Gallerie dell'Accademia
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Foto: Didier Descouens, CC BY-SA 4.0 · Wikimedia Commons

Museo, 1750

Gallerie dell'Accademia

Museo di Venezia

Venezia (VE), Veneto

Indicazioni

In breve

Tipo
Museo
Epoca
Età moderna, 1750
Stili
Architettura gotica, architettura barocca, architettura rinascimentale
Architetti
Andrea Palladio, Giorgio Massari
Superficie
12.000 m²
Tutela
Bene culturale italiano
Coordinate
45°25′52″ N, 12°19′41″ E
Indirizzo
Campo de la Carità, 1050, 30123 Venezia

Storia e descrizione

Le Gallerie dell'Accademia di Venezia sono un museo statale italiano. Si trovano nel sestiere di Dorsoduro ai piedi del ponte dell'Accademia, in quello che fino all'inizio del XIX secolo era il vasto complesso formato dalla chiesa di Santa Maria della Carità, dal convento dei Canonici Lateranensi e dalla Scuola Grande di Santa Maria della Carità (l'ingresso è per il portale di quest'ultima). Prendono il nome dall'Accademia di Belle Arti, che le ha aperte nel 1817 e ne ha condiviso la sede fino al 2004.

Raccolgono la migliore collezione di arte veneziana e veneta, soprattutto legata ai dipinti del periodo che va dal XIV al XVIII secolo: tra i maggiori artisti rappresentati figurano Tintoretto, Tiziano, Canaletto, Giorgione, Giovanni Bellini, Vittore Carpaccio, Cima da Conegliano e Veronese. Vi si conservano anche altre forme d'arte come sculture e disegni, tra i quali il celeberrimo Uomo vitruviano di Leonardo da Vinci (esposto solo in occasioni particolari).

Sono di proprietà del Ministero della cultura, che dal 2014 le ha annoverate tra gli istituti museali dotati di autonomia speciale.

Storia

Fin dalla fondazione (1750) l'Accademia acquisiva opere d'arte con finalità didattiche e di restauro. Con la caduta della Serenissima (1797) e il trattato di Presburgo (dicembre 1805), Venezia entrò nell'orbita francese divenendo una delle province del Regno Italico creato da Napoleone. Fu in questo periodo che numerosi decreti portarono alla chiusura di tutti i palazzi pubblici, alla soppressione di monasteri e conventi, alla soppressione di circa 40 parrocchie e circa 200 edifici di culto, nonché alla demolizione di molti altri. Gli oggetti d'arte che non presero la via della dispersione (molti finirono al principale museo del regno dopo il Louvre, Brera), vennero raccolti all'Accademia, con finalità essenzialmente didattiche per gli studenti d'arte.

La sede originale della raccolta era il Fonteghetto della Farina, ma in seguito la disponibilità di edifici passati alle autorità dopo le soppressioni fece optare, nel 1807, per il convento dei Canonici Lateranensi, la chiesa e la Scuola della Carità. La sistemazione di un complesso di edifici così vario fu accolta con perplessità da parte degli accademici, soprattutto per le enormi spese che avrebbe comportato il trasferimento e l'adattamento, ma la decisione governativa non mutò. Così vennero avviati profondi lavori incaricando il cattedratico Giannantonio Selva e l'allievo Francesco Lazzari: la chiesa fu suddivisa in ambienti, sia in orizzontale che in verticale eliminando tutti gli altari e gli arredi; il piano inferiore fu diviso in cinque grandi ambienti destinati alla scuola, mentre in quello superiore furono ricavati due grandi saloni illuminati da lucernari e riservati all'esposizione delle opere d'arte; furono invece murate le originarie finestre gotiche della chiesa. Inoltre il convento perse parte dell'impianto palladiano per consentire la costruzione di nuove ali (1834), la facciata fu rifatta dal Lazzari (1830) e l'atrio della Scuola fu modificato. …

Sede

Costruiti nel XII secolo, chiesa e convento ospitarono a partire dal secolo successivo una Scuola di Battuti per riceverne un sostegno economico. Nel XV secolo le rendite aumentarono grazie al sostegno del veneziano papa Eugenio IV, permettendo di rinnovare ed ampliare ulteriormente gli edifici.

Il complesso fiorì anche nel secolo successivo, tanto da affidare ad Andrea Palladio un progetto molto ambizioso per il convento, mai completato. L'incendio del 1630 segna invece l'avviata decadenza, culminata nel 1744 nel crollo del campanile.

Nel 1768 l'ordine dei Canonici Lateranensi fu soppresso e la chiesa venne chiusa nel 1806.

La Scuola della Carità fondata nel 1260 fu una delle prime Scuole Grandi (cioè dei Battuti). Ospitata prima nella chiesa di San Leonardo, quindi alla Giudecca, già nel 1261 aveva ottenuto spazi in questo convento. Come le altre scuole aveva compiti di mutuo soccorso e di carità verso i poveri, che coltivava anche mediante investimenti oculati delle somme versate dai confratelli e dalla Repubblica.

Grazie alle sue ricchezze la confraternita poté aiutare a più riprese i Canonici acquistandone delle proprietà, come il terreno sul quale a partire dal 1344 costruì la propria sede definitiva. L'entrata rimase tuttavia in comune con il convento, ed era la porta tuttora presente a sinistra dell'ingresso attuale e decorata da edicole gotiche con i santi protettori della scuola. Internamente si arricchì di un soffitto a cassettoni nella sala capitolare (XV secolo, conservato) e di numerosi dipinti. Fra i più importanti due opere esposte nella collocazione originale (ex Sala dell'Albergo della Scuola): la Presentazione di Maria al Tempio di Tiziano (1538) ed il Trittico della Madonna della Carità di Antonio Vivarini e Giovanni d'Alemagna (1480); le altre due opere della serie, lo Sposalizio della Vergine di Giampietro Silvio e l'Annunciazione di Girolamo Dente, già nella parrocchiale di Mason Vicentino, sono state oggi riunite al loro contesto originale.

