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Foto: Emiliano Burzagli, CC BY-SA 3.0 · Wikimedia Commons
In breve
- Tipo
- Museo
- Epoca
- Età contemporanea, 1819
- Tutela
- Bene culturale italiano
- Coordinate
- 43°31′28″ N, 11°34′04″ E
- Indirizzo
- Via Poggio Bracciolini, 52025 Montevarchi
Storia e descrizione
Il Museo Paleontologico di Montevarchi è un museo paleontologico situato a Montevarchi (AR), parte dell'Accademia Valdarnese del Poggio, e fondato nel 1819. Chiuso per ristrutturazione nel maggio 2008, è tornato visitabile a partire dal 6 dicembre 2014, con una nuova organizzazione degli spazi e dei reperti.
Storia del Museo
Il nucleo originario della collezione si costituì intorno al 1809 a partire da una raccolta donata dal Monaco di Vallombrosa Luigi Molinari. Poco dopo Georges Cuvier, fondatore della paleontologia moderna, studiò questi primi reperti che erano allora conservati nei locali del convento dei frati Minori Francescani di Figline Valdarno. Nel 1818 la raccolta, assieme alla sede dell'Accademia e al fondo librario nel frattempo costituitosi, fu trasferita nei locali attuali di Montevarchi e fu aperta al pubblico ufficialmente nel 1829.
Nel periodo fra il 1873 3 il 1880 il prof. Paolo Marchi di Firenze e il prof. Forsyth Major di Glasgow classificarono i 732 reperti fino allora raccolti e iniziarono a compilare il relativo catalogo. Fu poi il prof. Giovanni Capellini, geologo e paleontologo, a continuare tale compilazione mentre il museo si arricchiva di nuovi pezzi. Il prof. Capellini scomparve nel 1922. Da allora, con fasi alterne, la raccolta ha continuato ad ampliarsi con nuove scoperte in ambito locale.
A partire dagli anni ottanta, Museo e Accademia hanno dato un nuovo impulso alle varie attività sia in campo storico che in campo scientifico. In questi anni il materiale è stato inventariato (pubblicazione dei risultati nelle Memorie Valdarnesi Anno 157, Serie VII, Fascicolo VII, pag. 71-74) ed è iniziata la promozione del Museo nelle scuole del territorio. Da allora l'attività didattica è stata incessante e ha portato migliaia di visitatori a conoscere la preziosa collezione. …
Descrizione dei fossili
L'emblema del museo è il cranio, completo delle gigantesche difese, dell'Elephas meridionalis, ritrovato nella seconda metà dell'Ottocento in località Le Ville ed esposto nella prima sala che accoglie i visitatori al museo.
Le vetrine sono occupate da fossili di vegetali (filliti) provenienti da Castelnuovo dei Sabbioni e risalenti alla prima fase lacustre, (Ficus, magnolia, Castanea, Sequoia, Platanus, Quercus, Salix, ecc).Da notare i resti di noci di Juglans, le castagne acquatiche molto ben conservati, molluschi di acqua dolce, tartarughe di acqua dolce e trote.Troviamo poi i resti dello Stephanorhinus etruscus risalenti alla seconda fase lacustre nel gruppo di Montevarchi, simile all'attuale rinoceronte di Sumatra, anche questo a due corna che però non sono visibili perché non fossilizzano, i fossili di tapiro (Tapirus arvensis) risalenti alla prima fase lacustre nella successione di Santa Barbara, resti fossili di animali più piccoli come l'istrice (Hystrix etrusca), il castoro (Castor plicidens), la lepre (Lepus valdarnensis) e la bertuccia (Macaca sylvana florentina).
Tra i più importanti ritrovamenti, troviamo esposti:
il cranio del tipo di Canis etruscus, il fossile su cui il paleontologo Forsyt Major di Glasgow individuò e istituì tale specie;
la iena (Hyaena robusta), l'unico mammifero in grado di rompere con le potenti mandibole le ossa degli altri animali per raggiungere il midollo - molto nutriente (questa particolare dieta permette la fossilizzazione delle feci (coproliti) ricche di pezzi di osso);
i resti della tigre dai denti a sciabola (Megantereon crenatidens), risalenti alla seconda fase lacustre, dotata di enormi canini superiori che favorivano l'animale nell'uccisione delle prede ma che creavano problemi all'apertura della bocca e alla masticazione, rivelandosi un ostacolo evolutivo e la probabile causa di estinzione.
i fossili di Sus strozzii, un cinghiale pleistocenico con grandi zanne ricurve, antenato degli attuali cinghiali dell'isola di Giada e di Celebes, ma non dei nostri cinghiali.
i resti dell'ippopotamo (Hippopotamus antiquus), major secondo le didascalie del museo. …
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Testo da Wikipedia, l’enciclopedia libera, con licenza CC BY-SA 4.0. Voce completa: «Museo paleontologico di Montevarchi».
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Domande frequenti
Dove si trova Museo paleontologico di Montevarchi?
Museo paleontologico di Montevarchi si trova nel comune di Montevarchi, in provincia di Arezzo (Toscana), all'indirizzo Via Poggio Bracciolini, 52025 Montevarchi. Coordinate: 43.52440, 11.56780.
A quando risale Museo paleontologico di Montevarchi?
La datazione indicata da Wikidata è: 1819.
Cosa vedere vicino a Museo paleontologico di Montevarchi?
Nei dintorni si trovano: Palazzo del Podestà (a 100 m), Teatro Cini (a 100 m), Castellare di Montevarchi (a 100 m).
Fonti e licenze
Testo. Wikipedia, l’enciclopedia libera (CC BY-SA 4.0).
Dati. Wikidata (CC0); orari e contatti OpenStreetMap (ODbL).
Foto. Wikimedia Commons, autore e licenza su ogni immagine.
Crediti delle 4 foto
- Mammuthus meridionalis Montevarchi 06 — Emiliano Burzagli, CC BY-SA 3.0
- Megantereon megantereon Montevarchi — Emiliano Burzagli, CC BY-SA 3.0
- Canisetr — Emiliano Burzagli, CC BY-SA 3.0
- Machair — Emiliano Burzagli, CC BY-SA 3.0
Aggiornato il 28 ottobre 2026. Tutte le fonti e le licenze