Teatro Regio
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Teatro storico, XIX secolo

Teatro Regio

Teatro dell'opera di Parma

Parma (PR), Emilia-Romagna

Indicazioni

In breve

Epoca
Età contemporanea, XIX secolo
Stile
Architettura neoclassica
Architetto
Nicolò Bettoli
Tutela
Bene culturale italiano
Coordinate
44°48′11″ N, 10°19′38″ E
Indirizzo
strada Giuseppe Garibaldi, 16/a

Storia e descrizione

Il teatro Regio (già "Nuovo Ducale Teatro") è il teatro d'opera della città di Parma e considerato uno tra i più importanti teatri di tradizione in Italia.

Fondato da Maria Luigia d'Austria che chiamò per la direzione una delle prime orchestre moderne europee Niccolò Paganini, anche internazionalmente, con il Teatro alla Scala di Milano, il Teatro San Carlo di Napoli e la Fenice di Venezia, è ritenuto dagli appassionati d'opera una delle case per eccellenza della grande tradizione operistica italiana.

Storia

La duchessa Maria Luisa (del Ducato di Parma, Piacenza e Guastalla), prendendo atto che il vecchio Teatro Ducale fondato nel 1689 era inadeguato alle esigenze della città, sollecitò la costruzione di un nuovo edificio più moderno. Sul terreno già appartenuto al monastero di Sant'Alessandro e su progetto dell'architetto di corte Nicola Bettoli, si cominciarono perciò nel 1821 i lavori per la costruzione del Nuovo Ducale Teatro, da 1.800 posti, che alla fine costeranno alle casse ducali 1.190.664 lire e si concluderanno dopo otto anni, nel 1829.

Fu inaugurato con scarso successo il 16 maggio 1829, in presenza della Duchessa, con l'opera Zaira, appositamente composta da Vincenzo Bellini.

Nel 1853 vennero attuate da Carlo III di Parma delle opere di rifacimento, affidate a Girolamo Magnani. Nello stesso periodo, con la presentazione del rinnovamento del teatro, venne inaugurato il lampadario che è tuttora in uso ed insieme ad esso anche il sistema di illuminazione a gas che sostituì il sistema con candele e lampade ad olio (l'elettricità arrivò solo nel 1890). Nell'Ottocento la sala grande del teatro presentava delle sostanziali differenze rispetto alla struttura attuale: il palcoscenico si spingeva per qualche metro all'interno della sala nel luogo che è indicato come 'proscenio' che oggi è riservato all'orchestra, che a quel tempo occupava la zona designata per le prime file della platea. Nel 1847, con la morte di Maria Luigia e con il passaggio sotto il ducato dei Borbone, il teatro cambia nome, nel 1849 Teatro Reale e poi dal 1860 Teatro Regio.

Fin dal Seicento i teatri erano stati per le città italiane motivo di onore e prestigio, oltre che strumenti culturali per il bene della società, ma dalla seconda metà dell'Ottocento vennero considerati un lusso non accettabile economicamente dalla comunità, perciò nel 1868 il Teatro Regio, fino ad allora proprietà dello Stato Nazionale (dal 1860), fu ceduto al Comune di Parma. Insieme ad esso vennero temporaneamente chiusi altri teatri molto importanti tra i quali la Scala di Milano (nelle stagioni dal 1892 al 1894), infatti era molto difficoltoso per i comuni il sostenimento di spese che neppure lo Stato era stato in grado di mantenere. Ma i cittadini parmigiani riuscirono grazie ad un referendum a far riaprire il Teatro Regio per la stagione del 1894-1895.

Architettura

La facciata del teatro è neoclassica ed è divisa orizzontalmente in quattro parti: partendo dal basso la prima è formata da un portico architravato sorretto da dieci colonne ioniche; la seconda presenta cinque finestre con timpani triangolari mentre al centro della terza parte è situato un finestrone "termale" affiancato da due Fame a bassorilievo, opera di Tommaso Bandini. La quarta ed ultima parte è occupata da un timpano con al centro una lira e due antiche maschere.

