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Foto: Davide Papalini, CC BY 2.5 · Wikimedia Commons
Villa / Palazzo storico, XVI secolo
Palazzo Peloso Cepolla
Palazzo di Albenga
In breve
- Epoca
- Rinascimento, XVI secolo
- Tutela
- Bene culturale italiano
- Coordinate
- 44°02′56″ N, 8°12′46″ E
- Indirizzo
- Piazza San Michele, 12-13, Albenga (SV)
Storia e descrizione
Il palazzo Peloso Cepolla è un palazzo situato in piazza San Michele, nel centro storico di Albenga, in provincia di Savona.
L'edificio è il prodotto finale di varie evoluzioni. Incorpora nella facciata una torre duecentesca, con un basamento in pietra nera in cui si apre una porta leggermente ogivale e la parte superiore in mattoni rossi; la sommità, un tempo merlata, nel XVI secolo è stata modificata creando una fascia decorativa, quando il nobile Prospero Cepolla accorpò il complesso di case medievali di sua proprietà nell'angolo della piazza risistemandolo in modo più omogeneo.
La facciata è relativamente semplice (più bella quella laterale con tracce di affreschi medievali): è invece il piano nobile ciò che rende il palazzo uno dei più importanti di Albenga. Presenta infatti un vasto apparato decorativo realizzato nell'arco di cinque secoli, dal XV al XIX. Una parte degli affreschi interni è di ispirazione umanistica e risalente alla seconda metà del XV secolo; è situata al secondo piano, nella sala detta "dei filosofi".
Storia
Una delle più antiche e nobili famiglie di Albenga, nonostante sia sempre rimasta nella sua zona d'origine, guadagnò grandi ricchezze e un ruolo importante nella città, legandosi in matrimonio per ben due volte nello stesso secolo con un casato potente come quello Doria. La famiglia Cepolla, nota in città dal 1222, si divise nella seconda metà del Duecento in due rami, legati uno al potere feudale dei marchesi di Clavesana, l'altro all'ambito comunale; i suoi membri, molto numerosi, ricoprirono cariche nell'amministrazione del comune e gestirono una cospicua attività in campo finanziario. Furono infeudati di Aquila, Onzo, Alto, Caprauna, Nasino ed ebbero titolo comitale.
Nei catasti comunali più antichi i Cepolla risultano essere in assoluto la famiglia più abbiente della città, possedendo numerose torri, fabbricati e residenze; la fortuna, è da supporre, era stata fatta con il commercio navale, come per la gran parte delle famiglie liguri.
Il membro più importante della dinastia, almeno per il palazzo, fu certamente Prospero di Pietro e Bianca Doria, nato nel 1543 e sposato nella seconda metà del secolo con Teodora Costa. Costui avviò grandi lavori di ristrutturazione delle case nell'isolato sulla piazza della Cattedrale, che proprio per il gran numero di rami della famiglia nel tempo si presentava come un insieme disomogeneo di abitati medievali all'ombra della torre; Prospero volle dotare la sua famiglia di un palazzo che svolgesse una grande funzione di rappresentanza, cosa che le case più antiche non potevano più fare. L'unificazione di tutti i corpi di fabbrica generò il palazzo che vediamo oggi, che presenta quasi un unicum nel panorama architettonico di Albenga.
La famiglia, estintasi con Vittoria nipote di Prospero che sposò Bonifacio della Lengueglia, fuse successivamente il suo cognome con quello dei Peloso, famiglia del marito della nipote di Vittoria.
Esterno
La facciata su piazza San Michele si presenta in modo relativamente modesto, in pieno stile ligure. Per quanto riguarda il pianterreno, il portale ha una semplice cornice d'ardesia ed è sormontato dallo stemma Cepolla in pietra; le due finestre che lo affiancano e che danno luce all'atrio sono inferriate. Il basamento della torre, invece, è composto da fasce regolari di grandezze diverse in pietra.
Il primo piano presenta otto finestre, di cui sette aperte senza decorazioni. La finestra della torre, invece, è più alta poiché formata da due aperture sovrapposte; presenta una movimentata cornice ornamentale in ardesia. È murata e ha un affresco che finge i vetri, gli infissi e una figura affacciata al davanzale. Questo tipo di cornice si ripete anche sull'altro lato della torre, su via Cavour, e si suppone che un tempo tutte le finestre del piano nobile avessero questa decorazione. Prova ne è la fascia d'intonaco di colore diverso presente sopra ogni finestra "nuova", a mostrare il suo posteriore abbassamento, e la corrispondente fascia bianca sugli affreschi entrefenetres nella sala del Figliol Prodigo all'interno, spazio prima occupato dalla finestra quadrata superiore e quindi non affrescato. È infine da considerare che tra i palazzi storici di Albenga coevi alla dimora dei Cepolla è molto più comune il tipo di finestra a doppia apertura presente sulla torre rispetto a quello del resto della facciata.
Al secondo piano, in corrispondenza di ogni finestra inferiore, è presente una nicchia ovale con dipinta dentro un'inferriata a losanghe davanti a un vetro. Teoricamente finestre murate, queste nicchie sono quasi tutte chiuse, diventando quindi più un elemento architettonico che una luce. Subito sopra, il cornicione a mensole conclude la facciata. …
Piano terra
Il pianterreno è quello che più è stato interessato dalle modifiche secentesche dopo il piano nobile, anche per motivi strutturali (i muri portanti devono sostenere quelli dei piani superiori). Alcune stanze di botteghe hanno parche decorazioni; quasi tutte presentano uno stemma Cepolla In pietra (una particolarità è una sala su via Cavour in cui il blasone in pietra è incassato nel muro capovolto, con le cipolle che "pendono" all'insù).
