Orto e Museo Botanico di Pisa
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Foto: Sailko, CC BY 3.0 · Wikimedia Commons

Museo, 1543

Orto e Museo Botanico di Pisa

Orto e museo botanico in Italia

Pisa (PI), Toscana

Indicazioni

In breve

Tipo
Museo
Epoca
Rinascimento, 1543
Fondatore
Luca Ghini
Tutela
Bene culturale italiano
Coordinate
43°43′11″ N, 10°23′46″ E
Indirizzo
Pisa

Storia e descrizione

L'Orto e Museo Botanico di Pisa, o più semplicemente Orto Botanico di Pisa, è una struttura didattico-scientifica del Sistema Museale di Ateneo dell'Università di Pisa.

Storia

L'Orto Botanico dell'Università di Pisa nacque nel 1543 per iniziativa di Luca Ghini, medico e botanico di Imola, con l'appoggio finanziario del granduca di Toscana, Cosimo I de' Medici.

Come data di fondazione, si tratta del più antico Orto botanico universitario al mondo, ma il fatto che la localizzazione originale fosse diversa dall'attuale rende l'Orto Botanico di Padova titolare di questo primato. L'orto pisano sorgeva infatti nel giardino annesso al Convento di San Vito, nei pressi dell'antica Tersana, poi Cittadella, e dell'Arsenale mediceo, ed era per l'appunto denominato Giardino dell'Arzinale o Giardino dei semplici. Qualche anno più tardi, con la demolizione del suddetto convento, l'orto si estese anche nella zona da esso occupata. Nel 1563, sotto la guida del botanico Andrea Cesalpino, a causa dell'espansione dell'Arsenale l'orto fu trasferito in una seconda sede, nella zona nord-orientale della città, nei pressi dell'Orto del Convento di Santa Marta, lungo la strada che ancora oggi si chiama Via del Giardino. Neanche questa sede risultò tuttavia soddisfacente, sia per la cattiva esposizione che per la distanza dalla sede dell'Università. Così nel 1591 l'Orto, sotto la direzione di Lorenzo Mazzanga, fu trasferito nella attuale localizzazione, presso la celebre Piazza del Duomo, in un terreno acquistato appositamente dal Granduca Ferdinando I. I lavori di trasferimento furono completati nel 1595 ad opera del fiammingo Joseph Goedenhuitze, noto in Italia come Giuseppe Casabona, ed inclusero anche la ristrutturazione dell'edificio che ospitava l'Istituto di Botanica con l'annesso Museo di Scienze Naturali. L'ingresso principale dell'Orto fu aperto nella seconda metà del XVIII secolo. …

L'Orto

L'Orto Botanico è diviso in più sezioni che sono sorte in seguito a varie acquisizioni di spazi nel corso degli anni.

La Scuola Botanica rappresenta il nucleo storico del Giardino anche se nel corso degli anni la sua struttura è mutata. Alla fine del XVI secolo presentava 8 vasche circondate da altrettante aiuole quadrate. Sotto la direzione di Pietro Savi, nella prima metà del XIX secolo, le piante furono riorganizzate in maniera più rigorosa e scientifica in base a modelli di affinità biologiche. Inoltre Savi creò anche un arboreto nella parte più occidentale. Sotto la direzione di Théodore Caruel, nella seconda metà del XIX secolo, furono invece costruite 124 aiuole di forma rettangolare e altre perimetrali; inoltre l'albereto fu spostato ad accezione degli esemplari più antichi ancora oggi presenti come il platano orientale, piantato nel 1808 e alto 23 metri, o un esemplare di Ginkgo del 1811 o ancora una quercia della Virginia piantata nel 1829.

Oggi questa sezione, che mantiene quest'ultima struttura e sei delle otto vasche, accoglie 400 specie ordinate in modo sistematico. Bisogna inoltre segnalare un'importante collezione di 150 specie del genere Salvia e la presenza di una palma della California di 24 metri d'altezza piantata al confine orientale nel 1877.

In questa sezione, acquisita nel 1786 dal convento di Santa Teresa, crescono i due alberi più vecchi di tutto l'Orto Botanico: un enorme Ginkgo di 4 metri di circonferenza che è anche il più grande di tutto il giardino e un esemplare di Magnolia di 14 metri d'altezza. Entrambi gli alberi sono stati piantati nel 1787 dal direttore Giorgio Santi nello stesso anno dell'acquisizione del lotto.

Fino al 1935 qui cresceva anche un Cedro del Libano, sotto al quale nell'ottobre 1839 si era riunita una sessione della Prima Riunione degli Scienziati Italiani, tenutasi al tempo della direzione di Gaetano Savi. Al posto del cedro del libano oggi cresce un cedro dell'Himalaya e nel 1845 è stata posta anche una lapide in onore di Savi.

