Foto: Museo internazionale delle ceramiche, CC0 · Wikimedia Commons
Museo, 1908
Museo internazionale delle ceramiche in Faenza
Museo d'arte ceramica a Faenza, Ravenna
Faenza (RA), Emilia-Romagna
In breve
- Tipo
- Museo
- Epoca
- Età contemporanea, 1908
- Fondatore
- Gaetano Ballardini
- Tutela
- Bene culturale italiano
- Coordinate
- 44°17′22″ N, 11°52′52″ E
- Indirizzo
- Viale Alfredo Baccarini, 19, 48018 Faenza
Storia e descrizione
Il Museo Internazionale delle Ceramiche (MIC) è un museo con sede a Faenza, dedicato all'arte della ceramica. Fondato nel 1908, conserva un patrimonio di oltre 60.000 opere che documentano la produzione ceramica dal IV millennio a.C. fino all'età contemporanea.
Le collezioni comprendono manufatti delle principali tradizioni ceramiche italiane dal Medioevo all'età moderna, oltre a reperti provenienti dal Vicino Oriente antico, dall'area mediterranea di epoca classica ed ellenistica, dalle civiltà precolombiane e dal mondo islamico. Il percorso espositivo include inoltre opere dell'Estremo Oriente e un'ampia sezione dedicata alla ceramica moderna e contemporanea.
Dal 1938 il museo organizza il Premio Faenza, concorso internazionale dedicato alla ceramica d'arte, che ha contribuito nel tempo all'ampliamento delle collezioni museali attraverso l'acquisizione di opere provenienti da diversi Paesi.
Storia
Tutto ebbe origine con l'Esposizione Internazionale di Faenza del 1908 dedicata al terzo centenario della nascita di Evangelista Torricelli. Un intero quartiere della città fu attrezzato per il prestigioso evento che vide confluire a Faenza gli artisti più noti nel campo delle arti applicate. Fu un successo e Gaetano Ballardini, animatore della manifestazione e ideatore del nascente Museo delle ceramiche, poté iniziare a collocare la raccolta, nelle sale dell'ex convento di San Maglorio. Sollecitò collezionisti privati ed enti pubblici ottenendo donazioni e riconoscimenti istituzionali: fra i personaggi dell'epoca che aderirono al comitato per la fondazione del museo vi fu il forlivese Tito Pasqui.
Gaetano Ballardini non volle per il suo museo soltanto l'incremento e la diversificazione tipologica dell'antica ceramica italiana ed estera; si preoccupò sin dall'inizio di stabilire saldi rapporti con le scuole di formazione tecnica e artistica, garantendo alle stesse un bacino di esempi e esperienze tecniche con cui implementare la produzione artigianale e industriale. Fu promotore di mostre nazionali e internazionali, e diede vita alla rivista specializzata Faenza. Figlio di quel territorio che aveva dato lustro all'arte della ceramica, volle essere testimone di questa secolare vocazione per trasmetterla alle generazioni future.
Così l'identità del museo si riconobbe nella Scuola di ceramica, oggi "Istituto statale d'arte per la ceramica G. Ballardini", nel recupero scientifico delle tecniche antiche della ceramica e nella successiva promozione e vendita dei prodotti ceramici contemporanei. Unico nel suo genere, il museo faentino acquisì sempre maggior prestigio a livello internazionale e già nel 1926 comprendeva, oltre alle collezioni antiche, anche una sezione dedicata alle celebri fabbriche di ceramica europea e ai più qualificati ceramisti contemporanei. …
Il percorso espositivo
L'esposizione permanente del MIC si snoda attraverso due itinerari che separano la parte dedicata alla ceramica antica, collocata negli spazi ristrutturati dell'ex quadrilatero conventuale, da quella del Novecento ospitata nelle nuove ali edificate alla fine del secolo scorso. Con questa scelta il museo ha voluto evidenziare il fecondo rapporto fra i caratteri dei vari stili e il "fare ceramica" attraverso i secoli, fino ai giorni nostri.
Il Museo negli anni si è ampliato, con nuove sezioni e nuovi spazi, raggiungendo oggi oltre 16.000 metri quadri espositivi. Nella parte dell’antico quadrilatero conventuale sono ospitate le collezioni antiche; mentre nella parte nuova, ristrutturata negli anni '90, sono ordinate le collezioni moderne e contemporanee.
