Foto: sailko, CC BY-SA 3.0 · Wikimedia Commons
Museo, XVIII secolo
Pinacoteca Nazionale di Bologna
Museo statale italiano a Bologna
Bologna (BO), Emilia-Romagna
In breve
- Tipo
- Museo
- Epoca
- Età moderna, XVIII secolo
- Tutela
- Bene culturale italiano
- Coordinate
- 44°29′52″ N, 11°21′13″ E
- Indirizzo
- via delle Belle Arti, 56 - Bologna
Storia e descrizione
La Pinacoteca nazionale di Bologna è un museo statale italiano. Ha sede a nel centro storico cittadino, all'interno dell'ex noviziato gesuita, edificio storico che ospita anche l'Accademia di belle arti, e una sede distaccata presso Palazzo Pepoli Campogrande. La pinacoteca offre una vasta panoramica della pittura emiliana dal XIII al XVIII secolo; non mancano tuttavia testimonianze fondamentali di artisti non bolognesi che ebbero contatti con la città.
È di proprietà del Ministero della cultura, che dal 2019 la ha annoverata tra gli istituti museali dotati di autonomia speciale.
Il Palazzo Pepoli Campogrande è temporaneamente chiuso per restauro, la riapertura è prevista per il 2026.
Storia
Primo nucleo della futura Pinacoteca fu l'acquisto nel 1762, da parte di monsignor Giacomo Zambeccari, di otto tavole del primo Cinquecento provenienti dalla demolizione della chiesa di Santa Maria Maddalena, per l'Istituto delle Scienze e destinate ad essere conservate nell'Accademia Clementina, la sezione artistica dell'Istituto scientifico. Nel 1776, sempre per l'Accademia Clementina, fu acquistata una dozzina di tavole trecentesche e di icone bizantine provenienti dal lascito di Urbano Savorgnan, già colloxare nell'Oratorio di San Filippo Neri.
Altro polo di conservazione cittadino fu l'Appartamento del Gonfaloniere nel Palazzo Pubblico, dove, accanto a opere come la Pala del Voto di Guido Reni, lì conservate per l'alto significato civico, furono incamerati, fin dall'ultimo scorcio del Seicento, dipinti della scuola di Raffaello, di Lavinia Fontana e di Annibale Carracci.
Nel 1796 con la caduta del regime pontificio e con la nuova legislazione repubblicana, che portò alla soppressione di numerosi conventi, di tutte le corporazioni dei mestieri e allo smantellamento delle sedi dell'antico regime, il Senato bolognese decise di raccogliere i dipinti delle chiese e dei conventi soppressi e dell'Accademia delle scienze in un'unica collezione, raccogliendo quasi un migliaio di opere, sistemate prima nell'ex Convento di San Vitale; poi nel 1803 presso l'ex noviziato gesuita di Sant'Ignazio nel Borgo della Paglia, attualmente via delle Belle Arti 56, realizzato nel 1726 da Alfonso Torreggiani, come quadreria della neonata Accademia nazionale di belle arti.
Con la caduta dell'Impero napoleonico nel 1815, molte opere requisite dai francesi a seguito delle spoliazioni napoleoniche ritornarono dal Louvre in città. A quel tempo risale il primo intervento di ampliamento ad opera di Leandro Marconi. Del 1826 fu il primo catalogo ad opera di Gaetano Giordani. Ampliata nel 1844, includendovi la cappella del Convento, affrescata nella volta con l'Apoteosi di Sant'Ignazio. Tra il 1867-68, vennero incamerati molti dipinti provenienti da altre soppressioni, nel 1875 venne aperta regolarmente al pubblico, nel 1882 la Quadreria venne resa autonoma dall'Accademia e, nel 1884, vennero acquistate le Collezioni Zambeccari.
Enrico Panzacchi è stato direttore della pinacoteca dal 1891 al 1896. …
Opere principali
Gaetano Gandolfi, Le Nozze di Cana (1775), grande tela dal refettorio del convento di San Salvatore.
Simone dei Crocifissi, Madonna col Bambino, angeli e il donatore Giovanni da Piacenza (1378 circa)
Simone dei Crocifissi, Sant'Elena in adorazione della Croce ed una monaca (1375-1380)
Simone dei Crocifissi, Polittico, (1365-1370) già in S. Domenico
Giovanni di Pietro Falloppi (Giovanni da Modena), Crocifisso su tavola sagomata, dalla chiesa di San Francesco
Rinaldo di Ranuccio, Crocifisso su tavola sagomata, dalla collezione Volpi.
