Museo l'Uomo e il gesso
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Foto: Patafisik, CC BY-SA 4.0 · Wikimedia Commons

Museo

Museo l'Uomo e il gesso

Museo italiano di Brisighella

Brisighella (RA), Emilia-Romagna

Indicazioni

In breve

Tipo
Museo
Superficie
40 m²
Coordinate
44°13′29″ N, 11°46′14″ E
Indirizzo
Via Rontana 64, 48013 Brisighella

Storia e descrizione

La Rocca Manfrediana, conosciuta anche come Rocca dei Veneziani o più semplicemente Rocca di Brisighella, è una fortificazione situata sul secondo dei tre pinnacoli rocciosi di selenite a Brisighella, in provincia di Ravenna, all'interno del Parco regionale della Vena del Gesso Romagnola.

La Rocca, datata 1310 e caratterizzata da torri cilindriche (di cui la più alta è del 1503), fu ricostruita dai veneziani, nel breve periodo del loro dominio su Brisighella (1503-1509).

Al suo interno si trova il Museo l'Uomo e il gesso, dedicato al rapporto umano con la roccia nel corso dei secoli.

Storia

L'edificazione dell'attuale rocca venne iniziata da Francesco Manfredi, signore di Faenza, all'inizio del XIV secolo. Salvo un breve periodo dal 1368 al 1376, la fortificazione rimase nel dominio della famiglia Manfredi (che l'ampliarono: in particolare, Gian Galeazzo nel 1394 e Astorgio II nel 1457 e 1466) fino all'anno 1500.

Dal 1500 al 1503 fu parte dell'effimero dominio di Cesare Borgia.

Dal 1503 al 1509 appartenne alla Repubblica di Venezia, che realizzò il grandioso mastio in aggiunta al preesistente torricino, e le mura sui due lati.

In seguito, il territorio entrò a far parte dello Stato Pontificio e, verso la fine del XVI secolo, la sommità dei due torrioni venne ricoperta da un tetto. Dopo un breve parentesi napoleonica, la rocca ritornò al Papa, fino al 1860 quando la Romagna entrò a far parte del Regno d'Italia.

All'inizio del XXI secolo, il castello è stato completamente restaurato, rinforzando le strutture murarie e valorizzando il complesso architettonico, anche con una speciale illuminazione.

Architettura

La rocca è caratterizzata da due torri cilindriche ad est (raccordate tra loro da due mura di collegamento su cui si conservano l'ingresso e gli scassi del ponte levatoio per superare il fossato), un cortile interno a pianta trapezoidale, le mura di cinta con cortina angolata ad ovest.

La torre più antica, detta Torricino o Torre Manfrediana, è il torrione di nord-est della rocca. Il mastio, a sud-est, è detto Torre Veneziana e reca i segni di un nucleo originario a pianta quadrata. Entrambe le torri erano collegate al camminamento di guardia sul muro di cinta da ponti levatoi. In caso di attacco, la struttura fortificata poteva ripiegare su una difesa ridotta alle sole torri, isolabili sollevando i tre ponti levatoi.

Alla base della cortina si trovava la scarpa, con caponiera a feritoie. La galleria della caponiera prosegue a sud con un'altra galleria, un tempo dotata di due bombardiere, similmente a quanto si osserva nella rocca di San Leo. Questo sistema difensivo di fiancheggiamento è abilmente dissimulato dalla mulattiera che sale alla rocca.

Museo l'Uomo e il gesso

All'interno della struttura è stato allestito un percorso espositivo che racconta il rapporto tra l'Uomo e il gesso, materiale di cui è composto il pinnacolo su cui poggia la rocca e che ha da sempre caratterizzato l'economia del borgo.

Il percorso di visita ripercorre varie epoche storiche salendo dal basso verso l'alto il Torricino (o Torre Manfrediana), la parte più antica della rocca. Lungo la scala a chiocciola ci si imbatte in piccole stanze, in cui alcuni pannelli illustrano l'età protostorica, quando le grotte scavate nel gesso vennero usate a scopi rituali, religiosi e funerari (grotta Tanaccia, alla grotta del Re Tiberio e alla Grotta dei Banditi), l'epoca romana, a testimonianza dell'attività estrattiva del lapis specularis nella Vena del Gesso (scavi archeologici della villa romana del Carnè e della grotta della Lucerna, quest'ultima considerata la prima cava di estrazione del prezioso minerale scoperta in Italia), l'epoca medievale, fino ad arrivare alla grande sala circolare in cima alla torre, dove nelle vetrine vengono presentati vari reperti rinvenuti nella Vena del Gesso di diverse epoche (tra cui i reperti provenienti dal sito archeologico del castello di Rontana, dalla Grotta dei Banditi, dalla Cava della Lucerna e dagli scavi del Carnè).

Usciti dal Torricino, percorrendo il breve ponte sospeso o, in alternativa, il camminamento di ronda lungo il muro di cinta, si entra nella Torre Veneziana, dove vengono illustrati il Medioevo e il Rinascimento e in particolare l'incastellamento e la vita al castello; sono qui ricostruiti gli ambienti della cucina e della camera da letto e sono presentate le prigioni.

Ritornati al piano terra è possibile approfondire i vari sistemi difensivi della rocca dai pannelli esplicativi posti nel cortile interno e nella caponiera.

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Testo da Wikipedia, l’enciclopedia libera, con licenza CC BY-SA 4.0. Voce completa: «Museo l'Uomo e il gesso».

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Come arrivare

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Museo l'Uomo e il gessoVia Rontana 64, 48013 Brisighella
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Domande frequenti

Dove si trova Museo l'Uomo e il gesso?

Museo l'Uomo e il gesso si trova nel comune di Brisighella, in provincia di Ravenna (Emilia-Romagna), all'indirizzo Via Rontana 64, 48013 Brisighella. Coordinate: 44.22465, 11.77067.

Cosa vedere vicino a Museo l'Uomo e il gesso?

Nei dintorni si trovano: Rocca Manfrediana (a 0 m), Teatro Maria Pedrini (a 200 m), Parco museo geologico ex cava del Monticino (a 400 m).

Fonti e licenze

Testo. Wikipedia, l’enciclopedia libera (CC BY-SA 4.0).

Dati. Wikidata (CC0); orari e contatti OpenStreetMap (ODbL).

Foto. Wikimedia Commons, autore e licenza su ogni immagine.

Crediti delle 2 foto
  1. Rocca di Brisighella abc7 — Patafisik, CC BY-SA 4.0
  2. Rocca di Brisighella abc10 — Patafisik, CC BY-SA 4.0

Aggiornato il 28 ottobre 2026. Tutte le fonti e le licenze

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