Chiesa e monastero di San Michele alla Verruca
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Foto: LigaDue, CC BY-SA 4.0 · Wikimedia Commons

Abbazia / Monastero, 1263

Chiesa e monastero di San Michele alla Verruca

Rovine di chiesa e monastero

Vicopisano (PI), Toscana

Indicazioni

In breve

Epoca
Medioevo, 1263
Coordinate
43°42′29″ N, 10°32′30″ E

Storia e descrizione

La chiesa e monastero di San Michele alla Verruca si trova sul Monte Pisano, a pochi chilometri da Pisa, nel comune di Vicopisano, nei pressi della Rocca della Verruca.

I resti oggi visibili risalgono al complesso monastico benedettino fondato dal marchese Ugo II di Toscana alla fine del X secolo sul luogo ove sorgeva la chiesa di Sant'Angelo, già documentata nel VIII secolo. Nel XII secolo l'abbazia passò ai camaldolesi, poi ai cistercensi e agli agostiniani.

Fu abbandonata nel XV secolo a causa dei danni subiti nelle lotte fra Pisani e Fiorentini. Intorno ad essa in età medievale si era aggregato un borgo ancora visibile alla fine del XIX secolo.

Storia e archeologia

San Michele alla Verruca è stato oggetto di scavi dal 1996 al 2003. Fu uno dei più importanti monasteri maschili benedettini sorti sui monti pisani tra la fine del X secolo e la metà dell'XI secolo, sul luogo di una chiesa precedente appartenente ai conti Aldobrandeschi. All'inizio le sue sorti furono legate alla potente abbazia di San Salvatore di Sesto, dalla cui soggezione si svincolò alla fine dell'XI secolo. Tra il XII e il XIII secolo il monastero possedeva molte terre ma, a partire dalla metà del XIII secolo, i suoi possedimenti si dimezzarono. Nel XIV secolo il cenobio della Verruca viene abbandonato in favore di Sant'Ermete d'Orticaia e, infine, nel XV secolo il monastero viene distrutto in gran parte dai Fiorentini.

Lo scavo ha interessato l'intero complesso monastico ma, per ragioni statiche, la sagrestia e il presbiterio non sono stati indagati. Dal punto di vista archeologico si possono distinguere 6 fasi:

dalla fine dell'VIII alla fine del X secolo, precedente alla fondazione del monastero;

dalla fine del X secolo ai primi decenni del XII secolo, relativo al monastero benedettino pre-romanico;

dal XVI al XIX secolo in cui ci fu una frequentazione sporadica.

Lo studio delle aree cimiteriali non è completo in quanto non è stato possibile indagare la totalità delle sepolture a causa delle difficili condizioni di scavo: l'area del monastero, infatti, è soggetta a smottamenti. Ad ogni modo è stato preso in considerazione un numero abbastanza alto di inumazioni. Nel territorio del monastero di San Michele sono state identificate con certezza 30 tombe delle quali solo 26 sono state indagate archeologicamente: 9 sono localizzate nell'area della chiesa mentre il resto si situa nel chiostro, nei portici attorno ad esso e nella sala capitolare.

Una chiesa di Sant'Angelo “nel luogo detto Verrucola” è già attestata in epoca longobarda in due documenti, provenienti dall'Archivio arcivescovile di Lucca e datati alla fine dell'VIII secolo. …

Pratiche funerarie

In fase di scavo sono state raccolte informazioni per quanto riguarda le modalità di deposizione, l'orientamento dei corpi, la loro posizione e le pratiche rituali nelle aree cimiteriali.

In netta maggioranza sono gli inumati sepolti con la testa ad ovest e i piedi ad est, asse canonico dell'ideologia cristiana altomedievale per la quale lo sguardo doveva essere rivolto ad oriente da dove sarebbe cominciato il Giudizio universale. Le uniche 4 sepolture che non rispettano questo orientamento sono condizionate da altre strutture architettoniche.

I corpi sono sempre deposti in posizione supina con le braccia piegate ad angolo retto e poggiate sull'addome tranne che in tre casi, tutti ubicati nell'area antistante la chiesa. Nella Tomba 10 il braccio destro è sul petto e il sinistro è piegato su sé stesso per far posto alla deposizione di un neonato, avvenuta successivamente; nella T. 16 le braccia sono conserte sul basso bacino e nella T. 6a un braccio è steso lungo il corpo mentre l'altro è piegato sull'addome. L'insistenza delle braccia sull'addome ha fatto pensare agli archeologi che i monaci siano stati sepolti in un saio, ma mancando altri elementi essa rimane un'ipotesi. La posizione degli arti inferiori invece sembra essere determinata semplicemente dalle concrete modalità di deposizione e in particolare alla presenza o meno di un sudario.

