Orto botanico comunale di Lucca
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Museo, 1820

Orto botanico comunale di Lucca

Istituzione scientifica fondata nel 1820

Lucca (LU), Toscana

Indicazioni

In breve

Tipo
Museo
Epoca
Età contemporanea, 1820
Tutela
Bene culturale italiano
Coordinate
43°50′29″ N, 10°30′41″ E
Indirizzo
Via Del Giardino Botanico 14, 55100 Lucca

Storia e descrizione

L'Orto botanico comunale di Lucca è un'istituzione scientifica fondata nel 1820 da Maria Luisa di Borbone. È situato in via del Giardino Botanico, nel centro storico di Lucca. Si estende per circa due ettari di superficie e ospita centinaia di specie vegetali.

Storia

Già dalla seconda metà del XVI secolo la città di Lucca, anche se priva di un vero Orto botanico, era consapevole dell'importanza della coltivazione di piante utilizzabili a scopo medicinale, per cui aveva trovato un compromesso con privati per lo svolgimento di questa attività; sorsero così gli "Orti dei semplici" ovvero giardini in cui si coltivavano piante a scopo di studio e di utilizzo nelle farmacie e negli ospedali. Tra i lucchesi ebbero un "giardino dei semplici" Giovan Battista Fulcheri (1540-1605) e Vincenzo Malpighi Montecatini (1530-1600), quest'ultimo citato tra i fondatori degli Orti Botanici. Risale al 1629 un "appaltato" a Gregorio e Tomaso Fulcheri con l'uso di casa con giardino a patto che si impegnassero nella coltivazione di vegetali utili alla città.

Nell'XVIII secolo, con il diffondersi tra i patrizi lucchesi del pensiero illuminista, emerse la necessità di un'Università che potesse tenere alta la qualità tecnica di chi professava le arti liberali. La nuova Università ebbe sede al Real Collegio e vide dal 1802 lo sviluppo di una facoltà medica che si mostrò subito interessata allo studio e alla coltivazione di vegetali. Nel 1813 partì, proprio dalla Facoltà di Medicina, la proposta per l'istituzione di un Orto botanico, ritenuto utile ai fini di una produzione locale di erbe medicinali. La sconfitta di Napoleone a Lipsia comportò però l'abbandono della città di Lucca da parte della principessa Elisa, che aveva espresso parere favorevole alla fondazione dell'Orto. Per questo motivo il progetto venne accantonato fino al 1815 quando, con il Congresso di Vienna, lo stato lucchese venne trasformato in Ducato e salì al trono Maria Luisa di Borbone che riorganizzò l'Università attrezzandola dei più raffinati strumenti didattici: furono creati l'Osservatorio astronomico, il Teatro anatomico, il Museo di Storia Naturale, e infine, nel 1820, l'Orto botanico. Il giardino fu realizzato nella zona sud orientale della città, in un'area libera da costruzioni in quanto fino ad allora utilizzata parte come campo di calcio e parte come luogo di sepoltura per gli eretici ed i morti in tempo di interdetto. …

Le collezioni

La gran parte degli alberi e arbusti, per lo più esotici, è situata in una zona specifica dell'Orto detta "arboreto" che oggi ha perso lo schema geometrico originario dei suoi parterre. Alcune specie legnose furono introdotte nella prima metà del XIX secolo: per esempio il cedro del Libano (Cedrus libani), la magnolia (Magnolia grandiflora), l'olivo odoroso (Osmanthus fragrans), la sequoia (Sequoia sempervirens), il bosso (Buxus sempervirens) ed il tasso (Taxus baccata); altre vennero inserite successivamente al 1850 come l'albero dei ventagli (Ginkgo biloba), la michelia (Michelia figo), il bosso delle baleari (Buxus balearica), il cipresso di Lawson (Chamaecyparis lawsoniana), la falsa canfora (Cinnamomum glanduliferum), la crittomeria (Cryptomeria japonica), l'acero tataricum (Acer tataricum), il pino strobo (Pinus strobus) e il cipresso calvo (Taxodium distichum). Altre specie ancora vennero introdotte a partire dal secolo XX: la lagerstroemia (Lagerstroemia indica), il pino strobo himalayano (Pinus wallichiana), il faggio rosso (Fagus sylvatica), l'abete del Caucaso (Abies nordmanniana), il pino nero (Pinus nigra) con una circonferenza di 2,62 metri e altezza di 30, il cefalotasso (Cephalotaxus fortunei), il podocarpo (Podocarpus nerifolius) e la torreya (Torreya nucifera).

