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Foto: sailko, CC BY-SA 3.0 · Wikimedia Commons
Museo, 1221
Officina profumo-farmaceutica di Santa Maria Novella
Farmacia storica di Firenze
- Ingresso gratuito
In breve
- Tipo
- Museo
- Epoca
- Medioevo, 1221
- Tutela
- Bene culturale italiano
- Coordinate
- 43°46′28″ N, 11°14′52″ E
- Indirizzo
- Via della Scala 16
Storia e descrizione
L'Officina Profumo-Farmaceutica di Santa Maria Novella, nota anche come Farmacia di Santa Maria Novella o Antica Spezieria di Santa Maria Novella, è un'azienda italiana attiva nei settori della profumeria, della cosmetica e dei prodotti di erboristeria, con sede in via della Scala 16 a Firenze, negli ambienti storici del complesso conventuale della Santa Maria Novella.
Le sue origini risalgono al 1221, anno dell'insediamento dei domenicani a Firenze. Nel corso dei secoli la spezieria conventuale si è sviluppata fino a costituire una struttura organizzata, con una prima attestazione materiale nel 1508 e una gestione amministrativa autonoma documentata nel 1542.
Il 1612 è tradizionalmente indicato come l'anno dell'apertura al pubblico dell'Officina. Nel corso del tempo l'attività si è evoluta da spezieria conventuale a realtà attiva nei settori della profumeria, della cosmetica e del benessere.
Nel 2012, in occasione del quarto centenario del 1612, è stata oggetto di un'emissione filatelica della serie Made in Italy.
Storia
L'origine dell'Officina è legata alla fondazione del convento domenicano di Santa Maria Novella nel 1221. Nell'ambito della vita conventuale i frati coltivavano piante officinali e preparavano rimedi destinati alla comunità religiosa e all'assistenza degli infermi.
Già nel 1381 è documentato come i Domenicani di Santa Maria Novella vendessero l'acqua di rose come disinfettante, usato soprattutto nei periodi di epidemie. I frati coltivavano le piante medicamentose (i semplici, da cui deriva il nome del giardino dei Semplici) in un orto attiguo, distillavano erbe e fiori, preparavano essenze, elisir, pomate, balsami. Il giardino dei semplici riforniva principalmente la più vicina e gemella Farmacia di San Marco anch'essa fondata e gestita dai frati domenicani.
Nel 1508 è attestata la presenza di una piccola farmacia conventuale. mentre nel 1542 la spezieria risulta dotata di una propria organizzazione amministrativa autonoma, come documentato dal primo Libro di Entrata e di Uscita.
Tra il 1590 e il 1591 la spezieria fu oggetto di un ampliamento e di una riorganizzazione degli spazi e delle attrezzature, con l'introduzione di nuovi arredi, strumenti e contenitori.
Il 1612 è considerato l'anno dell'apertura al pubblico. In questa fase operarono lo speziale laico Simone Marchi e fra' Angiolo Marchissi, figura centrale nello sviluppo dell'Officina nel XVII secolo. L'attuale profumeria infatti risale al 1612, quando ancora svolgeva anche l'attività di spezieria. Rinomata in tutta Europa, ricevette dal granduca Ferdinando II de' Medici il titolo di Fonderia di Sua Altezza Reale nel 1659, proprio durante la direzione di Fra' Angiolo Marchissi. Nel XVIII secolo i suoi prodotti venivano esportati fin nelle Indie e in Cina.
Nel XIX secolo, sotto la direzione di fra' Damiano Beni, furono avviati importanti interventi di riorganizzazione e ampliamento degli ambienti, che portarono alla configurazione attuale. Nel 1866 il complesso passò al Demanio dello Stato; nel 1867 fu affidato in gestione a Cesare Augusto Stefani, mentre nel 1871 divenne proprietà del Comune di Firenze.
Nel corso del XX secolo l'Officina ha progressivamente assunto una struttura aziendale, affiancando alle pratiche tradizionali una produzione organizzata su scala più ampia. …
Storia architettonica
Gli ambienti dell'Officina si sviluppano all'interno del complesso conventuale di Santa Maria Novella e riflettono una stratificazione architettonica che si estende dal XIV al XIX secolo. Un intervento determinante nella definizione dell'assetto attuale avvenne tra il 1847 e il 1852, quando, sotto la direzione di fra' Damiano Beni, l'architetto Enrico Romoli riorganizzò gli spazi e realizzò l'accesso monumentale su via della Scala.
L'antica "spezieria", oggi non più farmacia, bensì profumeria ed erboristeria, si trova in un vero e proprio ambiente monumentale, con decorazioni e arredi antichi, risalenti a varie epoche. Conserva anche una pregevole collezione di materiale scientifico, quali termometri, mortai, bilance, misurini, eccetera, oltre ai pregiati vasi da farmacia dal Seicento al Novecento.
Interni
L'ingresso attuale su via della Scala risale agli interventi ottocenteschi progettati da Enrico Romoli. Si accede al locale vendita della profumeria da un portale in pietra serena a tutto sesto, finemente scolpito, sormontato da un frontone, al cui centro è posto lo stemma dei frati domenicani, riconoscibile dal sole raggiante.
La galleria d'accesso alla Sala di Vendita non è l'ingresso originario della Farmacia; essa fu, infatti, aperta solo alla fine del Settecento. L'apertura ufficiale della farmacia al pubblico, nel 1612, vedeva l'accesso dal Chiostro grande, oggi di proprietà della Scuola Sottufficiali Carabinieri, attraverso il portale a forma di conchiglia progettato da Matteo Nigetti. L'antica spezieria, oggi Erboristeria, è stata il locale riservato alla vendita e all'esposizione dei prodotti dal 1612 al 1848.
