Foto: Phil Tizzani, CC BY-SA 2.0 · Wikimedia Commons
Sito archeologico
Ponte Leproso
Ponte della Via Appia antica all'ingresso di Benevento
In breve
- Tipo
- Sito archeologico
- Patrimonio UNESCO
- Via Appia. Regina Viarum
- Coordinate
- 41°07′53″ N, 14°45′56″ E
Storia e descrizione
Il ponte Leproso è un ponte di origine romana che attraversa il fiume Sabato ai margini dell'abitato di Benevento. Tramite questo ponte accedeva alla città il tratto di Via Appia antica proveniente da Capua.
Il ponte è incluso nel sito Patrimonio dell'Umanità UNESCO Via Appia. Regina Viarum.
Storia
La datazione del ponte non è determinata con precisione, ma certamente la sua costruzione si rese necessaria non molto dopo la fondazione di una colonia romana a Benevento (268 a.C.), allorché venne prolungata la Via Appia che fino a quel momento doveva giungere solo fino a Capua.
È probabile che il ponte sia stato restaurato nel periodo in cui gli imperatori romani Valentiniano I, Valente e Graziano regnarono congiuntamente (367-375), perché i loro nomi appaiono in due frammenti di iscrizione, ora reimpiegati in un pilone, ma che in origine dovevano correre lungo l'orlo del parapetto. Secondo la tradizione erudita locale, due arcate del ponte furono distrutte da Totila quando le sue orde devastarono Benevento (545); ma è un'affermazione non fondata con certezza.
Il nome attuale del ponte ricorre per la prima volta in un documento del luglio 830, in merito alla fondazione di un ospizio nelle sue adiacenze, in una casa appartenente al gastaldo Rodegario di Dauferio. Stefano Borgia, governatore di Benevento nel XVIII secolo, aveva in effetti ipotizzato che il nome del ponte potesse derivare dalla vicinanza a un lebbrosario, pur non conoscendo tale documento. Una spiegazione alternativa è quella di Giovanni De Vita, dello stesso periodo: secondo lui la scabrosità delle superfici lapidee del ponte poteva ricordare la pelle di un lebbroso.
La seconda menzione nota è del marzo 1077, a pochi mesi dalla fine del Principato di Benevento. Il principe Landolfo VI concesse a Dacomario, futuro rettore pontificio della città, la facoltà di derivare un proprio canale dalla canalizzazione già esistente a fianco del fiume Sabato, e quindi di costruirvi mulini: nel fare ciò, poteva disporre con ampia libertà della strada che attraversava il «ponte(m) marmoreu(m) quod dicitur de Leprosis», nonché alterare a piacimento il ponte stesso e costruirvi degli edifici. In forza di questa concessione, la struttura del ponte deve aver subìto delle modifiche rilevanti.
Il terremoto del 1702 arrecò gravi danni al ponte: nel 1712, su spinta dell'arcivescovo di Benevento Vincenzo Maria Orsini, esso fu ristrutturato dall'architetto napoletano Giovan Battista Nauclerio, che conferì al ponte uno stile revival classicheggiante. …
Descrizione
Il ponte Leproso è orientato grossolanamente in direzione N-S; nella configurazione attualmente visibile, si apre in sei luci di ampiezza diseguale, che poggiano su una platea in blocchi lapidei. Le quattro arcate da sud o dalla sinistra del fiume, rivolte verso la contrada Santa Clementina, sono interamente frutto della ricostruzione settecentesca. L'intervento di Nauclerio sembra fortemente ispirato ai ponti della Via Traiana; i piloni, in materiale lapideo, sorreggono una struttura in laterizi, con arcate a doppia armilla a sesto ribassato. Nelle parti da lui ristrutturate, egli incluse svariati elementi di recupero di età romana.
Sono più antiche le due arcate da nord o dalla sponda destra, ovvero le più vicine al centro cittadino. Esse, benché ampiamente alterate, rivelano che il ponte in età classica era costruito interamente nella cosiddetta opera pseudisodoma, ovvero in grossi blocchi (o bugne) lapidei, squadrati ma posti in filari irregolari, grossolanamente sbozzati sulle facce a vista; ciò giustifica l'aggettivo "marmoreo" usato nel documento del 1077. La stessa modalità di costruzione ricorreva in altri ponti, non più esistenti, posti sul tratto di Via Appia proveniente da Caudium.
