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Foto: sailko, CC BY-SA 3.0 · Wikimedia Commons
Abbazia / Monastero, VIII secolo
Abbazia di Nonantola
Edificio monastico italiano sede di un'abbazia benedettina, sito nel comune di Nonantola
Nonantola (MO), Emilia-Romagna
In breve
- Tipo
- Abbazia / Monastero
- Epoca
- Medioevo, VIII secolo
- Stile
- Architettura romanica
- Dedicato a
- papa Silvestro I
- Tutela
- Bene culturale italiano
- Coordinate
- 44°40′41″ N, 11°02′36″ E
- Indirizzo
- Via Guglielmo Marconi 3, Nonantola
Storia e descrizione
L'abbazia di Nonantola è l'edificio monastico che fu sede di un'importante abbazia benedettina - anche territoriale -, sito nel comune di Nonantola in provincia di Modena. Era una delle tappe della Via Romea Nonantolana, che deriva il nome proprio dall'abbazia modenese. Dal 1940 è monumento nazionale.
La fondazione
L'abbazia fu fondata nel 752 dall'abate Anselmo sul territorio ricevuto in dono dal proprio cognato, il re Astolfo. Anselmo da laico era stato duca del Friuli ed era poi diventato monaco benedettino. Per i longobardi la fondazione dell'abbazia dava la possibilità di accrescere l'influenza longobarda nella fascia che aveva costituito il confine con l'esarcato bizantino appena conquistato e incoraggiava la valorizzazione agricola della zona.
Nella donazione erano compresi un ampio territorio, per lo più paludoso, intorno al luogo dove sarebbe stata costruita l'abbazia e un vasto possesso di boschi nella zona appenninica di Fanano.
La chiesa abbaziale fu dedicata a Maria Vergine e a San Benedetto, poi ai santi Apostoli, successivamente a San Silvestro, quando avvenne la traslazione di questo papa da Roma a Nonantola. A tutt'oggi l'abbazia custodisce alcune reliquie dello stesso san Silvestro.
Fu la sede dell'incontro fra papa Marino e l'imperatore Carlo il Grosso e il luogo di sepoltura di papa Adriano III. L'abbazia fu saccheggiata dagli Ungari nell'899. Anche prima dell'anno 1000 l'Abbazia aveva agenzie di vendita e di approvvigionamento a Pavia, Piacenza e Cremona, che erano città raggiungibili tramite vie d'acqua come il Panaro e il Po. Gli agenti dell'abate intervenivano alle fiere che periodicamente si tenevano nelle loro città, acquistando e vendendo merci.
Nel 1013 l’abate Rodolfo I commissiona il portale dell'erigenda basilica romanica. Il terremoto del 1117 domandò ricostruzioni. Ma l'abbazia continuò a svolgere un ruolo importante, non solo di carattere religioso.
Nel XIII secolo l'abbazia promosse la bonifica di estesi acquitrini fra Crevalcore e la sua frazione di Palata Pepoli, terre che erano di proprietà dell'abbazia.
La chiesa e il monastero
L'importanza storica dell'abbazia e il suo ruolo nella bonifica agraria di una vasta parte della pianura modenese non trova una corrispondente importanza dal punto di vista architettonico. La costruzione dell'attuale chiesa, in stile romanico, è iniziata a partire dall'VIII secolo dal coevo monastero benedettino di cui si sono conservate le sale del refettorio. Sono attribuite ad allievi di Wiligelmo (che aveva operato nel duomo di Modena) le decorazioni del portico, in particolare due leoni stilofori e alcune formelle di marmo, tra cui quella con l'Adorazione dei Magi.
La cripta presenta 64 colonne che secondo l'uso del tempo hanno capitelli di stili diversi (sono infatti di diversa provenienza, recuperati e riutilizzati nel restauro del 1913-17).
Il crocifisso che pende al centro dell'abside maggiore è una delle primissime opere del pittore cappuccino padre Angelico Bertini. È datato 1914 e riproduce il celebre affresco della chiesa di Santa Maria Antiqua in Roma.
