Foto: Lungoleno, CC BY-SA 4.0 · Wikimedia Commons
Museo, 2003
Museo nazionale dell'ebraismo italiano e della Shoah
Museo nel comune italiano di Ferrara
Ferrara (FE), Emilia-Romagna
In breve
- Tipo
- Museo
- Epoca
- Età contemporanea, 2003
- Superficie
- 730 m²
- Tutela
- Bene culturale italiano
- Coordinate
- 44°50′08″ N, 11°36′48″ E
- Indirizzo
- Via Piangipane, 79, 44121 Ferrara
Storia e descrizione
Il Museo nazionale dell'ebraismo italiano e della Shoah (sigla: MEIS), noto anche come ex carcere di via Piangipane, è dedicato alla storia degli ebrei e della Shoah in Italia; si trova a Ferrara in Via Piangipane 81, nelle vicinanze dell'antica cinta muraria rinascimentale, nel tratto dei Rampari di San Paolo. La struttura, precedentemente adibita a prigione e in seguito a carcere circondariale, dal 2011 è appunto sede del "Museo Nazionale dell’Ebraismo Italiano e della Shoah", animato dal progetto di raccontare più di venti secoli di storia degli ebrei in Italia, non meno che di essere polo culturale di reciproco riconoscimento, incontro e antidoto contro la sottocultura del sospetto e della discriminazione: «Con la creazione del MEIS, lo Stato italiano si è impegnato a offrire al pubblico la prima presentazione organica del patrimonio e dell’eredità dell’ebraismo italiano, nonché una straordinaria opportunità di conoscenza, informazione, storia, identità e turismo culturale».
L'edificio
Nel 1906 il Comune di Ferrara, individuata la necessità di sostituire la vecchia e fatiscente sede, sino ad allora situata nell'antico convento di San Paolo adattato per quella funzione già dal 1798, cedette allo Stato italiano l'area sulla quale fu poi costruito il nuovo carcere della città, fra il 1908 e il 1912, su progetto degli «ingegneri Bertotti e Facchini dell’Ufficio Genio Civile».
Tre distinti blocchi edilizi costituiscono la struttura del complesso del carcere: i due fabbricati originari, di più modeste dimensioni, che erano inizialmente adibiti a uso del corpo di guardia e ad abitazione del custode, furono poi uniti in una unica palazzina d'entrata; un ulteriore fabbricato era destinato a uffici e detenzione; alla detenzione era poi deputato il corpo centrale. L'intera struttura è circondata da una «doppia cinta di mura».
Storia
Il 14 settembre del 1912, dopo l'inaugurazione, ne fu avviato il funzionamento come carcere giudiziario con 104 detenuti.
Dal 1922 e durante il ventennio fascista, vi sono imprigionati molti antifascisti ferraresi.
Alla caduta del regime, il 30 luglio 1943, 88 detenuti politici riottengono la libertà.
L'8 settembre 1943 segna però l'avvio dell’occupazione tedesca in Italia e la nascita della Repubblica Sociale, cosicché il carcere è nuovamente adibito alla detenzione di antifascisti, prigionieri della Resistenza ed ebrei, mentre personale italiano,
SS e Wehrmacht si trovano a collaborare nell'arresto e incarcerazione dei cittadini in strutture che facessero da punto di raccolta e testa di ponte in vista della deportazione nei campi di concentramento e lavoro del III Reich. Anche il ferrarese, e in città la «Caserma di via Bevilacqua o il Carcere di Piangipane» dovettero distinguersi quale teatro di cooperazioni italo-tedesche in ritorsioni, fermi, violenze e torture.
Il 7 ottobre 1943 sono arrestati e qui incarcerati 34 tra antifascisti, ebrei e oppositori del regime, fra cui il rabbino Leone Leoni e il piccolo Marcello col fratello maggiore Eugenio Ravenna, nipoti dell’ex podestà Renzo.
Il 15 novembre 1943 vengono incarcerate altre 72 persone, fra cui la maestra socialista Alda Costa (alla quale è da segnalare la vicinanza anche del giovane antifascista Bassani), già precedentemente sottoposta a carcere e confino; alcuni di loro sono poi fra le vittime dell'Eccidio del Castello.
È infatti tra questi ultimi, e i «34 [fra] antifascisti, ebrei, oppositori del regime che erano già nelle carceri di via Piangipane, arrestati il 7 ottobre 1943» (tra cui «il procuratore del Re Pasquale Colagrande, l'avv. Giulio Piazzi, il commerciante Alberto Vita Finzi»; degli 11 giustiziati al Castello, 4 sono gli ebrei) che sono selezionati i prigionieri da giustiziare «per vendicare l’uccisione del Federale Ghisellini» avvenuta il 13 novembre 1943. La fucilazione fu eseguita presso il muretto del Castello Estense.
