Pompei
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Sito archeologico, VI secolo a.C.

Pompei

Città dell'evo antico, situata presso l'attuale Pompei

Pompei (NA), Campania

Indicazioni

In breve

Epoca
Età antica, VI secolo a.C.
Superficie
980.500 m²
Coordinate
40°45′02″ N, 14°29′23″ E

Storia e descrizione

Pompei (in latino Pompeii) è un'antica città, corrispondente all'attuale Pompei, la cui storia ha origine dal IX secolo a.C. per terminare nel 79, quando, a seguito dell'eruzione del Vesuvio, viene ricoperta sotto una coltre di ceneri e lapilli alta circa sei metri. La sua riscoperta e i relativi scavi, iniziati nel 1748, hanno riportato alla luce un sito archeologico che nel 1997 è entrato a far parte della lista dei patrimoni dell'umanità dell'UNESCO, e che è il secondo monumento italiano per visite dopo il sistema museale del Colosseo, Foro Romano e Palatino.

Storia

Le prime testimonianze di vita, seppur scarse, nel territorio di Pompei, il cui nome deriva o dal greco pémpo o pompé, oppure dall'osco pompe, risalgono alla fine del IX secolo a.C., quando il popolo degli Opici, seppur in forma ancora non stanziale, occupa il territorio in posizione strategica su un pianoro dall'altezza di quasi trenta metri, formatosi in seguito a una colata lavica del Vesuvio, dalle pareti scoscese a picco sul mare, con veduta su tutto il golfo di Napoli e nei pressi della foce del fiume Sarno, ottima riserva di acqua, vista la mancanza di sorgenti in zona.

I primi insediamenti stabili risalgono invece intorno all'VIII secolo a.C., per opera degli Osci: questi fondano cinque villaggi nella zona, i quali, intorno al VI secolo a.C., si riuniscono in un solo agglomerato, cinto di mura e a controllo di un importante asse viario; iniziano anche i primi scambi commerciali via mare, con la costruzione di un piccolo porto situato nei pressi della foce del fiume. L'abitato osco è da riconoscersi nelle regioni VII e VIII degli scavi di Pompei: questo è stato definibile grazie agli studi stratigrafici effettuati al di sotto delle costruzioni di epoca sannitica e romana, durante i quali sono stati ritrovati frammenti di ceramica per lo più appartenenti a necropoli con tombe di tipo a fossa. …

Urbanistica

L'antica Pompei viene fondata su un pianoro alto circa quaranta metri, formatosi a seguito di un'antica eruzione del Vesuvio e che in epoca moderna prende il nome di Civita: questo è a ridosso del mare, con pareti scoscese e quindi facilmente difendibile, e costeggiato dal fiume Sarno, che sfocia lungo la vicina costa; il primo nucleo di Pompei è da ritenersi fondato nei pressi del foro.

L'assetto urbanistico ricalca il modello proposto da Ippodamo da Mileto, anche se non è seguito alla perfezione: mancano sovente l'uso di angoli retti e le dimensioni degli isolati non sono costanti; Pompei si estende per circa sessantasei ettari ed è circoscritta in una cinta muraria lunga tre chilometri e duecento metri: in questa si aprono sette porte, più una la cui esistenza è ancora incerta, in quanto situata in una zona ancora da esplorare, e si innalzano dodici torri. A seguito della conquista dei Romani, le mura diventano inutili e piuttosto che abbatterle si preferisce costruire all'esterno di esse: tuttavia ciò è visibile solo nei pressi di porta Marina dove vengono edificate le terme Suburbane e la villa Imperiale; sempre esternamente alla cinta muraria si trovano, nei pressi delle porte, le necropoli, oltre a diverse ville d'otium come villa dei Misteri, mentre il porto è situato a circa un chilometro da porta Stabia e ancora una zona, verso nord, chiamata Pagus Augustum Felix Suburbanus, dove sorgono numerose ville rustiche, un'altra chiamata Oplontis o Pagus Salinienses, sede di ville d'otium e complessi termali e un'altra, verso est, denominata Pagus Urbulanus. All'interno delle mura, la città, a seguito degli scavi, per volere di Giuseppe Fiorelli, viene divisa in nove zone, chiamate regiones, che corrispondono grosso modo agli antichi quartieri romani, a loro volta divise in insulae: ogni regione aveva una propria festa rionale, programmi elettorali e caratteristiche commerciali. …

