Santi Quaranta
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Sito archeologico

Santi Quaranta

Resti di criptoportico romano a Benevento

Benevento (BN), Campania

Indicazioni

In breve

Coordinate
41°08′03″ N, 14°46′04″ E

Storia e descrizione

I Santi Quaranta sono i resti di un lungo criptoportico di età romana situati a Benevento, fra il rione San Lorenzo e l'area rurale di Cellarulo, in corrispondenza di un dirupo sulla sinistra della basilica della Madonna delle Grazie. L'edificio consisteva in un sistema di gallerie coperte a volta, di datazione e utilizzo incerti; più precisamente, vi era almeno un lungo corridoio cui si connettevano due trasversali, più corti.

Il monumento fu riutilizzato nel Medioevo per impiantarvi una chiesa dedicata ai quaranta martiri di Sebaste che, benché scomparsa, gli dà ancora oggi il nome. È stato seriamente danneggiato dai bombardamenti che interessarono Benevento durante la seconda guerra mondiale. I cosiddetti "Grottoni" di epoca romana, situati all'interno del complesso dei Santi Quaranta, sono stati proprietà della famiglia di Nicola Collarile dal XVI al XX secolo. Attualmente il sito è curato da un gruppo di volontari.

Collocazione

L'edificio sorge lungo l'orlo di un dislivello naturale, inclinato in salita da Cellarulo verso il centro cittadino, ed effettua quindi una funzione di contenimento. La zona si trova fuori dalla cinta muraria tardoantica e longobarda, ma era parte integrante della città romana, anche se la topografia di quest'ultima è ancora in discussione. Forse il dislivello fungeva da limite naturale per la colonia romana che fu stabilita nell'insediamento sannitico-irpino nel 268 a.C., e quindi il complesso potrebbe aver preso il posto delle mura primitive.

L'epoca di costruzione e la funzione del criptoportico non sono documentate da fonti di età romana, ma si ritiene che fosse un edificio di grande rilievo, a causa della sua mole e della sua posizione scenografica: esso è infatti collocato di fronte al ponte Leproso, il quale costituiva l'ingresso della via Appia a Benevento provenendo da Roma. L'accesso al complesso si trova in un vicolo in discesa, oggi chiamato via Ursus, forse nato come variante al percorso originario della via Appia.

L'architetto Almerico Meomartini poteva riconoscere dietro l'edificio, sopra il terrapieno naturale dove ora sorge la basilica della Madonna delle Grazie, un'altra strada importante, parallela al corridoio principale dell'edificio. Essa, dopo aver scavalcato il Pons Maior lungo il fiume Calore (i cui resti sono oggi noti come ponte Fratto), lambiva il quartiere di lavorazione della ceramica stabilito sul lungofiume e procedeva verso est, in direzione dell'arx della città romana. Alcuni autori affermano che questa strada fosse una diramazione della via Latina passante per Teano, Alife e Telesia; altri invece ritengono che sia parte della via dell'Alto Sannio, che conduceva a Saepinum.

Datazione

La datazione dell'edificio romano, complicata dal fatto che fu costruito in tre o quattro fasi distinte, viene dedotta da vari autori sulla base della tecnica muraria predominante: due paramenti costituiti da fasce di opera quasi reticolata alternate con file di laterizi, e riempiti a getto; ma i loro pareri sono discordanti.

Almerico Meomartini, autore del primo studio dettagliato dell'edificio alla fine del XIX secolo, sostenne che esso sorse in un periodo di poco precedente all'impero di Traiano (I secolo), e i due successivi complessi di modifiche ed espansioni possono essere stati effettuati, rispettivamente, sotto Traiano e Adriano. Poco dopo di lui Esther Boise Van Deman suggerì l'epoca triumvirale o augustea (I secolo a.C.). Un parere simile a quest'ultimo è quello di Carlo Ebanista, archeologo medievalista, almeno per quanto riguarda il nucleo primitivo; mentre Mario e Marcello Rotili, storico e archeologo rispettivamente, sono anch'essi orientati sul I secolo d.C. Werner Johannowsky credette invece che il criptoportico sia da attribuire al tardo II, o III secolo.