Il foyer, di forma quadrata, è scandito da due file di quattro colonne ioniche che sostengono un soffitto a lacunari. Da una scalinata posta a sinistra della sala si accede al ridotto del teatro, unico ambiente, insieme alle sue sale adiacenti, che conserva la decorazione neoclassica del 1829: sulla volta affreschi di Giovan Battista Azzi (Maria Luigia in veste di Armonia e le Baccanti) ed Alessandro Cocchi, e sul cornicione fregi a monocromo di Stanislao Campana (Apollo contornato dalle Muse e Teseo in atto di rapire una vergine, ed una festa a Delo).. L'accesso era garantito ai sovrani direttamente dalle stanze del Palazzo Ducale. Il Ridotto è attualmente sede di piccoli concerti e incontri, soliste e decorato con

La platea, di forma ellittica, fu sottoposta a un completo rifacimento degli ornati nel 1853, su richiesta del duca Carlo III di Borbone, per adeguarla a quella delle più moderne sale europee. Gli ornati furono progettati da Girolamo Magnani in bianco e oro, le parti architettoniche da Pierluigi Montecchini. Alla platea si accede centralmente dal foyer (o lateralmente dai corridoi sotto la prima fila di palchi). Vi si affacciano centododici palchi disposti su quattro ordini con al centro il palco dei duchi. La capienza dei palchi centrali è di sei person, mentre di sole quattro persone per quanto riguarda i palchi laterali.

La galleria (loggione) occupa il quinto ordine del teatro e ha un accesso indipendente rispetto alla platea e ai palchi.

Il soffitto della sala fu decorato nel 1828 da Giovan Battista Borghesi con figure dei più grandi drammaturghi (Seneca, Goldoni, Alfieri, Euripide, Plauto, Aristofane e Metastasio). Borghesi dipinse anche il sipario con l'allegoria "Trionfo della Sapienza", rappresentazione del governo di Maria Luigia, la cui figura appare nell'immagine centrale di Minerva. …

Restauri e rinvenimenti archeologici

Nel 2001, durante i lavori per il rifacimento della platea del Teatro Regio, a partire dalla profondità di ben 3,5 m vennero riportate alla luce alcune strutture murarie in ciottoli, forse inquadrabili nella seconda età del ferro, resti di un pavimento in cocciopesto di età romana augustea, strutture murarie ed un mosaico pertinenti ad una domus romana di II sec. d.C. e un tratto delle mura di cinta di età romana imperiale costruite in ciottoli di fiume.

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Testo da Wikipedia, l’enciclopedia libera, con licenza CC BY-SA 4.0. Voce completa: «Teatro Regio».

Linea del tempo

  1. 1760Ricostruzione
  2. 1829Apertura
  3. XIX secoloCostruzione
  4. 1853Ricostruzione

Eventi e persone da Wikidata (CC0).

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Come arrivare

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Teatro Regiostrada Giuseppe Garibaldi, 16/a
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Domande frequenti

Dove si trova Teatro Regio?

Teatro Regio si trova nel comune di Parma, in provincia di Parma (Emilia-Romagna), all'indirizzo strada Giuseppe Garibaldi, 16/a. Coordinate: 44.80313, 10.32726.

Teatro Regio è accessibile ai disabili?

Secondo i dati di OpenStreetMap il luogo è parzialmente accessibile in carrozzina.

A quando risale Teatro Regio?

La datazione indicata da Wikidata è: XIX secolo.

Cosa vedere vicino a Teatro Regio?

Nei dintorni si trovano: Palazzo della Provincia (a 100 m), Museo costantiniano della Steccata (a 100 m), Museo Glauco Lombardi (a 100 m).

Fonti e licenze

Testo. Wikipedia, l’enciclopedia libera (CC BY-SA 4.0).

Dati. Wikidata (CC0); orari e contatti OpenStreetMap (ODbL).

Foto. Wikimedia Commons, autore e licenza su ogni immagine.

Crediti delle 9 foto
  1. Teatro Regio (Parma) 2013-10-13 — Viva-Verdi, CC BY-SA 3.0
  2. Parma - Teatro Regio - 2023-09-19 18-28-40 001 — Cartonimorti, CC BY-SA 4.0
  3. Parma - Teatro Regio - 2024-09-20 19-39-47 001 — Valen3399, CC BY-SA 4.0
  4. Parma - Teatro Regio - 2025-09-13 — Richard_00_00_00_00, CC BY-SA 4.0
  5. Parma - Teatro Regio2 — ho visto nina volare, CC BY-SA 2.0
  6. Parma – Teatro Regio (xilografia) — Unknown author Unknown author, Public domain
  7. Parma Teatro Regio Esterno — Zairon, CC BY-SA 4.0
  8. Parma-teatro-regio bg — www.bestofcinqueterre.com, CC BY-SA 4.0
  9. Parma, Teatro Regio — Palickap, CC BY-SA 4.0

Aggiornato il 28 ottobre 2026. Tutte le fonti e le licenze

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