Foto: G. Gabelli, CC BY-SA 3.0 · Wikimedia Commons
Museo, 1760
Museo archeologico nazionale di Parma
Museo statale italiano a Parma
Parma (PR), Emilia-Romagna
In breve
- Tipo
- Museo
- Epoca
- Età moderna, 1760
- Fondatore
- Filippo I di Parma
- Tutela
- Bene culturale italiano
- Coordinate
- 44°48′16″ N, 10°19′32″ E
- Indirizzo
- piazzale della Pilotta, 15
Storia e descrizione
Il museo archeologico nazionale di Parma è uno spazio espositivo situato in piazza della Pilotta a Parma, nell'ala sud-occidentale del palazzo della Pilotta; fondato nel 1760, è uno dei primi musei archeologici sorti nel territorio italiano.
Storia
In seguito alla fortuita scoperta nel 1747 di alcuni frammenti di una tavola bronzea d'epoca romana a Velleia, nel 1760 il duca di Parma Filippo di Borbone intraprese una campagna di scavi archeologici, che permise di portare subito alla luce il foro cittadino; le ricerche consentirono di rinvenire anche una serie di pregevoli reperti, che il Duca fece portare a Parma, fondando così, all'interno di un piccolo edificio adiacente al complesso della Pilotta, il Ducale Museo di Antichità.
La collezione si arricchì presto di nuovi materiali, provenienti sia dagli scavi di Velleia, che nella prima fase proseguirono fino al 1765, sia dal sito di Luceria, che, all'epoca appartenente al ducato di Parma e Piacenza, fu portato alla luce a partire dal 1776; altri pezzi, già appartenuti ai Farnese e ai Gonzaga, giunsero rispettivamente dal colle Palatino di Roma e da Guastalla.
Nel 1803, in epoca napoleonica, i reperti di maggior valore furono traslati a Parigi, ma dopo la Restaurazione furono restituiti al museo.
Nei decenni seguenti, la duchessa Maria Luigia arricchì ulteriormente il museo con nuovi materiali, in parte provenienti da Velleia, ove promosse una nuova campagna, e in parte dalla città di Parma, ove furono rinvenuti nel corso di scavi vari monumenti d'epoca romana; altri reperti giunsero grazie all'acquisto di monete, oggetti e ceramiche d'epoca greca, etrusca, italiota ed egizia, su iniziativa della Duchessa, che nel 1817 decise di spostare il museo nella sua sede definitiva, all'interno del palazzo della Pilotta.
Dopo l'Unità d'Italia, nel 1866 le dodici statue in marmo provenienti dalla basilica di Velleia, fino ad allora conservate nella vicina galleria, furono spostate nel museo d'Antichità; l'anno seguente il nuovo direttore Luigi Pigorini creò il primo nucleo della sezione preistorica, che presto si arricchì anche grazie alle ricerche di Pellegrino Strobel.
Nel 1965 il museo fu riallestito su due sezioni, corrispondenti a due diversi livelli dell'ala sud-occidentale del palazzo della Pilotta. …
Percorso espositivo
Il museo si articola in una serie di sezioni espositive.
La sezione delle collezioni storiche, esposta in gran parte nella sala delle ceramiche, riunisce materiali raccolti dal museo tra il XVIII e il XIX secolo e provenienti da territori esterni al Parmense: gli oggetti d'epoca greca ed etrusca furono acquistati in gran parte dopo il 1830, durante la direzione di Michele Lopez; i marmi d'età romana, comprendenti una testa di Zeus (collocata di fronte al teatro Farnese), una copia del Satiro flautista di Lisippo, un torso di Eros, una grande testa di Giove Serapide e un busto di Lucio Vero, furono prevalentemente acquisiti nei decenni precedenti dalle collezioni Farnese di Roma e Gonzaga di Guastalla; i materiali paleocristiani, costituiti da lapidi funerarie e manufatti tardoromani, furono acquistati in più riprese.
