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Foto: Joanbanjo, CC BY-SA 3.0 · Wikimedia Commons
In breve
- Tipo
- Museo
- Epoca
- Età contemporanea, 1947
- Tutela
- Bene culturale italiano
- Coordinate
- 43°43′21″ N, 10°23′40″ E
- Indirizzo
- Piazza del Duomo, 17, 56126
Storia e descrizione
Il Museo delle sinopie in piazza del Duomo a Pisa si trova in un grande edificio medievale in laterizio, l'antico Spedale Nuovo Nel museo sono conservate le sinopie, appunto, degli affreschi del Camposanto monumentale.
Gli affreschi, opera di diversi artisti, tra i quali Buffalmacco, Andrea Bonaiuti, Antonio Veneziano, Spinello Aretino, Taddeo Gaddi, Piero di Puccio, Benozzo Gozzoli e altri, un tempo coprivano le pareti del camposanto e furono distrutti o comunque molto danneggiati dall'incendio del 1944 dovuto a un bombardamento alleato.
In quell'occasione si staccarono gli affreschi per gli urgentissimi restauri (in larga parte ancora in corso) e si trovarono questi disegni preparatori straordinariamente conservati. Dopo il restauro furono collocati nel museo odierno, che si trova nel lato sud della piazza del Duomo, dove è presente una delle due biglietterie del complesso monumentale.
Storia
In seguito all'incendio del tetto del camposanto monumentale, avvenuto nel luglio 1944, si pose il problema della conservazione degli affreschi del camposanto e delle relative sinopie, rimesse in luce dai primi "strappi" delle pitture soprastanti nel 1947.
Totalmente recuperate con il graduale intervento di distacco dell'arriccio ritrovato, le sinopie vennero provvisoriamente esposte nel 1952 nel camposanto e nelle sale realizzate dietro il fianco Nord dello stesso.
Dal 1955 si cominciò a considerare l'opportunità di ricollocare i maggiori affreschi staccati nel portico e di sistemare le sinopie in un ambiente limitrofo, considerazioni che vennero elaborate tre il 1963 e il 1968 in vari dibattiti e che si conclusero con l'individuazione della sede adatta in uno dei padiglioni sgomberati del vicino spedale di Santa Chiara, in particolare nel lungo padiglione affacciato sulla piazza del Duomo del quale nel 1969 l'Opera della Primaziale, tramite il Consiglio superiore delle antichità e belle arti, acquisì l'uso di una parte.
L'antico padiglione, che chiude lo spazio a sud della piazza del Duomo, fu costruito nel 1337 dai maestri Andrea di Puccio Capogrosso e Ciomeo di Giannino, detto Corso. In origine era destinato a ricovero peregrinarium infirmorum; nel 1338 vi furono compiute le decorazioni pittoriche esterne e a falso bozzato sulle murature interne dal pittore Coluccio da Lucca.
Tra il 1830 e il 1832, tra le opere compiute da Leopoldo II di Lorena per migliorare il complesso ospedaliero e ricordate in una lapide del 1835 affissa all'esterno della parete ovest, il padiglione venne ampliato per ospitare la scuola di anatomia, vi fu rimosso il vecchio pavimento in laterizio, vi furono aperte nuove finestre e venne ricostruito il soffitto.
Nel 1908 fu iniziata la stonacatura dell'intera facciata, sulla quale apparirono elementi duecenteschi appartenenti presumibilmente alla prima struttura dell'ospedale, successivamente trasformata in ospizio per i pellegrini.
I lavori di restauro per la creazione del nuovo Museo delle sinopie iniziarono nel 1971 con le opere di rimozione interne, concluse nel 1972. …
La critica
Secondo i progettisti, le cui proposte operative "ebbero il conforto di continue verifiche" sia con gli organi competenti che, attraverso la stampa, con l'opinione pubblica, i "casi particolari determinati dall'inserimento di strutture modulari moderne entro un contenitore più volte rimaneggiato" sono stati affrontati "con rigore ed essenzialità, ma anche senza falsi pudori", fedeli a concetti di "flessibilità, aggregabilità e riuso" nell'eventualità di dover riportare l'ambiente al suo aspetto originario senza che questo subisca alcun danno.
Contro alcuni attacchi trasmessi dalla stampa durante la progressione dei lavori, l'intento di rivificare lo spazio antico mediante un intervento moderno al suo interno è stato condiviso e sostenuto da Giovanni Michelucci per il quale "obbiettivo di fondo dell'intervento del restauratore deve essere quello di animare, non di immobilizzare; vivificare non cristallizzare il complesso urbano o il singolo edificio. Riportare, cioè, vita e movimento in ciò che per inazione o disuso rischia di morire, reinserendolo nel corpo vivo della città, nel flusso delle attività e degli interessi attuali della comunità cittadina"
Architettura
Più che con i retrostanti padiglioni ospedalieri del complesso di Santa Chiara, l'edificio è in immediata relazione con le architetture monumentali della piazza delle quali offre inedite prospettive dall'ampio arcone vetrato sulla parete nord.
