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Foto: Chabe01, CC BY-SA 4.0 · Wikimedia Commons
Sito archeologico
Foro di Augusto
Secondo dei cinque fori imperiali di Roma
- Nel Centro storico di Roma, le proprietà extraterritoriali della Santa Sede nella città e San Paolo fuori le Mura, patrimonio UNESCO
In breve
- Tipo
- Sito archeologico
- Tutela
- Bene culturale italiano
- Coordinate
- 41°53′39″ N, 12°29′12″ E
Storia e descrizione
Il Foro di Augusto è uno dei Fori Imperiali di Roma, il secondo in ordine cronologico.
Disposto ortogonalmente rispetto al precedente Foro di Cesare, ne riprese l'impostazione formale, con una piazza porticata dove sul lato breve dominava il tempio dedicato a Marte Ultore, inaugurato nel 2 a.C., che si appoggiava sul fondo all'altissimo muro perimetrale. Dietro ai portici laterali si aprivano ampie esedre, spazi semicircolari coperti. Alla testata del portico settentrionale un ambiente distinto ospitava una statua colossale dell'imperatore.
Anche in questo caso, come nell'opera cesariana, la costruzione del complesso era stata voluta per fini propagandistici e tutta la sua decorazione celebra la nuova età dell'oro che si inaugura con il principato di Augusto. Svetonio racconta che:
Storia
Ottaviano aveva promesso di erigere a Roma un tempio dedicato a Marte Ultore (ossia "Vendicatore") in occasione della battaglia di Filippi del 42 a.C., nella quale egli stesso e Marco Antonio avevano sconfitto gli uccisori di Cesare, Bruto e Cassio, e dunque vendicato la sua morte. Il grande tempio sostituiva un'edicola provvisoria nel Campidoglio.
Dopo la sconfitta di Marco Antonio e la conquista dell'Egitto tolemaico con la battaglia di Azio (31 a.C.), il Senato conferì ad Ottaviano nel 27 a.C. i massimi poteri civili e militari, propri delle antiche magistrature repubblicane, e in seguito il titolo sacrale ed onorifico di Augustus ("venerato"). Consolidato il proprio potere, Augusto si occupò della riorganizzazione urbanistica e architettonica della capitale, che rappresentò un'importante espressione del nuovo corso politico da lui inaugurato. In questo quadro furono probabilmente avviati anche i lavori di costruzione del nuovo complesso forense.
Come lo stesso Augusto ricorda nelle Res Gestae, il nuovo complesso monumentale venne eretto ex manubiis, ossia finanziato con il bottino di guerra ottenuto con le proprie vittorie, secondo la tradizione in auge per i condottieri della tarda età repubblicana, e in suolo privato, ossia su un terreno acquistato a proprie spese da privati, collocato sulle pendici del Quirinale, a ridosso del popoloso quartiere della Suburra.
Il terreno per la nuova opera pubblica venne acquistato da privati, ma poiché Augusto non volle entrare in conflitto con alcuni proprietari riluttanti a cedere la loro proprietà, il progetto venne ridimensionato, almeno rispetto al desiderio dell'imperatore, non volendo egli ricorrere alle maniere forti.
Il Foro venne inaugurato, probabilmente non ancora del tutto completato, nel 2 a.C., anno nel quale Augusto ottenne il titolo di pater patriae ("padre della patria") e aveva indicato nel nipote Lucio Cesare il proprio successore.
La nuova piazza permise di avere nuovi spazi per i processi; ma la funzione più significativa del foro di Augusto fu quella di centro rappresentativo, destinato alla glorificazione dell'imperatore e della sua stirpe. …
Profilo architettonico
L'ispirazione per l'opera fu certamente il Foro di Cesare, del quale si riprese l'impianto della piazza porticata dominata su un lato dal tempio e con al centro la statua del fondatore.
Ogni elemento è teso con insistenza all'esaltazione della gens Iulia, con la serie dei summi viri conclusa idealmente nel gruppo centrale della quadriga di Augusto.
Nel complesso, mescolando insieme influssi di varia provenienza (tradizioni italiche e romano-repubblicane e influssi dall'arte greca classica ed ellenistica microasiatica), venne elaborato uno stile architettonico e decorativo ufficiale romano, nell'insieme classicistico, che fu alla base di tutte le evoluzioni successive. Il modello architettonico e decorativo rappresentato dal Foro di Augusto fu ripreso nei fori dei municipia italici e in quelle delle capitali provinciali occidentali (l'esempio più noto è rappresentato dal "Foro di marmo" di Augusta Emerita) nel corso del periodo successivo e per tutta l'età giulio-claudia.