Il cedro del Libano, piantato da Paolo Volpi nel 1822, presente nell'Orto con i suoi 6 metri di circonferenza, 22 metri di altezza ed una vasta chioma, deriva dal seme dell'esemplare allora presente all'Orto botanico di Pisa. Rappresenta l'albero più importante e la pianta simbolo dell'Orto.

È possibile tuttora leggere l'antica targa in ceramica riferita a questo esemplare, che recita: …

La montagnola

Piccola altura artificiale ove sono coltivate le specie xerofile mediterranee e quelle tipiche delle Alpi Apuane e dell'Appennino Lucchese. In cima alla montagnola è presente un notevole esemplare di tasso (Taxus baccata) con circonferenza di 1.58 m e un'altezza di 10 m. Tra le piante presenti si ricordano le filliree (Phillyrea angustifolia e Phillyrea latifolia), il lentisco (Pistacia lentiscus), il pistacchio (Pistacia vera), il pungitopo (Ruscus aculeatus), il corbezzolo (Arbutus unedo), il carrubo (Ceratonia siliqua) ed un notevole esemplare di bosso (Buxus sempervirens) alto 6 m e con una circonferenza di 0,90.

Leggenda

Al laghetto è legata una nota leggenda lucchese, originatasi nel XVII secolo e arricchitasi nel tempo ad opera della fantasia popolare. Secondo tale leggenda la bellissima nobildonna Lucida Mansi, viziata, amante degli eccessi e del lusso sfrenato, fece un patto con il diavolo. Un giorno, infatti, notando delle lievi rughe sul suo volto, essa iniziò a disperarsi rimpiangendo la trascorsa gioventù; pianse a tal punto da richiamare l'attenzione del diavolo che le si presentò sotto le sembianze di un bellissimo ragazzo offrendole trent'anni di giovinezza in cambio della sua anima. La donna accettò senza esitazione trascorrendo i suoi trent'anni all'insegna dei piaceri e della dissolutezza fino al giorno in cui il Diavolo tornò a riscuotere il suo credito e la trascinò con sé su un carro infuocato attraversando l'intera città fino ad inabissarsi nel laghetto dell'Orto. Si narra che tutt'oggi, nelle notti di luna piena, sia possibile notare riflesso nell'acqua il volto di Lucida che si guarda compiacente allo specchio.

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Testo da Wikipedia, l’enciclopedia libera, con licenza CC BY-SA 4.0. Voce completa: «Orto botanico comunale di Lucca».

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  1. 1820Fondazione e apertura

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Orto botanico comunale di LuccaVia Del Giardino Botanico 14, 55100 Lucca
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Domande frequenti

Dove si trova Orto botanico comunale di Lucca?

Orto botanico comunale di Lucca si trova nel comune di Lucca, in provincia di Lucca (Toscana), all'indirizzo Via Del Giardino Botanico 14, 55100 Lucca. Coordinate: 43.84145, 10.51143.

A quando risale Orto botanico comunale di Lucca?

La datazione indicata da Wikidata è: 1820.

Cosa vedere vicino a Orto botanico comunale di Lucca?

Nei dintorni si trovano: Porta San Gervasio (a 200 m), Villa Bottini (a 200 m), Villa Del Magro (a 300 m).

Fonti e licenze

Testo. Wikipedia, l’enciclopedia libera (CC BY-SA 4.0).

Dati. Wikidata (CC0); orari e contatti OpenStreetMap (ODbL).

Foto. Wikimedia Commons, autore e licenza su ogni immagine.

Crediti delle 9 foto
  1. Orto Botanico Comunale di Lucca - general view — Daderot., CC BY-SA 3.0
  2. Lucca - Orto botanico comunale di Lucca - 202109071458 — Crima66, CC BY-SA 4.0
  3. Lucca - Orto botanico comunale di Lucca - 2024-09-08 13-09-46 001 — Cristina Maioglio, CC BY-SA 4.0
  4. Lucca - Orto botanico comunale di Lucca - 2025-09-09 22-44-31 001 — Pardi Marco, CC BY-SA 4.0
  5. Orto Botanico Comunale di Lucca - pond and city wall — Daderot., CC BY-SA 3.0
  6. Orto botanico comunale di Lucca 01 — Syrio, CC BY-SA 4.0
  7. Lucca Comics & Games 2018 - Cosplayer nell'orto botanico di Lucca — Syrio, CC BY-SA 4.0
  8. Lucca, Orto Botanico (01) — Palickap, CC BY-SA 4.0
  9. Lucca, Orto Botanico dalla mura — Palickap, CC BY-SA 4.0

Aggiornato il 28 ottobre 2026. Tutte le fonti e le licenze

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