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Foto: it:utente:Forma mentis, CC BY-SA 3.0 · Wikimedia Commons
Sito archeologico
Fori Imperiali
Sito archeologico di Roma
- Nel Centro storico di Roma, le proprietà extraterritoriali della Santa Sede nella città e San Paolo fuori le Mura, patrimonio UNESCO
In breve
- Tipo
- Sito archeologico
- Coordinate
- 41°53′40″ N, 12°29′08″ E
Storia e descrizione
I Fori Imperiali costituiscono una serie di cinque piazze monumentali edificate nel corso di un secolo e mezzo (tra il 46 a.C. e il 113 d.C.) nel cuore della città di Roma da parte di Giulio Cesare e degli imperatori Augusto, Vespasiano, Nerva e Traiano.
Di essi non fa invece parte il Foro Romano, ossia la vecchia piazza repubblicana, la cui prima sistemazione risale all'età regia (VI secolo a.C.) e che era stato per secoli il centro politico, religioso ed economico della città, ma che non ebbe mai un carattere unitario. Sotto Cesare e Augusto, la costruzione della Basilica Giulia e il rifacimento della Basilica Emilia, che delimitavano i lati lunghi della piazza, diedero tuttavia al Foro una certa regolarità.
Foro di Cesare (46 a.C.)
Giulio Cesare decise di costruire una grande piazza a suo nome, che fu inaugurata nel 46 a.C., probabilmente ancora incompleta, e fu terminata poi da Augusto.
A differenza del Foro Romano si trattava di un progetto unitario: una piazza con portici sui lati lunghi e con al centro del lato di fondo il tempio dedicato a Venere Genitrice, da cui Giulio Cesare si vantava di discendere attraverso Iulo, il progenitore della gens Iulia, figlio di Enea, a sua volta figlio della dea.
Cesare pagò di tasca propria i terreni sui quali il nuovo monumento doveva sorgere. Inoltre, essendo stato incaricato della ricostruzione della Curia, sede del Senato, dopo la sua distruzione in un incendio, ne fece modificare il tradizionale e rituale orientamento secondo i punti cardinali, in modo che invece si adattasse a quello del nuovo Foro.
La nuova piazza riprendeva il modello dei portici costruiti intorno ai templi che i più importanti ed influenti uomini politici dell'ultimo secolo della Repubblica erano andati edificando nella zona del Circo Flaminio e ne aveva i medesimi scopi di propaganda personale e di ricerca di consenso. La vicinanza al vecchio centro ne aumentava tuttavia l'effetto.
Lo scavo del Foro di Cesare avvenne tra il 1930 e il 1932, in occasione dell'apertura di via dei Fori Imperiali. Gli scavi riportarono alla luce la metà del complesso verso il Campidoglio, senza tuttavia comprendere il lato di ingresso verso il Foro di Nerva. Tre delle colonne del lato ovest del tempio di Venere Genitrice, sormontate dalla relativa trabeazione, vennero rialzate sul podio rimesso in luce, con blocchi originari e completamenti in mattoni.
Prima degli scavi del foro di Cesare, era visibile solo un tratto della recinzione, all'interno di una cantina di un palazzo dei via delle Marmorelle.
Foro di Augusto (2 a.C.)
Ottaviano aveva promesso in voto un tempio a Marte Ultore (ossia "Vendicatore") in occasione della battaglia di Filippi del 42 a.C., nella quale egli stesso e Marco Antonio avevano sconfitto gli uccisori di Cesare e dunque vendicato la sua morte. Il tempio venne effettivamente inaugurato solo dopo 40 anni, nel 2 a.C., inserito in una seconda piazza monumentale: il Foro di Augusto.
Rispetto al Foro di Cesare il nuovo complesso si disponeva ortogonalmente e il tempio di Marte si appoggiava ad un altissimo muro, tuttora conservato, che divideva il monumento dal popolare quartiere della Suburra. I portici che sorgevano sui lati lunghi, si aprivano alle spalle in ampie esedre (spazi semicircolari coperti), destinati ad ospitare le attività dei tribunali. Erano, inoltre, arricchiti da statue di personaggi reali e mitologici della storia di Roma e dei membri della famiglia Giulia, con iscrizioni che elencavano le loro imprese, e nelle nicchie centrali i gruppi di Enea e la statua di Romolo.
Anche in questo caso la costruzione del complesso fu legata alla propaganda del nuovo regime e tutta la sua decorazione celebra la nuova età dell'oro che si voleva inaugurata con il principato di Augusto.
Alcune parti del foro di Augusto, ossia metà di una delle absidi del recinto e alcune colonne del tempio di Marte Ultore, erano state nel 1888 liberate dagli edifici che le occultavano ed erano visibili in via Bonella.
Lo scavo completo avvenne nel 1932, in occasione dell'apertura di via dei Fori Imperiali.
Tempio della Pace (75 d.C.)
