Basilica di Massenzio
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Foto: Hiro-o, CC BY-SA 3.0 · Wikimedia Commons

Sito archeologico, 312

Basilica di Massenzio

Edificio della Roma antica

Roma (RM), Lazio

  • Nel Centro storico di Roma, le proprietà extraterritoriali della Santa Sede nella città e San Paolo fuori le Mura, patrimonio UNESCO
Indicazioni

In breve

Epoca
Età antica, 312
Superficie
6500 m²
Tutela
Bene culturale italiano
Coordinate
41°53′31″ N, 12°29′18″ E

Storia e descrizione

La basilica di Massenzio, a volte citata anche come di Costantino, è l'ultima e la più grande basilica civile del centro monumentale di Roma, posta anticamente sul colle della Velia, che raccordava il Palatino con l'Esquilino. Non fa parte del Foro Romano propriamente detto (pur rientrando oggi nell'area archeologica che lo comprende, estesa fino alle pendici della Velia), ma era nelle immediate adiacenze di esso.

Storia

Nelle fonti antiche la basilica è ricordata come Basilica Nova, o Basilica Constantini, o Basilica Constantiniana.

La basilica fu costruita da Massenzio agli inizi del IV secolo (308-312), ma fu poi ridedicata al suo vittorioso rivale Costantino, che fece sostituire il suo volto a quello di Massenzio nella colossale statua imperiale posta all'interno dell'abside Ovest della struttura. La Basilica sorgeva in prossimità del tempio della Pace, già probabilmente in abbandono, e del tempio di Venere e Roma, la cui ricostruzione fece parte degli interventi massenziani. La sua funzione era prevalentemente di ospitare l'attività giudiziaria di pertinenza del praefectus urbi.

Sia gli scavi sia la pianta della Forma Urbis Severiana hanno dimostrato come in questo punto sorgesse anticamente un grande complesso utilitario dell'epoca domizianea, simmetricamente contrapposto a uno analogo che sorgeva sull'altro lato della Sacra via summa (ampiamente manomesso durante gli scavi del XIX secolo perché scambiato per una costruzione medievale). Una parte di questo edificio più antico era occupata dagli Horrea piperiana, i magazzini del pepe e delle spezie.

Della basilica si perse ben presto la corretta denominazione, e i colossali resti furono noti con la denominazione di Templum urbis. Solo agli inizi del XIX secolo fu nuovamente identificata da Antonio Nibby, che sostenne in proposito una vivace polemica con Carlo Fea.

Durante le Olimpiadi di Roma del 1960, la Basilica di Massenzio ospitò le gare di lotta.

Descrizione

Lo schema costruttivo del gigantesco edificio (100 × 65 m), di cui resta oggi soltanto il lato settentrionale, presentava una navata centrale più larga e più alta (di base 80 × 25 m). Sulla navata centrale si aprivano, invece che le tradizionali navate minori, separate da quella centrale tramite file di colonne, tre grandi nicchie per lato, coperti da volta a botte con lacunari ottagonali ancora ben visibili nella parte superstite. Gli ambienti erano collegati tra loro da piccole aperture ad arco.

La navata centrale era coperta da tre enormi volte a crociera in opus caementicium, alte circa 35 m che poggiavano sui setti murari trasversali che separavano gli ambienti laterali e sulle colonne di marmo proconnesio alte 14,5 m, ciascuna addossata alla loro terminazione. Le colonne sono tutte scomparse: l'unica che ancora si conservava nel XVII secolo fu fatta collocare da papa Paolo V in piazza di Santa Maria Maggiore nel 1613, dove tuttora si trova. Sorreggevano una trabeazione marmorea, di cui restano resti dei blocchi parzialmente inseriti nella muratura. Le dimensioni e il sistema costruttivo degli spazi interni sono del tutto compatibili con quelli delle grandi sale delle terme, che venivano di fatto chiamate pure "basiliche". L'esempio più illuminante è la sala delle terme di Diocleziano, trasformata poi nella basilica di Santa Maria degli Angeli.