La visita inizia al pianoterra del quadrilatero conventuale, dove sono ospitate le grandi civiltà (orientale, precolombiana, romana, greca ed etrusca, del Vicino Oriente ed Egitto antico, islamica). Dal bookshop si accede poi al primo piano con il percorso dedicato alla ceramica di Faenza, al Rinascimento italiano, alla ceramica italiana dal XVII al XIX secolo, con una particolare unità riservata alla storica Manifattura Ferniani (1693-1893 ca.) di Faenza.
Si entra poi nella nuova moderna architettura con l'esposizione della sezione del primo ‘900 italiano e si prosegue nella collezione italiana dal secondo dopoguerra a oggi. Dopo la rampa, di fianco al salone dedicato alle esposizioni temporanee, si visita la Sala Europa, con le opere donate da Picasso per la ricostruzione delle Collezioni moderne del Museo dopo le distruzioni belliche, ideale anteprima alla sezione dedicata alla scultura internazionale del XX e XXI secolo, un percorso che viene arricchito ad ogni edizione del prestigioso Premio Faenza.
Il piano interrato è dedicato alle Ceramiche Popolari, al design e ai rivestimenti. In una sala dedicata è allestito l'ottocentesco Presepe Zucchini, donato al Museo nel 1990 dalla famiglia dei conti Zucchini, composto da 61 statue in terracotta dipinta con le spettacolari scenografie dipinte da Romolo Liverani.
Risalendo al pianoterra, ripercorrendo la sala delle manifatture europee, nel soppalco collocato sopra la Sala delle Classiche (arte greca, romana ed etrusca) è possibile visitare la sezione che racconta la storia del MIC, la fondazione del Museo e la sua ricostruzione dopo il bombardamento del 1944.
Ceramica in Italia dal Medioevo all'Ottocento
I primi reperti di ceramica faentina risalgono ai primi secoli dopo l'anno 1000. Gli artigiani poterono giovarsi delle terre locali, utili alla lavorazione dei manufatti principalmente per uso domestico e, nella foggiatura delle forme e i decori, seppero mediare con originalità la cultura lombardo veneta e quella della vicina Toscana.
Faenza infatti, sin dall'alto medioevo, ricadeva in un'area attraversata dagli intensi traffici che provenivano sia dalla via Emilia, sia dalle arterie transappenniniche che dalla Toscana conducevano al nord est della penisola e lì s'incrociavano.
Per la maiolica, sul biscotto di prima cottura si poteva applicare lo smalto e decorarlo a pennello oppure, per i manufatti chiamati graffiti, l'oggetto ancora crudo veniva rivestito d'ingobbio e poteva essere graffiato con una punta per poi essere cotto, successivamente decorato e infine rivestito da una vetrina trasparente.
Per i decori la ceramica si avvalse del coevo repertorio delle arti minori in cui campeggiavano, nei tessuti, nelle miniature e l'oreficeria, sia il bestiario medievale con i suoi motivi fitomorfi e gli animali fantastici, sia i temi araldici atti a dar lustro alle varie casate che hanno contraddistinto la storia faentina di questo periodo, come per i Manfredi signori di Faenza dal 1313 al 1505.
Interessante il recupero, nella fine del Trecento, anche di temi leggendari tratti dalla classicità. Ne è testimonianza, su un boccale della fine del XIV secolo, una decorazione con Aristotele cavalcato da Filide che rievoca l'allegoria, diffusa dal XIV al XVI secolo, della supremazia della donna sull'uomo.
È lo stile arcaico che tradurrà, anche in quest'arte minore, l'immaginario medioevale traghettandolo fino alle soglie del XV secolo.
Agli inizi del Quattrocento, al termine della fase arcaica, le ceramiche faentine cominciano a distinguersi per il candore, la corposità degli smalti e l'adozione di nuovi pigmenti colorati. …
Il Novecento in Europa
Nella vasta sezione dedicata alla ceramica europea del XX secolo si possono ammirare una molteplicità di opere, partendo da quelle che agli inizi del Novecento erano espressione delle principali correnti artistiche dall'Art Nouveau, allo Jugendstil, alla Secessione viennese.
Nella sala espositiva sono infatti presenti le opere di: Jutta Silka, Josef Hofmann, Auguste Delaherche, Clement Massier, Edmond Lachenal, Theodoros Colenbrander, Vilmos Zsolnay, unitamente alle manifatture di Brouwer, Distel, Fischer, Rozenburg, Bauscher, Villeroy & Boch, Meißen, Nymphenburg, Wahliss e Manifattura reale di Copenaghen.
