MAR - Museo d'Arte della città di Ravenna
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Foto: Lorenzo Gaudenzi, CC BY-SA 4.0 · Wikimedia Commons

Museo

MAR - Museo d'Arte della città di Ravenna

Museo d'arte di Ravenna

Ravenna (RA), Emilia-Romagna

Indicazioni

In breve

Tipo
Museo
Superficie
2000 m²
Tutela
Bene culturale italiano
Coordinate
44°24′50″ N, 12°12′23″ E
Indirizzo
via di Roma, 13

Storia e descrizione

Il MAR - Museo d'arte della città di Ravenna si trova all'interno del complesso monumentale della Loggetta Lombardesca e dal 2002 è istituzione del Comune di Ravenna.

Storia

Il nucleo più antico delle raccolte museali va ricondotto al collezionismo erudito dei monaci camaldolesi di Classe, in particolare per opera di Pietro Canneti. Con la soppressione degli ordini religiosi, i numerosi oggetti di interesse artistico, antiquario e naturalistico del monastero di Classe passarono in proprietà del Comune, che nel 1804 fondò il Museo Classense Municipale. Per tutto l'Ottocento ed anche tutto il Novecento Ravenna non ebbe altri musei. L'Accademia di Belle Arti possedeva una propria Galleria, mentre le opere d'arte sacra erano catalogate e conservate nel Museo arcivescovile.

Nel 1969 venne finalmente deciso che Ravenna poteva dotarsi di un museo d'arte. A partire dal 1970 la Loggetta Lombardesca venne sottoposta ad un progetto di risanamento strutturale per permettere il trasferimento, il riordino e il riallestimento dei quadri della Galleria. Il 9 luglio 1972, dopo un tormentato ventennio fatto di avanzamenti e battute di arresto, il cantiere poté dirsi concluso. L'Accademia di Belle Arti, la Galleria e il Museo di Scienze Naturali vennero trasferiti presso la nuova sede. L'anno successivo la Galleria dell'Accademia, già riordinata da Raffaele De Grada, prese la denominazione di Pinacoteca Comunale.

Dovettero passare ancora molti anni affinché il processo di riordino potesse dirsi concluso. Nel 1999 vennero acquisiti nuovi spazi, per permettere una più ampia risistemazione delle collezioni, recuperando luoghi idonei alle attività espositive.

I primi importanti cicli di mostre vennero inaugurati sotto la guida di Giulio Guberti, già membro della Commissione Comunale per la Pinacoteca e le Arti Visive. Spetterà alla direzione di Bruno Bandini il compito di tradurre in ordinamento museografico il patrimonio acquisito con l'attività espositiva. Sul finire degli anni ottanta infatti le collezioni risultavano fortemente incrementate grazie agli apporti incamerati con le antologiche, rendendo così necessario anche l'aggiornamento dei cataloghi.

Nel 2002 la Pinacoteca Comunale diviene "Museo d'arte della città di Ravenna", istituzione del Comune di Ravenna. Da quell'anno al 2014 si protrae la direzione di Claudio Spadoni.

L'edificio

Realizzato agli inizi del XVI secolo, il chiostro dell'abbazia della Basilica di Santa Maria in Porto prende il nome dalla Loggia del Giardino, meglio conosciuta come «Loggetta Lombardesca», dalle maestranze campionesi e lombarde che vi lavorarono sotto la direzione di Tullio Lombardo. Malgrado i ripetuti rimaneggiamenti, la canonica rimane per grandiosità l'opera architettonica più maestosa in città, senza pari nell'ambito della coeva tipologia claustrale sul territorio.