Sul lato corto occidentale, alla testata della navata centrale si apriva un'abside preceduta da due colonne. Nell'abside fu collocata la statua colossale di Costantino I, acrolito costruito parte in marmo e parte in legname e bronzo dorato, alto 12 m. Alcune parti marmoree superstiti furono scoperte nel 1487 e sono ora nel cortile del palazzo dei Conservatori sul Campidoglio (Musei capitolini). La sola testa misura 2,60 m e il piede 2 m. …

Fortuna

La Basilica rappresenta uno snodo nella storia dell’architettura, costituendo un traguardo per la costruzione romana e uno dei punti di riferimento per quella successiva. Tra Quattro e Cinquecento, il monumento è assunto tra i riferimenti progettuali di alcuni degli episodi architettonici, in maggioranza ecclesiastici, più cruciali nel panorama architettonico, come, ad esempio, Sant’Andrea a Mantova, i progetti per San Pietro, San Nicolò di Carpi, o le chiese palladiane.

A orientare l’attenzione verso la basilica massenziana sono in particolare problematiche progettuali legate ai limiti della grande scala - rispetto alle quali gli strumenti espressivi fino ad allora validi risultavano inadeguati, questioni legate ai sistemi di copertura voltati e le tecniche costruttive tipicamente romane, come l'opus caementicium, che fanno della basilica un terreno d’indagine privilegiato, benché non esclusivo.

Non secondariamente a giocare un ruolo nella grande fortuna del monumento è il suo accoglimento in un orizzonte cristiano, identificandolo erroneamente con il Tempio della Pace costruito dai Flavi per commemorare la vittoria su Gerusalemme e nel quale erano conservati gli spolia sottratti al Tempio.

Nel medioevo fu legata al monumento anche la leggenda di Augusto e la Sibilla tiburtina, secondo cui un tempio pagano (in altre versioni una statua) sarebbe crollato il giorno che avrebbe partorito una Vergine.

Sito olimpico

Con l'assegnazione alla città di Roma dei Giochi della XVII Olimpiade, da svolgere in Italia dal 25 agosto all'11 settembre 1960, nel novembre 1959 furono prese le decisioni sulle soluzioni tecniche da adottare per l'utilizzo della Basilica di Massenzio come sede delle competizioni di lotta, in modo da rendere i giochi più spettacolari scenograficamente. Sotto le volte dell'abside principale furono collocate tre pedane con materassi per le gare di lotta greco-romana e stile libero. Di fronte alle pedane furono allestite piattaforme, tribune per il pubblico e la stampa. I giornalisti erano provvisti di 20 cabine telefoniche; gli spogliatoi e i servizi per gli atleti (400 m² con 8 docce, 7 bagni e 5 lavabi) in una zona immediatamente a ridosso delle pedane mentre i servizi per il pubblico erano collocati sotto le varie tribune. L'intero "impianto" fu dotato di uno speciale sistema di illuminazione per gli eventi serali, rendendo così lo spettacolo ancora più suggestivo.

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Testo da Wikipedia, l’enciclopedia libera, con licenza CC BY-SA 4.0. Voce completa: «Basilica di Massenzio».

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  1. 312 d.C.Costruzione

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Basilica di Massenzio
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Domande frequenti

Dove si trova Basilica di Massenzio?

Basilica di Massenzio si trova nel comune di Roma, in provincia di Roma (Lazio). Coordinate: 41.89194, 12.48833.

A quando risale Basilica di Massenzio?

La datazione indicata da Wikidata è: 312.

Cosa vedere vicino a Basilica di Massenzio?

Nei dintorni si trovano: Horrea piperiana (a 0 m), Tempio del Divo Romolo (a 100 m), Antiquarium del Palatino (a 100 m).

Fonti e licenze

Testo. Wikipedia, l’enciclopedia libera (CC BY-SA 4.0).

Dati. Wikidata (CC0); orari e contatti OpenStreetMap (ODbL).

Foto. Wikimedia Commons, autore e licenza su ogni immagine.

Crediti delle 4 foto
  1. Basilica of Maxentius2 — Hiro-o, CC BY-SA 3.0
  2. Basilica Of Constantine And Maxentius — Paul VanDerWerf, CC BY 2.0
  3. 20211110.Maxentiusbasilika.Forum Romanum.-011 — Bybbisch94, Christian Gebhardt, CC BY-SA 4.0
  4. Blauwe rotslijster - blue rock thrush - Monticola solitarius - Forum Romanum 4 — Bouke ten Cate, CC BY 4.0

Aggiornato il 28 ottobre 2026. Tutte le fonti e le licenze

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