Museo della Fondazione scienza e tecnica
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Foto: Fondazione Scienza e Tecnica, CC BY-SA 4.0 · Wikimedia Commons

Museo, 2000

Museo della Fondazione scienza e tecnica

Museo in Italia

Firenze (FI), Toscana

Indicazioni

In breve

Tipo
Museo
Epoca
Età contemporanea, 2000
Coordinate
43°46′36″ N, 11°15′52″ E
Indirizzo
Via Giuseppe Giusti 29, 50121 Firenze

Storia e descrizione

Il Museo della Fondazione Scienza e Tecnica di Firenze costituisce la più grande raccolta in Italia e una tra le più complete in Europa di strumenti per lo studio e la didattica della fisica della seconda metà dell’Ottocento. Comprende il Gabinetto di fisica e il Gabinetto di storia naturale. Fanno parte del Museo anche la Biblioteca ed il Planetario.

Gabinetto di fisica

Filippo Corridi, primo direttore dell’Istituto Tecnico dal 1850 al 1859, acquisì, come necessario supporto ai programmi d’insegnamento, una consistente collezione di strumenti tecnico scientifici

L’obiettivo era «promuovere lo studio delle scienze d’applicazione, e il progresso delle utili industrie delle arti e delle lavorazioni».

Dalla metà dell'Ottocento ai primi anni del Novecento, la collezione fu arricchita in modo costante. Gli apparecchi furono acquistati presso i più rinomati costruttori francesi, tedeschi e inglesi, poiché in Italia all’epoca quasi nessuno era in grado di produrre strumentazioni scientifiche di ottima qualità.

Per ovviare a questa mancanza, era stata istituita un'officina di meccanica così da provvedere sia alle necessità interne, con la costruzione di alcuni degli apparecchi necessari all'insegnamento e la manutenzione della collezione, sia per rifornire altri istituti. L'Officina costruì e progettò svariati apparecchi e progetti, permettendo inoltre all'Istituto di presentarsi all'Esposizione Universale di Parigi del 1867 con due modelli facenti parte oggi della raccolta di meccanica.

Oggi si presenta completamente restaurato, aperto al pubblico con lo scopo di conservare e mostrare l’assetto originario di un laboratorio ottocentesco.

Le collezioni non sono disposte per ordine cronologico ma di appartenenza: meccanica, pneumatica, acustica, termologia, ottica ed elettromagnetismo, in locali quasi identici a quelli di fine Ottocento.

Fin dalla sua costituzione, il Gabinetto fu fornito «di quanto può più specialmente abbisognare per le dimostrazioni della scuola, e per le esperienze più delicate; e come tra tanti utili strumenti siano degni di particolare menzione: il catetometro di Perreaux, un eudiometro di Regnault, la macchina di Natterer per la liquefazione dei gas, il gran banco di Duboscq per la proiezione dei fenomeni luminosi, la macchina d’induzione di Ruchmkorff, il fotometro di Babinet, la macchina di Wheatstone, l’apparecchio per la proiezione dei disegni fantascopici di Duboscq, il microscopio dell’Amici». …

Gabinetto di storia naturale

Le collezioni di storia naturale, originariamente collocate all’interno del Museo Tecnologico furono allestite con lo scopo di permettere la conoscenza dei prodotti naturali, privilegiando l’associazione del loro uso e delle loro trasformazioni con i prodotti manifatturieri e le macchine necessarie alle lavorazioni.A partire dal 1870, il direttore Silvestro Gherardi dette incarico al professore di Storia Naturale Pietro Marchi, di ordinare le collezioni del Museo Tecnologico inerenti alla sua materia, insieme ad altre collezioni naturalistiche presenti nell'Istituto. Pietro Marchi, con l'aiuto dei suoi assistenti, iniziò quindi un lavoro di classificazione e ordinamento che ebbe termine solamente nel 1875 con la redazione di 15 poderosi volumi di catalogo. Marchi, che succederà a Silvestro Gherardi nella direzione dell'Istituto, non solo provvide al nuovo ordinamento, ma, attraverso consistenti acquisti e donazioni, completò quelle collezioni che aveva trovato incomplete e ne predispose di nuove (i preparati di cera, la collezione di paleontologia, lo sviluppo della collezione zoologica, ecc.)