In questo orto vi sono anche un boschetto di bambù, un vecchio glicine (Wisteria sinensis) e una collezione di ortensie e di camelie storiche. …

Museo Botanico

Il Museo Botanico, inaugurato il 28 ottobre 2016 ed aperto al pubblico il 1º aprile 2017, è ospitato nel Palazzo delle Conchiglie, ex Istituto di botanica, così chiamato per la sua facciata interamente decorata nel 1752 in stile grottesco mediante l'uso di conchiglie.

Il percorso museale si snoda per sette sale espositive disposte su due piani. Nella prima sala, oltre al ritratto del fondatore dell'orto Luca Ghini, si può ammirare l'antico portone scolpito in noce un tempo posto all'accesso del Giardino dei Semplici in via Santa Maria e una campa con in rilievo lo stemma mediceo.

La seconda sala ospita una replica della Wunderkammer che era stata creata agli inizi del ‘500 proprio in questa palazzina, per volere di Ferdinando I e che costituì il primo nucleo di quello che oggi è il museo di storia naturale dell'Università di Pisa.

La terza sala ospita la collezione storica di ritratti dei semplicisti, naturalisti e direttori dell'orto; questi ritratti erano posti insieme a delle gigantesche ossa di balena nella galleria d'ingresso all'orto di via Santa Maria e avevano una funzione celebrativa. Insieme ai ritratti in questa sala è esposto il Catalogus Plantarum Horti Pisani, ovvero il catalogo delle piante dell'orto pisano di Michelangelo Tilli, pubblicato nel 1723 e corredato di immagini.

La quarta sala è dedicata a Gaetano Savi, prefetto dell'orto e direttore del museo, e al botanico Giuseppe Raddi.

Nella quinta sala sono esposti alcuni splendidi modelli di funghi in gesso e in cera. Quest’ultimi furono realizzati da Luigi Calamai, ceroplasta che lavorò anche alla realizzazione delle cere anatomiche dell'università di Firenze. Sempre in questa sala sono ospitati altri modelli in cera di frutti e piante realizzati tra il 1836 e il 1839, sotto la direzione del professore Giovan Battista Amici, da Calamai assieme al suo allievo Egisto Tortori. Degno di nota è il modello raffigurante la fecondazione della zucca che fu presentato per la prima volta alla presenza del Granduca Leopoldo II, in occasione della prima riunione degli scienziati italiani tenutasi proprio in questo orto nel 1839. Il restauro dei modelli è stato eseguito dall'Opificio delle pietre dure di Firenze. …

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Testo da Wikipedia, l’enciclopedia libera, con licenza CC BY-SA 4.0. Voce completa: «Orto e Museo Botanico di Pisa».

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Orto e Museo Botanico di PisaPisa
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Domande frequenti

Dove si trova Orto e Museo Botanico di Pisa?

Orto e Museo Botanico di Pisa si trova nel comune di Pisa, in provincia di Pisa (Toscana), all'indirizzo Pisa. Coordinate: 43.71982, 10.39619.

Quanto costa l'ingresso a Orto e Museo Botanico di Pisa?

L'ingresso è a pagamento. Le tariffe aggiornate sono sul sito ufficiale.

A quando risale Orto e Museo Botanico di Pisa?

La datazione indicata da Wikidata è: 1543.

Cosa vedere vicino a Orto e Museo Botanico di Pisa?

Nei dintorni si trovano: Museo di Anatomia Umana "Filippo Civinini" (a 100 m), Palazzo Boilleau (a 100 m), Palazzo Venera (a 100 m).

Fonti e licenze

Testo. Wikipedia, l’enciclopedia libera (CC BY-SA 4.0).

Dati. Wikidata (CC0); orari e contatti OpenStreetMap (ODbL).

Foto. Wikimedia Commons, autore e licenza su ogni immagine.

Crediti delle 8 foto
  1. Pisa, orto botanico, zona antica, della scuola botanica 21 — Sailko, CC BY 3.0
  2. 2019-01-20 Wikigita Orto Botanico Pisa gennaio 2019 serra epifite — Alexmar983, CC BY-SA 4.0
  3. 2014-04-03 - flower of Poncirus trifoliata - Pisa — Harlock81, CC BY-SA 3.0
  4. BotanicGardensPisa (10) — Notafly, CC BY-SA 4.0
  5. Aeonium arboreum — Paolo Fisicaro, CC BY-SA 3.0
  6. Aloe lastii inflorescenza — Paolo Fisicaro, CC BY-SA 3.0
  7. Araucaria bidwillii female — Laurentius, CC BY-SA 2.5
  8. Azolla caroliniana Willd — Siliurp, CC BY-SA 4.0

Aggiornato il 28 ottobre 2026. Tutte le fonti e le licenze

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