Sotto l'imperatore Vespasiano venne costruita un'altra grande piazza, separata dal Foro di Augusto e da quello di Cesare dalla via dell'Argileto, che metteva in comunicazione il Foro Romano con la Suburra, e più spostata verso la Velia (in direzione del Colosseo). Questo complesso non era originariamente considerato uno dei Fori Imperiali: creato da Vespasiano come Tempio della Pace, solo dal IV secolo d.C. in poi se ne trova la denominazione come Foro della Pace o Foro di Vespasiano.
Anche la forma era differente: si trattava di un vasto quadrilatero circondato da portici, con il tempio inserito nel portico del lato di fondo. L'area centrale inoltre non era lastricata come una piazza forense, ma sistemata a giardino in terra battuta, con vasche d'acqua e basamenti per statue, che ne facevano un vero e proprio museo all'aperto.
Il monumento era stato edificato come celebrazione in seguito alla conquista di Gerusalemme durante il regno di Vespasiano. In seguito ad un incendio il complesso venne ricostruito almeno in parte in epoca severiana (inizi del III secolo d.C.): in particolare a quest'epoca risale la Forma Urbis Severiana, la pianta marmorea di Roma antica incisa sulle lastre di marmo che ne rivestivano la parete di uno degli ambienti, giunta parzialmente fino a noi.
Al contrario degli altri Fori Imperiali, il Tempio della Pace non era stato riportato alla luce durante l'apertura di via dei Fori Imperiali. Nel 2015 fu invece scavata una sua parte e alcune colonne del suo quadriportico furono ritrovate e furono oggetto di un intervento di anastilosi che ha permesso di rimetterle in piedi.
Foro di Nerva (98 d.C.)
Domiziano decise di unificare i complessi precedenti e nell'area irregolare rimasta libera tra il Tempio della Pace e i Fori di Cesare e di Augusto, fece edificare un'altra piazza monumentale che li metteva tutti in comunicazione tra loro.
Lo spazio obbligato, in parte occupato dalla sporgenza di una delle esedre del Foro di Augusto e nel quale doveva essere preservata la funzione di passaggio della via dell'Argileto, lo costrinsero a ridurre i portici laterali ad una semplice decorazione dei muri perimetrali. Il tempio dedicato alla dea Minerva (sua protettrice così come era stata protettrice del semidio Eracle) si addossò all'esterno dell'esedra del Foro di Augusto, mentre lo spazio rimanente era utilizzato per un ampio ingresso monumentale (la Porticus Absidata).
La morte di Domiziano in una congiura fece sì che il nuovo complesso, già quasi terminato, fosse inaugurato dal suo successore Nerva e che da questi prendesse il nome di Foro di Nerva.
È conosciuto tuttavia anche come Foro Transitorio, a causa della funzione di passaggio che aveva conservato sostituendosi all'Argileto.
La riscoperta del Foro di Nerva avvenne nel 1932, in occasione dell'apertura di via dei Fori Imperiali; prima di tale data, di tale foro non era visibile alcunché.
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Testo da Wikipedia, l’enciclopedia libera, con licenza CC BY-SA 4.0. Voce completa: «Fori Imperiali».
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Domande frequenti
Dove si trova Fori Imperiali?
Fori Imperiali si trova nel comune di Roma, in provincia di Roma (Lazio). Coordinate: 41.89444, 12.48556.
Cosa vedere vicino a Fori Imperiali?
Nei dintorni si trovano: Tempio di Venere Genitrice (a 100 m), Foro di Cesare (a 100 m), Casa dei Cavalieri di Rodi (a 100 m).
Fonti e licenze
Testo. Wikipedia, l’enciclopedia libera (CC BY-SA 4.0).
Dati. Wikidata (CC0); orari e contatti OpenStreetMap (ODbL).
Foto. Wikimedia Commons, autore e licenza su ogni immagine.
Crediti delle 9 foto
- Fori-imperiali-big-1- — it:utente:Forma mentis, CC BY-SA 3.0
- Capitello Fori Imperiali — Photo2023, CC BY 4.0
- Fori Imperiali - panoramio — pietro scerrato, CC BY 3.0
- Fori Imperiali - Roma - panoramio — Francesco Boggia, CC BY 3.0
- Fori Imperiali, Rom - panoramio — Martin Furtschegger, CC BY 3.0
- Fori - panoramio (1) — pietro scerrato, CC BY 3.0
- KWP Fora-of-Rome v03 — KWPrentice, CC BY-SA 4.0
- 20160424 090 Roma - Foro Romano from Altare della Patria (26642727181) — Sjaak Kempe from Groningen, The Netherlands, CC BY 2.0
- 20160424 096 Roma - Foro Romano (26104920283) — Sjaak Kempe from Groningen, The Netherlands, CC BY 2.0
Aggiornato il 28 ottobre 2026. Tutte le fonti e le licenze
