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Abbazia / Monastero, 1510
Abbazia di San Giovanni Evangelista
Chiesa nel comune italiano di Parma
Parma (PR), Emilia-Romagna
In breve
- Tipo
- Abbazia / Monastero
- Epoca
- Rinascimento, 1510
- Stili
- Architettura rinascimentale, architettura barocca
- Architetti
- Bernardino Zaccagni, Simone Moschino
- Dedicato a
- Giovanni
- Tutela
- Bene culturale italiano
- Coordinate
- 44°48′11″ N, 10°19′56″ E
- Indirizzo
- borgo Pipa 1/a
Storia e descrizione
L'abbazia di San Giovanni Evangelista è un complesso benedettino situato in piazzale San Giovanni 1 a Parma, in Emilia-Romagna. Il vasto insieme di edifici comprende la chiesa, il monastero e l'antica spezieria.
Storia
Costruita nel 980 dal vescovo Sigefredo II su un precedente oratorio intitolato a San Colombano, l'abbazia viene affidata al primo abate Giovanni, canonico del Capitolo della Cattedrale di Parma. Nel 1477 l'intero complesso venne danneggiato da un incendio.
La basilica abbaziale venne ricostruita a partire dal 1490 circa, con un progetto definitivo nel 1510 a opera di Bernardino Zaccagni. I lavori dovettero concludersi verso il 1519. Fin dai progetti originari l'abate Girolamo Spinola aveva previsto di scandire gli spazi architettonici con un'ampia decorazione pittorica, assicurandosi precocemente il giovane Correggio, che solo pochi anni prima aveva dato un ottimo saggio della sua arte in città in un altro monastero benedettino, quello di San Paolo, in cui aveva decorato per la badessa Giovanna Piacenza la celebrata Camera della Badessa.
In San Giovanni Correggio eseguì cinque imprese ad affresco. La prima è in genere considerata la lunetta con il San Giovanni e l'aquila (1520 circa, alla cui data di realizzazione aveva già forse in mente tutto il complesso decorativo), seguita dalla cupola in cui si trovano l'Ascensione di Cristo corredata dalla decorazione del tamburo e dei quattro pennacchi. La terza impresa riguardava la decorazione della volta e il catino dell'abside della Cappella Maggiore, opera parzialmente distrutta nel 1586 con il prolungamento del coro, della quale resta oggi il grosso frammento centrale dell'Incoronazione della Vergine alla Galleria nazionale di Parma. La quarta riguardò le pareti del coro, completamente distrutte con l'ampliamento. La quinta il fregio pittorico che corre lungo tutto il perimetro interno, ancora in situ. Disegni preparatori dimostrano come anche parti lasciate ai collaboratori vennero progettate da Correggio, come le candelabre che corrono a lati del costoloni della volta sul presbiterio e le figure di putti sulle vele. In particolare nei fregi, di gusto antichizzante, Correggio dimostrò l'aggiornamento rispetto ai più recenti cantieri romani, ben prima che Giulio Romano diffondesse tali stilemi da Mantova (dal 1524), confermando apparentemente l'ipotesi di un viaggio a Roma del Correggio in quegli anni.
Infine a San Giovanni Correggio lasciò verso il 1524 due tele nella Cappella del Bono, oggi alla Galleria nazionale di Parma: il Compianto sul Cristo morto e il Martirio di quattro santi. Sono presenti degli affreschi del pittore parmense Aurelio Barili.
La chiesa
La facciata marmorea della chiesa fu disegnata da Simone Moschino in stile tardo manierista nel 1604 e completata nel 1607 con la sovrintendenza di Giovan Battista Carrà detto il Bissone. Il campanile, probabile opera di Giovanni Battista Magnani, presente sul lato destro, fu aggiunto nel 1613. Con un'altezza di 75 metri è il più alto di Parma.
L'interno è a croce latina e ha tre navate coperte da volte a crociera, e cupola all'intersezione del transetto: la struttura riprende quella del vicino Duomo e forse era memore anche dei recenti progetti per il rinnovo di San Pietro in Vaticano. I pilastri scanalati in pietra grigia con capitelli compositi sormontati da un dado sono infatti di chiara derivazione classicheggiante.
Nella navata mediana spicca il fregio continuo del Correggio e aiuti (1522-1524 circa), probabilmente in particolare Francesco Maria Rondani. Al disegno del Correggio sono riferite anche le grottesche sui semipilastri, mentre la decorazione delle volte, con candelabre, putti e simboli di Giovanni Evangelista, è riferibile a Michelangelo Anselmi (1520 circa).
