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Foto: Diego Delso, CC BY-SA 4.0 · Wikimedia Commons
Museo, XV secolo
Basilica di San Francesco
Chiesa tardo medievale ad Arezzo, Toscana, Italia
In breve
- Tipo
- Museo
- Epoca
- Medioevo, XV secolo
- Stile
- Architettura gotica italiana
- Dedicato a
- Francesco d'Assisi
- Materiali
- Mattone
- Superficie
- 2330 m²
- Tutela
- Bene culturale italiano
- Coordinate
- 43°27′52″ N, 11°52′51″ E
- Indirizzo
- Via San Francesco, 52100 Arezzo
Storia e descrizione
La basilica di San Francesco è un importante luogo di culto cattolico di Arezzo, famoso soprattutto per le Storie della Vera Croce, un ciclo di affreschi di Piero della Francesca presenti nella cappella. Nel febbraio del 1955 papa Pio XII l'ha elevata alla dignità di basilica minore.
Oltre ad essere un luogo di culto, la basilica è un museo statale sotto la Direzione regionale musei della Toscana. Gli ingressi all'interno della cappella Bacci vengono contingentati in fasce orarie e per questo richiede una prenotazione obbligatoria.
Storia
I francescani, insediatisi ad Arezzo nella zona del Maccagnolo a partire dal 1211, si trasferirono presso Poggio del Sole nel 1232. La loro prima chiesa non doveva essere troppo piccola, ospitando la tavola della Maestà di Guido da Siena ma soprattutto la grande Croce francescana, entrambe eseguite per una chiesa precedente a quella attuale. Nonostante ciò, pare che i francescani non avessero ancora una chiesa adeguata alle loro esigenze o al loro prestigio, e progettarono quindi la costruzione di una grande chiesa individuando la zona dove costruirla già alla metà del secolo. Nel 1290 si aggiunse l'invito formale da parte del Comune a trasferirsi all'interno delle mura cittadine e la donazione di una casa da parte di Idino Cacciaconti nell'area dove sorgerà l'attuale insediamento conventuale.
Subito dopo questo invito i frati pensarono quindi a progettare concretamente il nuovo convento e la chiesa ed è ad un periodo subito successivo che risale il disegno di progetto dell'intero complesso conventuale riportato su una pergamena conservata presso l'Archivio Capitolare di Arezzo, databile infatti tra la fine del XIII secolo e gli inizi del XIV, e da considerarsi tra i disegni architettonici più antichi conservati in Italia. Il nome del progettista della chiesa è da cercare tra i discepoli di frate Elia da Cortona, ed il suo nome, Fra Giovanni da Pistoia, è indicato sul verso della pergamena.
La costruzione non iniziò comunque prima del secondo decennio del XIV secolo, nel 1322 i frati cominciarono a trasferirvi le proprie opere d'arte ma solo nel 1348 venne comprato un immobile per costruire al suo posto la cappella maggiore, terminata nel 1374. La chiesa ebbe dunque la sua fisionomia definitiva, molto diversa da quella ipotizzata nel progetto dell'archivio capitolare aretino.
Nella seconda metà del XIV secolo una pia donna di nome Monna Tessa lasciò trecento lire per il rivestimento della facciata che venne iniziato, ma interrotto allo zoccolo per l'insufficienza della somma lasciata. …
Descrizione
La facciata, costruita in pietre e mattoni, è rimasta incompiuta, con il rivestimento che si limita ad una parte della base.
L'interno, molto spazioso, ha un'unica navata coperta a capriate, fiancheggiata a sinistra da alcune cappelle e a destra da edicole con ornamenti del Trecento. Ai lati sono cappelle aperte nella navata, altre in forma di edicola gotica e altari laterali, spesso decorati da affreschi, anche frammentari. Oltre che per le opere di artisti di gusto tardo-gotico, come Spinello Aretino e i suoi seguaci (Parri Spinelli, Andrea di Nerio, Giovanni d'Agnolo di Balduccio), la chiesa è importante per la ricchezza di affreschi rinascimentali, primi su tutti quelli di Piero della Francesca.
La controfacciata presenta un interessante palinsesto di opere di varia datazione: i più antichi, a sinistra del portale maggiore, sono gli affreschi attribuiti a Giovanni d'Agnolo di Balduccio, del primo Quattrocento, con la Cena in casa del Fariseo, il San Francesco che consegna la regola e la corda della penitenza alle due famiglie dell'Ordine e l'Ecce homo. Sopra il portale è un affresco con il Matrimonio mistico di santa Caterina con san Cristoforo, di Giovanni di Ser Giovanni detto lo Scheggia, che forse è ancora della fine degli anni venti per la forte influenza del fratello Masaccio che ancora vi si legge, specialmente della sua Trinità di Santa Maria Novella, affiancata all'interesse per Paolo Uccello, specie nella figura di San Cristoforo. La vetrata dell'oculo soprastante è invece opera di Guillaume de Marcillat del 1524 e raffigura la Concessione dell'indulgenza della Porziuncola. Sul lato destro del portale, invece, si trova un San Sebastiano trecentesco e una Madonna col Bambino affrescato da Domenico Pecori nei primi anni del Cinquecento. …
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Testo da Wikipedia, l’enciclopedia libera, con licenza CC BY-SA 4.0. Voce completa: «Basilica di San Francesco».
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Domande frequenti
Dove si trova Basilica di San Francesco?
Basilica di San Francesco si trova nel comune di Arezzo, in provincia di Arezzo (Toscana), all'indirizzo Via San Francesco, 52100 Arezzo. Coordinate: 43.46454, 11.88086.
A quando risale Basilica di San Francesco?
La datazione indicata da Wikidata è: XV secolo.
Cosa vedere vicino a Basilica di San Francesco?
Nei dintorni si trovano: Teatro Petrarca (a 100 m), Palazzo delle Poste (a 100 m), Teatro Comunale Pietro Aretino (a 100 m).
Fonti e licenze
Testo. Wikipedia, l’enciclopedia libera (CC BY-SA 4.0).
Dati. Wikidata (CC0); orari e contatti OpenStreetMap (ODbL).
Foto. Wikimedia Commons, autore e licenza su ogni immagine.
Crediti delle 7 foto
- Basílica de San Francesco, Arezzo, Italia, 2022-09-17, DD 30 — Diego Delso, CC BY-SA 4.0
- Arezzo - Basilica di San Francesco — Polloscheggia, CC BY-SA 4.0
- Arezzo, basilica di San Francesco — Syrio, CC BY-SA 4.0
- Basilica di San Francesco - Arezzo - Crocifisso e Cappella Bacci — Monica Rondoni, CC BY-SA 4.0
- Basilica di San Francesco di Arezzo - Cappella Bacci — Monica Rondoni, CC BY-SA 4.0
- Arezzo San Francesco 2 Giugno 2012 - panoramio — Lamberto Zannotti, CC BY-SA 3.0
- Arezzo (101) — Elekes Andor, CC BY 4.0
Aggiornato il 28 ottobre 2026. Tutte le fonti e le licenze