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Museo, Arezzo (AR)
43°28′02″ N, 11°52′57″ E
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In breve
- Tipo
- Museo
- Epoca
- Età contemporanea, 1963
- Tutela
- Bene culturale italiano
- Coordinate
- 43°28′02″ N, 11°52′57″ E
- Indirizzo
- Piazza Duomo, 1, 52100 Arezzo (AR)
Storia e descrizione
Il Museo diocesano d'arte sacra di Arezzo, venne istituito nel 1963, ma aperto regolarmente al pubblico solo nel 1985, e situato in alcuni locali capitolari al di sopra della sagrestia della Cattedrale di San Donato. Nel 2011 è stato trasferito all'interno del Palazzo Vescovile.
Il Museo espone opere d'arte e suppellettile liturgica, databili dal XII al XIX secolo, proveniente dal duomo e dalle chiese del territorio diocesano, significative per la storia e la conoscenza della cultura religiosa ed artistica aretina.
Opere
Il percorso museale, che si sviluppa in cinque sale, offre un denso panorama di storia, arte e devozione aretina attraverso i secoli.
In questa sala sono esposte le opere più antiche, fra cui dipinti, sculture, codici miniati, arredi liturgici, oreficerie ed argenterie sacre medievali. Di rilievo:
Crocifissi (XII-XIII secolo), in legno dipinto;
serie di turiboli (XIII secolo), in bronzo, di bottega aretina;
il Reliquiario a braccio di san Giacomo (metà del XIV-XV secolo), in rame dorato e pietre dure, di bottega aretina;
l'Annunciazione (terzo quarto del XIV secolo), tempera su tavola, di Andrea di Nerio;
la Madonna col Bambino in trono tra i santi Giacomo e Antonio abate e donatore (1377) e l'Annunciazione (1380-1385), affreschi staccati, di Spinello Aretino;
Pace di Siena con la raffigurazione da un lato di Gesù Cristo morto sorretto da angeli e dall'altro la Madonna addolorata (inizio XV secolo), in oro, smalti, pietre preziose e perle, di manifattura franco-fiamminga, contenuta in un reliquiario in argento, bronzo e rame dorato, realizzato nel 1815 dal romano Giuseppe Spagna;
un polittico con la Madonna col Bambino in trono e gli evangelisti (1430-1440), attribuito a Stefano d'Antonio di Vanni;
il tabernacolo con l'Annunciazione (1434), in terracotta a rilievo, attribuito a Bernardo Rossellino.
La seconda sala è dedicata alle opere realizzate tra il pieno Quattrocento e l'inizio del Seicento. Di particolare interesse:
una croce astile (XIV-XV secolo), in cristallo di rocca e rame dorato, di bottega veneziana;
il Busto di san Donato (metà del XV secolo), in terracotta dipinta, attribuito a Luca della Robbia;
San Girolamo penitente (fine XV secolo), affresco staccato, di Bartolomeo della Gatta;
una predella con raffigurati lo Sposalizio di Maria Vergine, la Nascita di Maria, San Francesco d'Assisi, la Presentazione di Gesù al Tempio, San Bernardino da Siena (1518-1519), tempera su tavola, della bottega di Luca Signorelli;
una mitra episcopale (seconda metà del XVII secolo), teletta ricamata in filo d'oro e corallo, di manifattura dell'Italia meridionale. …
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Testo da Wikipedia, l’enciclopedia libera, con licenza CC BY-SA 4.0. Voce completa: «Museo diocesano d'arte sacra (Arezzo)».
Linea del tempo
- 1963Fondazione
- 1985Apertura
Eventi e persone da Wikidata (CC0).
Come arrivare
Distanze in linea d’aria, non a piedi o in auto.
Nei dintorni
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Domande frequenti
Dove si trova Museo diocesano d'arte sacra (Arezzo)?
Museo diocesano d'arte sacra (Arezzo) si trova nel comune di Arezzo, in provincia di Arezzo (Toscana), all'indirizzo Piazza Duomo, 1, 52100 Arezzo (AR). Coordinate: 43.46713, 11.88248.
Quanto costa l'ingresso a Museo diocesano d'arte sacra (Arezzo)?
L'ingresso è a pagamento. Le tariffe aggiornate sono sul sito ufficiale.
A quando risale Museo diocesano d'arte sacra (Arezzo)?
La datazione indicata da Wikidata è: 1963.
Cosa vedere vicino a Museo diocesano d'arte sacra (Arezzo)?
Nei dintorni si trovano: Palazzo della Provincia (a 100 m), Palazzo Albergotti (a 100 m), Palazzo Pretorio (a 200 m).
Fonti e licenze
Testo. Wikipedia, l’enciclopedia libera (CC BY-SA 4.0).
Dati. Wikidata (CC0); orari e contatti OpenStreetMap (ODbL).
Foto. Wikimedia Commons, autore e licenza su ogni immagine.
Crediti delle 1 foto
- Arezzo 2002 1 — Smiley.toerist, CC BY-SA 4.0
Aggiornato il 28 ottobre 2026. Tutte le fonti e le licenze