Storia dal Medioevo in poi

Secondo Almerico Meomartini, la costruzione della chiesa dei Santi Quaranta, che usava un corridoio minore del criptoportico come fondazione, dovrebbe risalire all'epoca del ducato longobardo a Benevento. In effetti, il culto dei quaranta martiri di Sebaste a Benevento potrebbe avere un nesso con la traslazione di Sant'Eliano, narrata nel «tomo IV. degl'Atti de' Santi della biblioteca Beneventana» in questi termini: nell'anno 763 Gualtari, gastaldo del duca Arechi II, fu inviato per una missione diplomatica a Bisanzio ma fu sorpreso da una tempesta in mare. Le preghiere di Gualtari, che temeva che la sua imbarcazione fosse spacciata, furono esaudite da un'apparizione di sant'Eliano, uno dei quaranta martiri di Sebaste uccisi e cremati nell'anno 320. Sant'Eliano, prevedendo che l'imperatore Costantino V avrebbe offerto un dono a Gualtari, chiese a quest'ultimo di farsi dare le sue reliquie. Il gastaldo beneventano avrebbe dovuto poi custodirle in una chiesa che aveva già costruito a Benevento. Gualtari accettò e, al suo ritorno in città, le ceneri di Eliano furono accompagnate da una folla in festa verso l'edificio di culto. La chiesa in questione non sarebbe quella costruita sopra il criptoportico, ma la sede della Parrochia Sancti Heljani, citata nel 1198 nella prima stesura del necrologio della Confraternita di Santo Spirito, e situata ove ora si apre Piazza Roma.

In realtà mancano attestazioni esplicite che consentano di fissare l'origine della chiesa dei Santi Quaranta all'età longobarda: nelle fonti più antiche, incluso il Chronicon Sanctae Sophiae del 1119, non se ne trova traccia. Solo nel 1180 si parla si una permuta effettuata da Elia, custode della chiesa; in tempi successivi viene annotato, ancora nell'Obituarium S. Spiritus, il decesso di Raymundus, abate dei Santi Quaranta. A dirigere Meomartini verso una datazione anteriore furono, fra l'altro, gli archi di età longobarda presenti nel criptoportico, che sembrano costruiti insieme alla chiesa che vi insisteva sopra. Anche la venerazione dei santi Quaranta, che nel XII secolo erano festeggiati il 9 marzo con grande partecipazione, è riscontrata in calendari locali di epoca longobarda; e il racconto della Translatio potrebbe risalire all'IX secolo. …

Descrizione

Quando, a fine Ottocento, Almerico Meomartini condusse il suo dettagliato studio, i Santi Quaranta consistevano di tre corridoi, gli stessi di cui sono visibili i resti oggi. A ovest dei corridoi sono i resti di piccoli vani di carattere rurale, costruiti forse a partire dalla dismissione della chiesa dei Santi Quaranta fino al secondo dopoguerra. Meomartini era ignaro dell'esistenza di un livello superiore ai corridoi, scoperto solo con i restauri del 1985.

Il corridoio longitudinale, lungo 60 metri, è orientato in direzione WNW-ESE (ma per semplicità verrà considerato semplicemente W-E); i due corridoi minori si innestano quasi ortogonalmente nel fianco settentrionale di questo, quindi penetrando nel terrazzo naturale su cui sorge la basilica della Madonna delle Grazie. Uno di essi è ubicato all'estremità orientale del corridoio maggiore, mentre l'accesso all'altro si trova a circa 1/3 della lunghezza del maggiore a partire dall'estremità orientale.

Tale ambiente principale, anche se doveva essere già nel XVIII secolo simile a come lo descrisse Meomartini, era una rimanenza di una galleria ben più lunga. Sostruzioni che proseguono lungo la stessa direttrice (ancora parzialmente visibili) furono individuate dall'architetto a entrambe le estremità; in totale, insieme al corridoio rimanente, coprivano 546 m. Se a queste si aggiunge un ambiente coperto a volta osservato, negli anni 1980, sotto un'abitazione di via Luca Mazzella nel centro storico, si può ipotizzare che il manufatto avesse superato i 600 m di lunghezza. …

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Testo da Wikipedia, l’enciclopedia libera, con licenza CC BY-SA 4.0. Voce completa: «Santi Quaranta».

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Domande frequenti

Dove si trova Santi Quaranta?

Santi Quaranta si trova nel comune di Benevento, in provincia di Benevento (Campania). Coordinate: 41.13404, 14.76772.

Cosa vedere vicino a Santi Quaranta?

Nei dintorni si trovano: Anfiteatro romano di Benevento (a 200 m), Terme di San Cristiano (a 300 m), Mura di Benevento (a 300 m).

Fonti e licenze

Testo. Wikipedia, l’enciclopedia libera (CC BY-SA 4.0).

Dati. Wikidata (CC0); orari e contatti OpenStreetMap (ODbL).

Foto. Wikimedia Commons, autore e licenza su ogni immagine.

Crediti delle 6 foto
  1. Santi Quaranta, Benevento - corridoio principale — Decan, CC BY-SA 4.0
  2. Santi Quaranta, Benevento - corridoio est — Decan, CC BY-SA 4.0
  3. Santi Quaranta, Benevento - corridoio intermedio — Decan, CC BY-SA 4.0
  4. Santi Quaranta, Benevento - corridoio longitudinale — Decan, CC BY-SA 4.0
  5. Santi Quaranta, Benevento - vista da sud 2015 — Decan, CC BY-SA 4.0
  6. Translatio Sancti Heliani - beginning — Stefano Borgia, Public domain

Aggiornato il 28 ottobre 2026. Tutte le fonti e le licenze

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