L'atrio secentesco ha tre pilastri che reggono arcate sostenenti la volta; ad oggi non sono più agibili gli ingressi laterali e ci si può accedere solo da piazza san Michele. In fondo, allineato con il portone, c'è lo scalone con l'affresco dell'imperatore Proculo sulla parete di sfondo del primo pianerottolo. Sulla destra si apre il cortile (una rarità per un palazzo ingauno), ad oggi occupato dal retro di una bottega, che dà luce all'atrio. È da sottolineare come la residenza dei Cepolla, in una città con tanti illustri esempi di scalone d'onore (cito solo ad esempio il prospiciente palazzo Costa-Della Lengueglia o i palazzi Rolandi-Ricci e Borea-Ricci), abbia uno scalone piuttosto elementare, con tre fughe con volta a botte intervallate da due pianerottoli e corrimano in ferro, in contrasto con la sua magnificenza.
Nell'atrio sono conservati cimeli del Museo Navale Romano, tra cui l'importante campana subacquea utilizzata durante le prime operazioni di recupero su navi romane. L'affresco dell'imperatore usurpatore Proculo (da cui i Cepolla pretendevano discendenza), restaurato nel 1960, è nuovamente quasi illeggibile.
Piano nobile
Le sale del piano nobile sono riccamente decorate; alcune, purtroppo, versano in cattive condizioni a causa dell'umidità o della mancanza di restauri.
La prima sala che si incontra provenendo dallo scalone è l'atrio, cui si accede passando sotto un arco con gli stemmi Cepolla, Costa (illustre famiglia ingauna cui apparteneva Teodora moglie di Prospero Cepolla, colui che accorpò il palazzo nel '600) e Doria (famiglia della madre di Prospero, Bianca). Sulla parete destra è rappresentata una flotta davanti ad Albenga (si riconosce l'Isola Gallinara, forse il dipinto rappresenta la flotta mercantile dei Cepolla), mentre la sinistra è aperta con una loggia a due arcate sul cortile interno. Nel centro della volta è rappresentata una figura femminile con spighe di grano in mano, identificabile come Cerere o l'Estate. Infine, in una lunetta della volta è rappresentata una città che, dato l'alto numero di torri, è probabilmente l'Albenga dell'epoca.
Senza dubbio la sala di maggior importanza dal punto di vista decorativo, prende il nome dall'affresco del XVII secolo nel riquadro centrale della volta: vi è infatti dipinta la scena del ritorno del figlio, tratta dalla famosa parabola di Gesù Cristo, nel momento in cui il padre (con lo sguardo rivolto verso lo spettatore e le sembianze del committente Prospero) mette l'anello al dito del figlio ritrovato. Quattro ovali nella volta rappresentano altre scene della parabola: uno è purtroppo illeggibile, mentre negli altri si può riconoscere il figlio che va con le prostitute, che partecipa ad un banchetto e che fa da guardiano ai porci. L'apparato decorativo continua riccamente anche sulle pareti, dove sono rappresentate scene naturalistiche con caccia al cinghiale, al leone e allo struzzo e due di battaglia navale. Sui tre muri senza le finestre, tutte le porte hanno cornici modanate e scolpite d'ardesia, con lo stemma Doria abraso, e sovrastate da busti di personaggi dell'età classica (presenti anche nella Sala delle Anfore): procedendo da sinistra, sono rappresentati Faustina, Vespasiano, Scipione, Marco Antonio, Alessandro e Giulio Cesare. …
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Testo da Wikipedia, l’enciclopedia libera, con licenza CC BY-SA 4.0. Voce completa: «Palazzo Peloso Cepolla».
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Domande frequenti
Dove si trova Palazzo Peloso Cepolla?
Palazzo Peloso Cepolla si trova nel comune di Albenga, in provincia di Savona (Liguria), all'indirizzo Piazza San Michele, 12-13, Albenga (SV). Coordinate: 44.04878, 8.21269.
A quando risale Palazzo Peloso Cepolla?
La datazione indicata da Wikidata è: XVI secolo.
Cosa vedere vicino a Palazzo Peloso Cepolla?
Nei dintorni si trovano: Museo navale romano (a 0 m), Albingaunum (a 100 m), Civico museo ingauno (a 100 m).
Fonti e licenze
Testo. Wikipedia, l’enciclopedia libera (CC BY-SA 4.0).
Dati. Wikidata (CC0); orari e contatti OpenStreetMap (ODbL).
Foto. Wikimedia Commons, autore e licenza su ogni immagine.
Crediti delle 5 foto
- Albenga-IMG 0348 — Davide Papalini, CC BY 2.5
- Albenga - Palazzo Peloso Cepolla - 2023-09-30 12-02-44 001 — Wiki rkit, CC BY-SA 4.0
- Basamento torre palazzo peloso cepolla — Giacomo cellerino, CC BY-SA 4.0
- Palazzo Peloso Cepolla, Albenga 02 — Superchilum, CC BY-SA 4.0
- Albenga - panoramio (1) — Emanuela Meme Giudic…, CC BY 3.0
Aggiornato il 28 ottobre 2026. Tutte le fonti e le licenze