Foto: Stefano Costa, CC BY-SA 3.0 · Wikimedia Commons
Sito archeologico
Albintimilium
Antica città della Liguria e sito archeologico nel comune italiano di Ventimiglia (IM)
Ventimiglia (IM), Liguria
In breve
- Tipo
- Sito archeologico
- Tutela
- Bene culturale italiano
- Coordinate
- 43°47′21″ N, 7°37′36″ E
- Indirizzo
- Corso Genova, 134, 18034 Ventimiglia
Storia e descrizione
Albintimilium è un sito archeologico statale di epoca preromana e romana a Nervia, frazione di Ventimiglia, in Italia.
Albintimilium era la capitale del popolo degli Intemelii o Intimilii, nota anche come Albium Intemelium. Fu, unitamente ad Albium Ingaunum (Albenga), una delle più importanti sedi degli antichi Liguri.
In età romana conseguì il diritto latino e nell'89 a.C. costituì un municipium. I limiti del territorio della città romana sono imprecisati: Strabone la definisce come una grande città che si estendeva lungo la costa da Monaco a Sanremo, compreso l'entroterra. Il suo nucleo si trovava nel canale naturale tra il fiume Roja e il torrente Nervia.
In età medievale la città venne abbandonata e la popolazione si spostò verso l'interno del territorio. In questo periodo le rovine della città romana vennero ricoperte da una vasta duna di sabbia portata dai venti sulla spiaggia alla foce del Nervia.
Cronologia del sito
La scoperta dell'Albintimilium romana è successiva al Trattato di Torino del 1860, che portò all'uso della sabbia per la costruzione della stazione ferroviaria internazionale e della nuova Ventimiglia moderna. A iniziare gli scavi fu l'archeologo e storico Girolamo Rossi.
Sfortunatamente, la legislazione che regolava il settore archeologico era ancora imperfetta e permetteva scavi clandestini. La zona maggiormente colpita da questo fu la necropoli, i cui corredi andarono ad arricchire musei stranieri e cittadini privati; i reperti vennero salvati solo in piccola parte nel nascente museo locale e nella Villa Hanbury.
Girolamo Rossi scavò e scoprì una parte del teatro nel 1877 e le terme nel 1900. Nel 1908 riassunse i risultati delle sue ricerche nel volume I Liguri Intemeli. Dopo la sua morte, dal 1915 al 1918 si ebbero i primi scavi sistematici a cura della Soprintendenza alle Antichità del Piemonte e della Liguria, sotto la direzione di Pietro Barocelli, che rinvenne buona parte del teatro, le mura, le insulae a nord e 145 tombe della necropoli. I materiali di queste ultime sono stati divisi tra i musei di Ventimiglia, Genova e Torino.
Dopo un periodo di stasi, gli scavi vennero ripresi in una serie di campagne a cura di Nino Lamboglia dal 1938 al 1976, interrotte solamente negli anni della guerra. Lamboglia ricostruì inoltre la storia dell'intero municipio romano di Albintimilium.
Il sito archeologico venne aperto al pubblico nel 1980 e permette di visitare un antiquarium con una ricca selezione di reperti rinvenuti a seguito degli scavi, i resti del teatro e delle terme.
Teatro
Il teatro romano risale alla fine del II secolo e all'inizio del III secolo d.C. e sorge al limite nord-occidentale dell'area cittadina, vicino alla necropoli. È certo che per erigerlo vennero demoliti edifici già esistenti come un tratto delle mura occidentali e parte della torre sud della Porta di Provenza. Venne scoperto superficialmente nel 1877 da Girolamo Rossi; continuò i lavori, rinvenendone circa i due terzi, la compagnia di Pietro Barocelli. Lo scavo fu terminato nei decenni successivi da Nino Lamboglia.
Le strade
Come tutte le città di fondazione romana anche Albintimilium presenta lo schema quadrangolare del castrum, di cui sono stati individuati due cardi e tre decumani.
Negli scavi del 1950 è stato rinvenuto il decumanus maximus che divide i quartieri alti, liguri-romani, da quelli bassi, puramente romani, fino alla Porta di Provenza. Il decumanus maximus è largo 2,95 m e ai suoi lati presenta due marciapiedi (crepidines) perfettamente conservati. Il lastricato venne abbandonato dalla manutenzione municipale intorno al V secolo d.C. e ad esso si sovrappongono 17 livelli di rialzamento. Dal basso verso l'alto si distinguono tre ciottolati:
uno inferiore, molto curato, che si sovrappone ai primi otto livelli
uno intermedio, in parte distrutto, che come certe strutture ai lati della strada risale all'età bizantina. Appare tagliato e occupato da tombe collocate longitudinalmente alla strada
uno superiore, spesso 1,65 m, in pietra della Turbie, che riempiva tutta la lunghezza della strada. Nell'Alto Medioevo, sopra di esso venne costruito un muretto longitudinale che tolse a questa strada il ruolo di strada principale.
