Anfiteatro romano di Albenga
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Sito archeologico, III secolo

Anfiteatro romano di Albenga

Anfiteatro e sito archeologico di Albenga

Albenga (SV), Liguria

Indicazioni

In breve

Epoca
Età antica, III secolo
Tutela
Bene culturale italiano
Coordinate
44°02′38″ N, 8°12′40″ E
Indirizzo
Via privata proprietà Vio, Albenga (SV)

Storia e descrizione

L'Anfiteatro romano di Albenga è un complesso archeologico situato ad Albenga, in provincia di Savona, e si tratta dell'unico anfiteatro noto della Riviera di Ponente. Fu edificato, com'era consono nell'urbanistica romana, nella zona periferica della città

L'anfiteatro ingauno sorge sull'ultima propaggine collinare del Monte di San Martino (o Monte Bignone) ed era collegato alla necropoli meridionale della città dalla Via Julia Augusta, a un'altezza di circa 50 m s.l.m.. La posizione garantiva una vista che permetteva di osservare tutto il litorale, oltre al godere della brezza che rinfrescava le serate estive rendendo la zona salubre. Sotto un leggero strato di humus si trova la roccia viva. La zona, circondata da terrazzamenti, offre 3000 m² dove poter ospitare l'ellisse dell'anfiteatro, che gli abitanti dell'antica Albingaunum preferirono edificare qui invece che a ridosso della collina come in altri casi.

Storia

Fu eretto nel II secolo, probabilmente su un vecchio insediamento. Una volta in disuso, divenne un cimitero, con tombe in anfora, cappuccina e a fossa, collegato con la vicina abbazia di San Martino. Dopo l'abbandono da parte dei frati, la zona passò in mani private, che trasformarono chiesa e abbazia in abitazioni.

Si deve ad Alfredo d'Andrade la prima intuizione della presenza dell'anfiteatro romano; nei primi anni del Novecento, identificò alcune murature visibili nei pressi dell'abbazia e notò che il muro del terrazzamento seguiva una curvatura ellittica oltre che le pietre e la loro disposizione erano tipiche dell'epoca romana. Nel 1911 si deve al suo fedele assistente, il Cav. Angelo De Marchi, il rilievo fedele di quanto allora era in superficie. Questi aveva notato una parte di muro ad andamento curvilineo, estremamente spesso sul lato est a una ventina di metri da Villa Navone, già abbazia dei monaci di San Martino della Gallinara in terraferma. Proprio lo scetticismo sul fatto che un anfiteatro si potesse trovare in una posizione così inconsueta, portò nel 1934 il proprietario dell'area - l'avvocato Ambrogio Navone - a concedere la possibilità di intraprendere i primi scavi promossi dalla Società Storico-Archeologica Ingauna, d'intesa con la Regia Sovraintendenza assieme al Comune di Albenga, sotto la coordinazione di Nino Lamboglia e con l'aiuto dell'ingegner Francesco Cardani e di Mario Menegazzo. Portarono alla luce una parte del muro nord, oltre che un muro interno, grazie ai quali si poterono fare le prime ipotesi di dimensionamento dell'anfiteatro, come le dimensioni dell'arena e il muro di sostegno intermedio fra la cavea e il moenianum superiore. Gli scavi furono interrotti nel corso del 1934 perché sul resto del terreno era presente una carciofaia di cui il proprietario non voleva liberarsi. Lamboglia poté rilevare circa 60 metri di perimetro nel lato settentrionale e un brevissimo tratto del muro interno dell'arena. Questo permise di proporzionare l'edificio: un'ellisse il cui diametro maggiore misurava 72,80 m e quello minore 52,20 m, rispettivamente 245 e 175 piedi romani. …

Descrizione

Esternamente l'anfiteatro doveva aveva l'aspetto di un recinto massivo compatto, intervallato da speroni sporgenti e aperto solo in corrispondenza degli ingressi. I blocchi in pietra sono disposti su corsi orizzontali, tecnica conosciuta come petit appareil o opus vittatum, ampliamento diffuso in Gallia e in Liguria in tutto il periodo imperiale romano. Oltre che di modeste dimensioni, si direbbe costruito in maniera pressappochista e sommaria, paragonabile con quello vicino di Cemenelum (Cimez, Nizza), con il quale presenta analogie dimensionali e di disposizione in pianta.

Si può confrontare l'anfiteatro di Albenga con quelli meglio conservati di Teramo del II secolo e di Susa del I secolo. Si tratta di anfiteatri modesti dotati di un solo meniano e di due soli accessi sull'asse maggiore. La sua realizzazione viene attribuita al II secolo d.C., questo perché la tecnica utilizzata per la sua realizzazione è più facilmente databile in altri edifici di cui è certa l'epoca.