Intorno al 1760 Bernardino Maccaruzzi e Giorgio Massari apportarono modifiche sia internamente che esternamente, con la completa sostituzione della precedente facciata gotica e l'apertura del portale sul campo (la facciata acquisirà l'aspetto attuale nel 1830). Sebbene ancora prospera, anche la Scuola subì la soppressione nel 1806.

Collezioni

La collezione oggi può essere divisa in: opere da sempre in Santa Maria della Carità e nella sua Scuola, opere raccolte durante le soppressioni, un numero esiguo di lavori degli accademici qui trasferiti dalla vecchia sede, opere acquistate appositamente (come la collezione di gessi dell'abate Farsetti, 1805) e, infine, opere arrivate tramite legati. Tra i legati più antichi si ricordano l'Annunciazione di Giambattista Pittoni del 1757, esposta da quando divenne Presidente dell'Accademia, come da tradizione nella Sala delle Adunanze dell'Accademia, sede dell'Accademia di Venezia, e oggi esposta nella Sala pittura dell'ala Paladia con Tintoretto, quelli di Girolamo Molin (1816), che fruttò varie opere di primitivi veneziani, quello di Felicita Reiner (1833, formalizzata solo nel 1850), che fruttò opere di Piero della Francesca (San Girolamo e il donatore Girolamo Amadi) e Giovanni Bellini (Madonna col Bambino tra le sante Caterina e Maria Maddalena), e quella di Girolamo Contarini (1838), che comprendeva 180 opere tra cui la Madonna degli Alberetti e le Quattro allegorie sempre del Bellini, nonché sei dipinti di Pietro Longhi. La collezione grafica si formò dal 1822 con l'acquisto della raccolta di Giuseppe Bossi comprendente più di tremila pezzi, tra cui il famoso Uomo vitruviano ed esempi di scuola lombarda, ligure, bolognese, toscana, romana, francese, tedesca e fiamminga.

Nell'Ottocento l'orientamento prevalente delle collezioni verso la pittura veneta era considerato limitativo e si cercò di colmare la mancanza di opere di altre scuole attraverso una serie di scambi con istituzioni simili. In realtà, quando il fine didattico decadde, tale diversità fu finalmente vista come una peculiarità da valorizzare e rafforzare. …

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Testo da Wikipedia, l’enciclopedia libera, con licenza CC BY-SA 4.0. Voce completa: «Gallerie dell'Accademia».

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  1. 1750Fondazione
  2. 1817Apertura

Eventi e persone da Wikidata (CC0).

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Come arrivare

Venezia Santa LuciaTreno, la più vicina
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Gallerie dell'AccademiaCampo de la Carità, 1050, 30123 Venezia
Accademia "B"100 m
Aeroporto Marco Polo di Venezia8,3 km

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Domande frequenti

Dove si trova Gallerie dell'Accademia?

Gallerie dell'Accademia si trova nel comune di Venezia, in provincia di Venezia (Veneto), all'indirizzo Campo de la Carità, 1050, 30123 Venezia. Coordinate: 45.43108, 12.32814.

Quali sono gli orari di Gallerie dell'Accademia?

Secondo OpenStreetMap gli orari sono: Da martedì a domenica: 8:15–19:15; Lunedì: 8:15–14:00. Verifica sempre sul sito ufficiale prima della visita.

Si può visitare gratis Gallerie dell'Accademia?

Sì, la prima domenica del mese l'ingresso è gratuito grazie all'iniziativa Domenica al museo.

Gallerie dell'Accademia è accessibile ai disabili?

Secondo i dati di OpenStreetMap il luogo è accessibile in carrozzina.

A quando risale Gallerie dell'Accademia?

La datazione indicata da Wikidata è: 1750.

Cosa vedere vicino a Gallerie dell'Accademia?

Nei dintorni si trovano: Palazzo Brandolin Rota (a 100 m), Palazzo Querini alla Carità (a 100 m), Palazzo Mocenigo Gambara (a 100 m).

Fonti e licenze

Testo. Wikipedia, l’enciclopedia libera (CC BY-SA 4.0).

Dati. Wikidata (CC0); orari e contatti OpenStreetMap (ODbL).

Foto. Wikimedia Commons, autore e licenza su ogni immagine.

Crediti delle 8 foto
  1. Accademia (Venice) — Didier Descouens, CC BY-SA 4.0
  2. Courtyard-Gallerie dell'Accademia (Venice) — Yair Haklai, CC BY-SA 4.0
  3. Escalier (Gallerie dell'Accademia de Venise) — Van Der Meulen Christofle, CC0
  4. Gallerie dell'Accademia, Venice (37512387530) — Dimitris Kamaras from Athens, Greece, CC BY 2.0
  5. Gallerie Dell'Accademia — Giulia Sacilotto, CC BY-SA 4.0
  6. Peinture (3) (Gallerie dell'Accademia de Venise) — Van Der Meulen Christofle, CC0
  7. Venezia - Gallerie dell'Accademia - 202209182027 — Moleskine, CC BY-SA 4.0
  8. Venezia - Gallerie dell'Accademia - 2024-09-26 16-26-39 001 — Fabior04, CC BY-SA 4.0

Aggiornato il 28 ottobre 2026. Tutte le fonti e le licenze

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