Foto: Giovanni Pinza, Public domain · Wikimedia Commons

Sito archeologico

Necropoli dell'Esquilino

Necropoli della Roma antica, in uso dall'VIII al I secolo a.C

Roma (RM), Lazio

  • Nel Centro storico di Roma, le proprietà extraterritoriali della Santa Sede nella città e San Paolo fuori le Mura, patrimonio UNESCO
Indicazioni

In breve

Coordinate
41°53′45″ N, 12°30′08″ E

Storia e descrizione

La necropoli dell'Esquilino è la principale e più estesa necropoli protostorica di Roma. Si trovava a cavallo delle antiche Mura serviane, occupando principalmente la zona di piazza San Martino ai Monti, la dorsale di via dello Statuto, l'area di piazza Vittorio Emanuele II (in particolare presso la chiesa di sant'Eusebio) e dell'arco di San Vito (Porta Esquilina).

Storia

L'inizio della sua frequentazione corrisponde alla cessazione d'uso della necropoli del Foro, abbandonata a partire dalla seconda metà dell'VIII secolo a.C. (con l'eccezione delle tombe d'infanti, i suggrundaria, attestate fino alla fine del VII secolo a.C.) e testimonia l'allargamento della città in direzione della Velia e del Foro.

La necropoli si caratterizza per la presenza di corredi più ricchi e forniti di armi, tipici di una classe aristocratico-guerriera nata sul modello già attestato per altre zone del litorale tirrenico, come l'Etruria e la Campania.

Vi si trovano sepolture della fase IIB e, più tipicamente, del III periodo della cultura laziale, caratterizzate da corredi con vasi dalle forme più compresse (invece che globulari), con anse a doppio foro (bifore), più allungate verso l'alto e munite di decorazioni con costolature invece che a graffito o a stampo.

La necropoli fu utilizzata fino alla seconda metà del I secolo a.C. e si concluse con la bonifica del sito tra il 42 ed il 38 a.C. (probabilmente un colossale interro) da parte di Gaio Cilnio Mecenate (68 a.C.-8 a.C.), amico e consigliere di Augusto (27 a.C.-14 d.C.), che vi costruì una villa suburbana (Horti Maecenatis).

La scoperta del sepolcreto, il più esteso fra quelli rinvenuti in Roma, va collegata con l'indiscriminato fervore urbanistico-edilizio che interessò la città negli anni immediatamente successivi al 1870 ed alla proclamazione di Roma Capitale.

Gli sterri necessari per realizzare la rete viaria del nuovo quartiere Esquilino portarono alla luce numerose sepolture protostoriche, che apparvero addensate principalmente lungo la dorsale del tracciato di via Giovanni Lanza e nell'area dell'attuale piazza Vittorio Emanuele II. …

Le tombe principali ed i corredi

La sepoltura fu trovata nel 1885 durante gli scavi per l'apertura di via Giovanni Lanza. Si tratta di una tomba a fossa, con rito inumatorio (non incineratorio come ritenne Pinza), ed è una delle sepolture più antiche della necropoli, databile al periodo IIB della cultura laziale (fine del IX - inizi VIII secolo a.C.).

Fra gli elementi datanti del corredo spicca la fibula ad arco ingrossato, caratteristica proprio della fase IIB di Roma, largamente diffusa in ambito campano, anzi probabilmente ispirata ai modelli della cultura delle tombe a fossa campane (Fossakultur). Tale tipologia di fibula verrà soppiantata nel III periodo dalla fibula a sanguisuga, tipica della cultura villanoviana.

Anche le tazze ad ansa bifora insellata e ad ansa bifora cornuta derivano da analoghi esemplari della cultura delle tombe a fossa di area campana e rappresentano l'elemento di novità nella necropoli esquilina rispetto alla più antica necropoli del Foro, in cui le tazze presentano caratteristiche notevolmente diverse.

Tomba a fossa trovata nel 1885 su via Giovanni Lanza. Vi era deposto lo scheletro di un individuo di sesso femminile (come indicato dalla presenza di una collana in vaghi di pasta vitrea nel corredo), di cui si conservava solo parte del cranio. Gli oggetti posti a corredo, fra i quali l'anfora, la tazza ad ansa bifora cornuta e la fibula ad arco ingrossato, presentano somiglianze con quelli della tomba 11.

Trovata nel 1887 in via Giovanni Lanza presso San Martino ai Monti, era del tipo a fossa rivestita rozzamente con blocchi di tufo del Palatino e con una pseudovolticella a copertura, anch'essa in blocchi di tufo. I resti ossei appartenevano ad un individuo di sesso femminile, come forse indica la presenza della fuseruola a corredo. Quest'ultimo mostra i segni dell'influsso della cultura villanoviana, in particolare l'orciolo biconico, strettamente dipendente dai cinerari villanoviani sebbene con alcune modifiche dovute all'ambiente della cultura delle tombe a fossa. …

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Testo da Wikipedia, l’enciclopedia libera, con licenza CC BY-SA 4.0. Voce completa: «Necropoli dell'Esquilino».

Come arrivare

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Necropoli dell'Esquilino
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Domande frequenti

Dove si trova Necropoli dell'Esquilino?

Necropoli dell'Esquilino si trova nel comune di Roma, in provincia di Roma (Lazio). Coordinate: 41.89570, 12.50220.

Cosa vedere vicino a Necropoli dell'Esquilino?

Nei dintorni si trovano: Porta Esquilina (a 100 m), Villa Palombara (a 100 m), Ninfeo di Alessandro (a 100 m).

Fonti e licenze

Testo. Wikipedia, l’enciclopedia libera (CC BY-SA 4.0).

Dati. Wikidata (CC0); orari e contatti OpenStreetMap (ODbL).

Foto. Wikimedia Commons, autore e licenza su ogni immagine.

Crediti delle 1 foto
  1. Necropoli Esquilina — Giovanni Pinza, Public domain

Aggiornato il 28 ottobre 2026. Tutte le fonti e le licenze

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