo a.C. Il nome deriva da tullus (polla d'acqua), anche se alcuni lo fanno derivare da alcune tradizioni che lo collegano all'iniziativa di Servio Tullio o di Tullo Ostilio.
Il piano superiore viene realizzato nel VI secolo a.C., e più volte restaurato, fino a quando, nella prima età imperiale, venne costruita l'attuale facciata.
Sulla cornice della facciata della prima età imperiale sono incisi i nomi di Caio Vibio Rufino e Marco Cocceio Nerva, che intervennero sul monumento nell'anno del loro consolato (22 d.C.).
La cristianizzazione del complesso è databile attorno all'VIII secolo, periodo al quale risalgono le tracce di un affresco rinvenuto nel Tullianum, ed entrambi gli ambienti furono convertiti in cappelle. In questo stesso periodo il luogo cominciò ad essere chiamato Carcere Mamertino.
Il sito è oggi un museo visitabile proprietà del Vicariato di Roma.
Descrizione
Si accede al livello antico tramite una rampa di scale. La facciata attuale, in blocchi bugnati di travertino, risale all'inizio dell'età imperiale ed ha una cornice (parzialmente originale) con i nomi incisi dei consoli Rufinio e Nerva. Questa facciata copre una più antica, costruita in blocchi di tufo di Grotta Oscura.
Da un'apertura forse fatta in epoca moderna, si entra in una stanza trapezoidale coperta da volta a botte, realizzata in opera quadrata con grossi blocchi di tufo di Monteverde e rosso dell'Aniene, per questo databile al II secolo a.C., quando tali cave erano in uso. L'ingresso originario doveva essere attraverso la porticina murata posta a livello più alto del piano di calpestio attuale, nella parete destra. Da questa porticina si accedeva anche alle lautumiae, ambienti ricavati nelle antiche cave di tufo pure usati come prigione.
Un foro nel pavimento, oggi chiuso da grata, era l'unico accesso esterno all'ambiente sottostante, oggi raggiungibile tramite una scala recente. La parte inferiore era detta Tullianum ed era quella più segreta e terribile. Sulla parete ad est del Tullianum esiste tuttavia un portale in ferro che conduce ad altri ambienti, tuttora poco esplorati.
Il Tullianum è un ambiente a forma semicircolare (tranne un segmento a est) realizzato in opera quadrata con blocchi di peperino senza cemento. Le dimensioni della muratura hanno fatto pensare che originariamente dovesse trattarsi di una fontana monumentale costruita intorno ad una cisterna (tullus), dove l'acqua filtra naturalmente tutt'oggi. Secondo Filippo Coarelli però è più probabile che fin dall'inizio la stanza venisse usata come carcere. Qui, dunque, venivano gettati e detenuti i condannati a morte prigionieri del popolo e dello stato romano. La detenzione poteva essere sia breve - perché l'esecuzione avveniva subito dopo la grande processione romana del trionfo, come nel caso di Giugurta, sia lunga - come accadde a Vercingetorige, che passò sei anni nel Tullianum prima dell'esecuzione.
Citazioni
Il Tullianum viene citato da molti autori dell'antichità, tanto da farne uno dei pochi capisaldi indiscutibili degli edifici nel Foro, usato per individuare con esattezza anche altri monumenti vicini grazie a citazioni incrociate. Plinio il Vecchio ne ricordò la collocazione a ovest della Curia Hostilia. Da altre fonti si conosce che era, oltre che nel Foro, in prossimità del tempio della Concordia.
La descrizione più celebre è quella di Gaio Sallustio Crispo nel De Catilinae coniuratione. Nel suo resoconto dell'imprigionamento e dell'esecuzione dell'ex console Lentulo, di Cetego, Statilio, Gabinio e Cepario, lo storico tratteggia una concisa quanto fedele descrizione del luogo, ancora valida per il sito così come ci è giunto.
