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- Gratis 1ª domenica
Foto: Joris1919, CC BY-SA 3.0 · Wikimedia Commons
Sito archeologico, 26 a.C.
Portico di Ottavia
Edificio della Roma antica
- Nel Centro storico di Roma, le proprietà extraterritoriali della Santa Sede nella città e San Paolo fuori le Mura, patrimonio UNESCO
In breve
- Tipo
- Sito archeologico
- Epoca
- Età antica, 26 a.C.
- Fondatore
- Augusto
- Coordinate
- 41°53′33″ N, 12°28′43″ E
Storia e descrizione
Il Portico di Ottavia (porticus Octaviae) è un complesso monumentale di Roma, edificato nella zona del Circo Flaminio in epoca augustea. L'insieme monumentale sostituiva il portico di Metello (porticus Metelli), del II secolo a.C., ed era costituito da un recinto porticato che circondava i templi di Giunone Regina e di Giove Statore. I resti attualmente visibili appartengono ad una radicale ricostruzione dell'epoca di Settimio Severo.
Storia
Nel 179 a.C. il censore Marco Emilio Lepido dedicò il tempio di Giunone Regina, probabilmente un tempio di tipo italico, su alto podio. La statua di culto della dea, come riferisce Plinio, era opera dello scultore Timarchide.
Nel 143 a.C. Quinto Cecilio Metello Macedonico, dopo aver celebrato un trionfo nel 146 a.C. sulla Macedonia, fece erigere un tempio dedicato a Giove Statore su progetto dell'architetto greco Ermodoro di Salamina: il tempio venne dedicato entro il 131 a.C., anno in cui Metello rivestiva la carica di censore. Il tempio viene descritto da Vitruvio come un vero periptero di tipo greco, il primo edificio sacro costruito interamente in marmo a Roma. Alla costruzione sono legati i nomi di Sauro e Batraco, probabilmente gli scultori incaricati della sua decorazione, che avrebbero lasciato come firma la rappresentazione di una lucertola (saurus) e di una rana (batrachus), nelle spire delle colonne di ordine ionico, oggi da identificare con le colonne conservate a San Lorenzo.
Contemporaneamente venne probabilmente ricostruito anche il precedente tempio di Giunone Regina e i due edifici vennero inseriti nel "portico di Metello" (porticus Metelli), un recinto con portici sui quattro lati (quelli laterali a due navate), ornato da opere d'arte greche. Tra queste era celebre la turma Alexandri, ossia le 24 statue equestri dei compagni di Alessandro Magno morti nella battaglia del Granico, opera di Lisippo, che Metello aveva asportato come bottino di guerra da Dion, in Macedonia. Vi era inoltre esposta la statua in bronzo di Cornelia, madre dei Gracchi, celebre per essere stata la prima statua femminile esposta in pubblico a Roma. Le statue di culto dei due templi furono eseguite dagli scultori Dioniso e Policle, figli di Timarchide (la testa della statua di Giunone è forse riconoscibile nella cosiddetta "Giunone Albani" dei Musei Capitolini).
Il Circo Flaminio, da cui partivano i cortei trionfali, era già sede di diversi templi, edificati dai trionfatori a scopi di autocelebrazione. Si tratta tuttavia probabilmente del primo esempio di templi racchiusi da lussuosi portici, che accentuavano il carattere propagandistico dell'operazione, con modalità successivamente riprese a scala maggiore nei Fori Imperiali. …
Resti e descrizione
Sono attualmente visibili i resti dell'ingresso centrale sul lato verso il Circo Flaminio, nella ricostruzione severiana. Altri ingressi simili dovevano essere presenti al centro degli altri tre lati.
L'ingresso aveva due facciate uguali e simmetriche, esterna e interna, con quattro colonne tra due pilastri a capitelli corinzi figurati, con un'aquila al posto del fiore dell'abaco.