È stato notato come in nessuna tomba sia stato deposto alcun oggetto distintivo del defunto o, in generale, di corredo. Semmai elementi di abbigliamento (una fibbia di cintura, un bottone) testimoniano che l'inumato fu deposto vestito.

Analisi paleobiologica e paleopatologica degli inumati

Sono stati evidenziati due gruppi ben distinti di inumati almeno a giudicare dalla posizione privilegiata delle sepolture: i monaci e i laici di classe sociale elevata. È stato altresì possibile distinguere due aree cimiteriali ben precise all'interno del monastero: un'area utilizzata esclusivamente dai monaci (ovvero quella dei loggiati est ed ovest) e una per la sepoltura di laici (all'interno e all'esterno della chiesa). Lo status degli individui sepolti altrove nel complesso è stato considerato come “indeterminato”.

Il numero totale degli individui scavati è di 184 di cui 8 infanti, 10 giovani fra i 18 e i 20 anni, 3 giovani di cui non è stato possibile stabilire un range d'età preciso ma tutti di sesso maschile; 162 adulti maggiori di 20 anni a loro volta composti da 147 maschi e 15 femmine. Per altri individui non è stato possibile stabilire l'età per cui sono stati indicati con termini generici come “bambino”, “giovane” e così via.

Gli studiosi hanno tentato di capire se ci fossero differenze anche di provenienza geografica fra i monaci ed i laici e quello che hanno potuto constatare tramite misure, indici e caratteri morfologici del cranio è che i laici facevano molto probabilmente parte della popolazione locale, mentre i monaci sarebbero provenuti da diverse zone geografiche.

Nelle sepolture multiple, ovvero in quelle tombe dove sono presenti più inumati, è stata rilevata una stretta relazione genetica tra i soggetti per cui si tratta di “deposizioni familiari”.

È stato poi possibile risalire agli stress fisici e nutrizionali che gli individui hanno subito in vita, rivelando lo stile di vita stesso. Questo prevedeva sicuramente continui e pesanti sforzi fisici dovuti al lavoro agricolo, all'uso delle armi e ad altre attività quotidiane, diversificate fra loro. Le patologie riscontrate dipendono dal tipo di attività svolta dall'individuo in vita e sono in relazione sia con la dieta alimentare che col sesso dell'inumato: osteoartrosi, osteomi, traumi vari, rachitismo, anemia sideropenica (individuata dai piccoli fori localizzati nelle ossa orbitali frontali, detti caribra orbitalia), carie e tartaro, ascessi, usura dentaria (in alcuni casi dovuta a stress extra-alimentare e probabilmente da mettere in relazione con la filatura), artrosi della mandibola ed altre patologie.

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Testo da Wikipedia, l’enciclopedia libera, con licenza CC BY-SA 4.0. Voce completa: «Chiesa e monastero di San Michele alla Verruca».

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Domande frequenti

Dove si trova Chiesa e monastero di San Michele alla Verruca?

Chiesa e monastero di San Michele alla Verruca si trova nel comune di Vicopisano, in provincia di Pisa (Toscana). Coordinate: 43.70793, 10.54166.

A quando risale Chiesa e monastero di San Michele alla Verruca?

La datazione indicata da Wikidata è: 1263.

Cosa vedere vicino a Chiesa e monastero di San Michele alla Verruca?

Nei dintorni si trovano: Rocca della Verruca (a 600 m), Villa Rita (a 2 km), Museo di storia naturale dell'Università di Pisa (a 2,2 km).

Fonti e licenze

Testo. Wikipedia, l’enciclopedia libera (CC BY-SA 4.0).

Dati. Wikidata (CC0); orari e contatti OpenStreetMap (ODbL).

Foto. Wikimedia Commons, autore e licenza su ogni immagine.

Crediti delle 4 foto
  1. VicopisanoSanMicheleallaVerruca02 — LigaDue, CC BY-SA 4.0
  2. Chiesa e monastero di San Michele alla Verruca (PI) — Edatoscana, CC BY-SA 3.0
  3. Campagne pisane 2, Mademoiselle De La Morinière, 1841 — Adèle Poussielgue, Public domain
  4. VicopisanoSanMicheleallaVerruca01 — LigaDue, CC BY-SA 4.0

Aggiornato il 28 ottobre 2026. Tutte le fonti e le licenze

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