Nasce quindi il "Gabinetto di Storia Naturale con annesso Museo Tecnologico", con le collezioni suddivise in 8 ampie sale, accompagnate da tavole murali dipinte in tela cerata, così distribuite:

Sala di Mineralogia comprendente numerose collezioni di minerali e rocce, combustibili fossili, materiali da costruzione variamente levigati e lavorati, modelli cristallografici in vetro e legno. …

Biblioteca

Fu istituita nel 1850 da Filippo Corridi che volle fin da subito affiancare un simile patrimonio alle cattedre di insegnamento. Vi vennero inizialmente trasferite le pubblicazioni tecnico-scientifiche dell’Accademia di Belle Arti; successivamente il direttore arricchì personalmente la raccolta con acquisti e doni, grazie anche ai suoi viaggi all'estero in occasione delle due grandi esposizioni universali di Londra del 1851 e di Parigi del 1855.Si aggiunsero successivamente volumi doppi della Biblioteca Magliabechiana messi in vendita da Giuseppe Molini, cui era stato dato l’incarico di unificare le raccolte librarie granducali in Firenze.

La prima descrizione della biblioteca risale al 1859 e riporta le opere suddivise secondo le diverse materie di insegnamento, oltre ad un numero di opere di vario argomento per un totale di 2200 volumi. Tra questi figuravano anche quelli provenienti dall'Accademia di Belle Arti e donati alla nuova biblioteca al momento della nascita dell'Istituto e che ancora oggi sono conservati presso il Museo della Fondazione Scienza e Tecnica, facilmente identificabili dalle tre corone di alloro simbolo dell'Accademia.

Numerose furono le donazioni di eminenti scienziati, non solamente toscani, del Granduca e dei governi di Francia e Inghilterra. Tra il 1870 e il 1888 vennero acquisiti oltre 15000 volumi con l’intento di costituire una biblioteca di aggiornamento per gli insegnanti.

Il patrimonio librario continuò ad essere incrementato fino agli anni immediatamente successivi alla prima guerra mondiale.

La biblioteca raccoglie un cospicuo numero di opere che rappresentano la conoscenza tecnico-scientifica italiana ed europea dell’Ottocento: sono infatti documentate discipline quali agronomia e silvicoltura, chimica, fisica e astronomia, matematica, meccanica idraulica, storia naturale, topografia, costruzioni, economia e statistica, per un totale di circa 30.000 tra volumi, opuscoli e periodici.

La Biblioteca possiede inoltre un patrimonio grafico consistente in disegni e litografie e una pregevole raccolta di carte geografiche e topografiche.

La Biblioteca gestisce l’intero fondo fotografico che conserva materiale antico e moderno, suddiviso in due sezioni: l’archivio storico e l’archivio moderno. …

Planetario

Nel 2001, presso la Fondazione Scienza e Tecnica, è stato inaugurato il Planetario di Firenze. La macchina planetaria, uno ZKP prodotto dalle officine Zeiss, era ospitato all'interno di una cupola di 8 metri di diametro, capace di accogliere 54 persone.

Nel 2017, con il sostegno della Fondazione Cassa di Risparmio di Firenze, è stato acquistato uno strumento digitale all'avanguardia, Digistar Lite, che consente, tra l'altro, la proiezione full dome anche di video tematici e garantisce la possibilità di percorsi mirati interattivi.

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Testo da Wikipedia, l’enciclopedia libera, con licenza CC BY-SA 4.0. Voce completa: «Museo della Fondazione scienza e tecnica».

Linea del tempo

  1. 2000Fondazione
  2. 2007Apertura

Eventi e persone da Wikidata (CC0).

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Museo della Fondazione scienza e tecnicaVia Giuseppe Giusti 29, 50121 Firenze
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Domande frequenti

Dove si trova Museo della Fondazione scienza e tecnica?

Museo della Fondazione scienza e tecnica si trova nel comune di Firenze, in provincia di Firenze (Toscana), all'indirizzo Via Giuseppe Giusti 29, 50121 Firenze. Coordinate: 43.77678, 11.26454.

A quando risale Museo della Fondazione scienza e tecnica?

La datazione indicata da Wikidata è: 2000.

Cosa vedere vicino a Museo della Fondazione scienza e tecnica?

Nei dintorni si trovano: Fondazione Scienza e Tecnica (a 100 m), Monastero della Crocetta (a 100 m), Palazzo Zuccari (a 100 m).

Fonti e licenze

Testo. Wikipedia, l’enciclopedia libera (CC BY-SA 4.0).

Dati. Wikidata (CC0); orari e contatti OpenStreetMap (ODbL).

Foto. Wikimedia Commons, autore e licenza su ogni immagine.

Crediti delle 3 foto
  1. Ingresso Museo Fondazione Scienza e Tecnica — Fondazione Scienza e Tecnica, CC BY-SA 4.0
  2. Pannello esterno del Museo della Fondazione Scienza e Tecnica — Fondazione Scienza e Tecnica, CC BY-SA 4.0
  3. Fondazione scienza e tecnica, ingresso 01 — Sailko, CC BY-SA 3.0

Aggiornato il 28 ottobre 2026. Tutte le fonti e le licenze

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