Sull'architrave della facciata fu incisa la seguente iscrizione che ricorda il restauro di Settimio Severo e Caracalla:
[imp. caes. l. septimiu]S. SEVERVS. PIVS. PERTINAX. AVG. ARABIC. AD[iabenic. par]THIC. MAXIMVS / TRIB. POTEST. XI. IMP. XI. COS. III. P. P. ET / [imp. caes. m. aureliu]S. ANTONINVS. PIVS. FELIX. AVG. [trib.potest. VI] COS. PROCOS / INCENDIO. CORRVPTAM. REST[ituerunt]
"L'imperatore Cesare Augusto Lucio Settimio Severo Pio Pertinace Arabico Adiabenico, Partico Massimo, nella sua undicesima potestà tribunizia, salutato undici volte imperatore, console per la terza volta, padre della patria e l'imperatore Cesare Augusto Marco Aurelio Antonino Pio Felice, nella sua sesta potestà tribunizia, console e proconsole, hanno restaurato (questo portico) danneggiato da un incendio"
Attualmente la mancanza del tetto mostra il lato interno del frontone, con numerosi blocchi di reimpiego della fase precedente: l'utilizzo di marmo pentelico per alcuni dei blocchi, come nel Foro di Nerva di Domiziano, ha fatto pensare che gli elementi provengano dal restauro di epoca flavia.
Sui fianchi l'ingresso presenta pareti in laterizio, in origine rivestite da lastre in marmo bianco, con arcate che mettevano in comunicazione il propileo con i portici esterni. Anche i pilastri e l'intradosso dell'arcata erano rivestiti di lastre di marmo. Sui fianchi gira la trabeazione della facciata, che viene più oltre sostituita da elementi in tufo destinati ad essere ricoperti in stucco. La copertura presentava tegole e antefisse di marmo.
I resti del porticato esterno, chiuso sul fondo da un muro, comprendono fusti di marmo cipollino e di granito grigio alternati, con capitelli corinzi. …
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Testo da Wikipedia, l’enciclopedia libera, con licenza CC BY-SA 4.0. Voce completa: «Portico di Ottavia».
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Domande frequenti
Dove si trova Portico di Ottavia?
Portico di Ottavia si trova nel comune di Roma, in provincia di Roma (Lazio). Coordinate: 41.89244, 12.47853.
Portico di Ottavia è accessibile ai disabili?
Secondo i dati di OpenStreetMap il luogo è parzialmente accessibile in carrozzina.
A quando risale Portico di Ottavia?
La datazione indicata da Wikidata è: 26 a.C..
Cosa vedere vicino a Portico di Ottavia?
Nei dintorni si trovano: Torre dei Grassi (a 0 m), Museo Ebraico di Roma (a 100 m), Tempio di Apollo Sosiano (a 100 m).
Fonti e licenze
Testo. Wikipedia, l’enciclopedia libera (CC BY-SA 4.0).
Dati. Wikidata (CC0); orari e contatti OpenStreetMap (ODbL).
Foto. Wikimedia Commons, autore e licenza su ogni immagine.
Crediti delle 9 foto
- P-Octavia1 — Joris1919, CC BY-SA 3.0
- 01 - Porticus Octaviae — Rudolfo Kithera, CC0
- 02 - Porticus Octaviae — Rudolfo Kithera, CC0
- 03 - Porticus Octaviae — Rudolfo Kithera, CC0
- 11 portico d ottavia - casa Manili 1 000205 — Lalupa, Public domain
- 15 Portico di Ottavia — user:Lalupa, Public domain
- 22 Portico di Ottavia dal Teatro di Marcello — user:Lalupa, Public domain
- Archway, Portico of Octavia — MumblerJamie, CC BY-SA 2.0
- Columns, Portico of Octavia — MumblerJamie, CC BY-SA 2.0
Aggiornato il 28 ottobre 2026. Tutte le fonti e le licenze