Scavi archeologici

I primi scavi nella zona dell'antica Pompei si sono svolti nel 1748, a seguito della scoperta di Ercolano, per volere della dinastia borbonica, impiegando gli ingegneri Roque Joaquín de Alcubierre, Karl Jakob Weber e Francesco La Vega: i primi ritrovamenti avvengono nella zona dell'Anfiteatro, anche se gli esploratori sono convinti di essere sulle tracce dell'antica Stabia; si capirà di essere a Pompei solo nel 1763 quando viene ritrovata un'epigrafe sulla quale viene chiaramente fatto riferimento alla Res Publica Pompeianorum. Le prime esplorazioni vengono fatte tramite l'utilizzo di cunicoli sotterranei ed è solo con la salita al trono di Ferdinando I delle Due Sicilie che avvengono i primi scavi a cielo aperto.

All'inizio del XIX secolo, a seguito di disordini di ordine politico, le indagini vengono sospese e un nuovo impulso sarà dato solo dall'arrivo di Gioacchino Murat: è proprio la moglie di questi a cominciare un'opera di pubblicizzazione del sito in tutta Europa, tant'è che Pompei diventa una tappa obbligata del Grand Tour. L'ultimo periodo di dominazione borbonica è segnato da una stasi nell'attività di scavo; questa viene ripresa solamente con l'unità d'Italia: sono archeologi come Giuseppe Fiorelli, Vittorio Spinazzola e Amedeo Maiuri a riportare alla luce la città nella sua quasi totale interezza, poi la continua mancanza di fondi porta per lo più alla conservazione del patrimonio recuperato che a nuovi a scavi; i bombardamenti della seconda guerra mondiale provocano, in alcuni casi, ingenti danni alle rovine, mentre nel 1997, l'area archeologica, insieme a quella di Ercolano e Oplonti, viene dichiarata dall'UNESCO patrimonio dell'umanità. Nel 2012 parte il Grande Progetto Pompei, che mira al restauro e alla messa in sicurezza del sito.

Tutti i ritrovamenti di reperti, a cui si aggiungono le pitture e i mosaici staccati in epoca borbonica, vengono originariamente conservati alla Reggia di Portici, per poi essere trasferiti nella collezione di antichità all'interno del museo archeologico nazionale di Napoli; altri reperti sono ospitati nell'antiquarium di Pompei e nell'antiquarium di Boscoreale.

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Testo da Wikipedia, l’enciclopedia libera, con licenza CC BY-SA 4.0. Voce completa: «Pompei».

Linea del tempo

  1. VI secolo a.C.Costruzione
  2. 88 a.C.Assedio
  3. 59 d.C.Sommossa
  4. 62 d.C.Terremoto del 62
  5. 79 d.C.Eruzione del Vesuvio del 79Distruzione

Eventi e persone da Wikidata (CC0).

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Come arrivare

Pompei Scavi - Villa dei MisteriTreno, la più vicina
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Pompei
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Domande frequenti

Dove si trova Pompei?

Pompei si trova nel comune di Pompei, in provincia di Napoli (Campania). Coordinate: 40.75056, 14.48972.

Si può visitare gratis Pompei?

Sì, la prima domenica del mese l'ingresso è gratuito grazie all'iniziativa Domenica al museo.

A quando risale Pompei?

La datazione indicata da Wikidata è: VI secolo a.C..

Cosa vedere vicino a Pompei?

Nei dintorni si trovano: Casa del Larario di Achille (I.6.4) (a 0 m), Casa dei Cei (a 100 m), Scavi archeologici di Pompei (a 100 m).

Fonti e licenze

Testo. Wikipedia, l’enciclopedia libera (CC BY-SA 4.0).

Dati. Wikidata (CC0); orari e contatti OpenStreetMap (ODbL).

Foto. Wikimedia Commons, autore e licenza su ogni immagine.

Crediti delle 2 foto
  1. Pompeii (4873744179) — Glen Scarborough from The Central Coast, Australia, CC BY 2.0
  2. Pompei dal campanile — Giov.c, CC BY-SA 4.0

Aggiornato il 28 ottobre 2026. Tutte le fonti e le licenze

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