Originariamente il complesso era articolato in due corpi comunicanti; sulla strada (via di Roma) si affacciava l'ultima addizione, un corpo trilatero terminato nel 1525. La vita dell'abbazia terminò in epoca napoleonica, con l'incameramento da parte dello stato dei beni confiscati alle corporazioni religiose soppresse. Fu Enrico Pazzi a proporre nel 1877 l'assegnazione dell'ex convento a sede museale per la raccolta delle testimonianze bizantine tardo-antiche. Tuttavia, il progetto venne poi dirottato sul Monastero di Classe. Nel 1882 la canonica venne assegnata al comando di un Corpo d'armata. I lavori per la nuova fabbrica riguardarono principalmente il chiostro affacciato sulla strada che, nel 1885, venne smontato e parzialmente ricomposto nel complesso classense; nel 1934 sarà poi trasferito presso l'attuale Biblioteca Alfredo Oriani. Il quadriportico venne invece risparmiato.

Dell'edificio originario che, dall'età delle soppressioni napoleoniche ha subito più volte riconversioni d'uso, rimane il chiostro dalle proporzioni rinascimentali, l'impianto degli spazi e l'elegante loggia a cinque archi, divenuta simbolo dell'intero complesso. «Tuttavia, solo la facciata adiacente al lato dei giardini pubblici risulta parte della struttura integra originaria. La loggia, in perfetto stile ravennate del XVI secolo, presenta due ordini di colonne con capitelli lombardeschi che sostengono a loro volta gli archi finemente decorati da iscrizioni lombarde e campionesi».

Negli anni 1970 gli edifici furono restaurati in preparazione a una nuova destinazione d'uso. Alcuni ambienti al pian terreno e al piano nobile furono destinati all'Accademia di Belle Arti ed al Museo ornitologico e di Scienze naturali. Questi stessi ambienti vennero resi disponibili per il nuovo museo nel 1999: grazie al loro recupero nel 2002 la Loggetta Lombardesca diventò la sede del Museo d'Arte della città di Ravenna.

Collezioni permanenti

Il museo conserva un significativo nucleo di più di 300 opere, tra dipinti e sculture, riferibili ad un arco cronologico che va dal XIV al XX secolo, tutte di grande interesse per la documentazione dello scenario artistico locale e non solo. Un'ampia rassegna di tavole di piccolo formato del XIV e del XV secolo, destinate perlopiù alle celle monastiche, testimoniano le relazioni della città con i più importanti centri di produzione, dagli ambienti veneti e padovani, all'ambiente emiliano, più precisamente bolognese e ferrarese, sino a quello toscano e marchigiano. Di questo periodo si conservano le piccole tavole ascrivibili al Maestro del Coro Scrovegni, a Lorenzo Monaco, Taddeo di Bartolo e Antonio Vivarini.

Di grande rilevanza, per la conoscenza delle vicende artistiche che si svilupparono in Romagna nell'età di transizione tra le corti signorili e la dominazione pontificia, è il nucleo di opere databili tra la fine del Quattrocento e la prima metà del Cinquecento, tra cui i dipinti di Baldassarre Carrari, Marco Palmezzano, Nicolò Rondinelli, Francesco e Bernardino Zaganelli, insieme a quelle di Bartolomeo Ramenghi e Luca Longhi con i figli Francesco e Barbara, protagonisti della stagione del raffaellismo in Romagna.

Dello stesso periodo opere che documentano i mai esauriti rapporti col Veneto, tra cui quelle a firma di Bartolomeo Montagna, Marco Bello, Luca Antonio Busati, Cima da Conegliano, Pietro degli Ingannati, Francesco Rizzo da Santacroce e il suo ambito, Paris Bordon. L'opera divenuta simbolo del patrimonio museale è invece la Lastra sepolcrale di Guidarello Guidarelli, realizzata da Tullio Lombardo nel 1525, e resa celebre soprattutto dalla letteratura dannunziana che ne ha fatto una leggenda.

Una pagina fondamentale per lo sviluppo del linguaggio artistico in Romagna nell'Età della Maniera è il Compianto su Cristo deposto dalla Croce di Giorgio Vasari, datato 1548 ed eseguito su commissione dei monaci di Classe per la chiesa di San Romualdo.

Il grande dipinto di Guercino raffigurante San Romualdo venne anch'esso commissionato dai monaci di Classe, fra i committenti più importanti della città.