Lorenzo Monaco, Madonna col Bambino in trono e angeli (1402-1403 circa)
Lippo di Dalmasio, Madonna col Bambino e santi, trittico;
Pietro di Giovanni Lianori, Madonna col Bambino in trono e santi (firmato e datato 1433), polittico;
Michele di Matteo, Crocifisso su tavola sagomata;
Giovanni di Pietro Falloppi, (Giovanni da Modena), Crocifisso, tempera su tavolo e oro;
Giovanni di Pietro Falloppi, (Giovanni da Modena), San Bernardino da Siena e storie della sua vita, tempera su tela.
Pseudo Jacopino di Francesco, San Giacomo alla battaglia di Clavijo (1315-20 ca.), dalla chiesa di San Giacomo.
Sinopie e affreschi staccati dalla chiesa di Santa Apollonia di Mezzaratta:
Vitale da Bologna, Annunciazione, Natività e Battesimo di Cristo …
Continua a leggere su Wikipedia
Testo da Wikipedia, l’enciclopedia libera, con licenza CC BY-SA 4.0. Voce completa: «Pinacoteca Nazionale di Bologna».
Linea del tempo
- 1762Fondazione
- 1802Apertura
Eventi e persone da Wikidata (CC0).
Foto
Come arrivare
Distanze in linea d’aria, non a piedi o in auto.
Nei dintorni
Vedi sulla mappaAltri musei in Emilia-Romagna
Domande frequenti
Dove si trova Pinacoteca Nazionale di Bologna?
Pinacoteca Nazionale di Bologna si trova nel comune di Bologna, in provincia di Bologna (Emilia-Romagna), all'indirizzo via delle Belle Arti, 56 - Bologna. Coordinate: 44.49771, 11.35354.
Quali sono gli orari di Pinacoteca Nazionale di Bologna?
Secondo OpenStreetMap gli orari sono: Jul-Aug: Tu, We 08:30-14:00; Th-Su 13:45-19:30; Sep-Jun: Tu-Su, PH 08:30-19:30; Mo off; Jan 1 off; Dec 25 off. Verifica sempre sul sito ufficiale prima della visita.
Quanto costa l'ingresso a Pinacoteca Nazionale di Bologna?
L'ingresso è a pagamento, ma è gratuito la prima domenica del mese (Domenica al museo). Le tariffe aggiornate sono sul sito ufficiale.
Pinacoteca Nazionale di Bologna è accessibile ai disabili?
Secondo i dati di OpenStreetMap il luogo è accessibile in carrozzina.
A quando risale Pinacoteca Nazionale di Bologna?
La datazione indicata da Wikidata è: XVIII secolo.
Cosa vedere vicino a Pinacoteca Nazionale di Bologna?
Nei dintorni si trovano: Museo di palazzo Poggi (a 100 m), Museo europeo degli studenti (a 100 m), Museo geologico Giovanni Capellini (a 100 m).
Fonti e licenze
Testo. Wikipedia, l’enciclopedia libera (CC BY-SA 4.0).
Dati. Wikidata (CC0); orari e contatti OpenStreetMap (ODbL).
Foto. Wikimedia Commons, autore e licenza su ogni immagine.
Crediti delle 9 foto
- Pinacoteca nazionale di bologna 00 — sailko, CC BY-SA 3.0
- Bologna - Pinacoteca Nazionale di Bologna - "Madonna del passero" - Guercino — Monica_Rondoni, CC BY-SA 4.0
- Bologna - Pinacoteca Nazionale di Bologna - L'estasi di Santa Cecilia (dettaglio) di Raffaello Sanzio — Monica_Rondoni, CC BY-SA 4.0
- Bologna - Pinacoteca Nazionale di Bologna - sala espositiva — Monica_Rondoni, CC BY-SA 4.0
- Bologna - Pinacoteca Nazionale di Bologna - Sezione trecentesca — Monica_Rondoni, CC BY-SA 4.0
- Bologna — Pinacoteca nazionale di Bologna (outside) — Mattes, CC BY-SA 4.0
- Bologna — Pinacoteca nazionale die Bologna (segno) — Mattes, CC BY-SA 4.0
- Bologna, Italy - panoramio (82) — karel291, CC BY 3.0
- Bologna, Pinacoteca Nazionale, installazione — Abdemont, CC BY-SA 4.0
Aggiornato il 28 ottobre 2026. Tutte le fonti e le licenze
