Terme romane di Albenga
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Foto: Raiko, CC BY-SA 4.0 · Wikimedia Commons

Sito archeologico, II secolo

Terme romane di Albenga

Sito archeologico di Albenga, Italia

Albenga (SV), Liguria

Indicazioni

In breve

Epoca
Età antica, II secolo
Coordinate
44°02′49″ N, 8°12′46″ E

Storia e descrizione

Le terme romane di Albenga sono un complesso di bagni (terme) dell'antica Roma nel letto del fiume Centa ad Albenga.

Nell'alveo del fiume Centa sono presenti diverse rovine antiche, era il suburbio della antica Albingaunum e la zona fuori le mura della città medievale. La valenza archeologica dell'area era già nota, difatti in alcuni scavi realizzati per proteggere la Città dalle piene del Centa sono emersi resti, come quello di una statua virile. Nel corso degli scavi per l'allargamento dell'alveo nel 2001 è emerso il complesso paleocristiano con la chiesa medievale di San Clemente, sorto sulle antiche rovine delle terme romane. C'erano altresì delle canalette di deflusso e dei laterizi appartenenti a un suspensurae che però non denunciavano la scoperta delle terme. Invece durante i lavori di nuova arginatura venne alla luce un'estesa area termale di circa 2000 mq, di cui una parte sotto moderni edifici, lungo un asse est-ovest di circa 60 m, parallelo al fiume, su cui si allineano una piscina all'aperto (natatio) e i vani destinati alle abluzioni, secondo la tipica sequenza che prevedeva il passaggio dagli ambienti freddi a quelli gradualmente riscaldati.

Storia

L'edificio termale è stato realizzato in più fasi, dalla datazione delle tecniche costruttive e dai materiali utilizzati si può classificare la fase edificatoria tra la fine del I secolo d.C. e gli inizi del III secolo. Si è a conoscenza di un'epigrafe dispersa nel XVI secolo utilizzata nelle murature della vicina San Calocero, tale epigrafe narrava che un balneum pubblico iniziato alla fine del II secolo d.C. dal proconsole della provincia d'Africa, M. Valerio Bradua Maurico, fu portato a termine da Q. Virio Egnazio durante il regno di Caracalla agli inizi del III secolo quando ricopriva importanti cariche pubbliche a Roma. Dopo gli scavi il fiume Centa ruppe una parte della pavimentazione mettendo in luce una struttura appoggiata su pali, uno di questi è stato tagliato e analizzato dimostrando che è stato tagliato intorno al 70 d.C. il che rende lineare l'ipotesi della datazione precedente.

Nel 2001 vennero alla luce durante gli scavi per l'allargamento dell'argine del Centa. Vittorio Sgarbi durante la visita in qualità di sottosegretario dei beni culturali propose di realizzare un intervento che andasse a rendere fruibile lo scavo e conservarlo per le visite, ma non se ne fece niente perché non garantiva la sicurezza del fiume.

Un'altra epigrafe del II secolo d.C. parla di opere di derivazione delle acque del Centa, probabilmente la conferma che era utilizzata la sua acqua per approvvigionare le terme.

Nel 2021 la Soprintendenza archeologica di Genova, nella figura della dott.ssa Marta Conventi, avvia la campagna di scavi nella seconda parte delle terme, solo indagata nel 2001. Qua è emersa la sagoma della piscina romana con 9 tombe presenti al suo interno ed è stata ritrovata un'epigrafe del V secolo di un certo Leoninus; questo è un ritrovamento importante perché ci dice che la città nel V secolo rimane ricca, con persone capaci di acquistare il marmo e con maestranze capaci di lavorarlo, a differenza di quanto avviene in molte realtà che dopo la caduta dell'Impero Romano si vanno a disgregare. Viene ritrovata anche una mano di una statua.