A interrogatori e torture sono sottoposti nella struttura di via Piangipane anche Gigi Medini e Mario Azzi, uccisi in seguito nell'eccidio di Caffè del Doro in via Padova nel novembre 1944. …
Museo Nazionale dell’Ebraismo Italiano e della Shoah
Nel 1992 il carcere è dismesso, dopo la costruzione della nuova casa circondariale in via Arginone, e l'edificio rimane in una condizione di «completo abbandono», «un rifugio pericolante per senzatetto e animali».
La struttura è nel 2007 individuata come «sede del nuovo "Museo Nazionale dell’Ebraismo Italiano e della Shoah"» (MEIS): «Il carcere, luogo per definizione di chiusura e di segregazione, si trasforma così in un luogo rivolto all’incontro e all’integrazione, all’elaborazione e alla divulgazione della conoscenza».
Come puntualizza Gianni Venturi, si può esprimere, quanto all'ebraismo ferrarese, ciò che Primo Levi scrisse nella prefazione del catalogo per un'altra mostra sulla presenza ebraica in Italia: "I TAL YA'. Isola della rugiada divina: duemila anni di arte e vita ebraica in Italia" tenutasi al Palazzo dei Diamanti nel 1990: «È stato detto che ogni paese ha gli ebrei che si merita: l'Italia postrisorgimentale, paese di antica civiltà, etnicamente omogeneo e indenne da gravi tensioni xenofobe, ha fatto dei suoi ebrei una classe di buoni cittadini, rispettosi delle leggi leali allo stato, alieni dalla corruzione e dalla violenza. Sotto questo aspetto l'integrazione dell'ebraismo italiano è peculiare nel mondo, ma forse più peculiare è l'equilibrio dell'ebraismo torinese-piemontese che si è facilmente integrato pur senza rinunciare alla propria identità, I TAL YA (p.17)». …
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Testo da Wikipedia, l’enciclopedia libera, con licenza CC BY-SA 4.0. Voce completa: «Museo nazionale dell'ebraismo italiano e della Shoah».
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- 2003Fondazione
- 2017Apertura
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Domande frequenti
Dove si trova Museo nazionale dell'ebraismo italiano e della Shoah?
Museo nazionale dell'ebraismo italiano e della Shoah si trova nel comune di Ferrara, in provincia di Ferrara (Emilia-Romagna), all'indirizzo Via Piangipane, 79, 44121 Ferrara. Coordinate: 44.83549, 11.61341.
Quali sono gli orari di Museo nazionale dell'ebraismo italiano e della Shoah?
Secondo OpenStreetMap gli orari sono: Da venerdì a domenica: 10:00–18:00. Verifica sempre sul sito ufficiale prima della visita.
Museo nazionale dell'ebraismo italiano e della Shoah è accessibile ai disabili?
Secondo i dati di OpenStreetMap il luogo è accessibile in carrozzina.
A quando risale Museo nazionale dell'ebraismo italiano e della Shoah?
La datazione indicata da Wikidata è: 2003.
Cosa vedere vicino a Museo nazionale dell'ebraismo italiano e della Shoah?
Nei dintorni si trovano: Caserma Pastrengo (a 300 m), Palazzo Bentivoglio (a 300 m), Torre dei Leuti (a 400 m).
Fonti e licenze
Testo. Wikipedia, l’enciclopedia libera (CC BY-SA 4.0).
Dati. Wikidata (CC0); orari e contatti OpenStreetMap (ODbL).
Foto. Wikimedia Commons, autore e licenza su ogni immagine.
Crediti delle 4 foto
- Museo Nazionale dell'Ebraismo Italiano e della Shoah (MEIS) sede — Lungoleno, CC BY-SA 4.0
- Museo nazionale dell'ebraismo italiano e della Shoah - Interior — Nicola Quirico, CC BY-SA 4.0
- Museo Nazionale dell'Ebraismo Italiano e della Shoah (MEIS) il progetto 1 — Lungoleno, CC BY-SA 4.0
- Museo Nazionale dell'Ebraismo Italiano e della Shoah (MEIS) plastico del ghetto 2 — Lungoleno, CC BY-SA 4.0
Aggiornato il 28 ottobre 2026. Tutte le fonti e le licenze