Valerio Massimo, Factorum et dictorum memorabilium libri IX, 12, 6: Acer etiam et animosus uitae exitus Herenni Siculi, quo C. Gracchus et aruspice et amico usus fuerat: nam cum eo nomine in carcerem duceretur, in postem eius inliso capite in ipso ignominiae aditu concidit ac spiritum posuit, uno gradu a publico supplicio manuque carnificis citerior;
Tito Livio, Ab Urbe condita I, 33, 8: Ingenti incremento rebus auctis cum in tanta multitudine hominum, discrimine recte an perperam facti confuso, facinora clandestina fierent, carcer ad terrorem increscentis audaciae media urbe inminens foro aedificatur.
Tradizione dei santi Pietro e Paolo
L'agiografia cristiana fece della cella più bassa, resa accessibile mediante una strettissima scala, e della fonte d'acqua il luogo in cui gli apostoli Pietro e Paolo, ivi imprigionati, si narra battezzassero i convertiti cristiani compagni di cella.
La tradizione permise la conservazione del carcere che fu trasformato in una chiesa (San Pietro in carcere) e luogo di pellegrinaggio nel 314 per volere di papa Silvestro I.
La leggenda vuole anche che san Pietro, scendendo nel Tullianum, cadesse battendo il capo contro la parete lasciando in tal modo la propria impronta nella pietra (dal 1720 protetta da una grata). Rinchiusi nella segreta, assieme ad altri seguaci, i due apostoli avrebbero fatto scaturire miracolosamente una polla d'acqua e sarebbero riusciti a convertire e battezzare i custodi delle carceri, Processo e Martiniano, martiri a loro volta. I due apostoli non furono in ogni caso giustiziati nelle vicinanze perché san Pietro fu condotto sul colle Vaticano e san Paolo alle Acque Salvie (l'attuale Abbazia delle Tre Fontane).
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Testo da Wikipedia, l’enciclopedia libera, con licenza CC BY-SA 4.0. Voce completa: «Carcere Mamertino».
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Domande frequenti
Dove si trova Carcere Mamertino?
Carcere Mamertino si trova nel comune di Roma, in provincia di Roma (Lazio), all'indirizzo via del Clivio Argentario, 1 - Roma. Coordinate: 41.89333, 12.48444.
Quali sono gli orari di Carcere Mamertino?
Secondo OpenStreetMap gli orari sono: Tutti i giorni: 9:00–17:00. Verifica sempre sul sito ufficiale prima della visita.
Cosa vedere vicino a Carcere Mamertino?
Nei dintorni si trovano: Scale Gemonie (a 0 m), Basilica Porcia (a 0 m), Basilica Opimia (a 0 m).
Fonti e licenze
Testo. Wikipedia, l’enciclopedia libera (CC BY-SA 4.0).
Dati. Wikidata (CC0); orari e contatti OpenStreetMap (ODbL).
Foto. Wikimedia Commons, autore e licenza su ogni immagine.
Crediti delle 9 foto
- San Giuseppe dei Falegnami (Roma) - Facciata (Mamertinum) — ThePhotografer, CC BY-SA 4.0
- 2016 Mamertinum i San Giuseppe dei Falegnami (Rome) — Jordiferrer, CC BY-SA 4.0
- Antonietta Brandeis Arco di Settimo Severo — Antonietta Brandeis, Public domain
- Arch of Septimius Severus Forum Romanum Mamertinum 360 panoramic view 9899px — User:MatthiasKabel, CC BY-SA 3.0
- Arch of Septimius Severus Forum Romanum Mamertinum 360 panoramic view — MatthiasKabel, CC BY-SA 3.0
- Arch of Septimius Severus Forum Romanum Rome 2 — Jebulon, CC0
- Campitelli - s Giuseppe dei Falegnami e Mamertinum 1040067 — Lalupa, CC BY-SA 3.0
- Carcere Mamertino Rome — SurreyJohn, CC BY-SA 4.0
- Facade - San Giuseppe dei Falegnani - Rome 2016 (2) — José Luiz, CC BY-SA 4.0
Aggiornato il 28 ottobre 2026. Tutte le fonti e le licenze
