Abbazia di Val Tolla
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Foto: Jacopo Jaco, CC0 · Wikimedia Commons

Abbazia / Monastero

Abbazia di Val Tolla

Abbazia italiana

Morfasso (PC), Emilia-Romagna

Indicazioni

In breve

Coordinate
44°44′49″ N, 9°45′32″ E

Storia e descrizione

L'abbazia di Val Tolla, o abbazia di Valtolla, o abbazia di Tolla o monastero dei Santi Salvatore e Gallo di Val Tolla, fu un’abbazia benedettina di rilevanti dimensioni situata nei pressi di Monastero, frazione del comune italiano di Morfasso, in provincia di Piacenza, edificata nel VII secolo e definitivamente demolita al termine del XVIII secolo, la cui giurisdizione si estese per alcuni secoli su tutta l'alta val d'Arda.

Dopo secoli di oblio, viene considerata oggi dagli studiosi “un interessante caso di strumento di controllo politico‐militare e presidio religioso e assistenziale di una 'area di strada’, oggetto di continua protezione regia e uno dei primissimi esempi di eccettuazione monastica”.

Campagne di scavi hanno portato alla luce, nel sito archeologico di San Salvatore di Tolla presso la località Chiesa Vecchia della frazione Monastero del comune di Morfasso, i resti di tre edifici religiosi sovrapposti nel corso dei secoli, la cui struttura complessiva è ancora interrata in attesa di ulteriori campagne archeologiche.

Storia

Edificata in un luogo strategico dell’alta val d’Arda, in corrispondenza delle direttrici di traffico verso la Liguria come il passo del Pellizzone e la Bocchetta di Sette Sorelle, alternative al valico del monte Bardone che da Fidenza portava all’antica città di Luni e dove passava una stretta lingua di terra che collegava i rimanenti possedimenti bizantini in Emilia con quelli in Liguria, l’abbazia di Tolla fu edificata in un momento imprecisato del VII secolo, tra il 616 e il 680 secondo le fonti storiche disponibili, in un territorio delimitato a valle dal torrente Arda, a monte della località Collerino e ai due lati da Rio della Chiesa e Rio Caselle.

Fondata probabilmente come semplice ospizio o cappella privata dalla comunità siriaco-orientale in fuga dalle persecuzioni dei re longobardi, l’abbazia appare per la prima volta nelle fonti storiche in un documento scritto risalente all’anno 744, quando il re longobardo Ildelbrando la confermò al vescovo di Piacenza – a seguito dell’incendio che aveva devastato la città, distruggendone i documenti precedenti - insieme ai monasteri di Fiorenzuola d’Arda e Gravago. Nell'arco di poco meno di un secolo, quindi l'abbazia di Tolla era cresciuta di importanza - probabilmente in virtù della sua collocazione su un'area di confine allora strategica, tra il mondo longobardo e quello ligure-bizantino - al punto da passare dalla condizione di luogo di culto privato a monastero soggetto alla protezione regia, pur rimanendo sotto la giurisdizione canonica della diocesi di Piacenza (sotto la quale essa resterà ancora per più di un secolo, prima di passare alla diocesi milanese). …

Campagne archeologiche e ritrovamento dei resti

La progressiva espansione dei possedimenti e della giurisdizione dell’abbazia di Tolla portarono, in un momento imprecisato dell’Alto Medioevo e fino agli ultimi secoli di attività del monastero, alla denominazione diffusa del territorio dell’alta valle dell’Arda col il nome, successivamente non più in uso, di valle di Tolla. Non è ancora stato possibile individuare con esattezza la località o l’abitato di Tolla, da cui l’abbazia avrebbe potuto verosimilmente prendere il nome in occasione della sua fondazione nel VII secolo: scarsissimi i riferimenti al toponimo nelle fonti storiche, dal privilegio di Ugo e Lotario del 936 fino all’ultimo documento che ne fa menzione e risalente al 1323.

Nel corso del tempo, con la rovina e la demolizione degli ultimi resti dell’abbazia e degli edifici religiosi che ne avevano preso il posto, anche l’uso del toponimo venne meno, al punto che il territorio e le comunità sorte nelle immediate vicinanze dell’antico monastero finirono per assumere il nome proprio di Monastero, divenuta poi frazione di Morfasso, sostituendosi a quello, antichissimo, di Tolla.

Solo nel 1976 il sito venne nuovamente individuato con esattezza negli estimi catastali da Angelo Jesini, e solo nel 1997 fu organizzato un primo sopralluogo dai funzionari dell'allora Soprintendenza Archeologica Emilia Romagna.

La riscoperta "archeologica" dell'abbazia di Val Tolla cominciò infine dieci anni più tardi, nel 2007, quando furono condotti i primi sondaggi archeologici, sotto la direzione congiunta della Sovrintendenza Archeologica dell'Emilia-Romagna e dell'Università degli Studi di Parma, portando al rinvenimento dei muri perimetrali, oltre che di pietre lavorate finemente di tipo romanico, un frammento di colonnina, frammenti di ceramica grezza filettata databile ai secoli IX-X e XIIII e di un altare. …

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Testo da Wikipedia, l’enciclopedia libera, con licenza CC BY-SA 4.0. Voce completa: «Abbazia di Val Tolla».

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Domande frequenti

Dove si trova Abbazia di Val Tolla?

Abbazia di Val Tolla si trova nel comune di Morfasso, in provincia di Piacenza (Emilia-Romagna). Coordinate: 44.74707, 9.75891.

Cosa vedere vicino a Abbazia di Val Tolla?

Nei dintorni si trovano: Scavi archeologici di Velleia (a 5,1 km), Antiquarium di Velleia (a 5,2 km), Area archeologica e Antiquarium di Veleia (a 5,2 km).

Fonti e licenze

Testo. Wikipedia, l’enciclopedia libera (CC BY-SA 4.0).

Dati. Wikidata (CC0); orari e contatti OpenStreetMap (ODbL).

Foto. Wikimedia Commons, autore e licenza su ogni immagine.

Crediti delle 2 foto
  1. Abbazia di Tolla 3 — Jacopo Jaco, CC0
  2. Resti dell'Abbazia di Tolla 1 — Jacopo Jaco, CC BY-SA 4.0

Aggiornato il 28 ottobre 2026. Tutte le fonti e le licenze

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