Nell'atrio classicheggiante si aprono lateralmente due esedre, ciascuna con una statua marmorea: Igea e Galeno, rispettivamente la personificazione della dea della salute e del dio della medicina. Il piccolo vestibolo è in stile neogotico, con decorazioni prevalentemente blu e oro, e dà accesso alla principale sala di vendita.
La grande Sala di vendita era in origine una delle cappelle del convento, dedicata a san Niccolò di Bari, di patronato della ricca famiglia Acciaioli. Secondo la tradizione la cappella fu un dono di riconoscenza di Dardano Acciaioli ai frati domenicani. Si racconta che essendo Dardano ammalato e non sapendo i medici diagnosticare, né curare la sua malattia, per salvare la loro reputazione, gli ordinarono come cura una particolare uva detta “ursina” o “lugliola” che in quel periodo dell'anno era quasi impossibile da reperire. La mancata guarigione sarebbe quindi stata attribuita all'impossibilità di trovare la “medicina”. I frati di Santa Maria Novella, venuti a conoscenza di questo, raccolsero dal loro orto questa uva e la offrirono a Dardano che miracolosamente guarì. Il nobiluomo, per riconoscenza, propose ai domenicani di donare loro qualcosa che restasse a memoria perpetua ed essi chiesero che contribuisse alla costruzione di una cappella "per comodo degli infermi". La cappella sorse nei pressi dell'infermeria in maniera che i malati potessero così seguire le funzioni religiose anche dal proprio letto. …
Collezioni scientifiche
In tutta la Farmacia sono esposti vari strumenti scientifici e contenitori, databili tra il Seicento e il Novecento. La collezione si compone di tre nuclei: vasi ceramici da farmacia (manifatture di Montelupo, Richard-Ginori e Chini), vetri da farmacia (bottiglie, alambicchi e altro) e strumenti scientifici veri e propri (termometri, mortai, bilance, misurini).
Nelle vetrine della Sala dell'antica Spezieria sono esposti vecchi alambicchi e altri strumenti usati per estrarre e sintetizzare profumi e composti medicinali; i termometri ad alto fusto dell'Accademia del Cimento sono delle copie: gli originali si trovano presso il Museo Galileo di Firenze.
Accanto alla Spezieria si trovano le grandi cantine dove sono immagazzinati da secoli i prodotti. Da qui si accede anche alla Tisaneria e all'antica distilleria; questi ambienti si affacciano sul grazioso giardino delle erbe dove i frati coltivavano le piante officinali, vicino al secondo ingresso su piazza Santa Maria Novella (aperto solo in circostanze speciali).
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Testo da Wikipedia, l’enciclopedia libera, con licenza CC BY-SA 4.0. Voce completa: «Officina profumo-farmaceutica di Santa Maria Novella».
Foto
Come arrivare
Distanze in linea d’aria, non a piedi o in auto.
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Domande frequenti
Dove si trova Officina profumo-farmaceutica di Santa Maria Novella?
Officina profumo-farmaceutica di Santa Maria Novella si trova nel comune di Firenze, in provincia di Firenze (Toscana), all'indirizzo Via della Scala 16. Coordinate: 43.77434, 11.24788.
Quali sono gli orari di Officina profumo-farmaceutica di Santa Maria Novella?
Secondo OpenStreetMap gli orari sono: Tutti i giorni: 10:00–20:00. Verifica sempre sul sito ufficiale prima della visita.
Quanto costa l'ingresso a Officina profumo-farmaceutica di Santa Maria Novella?
L'ingresso è gratuito.
Officina profumo-farmaceutica di Santa Maria Novella è accessibile ai disabili?
Secondo i dati di OpenStreetMap il luogo è parzialmente accessibile in carrozzina.
A quando risale Officina profumo-farmaceutica di Santa Maria Novella?
La datazione indicata da Wikidata è: 1221.
Cosa vedere vicino a Officina profumo-farmaceutica di Santa Maria Novella?
Nei dintorni si trovano: Museo nazionale dell'italiano (a 100 m), Palazzo Grassi (a 100 m), Ex monastero della Santissima Concezione (a 100 m).
Fonti e licenze
Testo. Wikipedia, l’enciclopedia libera (CC BY-SA 4.0).
Dati. Wikidata (CC0); orari e contatti OpenStreetMap (ODbL).
Foto. Wikimedia Commons, autore e licenza su ogni immagine.
Crediti delle 9 foto
- Farmacia di smn, museo 01 — sailko, CC BY-SA 3.0
- Firenze - Museo dell’officina profumo - farmaceutica di Santa Maria Novella - 2024-09-24 14-20-11 001 — Cristina Maioglio, CC BY-SA 4.0
- Cosmetic Bottles, Museum at Santa Maria Novella, Florence, Italy, l'Officina Profuma Farmaceutica di Santa Maria Novella — Didier Olmstead, CC BY-SA 4.0
- Via della scala 16, farmacia di santa maria novella, 01 — Francesco Bini, CC BY-SA 4.0
- Via della scala 16, farmacia di santa maria novella, 03 arte medici e speziali — Francesco Bini, CC BY-SA 4.0
- Chiostro grande di smn, lato sud 11 porta per l'officina di smn. — Sailko, CC BY 3.0
- SMN Chiostro Grande s02 Francesco Bambocci, Santa Rosa di Lima trsporta la Croce — Sailko, CC BY 2.5
- Farmacia di smn, museo 02 — sailko, CC BY-SA 3.0
- Farmacia di smn, museo, maioliche manifattura chini — sailko, CC BY-SA 3.0
Aggiornato il 28 ottobre 2026. Tutte le fonti e le licenze