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Foto: Stefano Puzzuoli, CC BY-SA 4.0 · Wikimedia Commons
Museo, 1866
Museo di storia naturale dell'Università di Pisa
Museo universitario italiano nel comune di Calci (PI)
In breve
- Tipo
- Museo
- Epoca
- Età contemporanea, 1866
- Fondatore
- Ferdinando I de' Medici
- Tutela
- Bene culturale italiano
- Coordinate
- 43°43′19″ N, 10°31′22″ E
- Indirizzo
- Via Roma, 79, 56011 Calci
Storia e descrizione
Il Museo di Storia Naturale dell'Università di Pisa è un museo situato a Calci, in Provincia di Pisa. Fondato nel 1591, è una delle istituzioni museali più antiche del mondo.
Storia
L’origine del museo risale al Cinquecento, quando il granduca di Toscana Ferdinando I de' Medici istituì, annessa al Giardino dei Semplici, una Wunderkammer (camera delle meraviglie). Queste erano delle gallerie che raccoglievano reperti naturali bizzarri o rari, molto diffuse nelle corti europee di quel periodo. A differenza di molte delle altre camere delle meraviglie, quella di Pisa è sempre stata legata all’istituzione universitaria cittadina; la direzione fu infatti affidata a Luca Ghini, fondatore e curatore dell’orto botanico. Questo legame fece sì che la collezione prendesse, quasi fin dall’inizio, una connotazione più rigorosa e scientifica. Nel 1595 Ferdinando dispose che le varie collezioni naturalistiche fiorentine fossero portate nella galleria e nell’anno seguente con una bolla ufficializzò l’istituzione, fondando così uno dei primi musei al mondo.
Durante il Seicento il museo andò incontro a una fase di declino dovuta anche al cambio di atteggiamento che si ebbe nei confronti di Pisa quando il Granducato passò dalle mani di Ferdinando I a quelle di Cosimo II e pochi anni dopo a Ferdinando II. Infatti fu proprio il fratello di quest’ultimo, il Cardinal Leopoldo, ad incaricare nel 1672 Niccolò Stenone di redigere l’inventario degli oggetti presenti nella galleria, scegliere i pezzi più pregevoli e portarli a Firenze per essere esposti nella neonata galleria fiorentina. Tuttavia, nonostante Stenone abbia prelevato una parte considerevole dei reperti, le collezioni del museo continuarono ad arricchirsi grazie ai lasciti delle collezioni dei vari prefetti. La fase di declino del museo terminò nel 1737, quando il Granducato di Toscana passò dai Medici ai Lorena. Con i Lorena al governo e con il diffondersi del pensiero illuminista, l’università pisana riacquistò prestigio e fama e il museo si arricchì di nuove collezioni: in particolare, nel 1747, Francesco I di Lorena acquistò per il museo una parte importante della collezione malacologica del medico fiorentino Niccolò Gualtieri, comprendente anche più di tremila esemplari raccolti dal naturalista olandese Georg Eberhard Rumphius. …
Percorso espositivo
Il museo, dal 2015, sta riorganizzando ed ampliando il proprio percorso espositivo, anche per ospitare la donazione della collezione Giorgio Barbero. I lavori dovrebbero finire nel 2019. In particolare, le sezioni che hanno subito le maggiori modifiche sono state la Galleria dei monotremi, marsupiali e carnivori e la Galleria degli erbivori. Altri interventi interesseranno la sezione dedicata ai dinosauri e quella dedicata ai primati.
La Galleria storica apre il percorso espositivo ed ha lo scopo di illustrare la storia del Museo e delle sue collezioni. Essa è concepita come un percorso a ritroso nella storia dell'istituzione, dal Novecento sino alla sua nascita a metà del Cinquecento con la Camera delle meraviglie.
Il Novecento è rappresentato principalmente dalle molteplici pubblicazioni di Giovanni D'Achiardi, in cui vengono descritti i vari minerali e i cliché originari usati per riportare le strutture cristalline di questi. Va citato il cliché usato nella pubblicazione del 1905 nella quale D'Achiardi descrisse per la prima volta la dachiardite.
La sezione ottocentesca della galleria è quella più grande ed è quasi interamente dedicata al lavoro di Paolo Savi, direttore del Museo dal 1823 al 1871, che contribuì significativamente ad ingrandire la collezione museale grazie ad acquisti e preparati zoologici. Qui spiccano gli imponenti scheletri di elefante asiatico e di giraffa, le grandi difese di mammut meridionale e l'omero di elefante dalle zanne dritte. In alcune vetrine successive sono esposti vari esemplari di uccelli esotici, tra cui una coppia di quetzal pavonini e molte specie di buceri e pappagalli. Un'altra vetrina è dedicata agli uccelli incapaci di volare, tra i quali sono esposti anche esemplari di kakapo, di struzzo somalo, già presente nel 1828, di casuario e di kiwi, già citato in una nota del 1849. Un'ampia parte di questa sezione è dedicata ai diorami eseguiti da Savi; egli infatti fu il primo a ricreare scene realistiche di vita con animali tassidermizzati. Tra i tanti ve ne sono quattro di grandi dimensioni che, essendo stati realizzati tra il 1820 e il 1830, vengono considerati i primi mai realizzati: in essi sono rappresentati una scena di caccia al cinghiale con cani, un condor delle Ande che si nutre di una carcassa di asino, un'antilope cacciata da una leonessa e un lupo che caccia un agnello con dei cani pastore. …
Acquario d'acqua dolce
Il Museo è sede del più grande acquario d'acqua dolce d'Italia. L'idea di ospitare anche animali vivi risale agli inizi degli anni Ottanta, quando Ezio Tongiorgi fece allestire per alcuni mesi degli acquari nelle cantine della Certosa ormai dismesse. È però nel 2008 che l'acquario diventa un'esposizione permanente del museo, infatti 24 vasche furono nuovamente installate nella cantina, andando così a creare il primo dei cinque settori attuali. Il 13 maggio 2016 sono state inaugurate le altre quattro sezioni che hanno portato l'acquario a essere il più grande d'Italia, con i suoi 60.000 litri d'acqua dolce.