Negli scavi del 1930-40 è stato scoperto un decumano minore (decumano B) più a sud, largo 3,80 m e privo di marciapiedi, che traccia il confine del primo insediamento romano e presenta successioni di strati ricollegabili a fasi edilizie determinate. Questo decumano venne notevolmente ristretto nel II secolo d.C. e appare interrotto ad est dalla costruzione di un'insula.
Venne riportato alla luce anche un terzo decumano (decumano A) che è stato identificato come la Via Julia Augusta, l'unica strada carreggiabile di età romana nella Liguria occidentale.
Scavi successivi hanno ritrovato due cardini (A e B), perfettamente ortogonali ai due decumani.
Il cardo A venne costruito inizialmente come strada di collegamento tra il decumano massimo e il mare; in seguito, venne delimitato da case (domus) di età imperiale, età in cui cessa la sua funzione pubblica.
Il cardo B, nonostante la sua considerevole larghezza, dovette essere stato considerato dall'inizio una strada pedonale di secondo ordine. Fino al medio-impero è stato diviso in due zone con uno scopo preciso:
la zona di levante presenta una sovrapposizione di suoli battuti con funzione di marciapiede. …
Necropoli
Appena fuori dalla città, dalla porta occidentale, il decumanus maximus diventava la "via dei Sepolcri" che attraversava la grandissima necropoli della zona che comprende la necropoli occidentale, quella lungo il decumano massimo a levante e quella settentrionale ai lati della strada minore.
Le tombe sono state il primo reperto ad essere rinvenuto quando nel 1865 iniziarono gli scavi per impiegare la sabbia nella costruzione della Ventimiglia moderna. I primi oggetti rinvenuti sono tuttavia andati dispersi a causa degli scavi clandestini.
La maggior parte delle tombe appartiene ai primi due secoli dell'impero. Le più antiche, fatte a incinerazione, sono ricchissime di suppellettili databili dall'1 al 160 d.C. che si sono conservate in modo eccezionale grazie alla sabbia. Le tombe più tarde sono state fatte a inumazione e hanno un corredo più povero.
Alcune sepolture erano raggruppate in recinti di famiglia, anche se pochi erano veramente monumentali.
Le tombe scoperte da Barocelli sono numerate dall'1 al 146 e da quelle provengono decine di iscrizioni e stele funerarie che conservano una parte dei nomi delle famiglie più illustri di Albintimilium. Dopo il 1938 sono state rinvenute da Lamboglia le tombe dal 148 al 185 nell'area del teatro e lungo il decumano massimo.
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Testo da Wikipedia, l’enciclopedia libera, con licenza CC BY-SA 4.0. Voce completa: «Albintimilium».
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Domande frequenti
Dove si trova Albintimilium?
Albintimilium si trova nel comune di Ventimiglia, in provincia di Imperia (Liguria), all'indirizzo Corso Genova, 134, 18034 Ventimiglia. Coordinate: 43.78928, 7.62674.
Quali sono gli orari di Albintimilium?
Secondo OpenStreetMap gli orari sono: Sep 16-Jun 15: Tu-Fr,Sa,Su[1,3] 09:00-14:00; Jun 16-Sep 15: Sa,Su[1,3] 13:00-19:00; Mo off, Su[2,4] off. Verifica sempre sul sito ufficiale prima della visita.
Cosa vedere vicino a Albintimilium?
Nei dintorni si trovano: Teatro romano di Albintimilum (a 100 m), Convento delle Canonichesse Lateranensi (a 2 km), Fortezza dell'Annunziata (a 2,5 km).
Fonti e licenze
Testo. Wikipedia, l’enciclopedia libera (CC BY-SA 4.0).
Dati. Wikidata (CC0); orari e contatti OpenStreetMap (ODbL).
Foto. Wikimedia Commons, autore e licenza su ogni immagine.
Crediti delle 2 foto
- Albintimilium - Insulae — Stefano Costa, CC BY-SA 3.0
- A nord del teatro romano Albintimilium — Patafisik, CC BY-SA 4.0
Aggiornato il 28 ottobre 2026. Tutte le fonti e le licenze