Descrizione

Fuori dalle mura cittadine si accedeva al lato settentrionale delle terme, questo perché il Centa passava a nord del centro storico e non a sud come ora, era probabilmente presente un corso d'acqua del delta. L'ingresso era una scalinata larga 30 m con 4 gradini sopra la quale c'era forse un porticato, che immetteva in una grande area con il pavimento in battuto di malta, usato come palestra per gli esercizi fisici prima di fare il bagno, com'era uso dei romani. Qui è stato rinvenuto un edificio con tre vani di cui non si ha certezza dell'uso, probabilmente usato in parte come spogliatoio; l'esiguità delle murature rinvenute non permette di dare la certezza se il presunto apodyterium (cioè il vestibolo principale per l'ingresso e l'uscita nei bagni pubblici, costituito da un ampio spogliatoio con cabine, scaffali o nicchie dove i cittadini riponevano i vestiti e altri oggetti personali) ed il vano d'accesso al frigidarium comunicassero. I tre vani comunicavano comunque con gli ambienti retrostanti, di servizio, ubicati in un'area ancora in gran parte inesplorata adiacente al calidarium. Uno di questi ambiente, dalla pianta stretta e allungata con il pavimento in battuto di malta, era accessibile dall'atrio dell'apodyterium. Questi vani avevano una pavimentazione in tegole smarginate, come quelle usate negli ipocatusti, che non erano utilizzate per gli ambienti riscaldati. Ad est della scalinata è presente muro scandito da lesene che è all'interno dell'alveo anche se non più distinguibile perché coperto è rovinato, questo delimitava un'area rettangolare in terra, un cortile, usato forse come giardino o palestra, dove su un basamento in pietra sarebbe stata collocata una statua virile rinvenuta nel 1910 e che oggi trova sede nella Sala dei Consoli del Palazzo del Comune …

Chiesa di San Clemente

Sopra l'antico plesso termale romano è stata edificata una prima chiesa paleocristiana, poi abbandonata e ancora riedificata in epoca medievale e dedicata a San Clemente. La prima struttura è databile intorno al IV secolo ed era presente una vasca battesimale ottagonale al suo interno venuta alla luce assieme agli scavi fatti per le terme. E' difatti possibile immaginare che la prima comunità cristiana libera di professare la religione si fosse dotata di una chiesa in una zona non centrale della città. Sapendo che nel 451 c'era un vescovo nella Diocesi di Albenga-Imperia, Quintus, e che questi per essere vescovo doveva avere una Cattedrale riferita alla sua carica episcopale, è presumibile che tale struttura potesse essere la prima cattedrale di Albenga, che in seguito alla costruzione di quella attuale al centro della Città, venne abbandonata, per essere recuperata solo in epoca medievale. La chiesa è stata utilizzata rielaborata fino al XIII secolo dai cavalieri di Malta. Nel 1624 nel Sacro e Vago Giardinello si parla ancora di questa chiesa come una di quelle in caduta e diroccate. Viene abbandonata nei decenni successivi e poi inghiottita dal Centa.

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Testo da Wikipedia, l’enciclopedia libera, con licenza CC BY-SA 4.0. Voce completa: «Terme romane di Albenga».

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Domande frequenti

Dove si trova Terme romane di Albenga?

Terme romane di Albenga si trova nel comune di Albenga, in provincia di Savona (Liguria). Coordinate: 44.04690, 8.21290.

A quando risale Terme romane di Albenga?

La datazione indicata da Wikidata è: II secolo.

Cosa vedere vicino a Terme romane di Albenga?

Nei dintorni si trovano: Palazzo Oddo (a 100 m), Museo navale romano (a 200 m), Palazzo Peloso Cepolla (a 200 m).

Fonti e licenze

Testo. Wikipedia, l’enciclopedia libera (CC BY-SA 4.0).

Dati. Wikidata (CC0); orari e contatti OpenStreetMap (ODbL).

Foto. Wikimedia Commons, autore e licenza su ogni immagine.

Crediti delle 3 foto
  1. Pianta delle terme romane di Albenga — Raiko, CC BY-SA 4.0
  2. CoA Comune di Albenga — Nuada, CC BY-SA 3.0
  3. Roman Baths in Bath Spa, England - July 2006 — Diliff, CC BY 2.5

Aggiornato il 28 ottobre 2026. Tutte le fonti e le licenze

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