L'ambiente adibito a museo ha dimensioni di ml. 53x14, oltre al vano di entrata, occupando quindi circa la metà del lungo prospetto sulla piazza, destinato per il rimanente a magazzino dell'ospedale e ad agenzia bancaria.
Il lungo fronte in laterizio a vista ha una composizione simmetrica, con due ordini di finestre e due portali incorniciati di fattura seicentesca posti quasi alle estremità. L'ingresso al museo avviene, procedendo dall'angolo di via Roma, dal secondo portale, quasi perfettamente in asse con quello del dirimpettaio camposanto. Oltre il portale, fino alla torretta angolare destra, la muratura è ad opus incertum ed individua il corpo di fabbrica aggiunto nell'Ottocento.
L'ingresso presenta l'apertura ad arco con bozze rettangolari in pietra serena, inserita in una composizione lapidea con fregio iscritto ("Spedali Riuniti") e timpano superiore a volute inverse.
Il portale è sovrastato da un piccolo campanile a vela in pietra che taglia la gronda sagomata in cotto, interrompendo lo svolgimento della fascia muraria ad attico. Al di sotto del campanile è posta una rosa dei venti ancora in pietra. Le finestre dell'ordine superiore sono incorniciate in pietra.
Il vano d'ingresso della biglietteria, di forma quadrata, coperto a crociera e pavimentato in cotto, separa nettamente il corpo ottocentesco da quello preesistente. A questo si accede tramite un'entrata sulla sinistra e consiste in un volume parallelepipedo all'interno del quale è inserito un sistema di pedane tra loro collegate a diverse altezze, sorrette da strutture metalliche ancorate a terra (ballatoio a quota +3,11 m) e sospese tramite tiranti con radi ancoraggi (ballatoi superiori) in modo da non alterare le strutture murarie. …
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Testo da Wikipedia, l’enciclopedia libera, con licenza CC BY-SA 4.0. Voce completa: «Museo delle sinopie».
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- 1979Fondazione e apertura
Eventi e persone da Wikidata (CC0).
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Domande frequenti
Dove si trova Museo delle sinopie?
Museo delle sinopie si trova nel comune di Pisa, in provincia di Pisa (Toscana), all'indirizzo Piazza del Duomo, 17, 56126. Coordinate: 43.72252, 10.39438.
Quanto costa l'ingresso a Museo delle sinopie?
L'ingresso è a pagamento. Le tariffe aggiornate sono sul sito ufficiale.
Museo delle sinopie è accessibile ai disabili?
Secondo i dati di OpenStreetMap il luogo è accessibile in carrozzina.
A quando risale Museo delle sinopie?
La datazione indicata da Wikidata è: 1947.
Cosa vedere vicino a Museo delle sinopie?
Nei dintorni si trovano: Battistero di San Giovanni (a 100 m), Torre del Leone (a 100 m), Porta del Leone (a 200 m).
Fonti e licenze
Testo. Wikipedia, l’enciclopedia libera (CC BY-SA 4.0).
Dati. Wikidata (CC0); orari e contatti OpenStreetMap (ODbL).
Foto. Wikimedia Commons, autore e licenza su ogni immagine.
Crediti delle 9 foto
- Interior del Museu delle Sinopie de Pisa — Joanbanjo, CC BY-SA 3.0
- Annunciazione, particolare dell'angelo - Museo delle Sinopie - Pisa — spalluzza, CC BY-SA 2.0
- Buffalmacco, sinopie, giudizio trionfo della morte 01 — sailko, CC BY-SA 3.0
- Buffalmacco, sinopie, giudizio universale e inferno 00.0 — sailko, CC BY-SA 3.0
- Buffalmacco, sinopie, giudizio universale e inferno 00 — sailko, CC BY-SA 3.0
- Andrea di bonaiuto, storie di san ranieri 01 — sailko, CC BY-SA 3.0
- Benozzo gozzoli, adorazione dei magi, sinopia, 1468-70, 01 — Sailko, CC BY 3.0
- Benozzo gozzoli, annunciazione, sinopia, 1468-70, 01 angelo 1 — Sailko, CC BY 3.0
- Benozzo gozzoli, annunciazione, sinopia, 1468-70, 02 madonna annunciata 1 — Sailko, CC BY 3.0
Aggiornato il 28 ottobre 2026. Tutte le fonti e le licenze