Il primo settore dell'esposizione è interamente dedicata al lago Tanganica e ospita vari esemplari di ciclidi appartenenti al genere Tropheus. La sezione successiva è dedicata all'evoluzione, infatti qui ritroviamo da veri e propri fossili viventi a esemplari di rettili, passando dai pesci più moderni e dagli anfibi. Tra gli altri, in questa sezione sono ospitati i dipnoi, gli arowana, alcuni pesci palla d'acqua dolce, una colonia di axolotl, una tartaruga del guscio molle, un esemplare di Mata mata e una tartaruga del naso a porcello soprannominata Piggy. Il terzo settore ospita la vasca più grande ed è unicamente dedicato alle carpe koi. Il quarto e il quinto settore sono invece dedicati alla biodiversità ittica mondiale e accolgono esemplari come l'asiatico gurami gigante o gli americani pesce oscar e il luccio alligatore.
Mostre temporanee
Tra quelle scientifiche negli ultimi anni sono apparse Abissi, terra aliena; Predatori del microcosmo e Squali, predatori perfetti, quest'ultima dedicata agli squali con reperti veri e modelli a grandezza naturale. Infine, Terra dei giganti, dedicata ai dinosauri, con esposti modelli a grandezza naturale.
Tra le mostre artistiche si ricordano quelle su Mahatma Gandhi, dal titolo Gandhi e i tessitori della pace e una dal nome Bestiario con opere di Roberto Barbuti.
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Testo da Wikipedia, l’enciclopedia libera, con licenza CC BY-SA 4.0. Voce completa: «Museo di storia naturale dell'Università di Pisa».
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Domande frequenti
Dove si trova Museo di storia naturale dell'Università di Pisa?
Museo di storia naturale dell'Università di Pisa si trova nel comune di Calci, in provincia di Pisa (Toscana), all'indirizzo Via Roma, 79, 56011 Calci. Coordinate: 43.72188, 10.52271.
Quali sono gli orari di Museo di storia naturale dell'Università di Pisa?
Secondo OpenStreetMap gli orari sono: Oct-May Mo-Sa 09:00-19:00; Oct-May Su 09:00-20:00; Jun-Sep 10:00-20:00. Verifica sempre sul sito ufficiale prima della visita.
Quanto costa l'ingresso a Museo di storia naturale dell'Università di Pisa?
L'ingresso è a pagamento. Le tariffe aggiornate sono sul sito ufficiale.
Museo di storia naturale dell'Università di Pisa è accessibile ai disabili?
Secondo i dati di OpenStreetMap il luogo è parzialmente accessibile in carrozzina.
A quando risale Museo di storia naturale dell'Università di Pisa?
La datazione indicata da Wikidata è: 1866.
Cosa vedere vicino a Museo di storia naturale dell'Università di Pisa?
Nei dintorni si trovano: Certosa di Pisa (a 0 m), Rocca della Verruca (a 1,9 km), Chiesa e monastero di San Michele alla Verruca (a 2,2 km).
Fonti e licenze
Testo. Wikipedia, l’enciclopedia libera (CC BY-SA 4.0).
Dati. Wikidata (CC0); orari e contatti OpenStreetMap (ODbL).
Foto. Wikimedia Commons, autore e licenza su ogni immagine.
Crediti delle 9 foto
- Veduta del Museo di Storia Naturale dell'Università di Pisa dal cortile d'onore — Stefano Puzzuoli, CC BY-SA 4.0
- Carnotauro - Museo storia naturale Università Pisa (Diletta Bettini) — Diletta Bettini, CC BY-SA 4.0
- Aegyptocetus tarfa Natural History Museum University of Pisa I-15459 — Stefano Puzzuoli, CC BY-SA 4.0
- Alethopteris florentina Natural History Museum University of Pisa I-4511 — Stefano Puzzuoli, CC BY-SA 4.0
- Ammonitida Natural History Museum University of Pisa I-17139 — Stefano Puzzuoli, CC BY-SA 4.0
- Amphistium paradoxum Natural History Museum University of Pisa I-15729 — Stefano Puzzuoli, CC BY-SA 4.0
- Amusium pleuronectes (Linnaeus, 1758); Gualtieri collection; Natural History Museum University of Pisa (dorsal view) — Regione Toscana, CC BY-SA 4.0
- Amusium pleuronectes (Linnaeus, 1758); Gualtieri collection; Natural History Museum University of Pisa (frontal view) — Regione Toscana, CC BY-SA 4.0
- Amusium pleuronectes (Linnaeus, 1758); Gualtieri collection; Natural History Museum University of Pisa (ventral view) — Regione Toscana, CC BY-SA 4.0
Aggiornato il 28 ottobre 2026. Tutte le fonti e le licenze