Cappella degli Scrovegni
  • Patrimonio UNESCO
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Foto: Andrea Piroddi, CC BY-SA 3.0 · Wikimedia Commons

Museo, 1305

Cappella degli Scrovegni

Cappella a Padova, Italia

Padova (PD), Veneto

Indicazioni

In breve

Tipo
Museo
Epoca
Medioevo, 1305
Stile
Architettura gotica
Dedicato a
Maria
Fondatore
Enrico Scrovegni
Committente
Enrico Scrovegni
Tutela
Parte di un patrimonio mondiale dell'umanità
Patrimonio UNESCO
Cicli affrescati del Trecento di Padova
Coordinate
45°24′43″ N, 11°52′46″ E
Indirizzo
Piazza Eremitani 8, 35121 Padova

Storia e descrizione

La cappella degli Scrovegni è una chiesa di Padova, in precedenza cappella privata, divenuta parte dei Musei civici di Padova. Ospita un noto ciclo di affreschi di Giotto dei primi anni del XIV secolo, considerato uno dei capolavori dell'arte occidentale.

La navata è lunga 29,88 m, larga 8,41 m e alta 12,65 m; l'abside è costituito da una prima parte a pianta quadrata, profonda 4,49 m e larga 4,31 m, e da una successiva, a forma poligonale a cinque lati, profonda 2,57 m e coperta da cinque unghiature nervate. La superficie affrescata è di circa 700 m², compresi i circa 180 m² della volta dipinta quasi solo di azzurro.

Dal 2021 fa parte dei patrimoni dell'umanità UNESCO nel sito dei cicli di affreschi del XIV secolo di Padova.

I dipinti all'interno della cappella degli Scrovegni diedero il via a una rivoluzione pittorica che si sviluppò in tutto l'arco del Trecento e che influenzò la storia della pittura.

Una replica in scala 1:1 della Cappella degli Scrovegni si trova in Giappone, presso il museo delle arti Otsuka.

Storia

La cappella fu commissionata da Enrico degli Scrovegni, figlio di Rinaldo, facoltoso usuraio padovano, che agli inizi del Trecento aveva acquistato da un nobile decaduto, Manfredo Dalesmanini, l'area dell'antica arena romana di Padova. Qui provvide a edificare un sontuoso palazzo, di cui la cappella era oratorio privato e futuro mausoleo familiare. Chiamò ad affrescare la cappella il fiorentino Giotto, il quale, dopo aver lavorato con i francescani di Assisi e di Rimini, era a Padova chiamato dai frati minori ad affrescare la sala del Capitolo, la cappella delle benedizioni e forse altri spazi nella Basilica di Sant'Antonio.

Infondata è la voce secondo cui Enrico Scrovegni avrebbe commissionato la Cappella come atto d'espiazione del peccato commesso dal padre, che Dante Alighieri, qualche anno dopo la conclusione del ciclo giottesco, pone all'Inferno tra gli usurai.

Sebbene storicamente l'edificio sia sempre stato definito come titolato alla Vergine Annunciata, dopo alcuni studi si è riproposta la titolazione probabilmente decisa al tempo dello Scrovegni, Santa Maria della Carità, che non ha però avuto seguito. Quello che è certo, invece, è che la chiesa fu sempre officiata in occasione della festa dell'Annunciazione (25 marzo) e che poco distante dal circuito dell'arena sorse una confraternita laica sotto il nome della Vergine Annunciata, la Scuola dell'Annunciata.

Menzioni antiche trecentesche (Riccobaldo Ferrarese, Francesco da Barberino, 1312-1313) certificano la presenza di Giotto al cantiere. La datazione degli affreschi è deducibile con buona approssimazione da una serie di notizie: l'acquisto del terreno avvenne nel febbraio dell'anno 1300, il vescovo di Padova Ottobono dei Razzi autorizzò la costruzione prima del 1302 (data del suo trasferimento al Patriarcato di Aquileia); la prima consacrazione si ebbe nella ricorrenza della Festa dell'Annunciazione, il 25 marzo 1303; il 1˚ marzo 1304 papa Benedetto XI concesse l'indulgenza a chi avesse visitato la cappella e un anno dopo, sempre nella ricorrenza del 25 marzo (1305), la cappella veniva consacrata. Nell'arco di tempo tra il 25 marzo 1303 e il 25 marzo 1305 si colloca dunque il lavoro di Giotto. …

Descrizione

L'aula si presenta interamente affrescata su tutte e quattro le pareti. Giotto stese gli affreschi su tutta la superficie, organizzati in quattro fasce dove sono composti i pannelli con le storie vere e proprie dei personaggi principali divisi da cornici geometriche. La forma asimmetrica della cappella, con sei finestre solo su un lato, determinò il modulo della decorazione: una volta scelto di inserire due riquadri negli spazi tra le finestre, si calcolò poi l'ampiezza delle fasce ornamentali per inserirne altrettanti di eguale misura sull'altra parete.