L'amministrazione delle terre
L'abbazia di Nonantola possedette proprietà terriere molto estese, sia in Emilia che in Toscana, e fu un importante punto di riferimento per un'intensa attività di bonifica dei terreni. Secondo uno schema caratteristico delle abbazie benedettine, il terreno agricolo venne suddiviso in corti, a loro volta comprendenti una pars dominica e una pars massaricia: il monastero riservava a sé la conduzione diretta della prima e affidava in enfiteusi ai coloni la seconda secondo un concetto che si svilupperà nella grancia.
La parte della pianura ha visto spostarsi i terreni affidati in enfiteusi man mano che si estendevano le bonifiche e a partire dalla fine del XV secolo assunse quei confini del territorio concesso in enfiteusi alla Partecipanza agraria di Nonantola che l'esercitò in forma collettiva per secoli e che nel 1961 è riuscita a riscattare i residui diritti dell'abbazia.
Anche il territorio di Fanano fu concesso in enfiteusi agli abitanti del comune, ma il dominio utile fu retrocesso dal Comune allo Stato, perché impossibilitato ad amministrarlo in modo da evitare gli abusi. Quando al Ducato di Modena subentrò il regno d'Italia il dominio utile fu messo all'asta e dopo liti giudiziarie annose si pervenne al riscatto del cosiddetto dominio diretto, fino ad allora conservato dall'abbazia di Nonantola.
Il sacro tesoro dell'abbazia
L'abbazia conserva uno dei più importanti tesori delle cattedrali italiane, formato da stauroteche della "Santa Croce" (su cui secondo il racconto evangelico fu crocefisso Cristo), lipsanoteche e rarissime reliquie tessili del IX secolo rinvenute per caso in abbazia del 2002 e in archivio. Il pezzo più importante è la stauroteca della Santa Croce di Gesù, contenente uno tra i maggiori presunti frammenti della Santa Croce (ve ne sono diversi in Europa), giunto a Nonantola da Costantinopoli al tempo dei primi abati che fungevano da ambasciatori per Carlo Magno presso l'Impero d'Oriente. Altri oggetti degni di menzione sono il braccio di San Silvestro, la cassetta-reliquiario in argento contenente le calotte craniche dei martiri Senesio e Teopompo (martirizzati a Nicomedia nel 303), e una cassettina in avorio.
Dal 2011 sono in esposizione anche due straordinari sacri tessuti datati IX-X secolo. Si tratta di un tessuto rosso (di chiara e sicura fattura presso gli opifici di Costantinopoli) con aquile all'interno di orbicoli e di un tessuto bianco con ricamati leprotti, leonesse e cervi (di fattura dell'Egitto fatimita o dell'Italia Meridionale). I due tessuti facevano parte del corredo funebre di san Silvestro I papa e sono in ottime condizioni di conservazione nonostante il trascorrere dei secoli. Il tesoro dell'abbazia è oggi visibile presso il Museo Benedettino e Diocesano, situato a pochi metri dalla chiesa.
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Domande frequenti
Dove si trova Abbazia di Nonantola?
Abbazia di Nonantola si trova nel comune di Nonantola, in provincia di Modena (Emilia-Romagna), all'indirizzo Via Guglielmo Marconi 3, Nonantola. Coordinate: 44.67797, 11.04336.
A quando risale Abbazia di Nonantola?
La datazione indicata da Wikidata è: VIII secolo.
Cosa vedere vicino a Abbazia di Nonantola?
Nei dintorni si trovano: Museo diocesano d'arte sacra e benedettino (a 0 m), Museo di Nonantola (a 100 m), Torre dei Bolognesi (a 100 m).
Fonti e licenze
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Dati. Wikidata (CC0); orari e contatti OpenStreetMap (ODbL).
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Crediti delle 1 foto
- Abbazia di nonantola 00 — sailko, CC BY-SA 3.0
Aggiornato il 28 ottobre 2026. Tutte le fonti e le licenze