La faccia occidentale di queste arcate di destra era coperta dal mulino Pacca-Ventura, il quale può corrispondere al mulino installato secoli prima da Dacomario: per tale motivo esse risultavano sostanzialmente obliterate, ed escluse dal corso del fiume; e restano marginali anche nella risistemazione attuale. Le mura del mulino Terragnoli, poi Pacifico, inglobano un tratto di spalla del ponte della faccia orientale. Di fronte ad esso è la chiesa dei SS. Cosma e Damiano. …
La Via Appia attorno al ponte Leproso
La Via Appia, nel suo tratto in arrivo al ponte Leproso dalla direzione di Caudium, incontra dapprima la chiesa di Santa Clementina, costruzione ottocentesca che sarebbe stata innalzata sopra ruderi di età romana. Poco oltre, sono riscontrabili i nuclei in opera cementizia di due monumenti funerari, posti ai due margini della strada. Gli scavi condotti da Meomartini rivelarono, procedendo oltre il ponte Leproso, un ulteriore mausoleo sotto i gradini della chiesa dei SS. Cosma e Damiano, del quale poté apprezzare la base in conci lapidei e il paramento in mattoni tagliati a sezione triangolare. Ciò dimostra che la via Appia, nel suo tratto in ingresso a Benevento, era fiancheggiata da un discreto numero di monumenti funerari, similmente a quanto accadeva in altre città.
Ancora oltre, Meomartini identificò un breve segmento superstite di lastricato della Via Appia. La sua carreggiata, ampia 4 m e pavimentata in blocchi lapidei poligonali, recava ai margini i camminamenti pedonali in acciottolato, larghi 1,80 m, e ne erano visibili anche i muretti di sostegno. Nei pressi di questo tratto, la strada (almeno nella sua prima configurazione) si biforcava: un ramo usciva dalla città in direzione dell'attuale contrada Pantano, l'altro si apprestava ad attraversarla per poi proseguire il suo corso verso Brindisi. Qui deviava, in corrispondenza della mole dell'anfiteatro romano di Benevento. In tempi successivi, l'Appia avrebbe fatto ingresso in città tramite l'area della futura porta San Lorenzo, di modo da lambire il criptoportico di cui esistono ancora i ruderi, noti come Santi Quaranta.
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Testo da Wikipedia, l’enciclopedia libera, con licenza CC BY-SA 4.0. Voce completa: «Ponte Leproso».
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Domande frequenti
Dove si trova Ponte Leproso?
Ponte Leproso si trova nel comune di Benevento, in provincia di Benevento (Campania). Coordinate: 41.13139, 14.76544.
Cosa vedere vicino a Ponte Leproso?
Nei dintorni si trovano: Anfiteatro romano di Benevento (a 200 m), Mura di Benevento (a 300 m), Terme di San Cristiano (a 300 m).
Fonti e licenze
Testo. Wikipedia, l’enciclopedia libera (CC BY-SA 4.0).
Dati. Wikidata (CC0); orari e contatti OpenStreetMap (ODbL).
Foto. Wikimedia Commons, autore e licenza su ogni immagine.
Crediti delle 9 foto
- Benevento-Old Bridge — Phil Tizzani, CC BY-SA 2.0
- Benevento - Ponte Leproso 01 — Decan, CC BY-SA 4.0
- Benevento-Ponte Leproso — Decan, Public domain
- Benevento, il Ponte Leproso (xilografia) — Unknown author Unknown author, Public domain
- Beneventum, Ponte Leproso (I) (4748784457) — Institute for the Study of the Ancient World from New York, United States of America, CC BY 2.0
- Leproso bridge, Benevento — Carole Raddato, CC BY-SA 2.0
- Benevento - Mausoleo via Santa Clementina — Decan, CC BY-SA 4.0
- Damien Tournay - Benevento 106 — Damien Marcellin Tournay, CC BY-SA 2.0
- Meomartini monumenti Benevento 309 — Creator:Vittorio Turati, Public domain
Aggiornato il 28 ottobre 2026. Tutte le fonti e le licenze