Al centro della sala, dominata dal soffitto a cassettoni lignei, è posto un grande tavolo antico, recuperato nel corso del restauro dell'Ala Nuova; sul piano sono collocate, all'interno di teche in vetro, numerose ceramiche d'epoca greca, etrusca, italiota e romana; tra gli oggetti esposti, spiccano alcune anfore dipinte etrusche rinvenute a Vulci e vasi italioti provenienti dall'antica Apulia.
Lungo la corta parete settentrionale sono poste quattro vetrine, contenenti altri oggetti d'età etrusca, tra cui vari bronzi, specchi, statuette e terrecotte. Il lato occidentale, aperto sul Lungoparma attraverso cinque finestroni, accoglie quattro statue romane marmoree, collocate su piedistalli. Sul breve fianco meridionale, tra due porte delimitate da stipiti modanati e architravi in rilievo, è posizionata una vetrina, al cui interno è esposto un bassorilievo di Oceano. Infine, la lunga parete orientale ospita, su alti basamenti, cinque busti e una testa in marmo d'epoca romana, situati ai lati e in mezzo a due porte anch'esse decorate con cornici. …
Continua a leggere su Wikipedia
Testo da Wikipedia, l’enciclopedia libera, con licenza CC BY-SA 4.0. Voce completa: «Museo archeologico nazionale di Parma».
Linea del tempo
- 1760Fondazione e apertura
Persone
Eventi e persone da Wikidata (CC0).
Foto
Come arrivare
Distanze in linea d’aria, non a piedi o in auto.
Nei dintorni
Vedi sulla mappaAltri musei in Emilia-Romagna
- Gratis 1ª domenica
Domande frequenti
Dove si trova Museo archeologico nazionale di Parma?
Museo archeologico nazionale di Parma si trova nel comune di Parma, in provincia di Parma (Emilia-Romagna), all'indirizzo piazzale della Pilotta, 15. Coordinate: 44.80450, 10.32567.
Quanto costa l'ingresso a Museo archeologico nazionale di Parma?
L'ingresso è a pagamento, ma è gratuito la prima domenica del mese (Domenica al museo). Le tariffe aggiornate sono sul sito ufficiale.
A quando risale Museo archeologico nazionale di Parma?
La datazione indicata da Wikidata è: 1760.
Cosa vedere vicino a Museo archeologico nazionale di Parma?
Nei dintorni si trovano: Museo Bodoniano (a 0 m), Galleria nazionale di Parma (a 0 m), Teatro Farnese (a 100 m).
Fonti e licenze
Testo. Wikipedia, l’enciclopedia libera (CC BY-SA 4.0).
Dati. Wikidata (CC0); orari e contatti OpenStreetMap (ODbL).
Foto. Wikimedia Commons, autore e licenza su ogni immagine.
Crediti delle 9 foto
- Museo archeologico Parma Entry — G. Gabelli, CC BY-SA 3.0
- Parma, museo archeologico nazionale, una sala 01 — Sailko, CC BY-SA 4.0
- Busto di lucio vero, 161-169 ca. (parma) — Sailko, CC BY-SA 4.0
- Palazzo della Pilotta (Parma) - facciata del tribunale del Petitot 2019-06-07 — Parma1983, CC BY-SA 4.0
- Cratere a calice con bellerofonte che uccide la chimera e sfinge con satiri, da sommavilla sabina, 410 ac ca — Sailko, CC BY-SA 4.0
- Epoca tolemaica, statuette e ushabti — Sailko, CC BY-SA 4.0
- Ercole ebbro, I secolo dc., da veleia 01 — Sailko, CC BY-SA 4.0
- Età del bronzo medio-recente, manufatti in osso e corno di cervo, 1550-1200 ac ca, da castellazzo di fontanellato — Sailko, CC BY-SA 4.0
- Età del rame, punte di pugnali in selce, da s. prospero, traversetolo e bedonia — Sailko, CC BY-SA 4.0
Aggiornato il 28 ottobre 2026. Tutte le fonti e le licenze