Il ciclo pittorico, incentrato sul tema della salvezza, ha inizio dalla lunetta in alto sull'Arco Trionfale, quando Dio decide la riconciliazione con l'umanità affidando all'arcangelo Gabriele il compito di cancellare la colpa di Adamo con il sacrificio di suo figlio fatto uomo. Prosegue con le Storie di Gioacchino ed Anna (primo registro, parete sud), le Storie di Maria (primo registro, parete nord), ripassa sull'Arco Trionfale con le scene dell'Annunciazione e della Visitazione, cui seguono le Storie di Cristo (secondo registro, pareti sud e nord), che continuano, dopo un passaggio sull'Arco Trionfale (Tradimento di Giuda), sul terzo registro, pareti sud e nord. L'ultimo riquadro della Storia Sacra è la Pentecoste. Subito sotto si apre il quarto registro con i monocromi dei vizi (parete nord) e i monocromi delle virtù (parete sud). La parete ovest (o controfacciata) reca il grandioso Giudizio Universale. …

Stile

Rispetto alle Storie di san Francesco, le scene hanno una composizione narrativa più semplice e chiara e un minor affollamento dei personaggi. Si assiste a un maggiore affinamento dei mezzi espressivi, ad una più forte padronanza della composizione per gli effetti narrativi, dei gesti, delle posture, delle espressioni, della cromìa.

Le figure hanno un volume ancora più reale che ad Assisi, avvolte da ampi mantelli attraverso cui si capisce la modellazione dei corpi sottostanti. La stesura pittorica è più morbida e densa, con un modellato più fuso che dà alle figure un risalto più pieno e meno tagliente.

Le scene hanno la solennità degna della loro sacralità, i volti e i gesti mostrano i moti più intimi dell'anima. Le figure protagoniste sono sempre maestose e importanti, in un inimitabile equilibrio tra la gravitas della statuaria classica e le eleganze della cultura gotica, con espressioni sempre concentrate e profonde. Più libero è l'approccio alle figure di contorno, vivacissime nelle fisionomie, nei gesti e negli atteggiamenti. Senza rinunciare all'alta intonazione narrativa, l'artista mette in luce in queste figure particolari di crudo realismo tipici della vita di tutti i giorni. Giotto coglie lo sguardo e i sentimenti dei personaggi che partecipano alle scene da protagonisti, manifestando ognuno la propria personalità tanto che dai volti traspaiono lo stupore, il dolore, la disperazione, la gioia, l'attesa, la spiritualità, i più diversi sentimenti. …

Stato di conservazione

Rispetto alle Storie di san Francesco ad Assisi, la Cappella degli Scrovegni mostra uno stato di conservazione migliore; gli sfondi realizzati con azzurrite appaiono quindi più intensi. Nel 2001 gli affreschi giotteschi hanno ricevuto interventi di restauro e conservazione che hanno riguardato il recupero delle zone più a rischio e della disomogeneità cromatica. Gli interventi, curati da specialisti dell'Istituto Centrale del Restauro tra cui Gian Luigi Colalucci e Pinin Brambilla Barcilon con la guida di Giuseppe Basile, sono stati realizzati anche grazie ai fondi del Gioco del Lotto, in base a quanto regolato dalla legge 662/96, per un importo di 1 810 000 €.

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Testo da Wikipedia, l’enciclopedia libera, con licenza CC BY-SA 4.0. Voce completa: «Cappella degli Scrovegni».

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Cappella degli ScrovegniPiazza Eremitani 8, 35121 Padova
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Domande frequenti

Dove si trova Cappella degli Scrovegni?

Cappella degli Scrovegni si trova nel comune di Padova, in provincia di Padova (Veneto), all'indirizzo Piazza Eremitani 8, 35121 Padova. Coordinate: 45.41182, 11.87954.

Cappella degli Scrovegni è accessibile ai disabili?

Secondo i dati di OpenStreetMap il luogo è accessibile in carrozzina.

A quando risale Cappella degli Scrovegni?

La datazione indicata da Wikidata è: 1305.

Cosa vedere vicino a Cappella degli Scrovegni?

Nei dintorni si trovano: Museo della Natura e dell'Uomo (a 100 m), Musei civici di Padova (a 100 m), Palazzo Cavalli alle Porte Contarine (a 100 m).

Fonti e licenze

Testo. Wikipedia, l’enciclopedia libera (CC BY-SA 4.0).

Dati. Wikidata (CC0); orari e contatti OpenStreetMap (ODbL).

Foto. Wikimedia Commons, autore e licenza su ogni immagine.

Crediti delle 5 foto
  1. La Cappella degli Scrovegni — Andrea Piroddi, CC BY-SA 3.0
  2. Leopoldo Toniolo - Dante visita Giotto nella Cappella degli Scrovegni — Creator:Leopoldo Toniolo, Public domain
  3. Padova - Cappella degli Scrovegni - 2026-09-30 21-25-02 001 — Terragio67, CC BY-SA 4.0
  4. Padova - cappella degli Scrovegni - 2026-09-30 22-16-44 001 — Terragio67, CC BY-SA 4.0
  5. Scrovegni pisano02 pushkin — shakko, CC BY 3.0

Aggiornato il 28 ottobre 2026. Tutte le fonti e le licenze

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