Sito archeologico, Orte (VT)

42°27′27″ N, 12°23′13″ E

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Sito archeologico

Orte Sotterranea

Orte (VT), Lazio

Indicazioni

In breve

Coordinate
42°27′27″ N, 12°23′13″ E

Storia e descrizione

Orte sotterranea è un progetto di studio e ricerca volto alla fruizione degli ambienti ipogei e della rete cunicolare della cittadina di Orte. Il progetto, sostenuto dall'Amministrazione comunale, coordinato dalla direzione scientifica del Museo Civico Archeologico (dott. Stefano Del Lungo, dott. Giancarlo Pastura) con il supporto della Soprintendenza per i Beni Archeologici per l'Etruria Meridionale e promosso dall'Associazione Culturale VeramenteOrte, ha permesso la costituzione di un'offerta turistica di primo livello.

Orte è un abitato che vanta una continuità di vita dalla fine dell'Età del bronzo (XII secolo a.C.) ai tempi odierni. All'interno della rupe che lo accoglie, nel corso di quasi 2500 anni di vita ininterrotta, sono state ricavate la rete di rifornimento idrico (cunicoli, cisterne, pozzi) e di evacuazione delle acque reflue, i magazzini, i depositi, le cantine, le stalle, le colombaie, alcuni vani di abitazione, i laboratori artigianali (per la lavorazione di lana e canapa), i lavatoi, le fontane, i triclini estivi, i vivai e i luoghi di delizie di giardini privati.

La rete idraulica ipogea

Fontana ipogea

Scavata probabilmente in epoca romana in corrispondenza ad un fenomeno molto più ampio di monumentalizzazione dell'abitato, è il terminale dell'antico acquedotto, il cui condotto principale viene comunemente datato tra VI e V secolo a.C. Per lungo tempo si è trattato dell'unica fonte di approvvigionamento e deposito idrico pubblico della città. Sono evidenti i segni presenti sulle lastre dei vasconi da attribuire alle brocche delle donne che per secoli hanno fatto la fila per attingere acqua. Gli statuti cittadini prevedevano sanzioni severe per chiunque l'avesse sporcata. Un custode, incaricato dai Priori, era tenuto a pulirla e tenere le chiavi della porta, che a nessuno era lecito aprire all'infuori di lui. L'aspetto fisico attuale della fontana è dovuto alle sistemazioni avvenute nel primo Seicento.

I cunicoli

Il cunicolo principale è stato concepito, a partire dal VI-V sec. a.C., come mezzo di recupero dell'acqua piovana infiltratasi all'interno del banco tufaceo e per trasferire alle fontane urbane quelle provenienti dalle sorgenti delle Grazie. Il condotto principale della rete, lunga complessivamente 1600 m, dalla fontana ipogea di Piazza della Libertà giunge alla rocca e permette di leggere tutte le tracce di lavorazione e di installazione del cantiere per la sua realizzazione.

Al suo interno si conservano una successione di pozzi ascenzionali per il recupero del materiale cavato, le controsoffittature della volta, recanti i segni delle cannucce e delle piccole centine impiegate per la messa in opera, e le aperture laterali di sfogo per l'acqua, in caso di superamento dei livelli di guardia. Attualmente il percorso di visita inizia nella fontana ipogea e termina, dopo un tragitto lungo circa 280 m, in prossimità del cosiddetto “Arco del Vascellaro”, in corrispondenza dell'omonimo ipogeo.

Ipogeo del Vascellaro …

Le attività produttive

Pozzo di Neve è la definizione che viene data agli ambienti di conserva della neve che svolgevano la funzione delle odierne celle frigorifere.

Ubicato nei locali sotterranei dell'Ospedale cittadino rispecchia, insieme agli altri sotterranei, la storia dell'ospedale stesso.

L'insieme di ambienti e passaggi che compongono il complesso ipogeo, del quale fa parte anche il pozzo di neve, risale ad epoche diverse.

Un intreccio di cunicoli, probabilmente diramazioni del condotto principale e muniti di chiuse per deviare temporaneamente il flusso delle acque al fine di permettere la manutenzione dei condotti stessi, risale, probabilmente, all'età romana.

Risale al pieno medioevo, in fase con l'impianto dell'Ospedale dei Raccomandati, la realizzazione di un ambiente ipogeo che intercetta e defunzionalizza i cunicoli; l'acqua veniva così suddivisa tra rifornimento della grande cisterna (ramo di destra) e alimentazione del limitrofo lavatoio (ramo di sinistra).

Al XIX secolo risale, probabilmente, lo scavo della rampa per lo scivolo delle botti e della camera che ospita il pozzo di neve.

Costruito nel 1891, questa opera rappresenta una rarità poiché è una delle poche del suo genere a conservare un'iscrizione graffita che ci indica committente, data di realizzazione, destinazione d'uso e identità dell'artefice.

La neve, trasportata in blocchi compatti dai Monti Cimini avvolti completamente nella paglia, veniva depositata all'interno della struttura e garantiva la refrigerazione di tutto l'ipogeo.

Con il termine di colombaie rupestri si indica quella classe di cavità artificiali che contraddistinguono l'areale corrispondente all'Etruria meridionale. Si tratta di camere ipogee ricavate sul ciglio superiore dei pianori tufacei, spesso in prossimità o al di sotto di nuclei abitati tuttora esistenti; sono caratterizzate da pareti quasi totalmente ricoperte da nicchiette, disposte ordinatamente su più file, e da finestre, non sempre conservate. L'allevamento del colombo, in epoca romana, doveva essere molto remunerativo: Varrone indica il valore di una coppia di bei piccioni, venduta al mercato dell'Urbe, pari a 200 nummi o addirittura a 1000. …

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Testo da Wikipedia, l’enciclopedia libera, con licenza CC BY-SA 4.0. Voce completa: «Orte Sotterranea».

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Domande frequenti

Dove si trova Orte Sotterranea?

Orte Sotterranea si trova nel comune di Orte, in provincia di Viterbo (Lazio). Coordinate: 42.45760, 12.38690.

Cosa vedere vicino a Orte Sotterranea?

Nei dintorni si trovano: Porta di San Cesareo (a 400 m), Ex Chiesa di San Lorenzo (a 4,8 km), Bassano in Teverina (a 6,2 km).

Fonti e licenze

Testo. Wikipedia, l’enciclopedia libera (CC BY-SA 4.0).

Dati. Wikidata (CC0); orari e contatti OpenStreetMap (ODbL).

Aggiornato il 28 ottobre 2026. Tutte le fonti e le licenze

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