Del periodo déco sono presenti la Fabrique Impériale et Royale de Nemy e la manifattura di Robj oltre a opere di Kurt Wendler per Rosenthal.
Nel dopoguerra risposero all'appello per la ricostruzione del museo i "grandi" del parterre mondiale dell'arte. Realizzarono opere in ceramica e le donarono: Pablo Picasso, Marc Chagall, Fernand Léger, Henri Matisse, per citarne i più famosi, ai quali il museo ha dedicato ampia visibilità e un posto d'onore nella sezione espositiva.
Le donazioni ebbero una vasta eco in Europa e a questo rinnovato impulso aderirono negli anni cinquanta e sessanta anche gli artisti della corrente informale esprimendo con la ceramica le loro inquietudini esistenziali, nel tentativo di restituire all'arte "figulina" una dimensione moderna mai indagata fino all'ora.
L'impegno di questi artisti, ben rappresentati lungo il percorso museale, sarà quello di "sconvolgere" e manipolare il dato certo del fare ceramica, per sfilacciare la tela della storia e giungere a una nuova sintesi. …
Continua a leggere su Wikipedia
Testo da Wikipedia, l’enciclopedia libera, con licenza CC BY-SA 4.0. Voce completa: «Museo internazionale delle ceramiche in Faenza».
Linea del tempo
- 1908Fondazione e apertura
Persone
Eventi e persone da Wikidata (CC0).
Foto
Come arrivare
Distanze in linea d’aria, non a piedi o in auto.
Nei dintorni
Vedi sulla mappaAltri musei in Emilia-Romagna
- Gratis 1ª domenica
Domande frequenti
Dove si trova Museo internazionale delle ceramiche in Faenza?
Museo internazionale delle ceramiche in Faenza si trova nel comune di Faenza, in provincia di Ravenna (Emilia-Romagna), all'indirizzo Viale Alfredo Baccarini, 19, 48018 Faenza. Coordinate: 44.28947, 11.88106.
Quali sono gli orari di Museo internazionale delle ceramiche in Faenza?
Secondo OpenStreetMap gli orari sono: Tu-Fr 14:00-19:00, Sa, Su 10:00-19:00; Mo off. Verifica sempre sul sito ufficiale prima della visita.
Quanto costa l'ingresso a Museo internazionale delle ceramiche in Faenza?
L'ingresso è a pagamento. Le tariffe aggiornate sono sul sito ufficiale.
A quando risale Museo internazionale delle ceramiche in Faenza?
La datazione indicata da Wikidata è: 1908.
Cosa vedere vicino a Museo internazionale delle ceramiche in Faenza?
Nei dintorni si trovano: Palazzo Ferniani (a 200 m), Palazzo Zucchini (a 300 m), Casa Piani (a 300 m).
Fonti e licenze
Testo. Wikipedia, l’enciclopedia libera (CC BY-SA 4.0).
Dati. Wikidata (CC0); orari e contatti OpenStreetMap (ODbL).
Foto. Wikimedia Commons, autore e licenza su ogni immagine.
Crediti delle 9 foto
- Museo internazionale ceramiche Faenza - sala ceramiche popolari e design — Museo internazionale delle ceramiche, CC0
- Big wheel — Frenky65, CC BY-SA 4.0
- Facciata del MIC - Museo Internazionale delle Ceramiche in Faenza — MIC Faenza Stefania Mazzotti, CC BY-SA 4.0
- Faenza, museo internazionale della ceramica, esterno 01 — Francesco Bini, CC BY-SA 4.0
- Giardino MIC Museo Internazionale delle Ceramiche Faenza — ClaudiaFM Romano, CC BY-SA 3.0
- Ingresso al Museo Internazionale delle Ceramiche di Faenza — Matt.giocoliere, CC BY-SA 4.0
- Museo autunnale — Frenky65, CC BY-SA 4.0
- Museo internazionale ceramiche Faenza - Facciata del MIC — Museo internazionale delle ceramiche, CC0
- Museo Internazionale delle Ceramiche in Faenza 101 — Daniel Ventura, CC BY-SA 3.0
Aggiornato il 28 ottobre 2026. Tutte le fonti e le licenze