Le dodici cappelle laterali vennero affrescate da artisti per lo più emiliani nella seconda metà del Cinquecento e nella prima del secolo successivo. Si contano lavori di Angelo Michele Colonna, Giacomo Alboresi, Giovanni Battista Merano, Giacomo Antonio Boni, Tommaso Aldrovandini e Carlo Giuseppe Carpi.
Nella chiesa era presente una delle tre copie della scultura del Cristo velato in Italia.
Nella navata sinistra si trova il fonte battesimale, la cui base deriva da un monumento romano, forse funebre, del I secolo d.C.
La prima cappella, restaurata nel 1998, mostra il sottarco affrescato dal Parmigianino con Sant'Agata e il carnefice (sinistra) e le Sante Lucia e Apollonia (destra). Si tratta di figure monumentali, in cui è evidente l'influsso degli affreschi del Pordenone nel Duomo di Cremona. …
Il monastero
Il monastero ruota attorno a tre chiostri: il primo cortile presenta un colonnato in stile ionico, il secondo contiene decorazioni del Correggio e nel terzo, detto chiostro di San Benedetto, sono visibili affreschi di inizio Cinquecento.
All'interno della Biblioteca Monumentale sono presenti codici che dimostrano l'attività amanuense del monastero. Questi codici provenivano dall'abbazia di Santa Giustina di Padova senza presenza di decorazioni. Qui venivano ornate da Damiano da Moile, Francino da Moile e, a partire dal 1492, da Michele da Genova.
Sul retro del monastero ha accesso diretto dall'esterno l'antica spezieria di San Giovanni, storica farmacia fondata dai monaci benedettini in epoca remota. Le prime fonti certe della sua esistenza sono databili al 1201, tuttavia è probabile che essa sia molto più antica e che in origine non fosse aperta alla cittadinanza ma solo ai frati dell'abbazia.
Gli attuali arredi dei locali furono realizzati tra il XV ed il XVI secolo, ma la suddivisione in quattro ambienti ancora oggi visibile risale al 1766, quando i benedettini furono costretti dalle normative borboniche alla sua laicizzazione, affidandone la gestione a privati. Acquistata nel 1896 dal Demanio, nel 1951 la farmacia fu trasformata in museo aperto al pubblico.
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Testo da Wikipedia, l’enciclopedia libera, con licenza CC BY-SA 4.0. Voce completa: «Abbazia di San Giovanni Evangelista».
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Domande frequenti
Dove si trova Abbazia di San Giovanni Evangelista?
Abbazia di San Giovanni Evangelista si trova nel comune di Parma, in provincia di Parma (Emilia-Romagna), all'indirizzo borgo Pipa 1/a. Coordinate: 44.80293, 10.33219.
A quando risale Abbazia di San Giovanni Evangelista?
La datazione indicata da Wikidata è: 1510.
Cosa vedere vicino a Abbazia di San Giovanni Evangelista?
Nei dintorni si trovano: Antica spezieria di San Giovanni (a 0 m), Seminario maggiore di Parma (a 100 m), Palazzo Dalla Rosa Prati (a 200 m).
Fonti e licenze
Testo. Wikipedia, l’enciclopedia libera (CC BY-SA 4.0).
Dati. Wikidata (CC0); orari e contatti OpenStreetMap (ODbL).
Foto. Wikimedia Commons, autore e licenza su ogni immagine.
Crediti delle 9 foto
- Sain Giovanni Evangelista — personnel, GFDL
- Parma - Abbazia di San Giovanni Evangelista - 2025-09-13 — Richard_00_00_00_00, CC BY-SA 4.0
- Parma - abbazia di San Giovanni Evangelista - 2026-09-27 21-30-53 001 — Cristina_Morettini_95, CC BY-SA 4.0
- Chiesa di San Giovanni Evangelista, facciata, dettaglio (Parma) — Threecharlie, CC BY-SA 4.0
- Chiesa di San Giovanni Evangelista, facciata, statua San Giovanni Evangelista (Parma) — Threecharlie, CC BY-SA 4.0
- Chiesa di San Giovanni Evangelista, facciata, statua San Mauro Abate (Parma) — Threecharlie, CC BY-SA 4.0
- Parma Chiesa di San Giovanni Evangelista Esterno Facciata 1 — Zairon, CC BY-SA 4.0
- Parma, San Giovanni Evangelista 01 — Mattana, CC BY-SA 3.0
- S.Giovanni Evangelista — Vitold Muratov, CC BY-SA 3.0
Aggiornato il 28 ottobre 2026. Tutte le fonti e le licenze