Tra le opere databili tra XVII e XVIII secolo quelle di Carlo Cignani e Luigi Crespi. …

Mostre temporanee

Il Museo d'arte della città di Ravenna, oltre all'ormai consolidata attività di valorizzazione e conservazione del patrimonio, promuove e ospita esposizioni temporanee, mostre antologiche, cicli dedicati ai grandi critici e storici dell'arte. A partire dal 2017 uno spazio importante dell'attività espositiva è dedicato alla valorizzazione del mosaico contemporaneo e della fotografia, con mostre di rilevanza internazionale che tuttavia mantengono un collegamento diretto all'identità culturale del territorio.

Dal 2017 il MAR organizza e coordina l'intera programmazione di RavennaMosaico, Biennale di mosaico contemporaneo.

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Testo da Wikipedia, l’enciclopedia libera, con licenza CC BY-SA 4.0. Voce completa: «MAR - Museo d'Arte della città di Ravenna».

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Come arrivare

RavennaTreno, la più vicina
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MAR - Museo d'Arte della città di Ravennavia di Roma, 13
Aeroporto Gastone Novelli5,9 km

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Domande frequenti

Dove si trova MAR - Museo d'Arte della città di Ravenna?

MAR - Museo d'Arte della città di Ravenna si trova nel comune di Ravenna, in provincia di Ravenna (Emilia-Romagna), all'indirizzo via di Roma, 13. Coordinate: 44.41376, 12.20626.

Quali sono gli orari di MAR - Museo d'Arte della città di Ravenna?

Secondo OpenStreetMap gli orari sono: Da martedì a sabato: 9:00–18:00; Domenica: 14:00–18:00. Verifica sempre sul sito ufficiale prima della visita.

Quanto costa l'ingresso a MAR - Museo d'Arte della città di Ravenna?

L'ingresso è a pagamento. Le tariffe aggiornate sono sul sito ufficiale.

Cosa vedere vicino a MAR - Museo d'Arte della città di Ravenna?

Nei dintorni si trovano: Teatro Luigi Rasi (a 200 m), Palazzo di Teodorico (a 300 m), Basilica di Sant'Apollinare Nuovo (a 400 m).

Fonti e licenze

Testo. Wikipedia, l’enciclopedia libera (CC BY-SA 4.0).

Dati. Wikidata (CC0); orari e contatti OpenStreetMap (ODbL).

Foto. Wikimedia Commons, autore e licenza su ogni immagine.

Crediti delle 9 foto
  1. MAR - Museo d'Arte della Città di Ravenna — Lorenzo Gaudenzi, CC BY-SA 4.0
  2. MAR - Museo d'Arte della Città di Ravenna 01 — Nicola Quirico, CC BY-SA 4.0
  3. Ravenna - MAR - Museo d'Arte della città di Ravenna - 2024-05-22 06-21-13 002 — Isotta V., CC BY-SA 4.0
  4. Ravenna - MAR - Museo d'Arte della città di Ravenna - 2024-09-30 14-03-09 001 — Ml211160, CC BY-SA 4.0
  5. Ravenna - MAR - Museo d'Arte della città di Ravenna - 2025-09-07 22-23-41 001 — Maddy16869, CC BY-SA 4.0
  6. Ravenna - MAR - Museo d'Arte della città di Ravenna - 2025-09-11 11-32-15 001 — Redrumstudio, CC BY-SA 4.0
  7. Ravenna - MAR - Museo d'Arte della città di Ravenna - 2025-09-19 14-58-12 001 — Maddy16869, CC BY-SA 4.0
  8. Ravenna - MAR - Museo d'Arte della città di Ravenna - Giardino Zaccagnini - RotoB la Rotoballa — Monica Rondoni, CC BY-SA 4.0
  9. Ravenna - MAR - Museo d'Arte della città di Ravenna - Il Giardino Zaccagnini e il "Cavallo di legno" — Monica Rondoni, CC BY-SA 4.0

Aggiornato il 28 ottobre 2026. Tutte le fonti e le licenze

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