È probabile che sia la vicina abbazia e sia la chiesa, ma anche una "bastita" di cui si conosce l'esistenza ma non se ne ha più traccia, abbiano usato l'anfiteatro come cava di materiale. Inoltre alcuni resti possono essere stati rovinati duranti la preparazione dei terreni che erano usati per scopi agricoli.

Curvatura

Lo studio dell'esatta forma geometrica della struttura è assai complesso: partendo dal concetto di anfiteatro come il raddoppio del teatro antico, come il prosieguo di un semicerchio, quindi un'ellisse e infine un ovale, prima a 4 e dopo a 8 centri.

Considerando gli studi già fatti, basati sia sulla bibliografia storica, su un probabile tracciato, il risultato è che la curva degli anfiteatri sia una interpolazione tra un'ellisse, un ovale a 4 centri e a 8 centri, la cui costruzione nasce da un triangolo rettangolo centrale, le cui proporzioni tra i lati sono 3-4-5 e in base alle sue proporzioni si evolve fino a tracciare la curva. Tuttavia, dai numerosi studi fatti, una regola precisa, univoca e universale non è stata del tutto delineata. Sia considerando ovali o ellissi la curva geometrica interpola delle curve che presentano degli scarti distribuiti, questo è dovuto alle imprecisioni della costruzione oltre che all'azione anisotropa degli agenti atmosferici o a problemi correlati al suolo. La differenza tra quale forma scegliere non è solo collegata a essere il più o meno legati alla realtà ma comporta ampie problematiche dovute alla costruzione di un ovale a 8 centri, del suo perimetro e della costruzione delle curvature degli elementi interni. La maggiore differenza tra le due forme la si riscontra nel tracciamento delle curve concentriche interne, che abbiano in comune la stessa distanza da quella esterna: la variazione tra le due è molto elevata. Per procedere alla delineazione di una forma il più verosimile con quella dell'esistito, dobbiamo tenere anche conto del contesto territoriale in cui operiamo, difatti, l'area pianeggiante circostante è stata ampliata nel lato nord con un muro di contenimento descritto sopra. La forma che più si ci avvicina è un'ellisse e una forma di un ovale a 4 centri.

Ubicazione

L’anfiteatro si trova sul Monte Bignone, in un’area privata alla quale si accede solo su appuntamento. È situato all’inizio della Via Julia Augusta nel tratto che va verso Alassio, vicino al pilone funerario, alla chiesa di San Bernardino, a San Calocero al Monte e agli altri siti di sepoltura.

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Testo da Wikipedia, l’enciclopedia libera, con licenza CC BY-SA 4.0. Voce completa: «Anfiteatro romano di Albenga».

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Eventi e persone da Wikidata (CC0).

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AlbengaTreno, la più vicina
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Anfiteatro romano di AlbengaVia privata proprietà Vio, Albenga (SV)
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Domande frequenti

Dove si trova Anfiteatro romano di Albenga?

Anfiteatro romano di Albenga si trova nel comune di Albenga, in provincia di Savona (Liguria), all'indirizzo Via privata proprietà Vio, Albenga (SV). Coordinate: 44.04388, 8.21112.

Anfiteatro romano di Albenga è accessibile ai disabili?

Secondo i dati di OpenStreetMap il luogo non è accessibile in carrozzina.

A quando risale Anfiteatro romano di Albenga?

La datazione indicata da Wikidata è: III secolo.

Cosa vedere vicino a Anfiteatro romano di Albenga?

Nei dintorni si trovano: Area archeologica di San Calocero (a 200 m), Terme romane di Albenga (a 400 m), Palazzo Oddo (a 500 m).

Fonti e licenze

Testo. Wikipedia, l’enciclopedia libera (CC BY-SA 4.0).

Dati. Wikidata (CC0); orari e contatti OpenStreetMap (ODbL).

Foto. Wikimedia Commons, autore e licenza su ogni immagine.

Crediti delle 4 foto
  1. Anfiteatro alla fine dello scavo — Unknown author Unknown author, Public domain
  2. Anfiteatro romano di Albenga — Raiko, CC BY-SA 4.0
  3. Muro dell'ex-anfiteatro romano di Albenga — Raiko, CC BY-SA 4.0
  4. Muri interni dell'anfiteatro — Raiko, CC BY-SA 4.0

Aggiornato il 28 ottobre 2026. Tutte le fonti e le licenze

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