Descrizione
Il complesso (120 m × 120 m), era chiuso da un muro perimetrale alto circa 33 m, realizzato in opus quadratum, con blocchi di peperino e pietra gabina per le parti in vista, o di tufo di Grottaoscura per le parti addossate ad altri edifici o eseguite all'epoca della costruzione contro terra. Il muro isolava il foro dalla retrostante Suburra. Vi sono presenti due marcapiani in blocchi di travertino e un altro filare in questo materiale ne corona la sommità. Il muro presenta una pianta irregolare, adattata all'andamento degli antichi condotti fognari e della viabilità preesistente della Suburra (oggi ricalcata dalla via della Salita del Grillo).
Dalla via alle spalle del muro si accedeva al complesso per mezzo di due aperture ai lati del tempio, quella a nord a tre fornici e quella a sud ad una sola arcata, conosciuta con il nome medioevale di "Arco de' Pantani": in entrambi i casi il dislivello rispetto al piano del foro era superato per mezzo di scalinate. Alla base delle scale furono eretti gli archi trionfali dedicati nel 19 d.C. a Druso minore (ne restano frammenti dell'iscrizione a terra) e a Germanico per la vittoria sugli Armeni.
Al muro perimetrale si addossava sul lato di fondo il tempio (40 × 30 m), dedicato a Marte Ultore ("Vendicatore"). Si innalzava su un podio (alto circa 3,5 m) rivestito in blocchi di marmo ed aveva otto colonne corinzie in facciata e altrettante su ciascuno dei fianchi, dove il colonnato terminava contro il muro di fondo con una lesena. I colonnati e le pareti esterne della cella erano realizzati in marmo lunense. L'ordine architettonico del tempio ha rappresentato un modello in seguito divenuto canonico, all'origine dell'evoluzione della decorazione architettonica romana.
Il podio era costituito da fondazioni in opera cementizia e in blocchi di tufo, sotto i muri, e in tufo e travertino, sotto i colonnati; le fondazioni erano rivestite da blocchi di marmo. Vi si accedeva per mezzo di una scalinata frontale di 17 gradini in marmo, su fondazioni in cementizio, interrotta al centro da un altare. …
Funzioni
Nei portici del complesso monumentale si svolgevano le attività giudiziarie dei pretori urbani, mentre nel tempio si tenevano le riunioni del Senato per deliberare su guerre e trionfi. Vi si custodivano inoltre le insegne delle legioni perdute in guerra e in seguito recuperate, come quelle perse da Crasso contro i Parti nella battaglia di Carre, o quelle perse da Publio Quintilio Varo contro i Germani nella battaglia della foresta di Teutoburgo.
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Testo da Wikipedia, l’enciclopedia libera, con licenza CC BY-SA 4.0. Voce completa: «Foro di Augusto».
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Come arrivare
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Domande frequenti
Dove si trova Foro di Augusto?
Foro di Augusto si trova nel comune di Roma, in provincia di Roma (Lazio). Coordinate: 41.89417, 12.48667.
Cosa vedere vicino a Foro di Augusto?
Nei dintorni si trovano: Tempio di Marte Ultore (a 0 m), Casa dei Cavalieri di Rodi (a 100 m), Tempio di Minerva (a 100 m).
Fonti e licenze
Testo. Wikipedia, l’enciclopedia libera (CC BY-SA 4.0).
Dati. Wikidata (CC0); orari e contatti OpenStreetMap (ODbL).
Foto. Wikimedia Commons, autore e licenza su ogni immagine.
Crediti delle 9 foto
- Temple Mars Vengeur - Rome (IT62) - 2021-08-30 - 1 — Chabe01, CC BY-SA 4.0
- 20140804 Forum of Augustus Rome 0679 — Jakub Hałun, CC BY-SA 4.0
- Blick vom Palatin auf das Forum des Augustus — Rudolfo Kithera, CC0
- Colorful marble pavement of Forum of Augustus — Andrejsmirnov97, CC BY-SA 3.0
- Firewall of Forum of Augustus — Andrejsmirnov97, CC BY-SA 3.0
- Foro di Augusto - panoramio (10) — Mister No, CC BY 3.0
- Foro di Augusto (14824297646) — fotokoci, CC0
- Foro di Augusto din Roma — Cezar Suceveanu, CC BY-SA 4.0
- Foro di Augusto panorama — СССР, CC BY-SA 2.5 ca
Aggiornato il 28 ottobre 2026. Tutte le fonti e le licenze