Basilica di Sant'Apollinare Nuovo
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Foto: Ввласенко, CC BY-SA 3.0 · Wikimedia Commons

Museo, 505

Basilica di Sant'Apollinare Nuovo

Basilica di Ravenna

Ravenna (RA), Emilia-Romagna

Indicazioni

In breve

Tipo
Museo
Epoca
Medioevo, 505
Stili
Architettura bizantina, architettura paleocristiana
Tutela
Parte di un patrimonio mondiale dell'umanità
Patrimonio UNESCO
Monumenti paleocristiani di Ravenna
Coordinate
44°25′00″ N, 12°12′17″ E
Indirizzo
Via Roma 53, 48121 Ravenna

Storia e descrizione

La basilica di Sant'Apollinare Nuovo è una basilica di Ravenna. Nata come luogo di culto ariano, nel VI secolo fu consacrata a San Martino di Tours (era denominata San Martino in Cielo d'Oro). L'attuale denominazione della basilica risale al IX secolo, periodo in cui le reliquie del protovescovo Apollinare, a causa delle frequenti incursioni piratesche sulla costa ravennate, per ragioni di sicurezza, furono trasferite dalla basilica di Sant'Apollinare in Classe a quella intramuraria di San Martino che venne rinominata, appunto, Sant'Apollinare Nuovo.

Storia

La basilica fu fatta erigere dal re goto Teodorico nel 505 come chiesa di culto ariano. La prima dedicazione fu al «nome di Cristo» (Domini Nostri Iesu Christi). Fu la chiesa palatina di Teodorico (cioè una chiesa per l'uso della sua corte).

In seguito alla conquista della città da parte dell'Impero bizantino (540) l'imperatore Giustiniano passò in proprietà della Chiesa cattolica tutti i beni immobili già posseduti dagli ariani. Tutti gli edifici legati ai goti e all'arianesimo furono integrati al culto cattolico. La basilica ex teodoriciana venne riconsacrata a San Martino di Tours, difensore della fede cattolica e avversario di ogni eresia.

Sant'Apollinare Nuovo porta i segni tangibili di quest'operazione: la fascia sopra gli archi che dividono le navate era corredata da un ciclo di mosaici con temi legati alla religione ariana. Su iniziativa del vescovo Agnello (556-569/70), il ciclo fu cancellato e la fascia ridecorata ex novo. Furono risparmiati solo gli ordini più alti (con le "Storie di Cristo" e con i profeti), mentre nella fascia più bassa, quella più grande e più vicina all'osservatore, si procedette a una vera e propria ridecorazione, che salvò solo le ultime scene con le vedute del Porto di Classe e del Palatium di Teodorico, sebbene epurate per una damnatio memoriae di tutti i ritratti, che probabilmente appartenevano a Teodorico stesso e ai suoi dignitari.

Nell'anno 725 la chiesa venne danneggiata da un violento terremoto, che ne fece crollare l'abside. Il sisma demolì anche la Basilica petriana di Ravenna.

La basilica assunse il suo nome attuale solo intorno al IX secolo dopo che vi furono portate le reliquie di sant'Apollinare, primo vescovo di Ravenna, dall'omonima basilica di Classe per sottrarle al pericolo delle scorrerie dei pirati.

Nel corso della prima guerra mondiale, nella notte del 12 febbraio 1916 la chiesa fu bombardata e subì gravi danni. L'immagine dell'antica chiesa bizantina sfigurata dalle bombe fece il giro del mondo, suscitando la più ampia riprovazione.

Descrizione

Si tratta di un edificio a tre navate, attualmente privo di quadriportico e preceduto da un portico o nartece, risalente al XVI secolo. Il nartece, in area ravennate, viene più propriamente chiamato àrdica (dall'adattamento bizantino nàrtheka del termine greco classico nàrthex, nartece).

Esternamente si presenta con una facciata a salienti, realizzata in laterizio. Nella parte superiore si trova, esattamente al centro, una grande e larga bifora in marmo, sormontata da altre due piccolissime aperture, l'una a fianco dell'altra. Il nartece presenta un tetto spiovente, che dalla facciata scende verso le colonne portanti. Queste sono in marmo bianco e creano un notevole contrasto con la scurezza dell'edificio vero e proprio. Nella parte anteriore destra rispetto alla Basilica, si innalza verso il cielo un campanile dalla pianta circolare, anch'esso in mattoni.

La navata centrale, larga il doppio di quelle laterali, terminava con un'abside semicircolare all'interno e poligonale all'esterno, che fu ricostruita nel XVI secolo e decorata nel XVIII secolo, assumendo l'aspetto attuale, che è stato recuperato di recente, segnando però sul pavimento la pianta dell'abside del VI secolo. La navata mediana è delimitata da dodici coppie di colonne poste una di fronte all'altra che sorreggono archi a tutto sesto. Seguendo gli schemi dell'architettura bizantina, l'abside centrale è affiancata da due absidiole laterali dette pastoforia.

Come tutte le chiese di Ravenna, dei periodi imperiale (fino al 402-476), ostrogotico (fino al 476-540) e giustinianeo (dal 540-565 in poi), anche Sant'Apollinare Nuovo è decorata con ricchissimi mosaici. Tuttavia essi non risalgono alla stessa epoca: alcuni sono teodoriciani, altri risalgono alla ridecorazione voluta dal vescovo Agnello, quando l'edificio venne riconsacrato al culto cristiano cattolico.

Le pareti della navata centrale sono divise in tre fasce ben distinte dalle decorazioni musive. …

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Testo da Wikipedia, l’enciclopedia libera, con licenza CC BY-SA 4.0. Voce completa: «Basilica di Sant'Apollinare Nuovo».

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Basilica di Sant'Apollinare NuovoVia Roma 53, 48121 Ravenna
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Domande frequenti

Dove si trova Basilica di Sant'Apollinare Nuovo?

Basilica di Sant'Apollinare Nuovo si trova nel comune di Ravenna, in provincia di Ravenna (Emilia-Romagna), all'indirizzo Via Roma 53, 48121 Ravenna. Coordinate: 44.41674, 12.20460.

A quando risale Basilica di Sant'Apollinare Nuovo?

La datazione indicata da Wikidata è: 505.

Cosa vedere vicino a Basilica di Sant'Apollinare Nuovo?

Nei dintorni si trovano: Palazzo Serena-Monghini (a 100 m), Palazzo di Teodorico (a 100 m), Palazzo Grossi-Fusconi (a 100 m).

Fonti e licenze

Testo. Wikipedia, l’enciclopedia libera (CC BY-SA 4.0).

Dati. Wikidata (CC0); orari e contatti OpenStreetMap (ODbL).

Foto. Wikimedia Commons, autore e licenza su ogni immagine.

Crediti delle 3 foto
  1. Basilica of Sant' Apollinare Nuovo. Ravenna, Italy — Ввласенко, CC BY-SA 3.0
  2. I mosaici di Sant’Apollinare Nuovo — Simo.Albo80, CC BY-SA 4.0
  3. Sant’Apollinare Nuovo, oro e armonia — Simo.Albo80, CC BY-SA 4.0

Aggiornato il 28 ottobre 2026. Tutte le fonti e le licenze

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