Foto: Threecharlie, CC BY-SA 4.0 · Wikimedia Commons
In breve
- Tipo
- Museo
- Coordinate
- 45°00′16″ N, 11°38′43″ E
- Indirizzo
- Via Pizzon 915, 45025 Fratta Polesine (RO)
Storia e descrizione
L'Ecomuseo Mulino al Pizzon è un ecomuseo sito nell'omonima località del comune di Fratta Polesine, in provincia di Rovigo, in un contesto naturale incontaminato dove il canale Scortico si riversa nel Canalbianco. Nella confluenza dei due canali il mulino ha svolto la sua funzione di produttore di energia, costituendo un rilevante esempio di archeologia industriale nel Polesine, realizzato per controllare il flusso delle acque e garantire una risorsa idrica sicura per le campagne in caso di siccità, oltre a prevenire il rischio di esondazioni. Il complesso è di proprietà del Comune, fa parte della rete del Sistema Museale Provinciale Polesine e viene gestito dalla cooperativa "CeDi" Beni culturali e ambientali.
Storia
La sua costruzione rientra in un piano di regolazione delle acque avviato nel Settecento, ma che in seguito ai danni della rotta dell'Adige a Badia Polesine nel 1823 viene realizzato dal Comune di Fratta Polesine su progetto dell'ingegnere Marco Santofermo. Per risarcire l'amministrazione locale delle ingenti spese sostenute per la riattivazione del naviglio Scortico il dominio austriaco autorizzò la costruzione del mulino per garantire una rendita con la molitura di frumento e granoturco. La sua struttura a doppia macina costituì un'opera pubblica di particolare rilievo essendo, l'unico mulino "terragno" che funzionava ad acqua, sfruttando il dislivello tra lo Scortico e il Canalbianco. Alcuni documenti attestano che il Pizzon venne attivato nel 1848. Nel 1869 il Comune di Fratta promosse un intervento di potenziamento, costruendo una tettoia in muratura e una dotazione di tre macine. Negli anni successivi i mulini dell'Adige furono ceduti, sino alla definitiva dismissione del loro funzionamento a fine del Novecento. A tutt'oggi il Pizzon è l'unico mulino ad essersi salvato in tutto il Polesine ed è stato reso visitabile dopo un sapiente recupero.
In origine il complesso era costituito da due mulini, costruiti con travi di abete, copertura in coppi e pavimento realizzato in mattone, dotati di una ruota da ventiquattro pale in larice e due macine furlane, (cioè fatte con pietre provenienti dal Friuli). In seguito all'ampliamento del 1869 l'edificio si sviluppa su tre piani con tre macine al piano terra, la parte abitativa e il granaio, le prese d’acqua e la scuderia-fienile. L'imponente macchinario, in funzione sino al 1962, risulta ancora perfettamente intatto. Ad oggi il Mulino, soprannominato dalla gente locale per la sua possanza "Mulinon", è stato convertito in un complesso culturale e naturalistico dotato di impianti di energia rinnovabile, costituito dall'esposizione del meccanismo idrovoro, supportato da un percorso didascalico sulla lunga storia degli strumenti originali ed alcuni elementi tecnici di funzionamento, una locanda con bar e ristorante a disposizione per accogliere il pubblico.
Collezione
Oltre all'esposizione dei macchinari originali impiegati per la macinatura, al secondo piano del complesso è allestita la mostra permanente di materiale ottico, inaugurata il 26 marzo 2017 per iniziativa dell'associazione Turismo & Cultura. L'esposizione didattico - museale presenta una rara collezione di vari strumenti al Novecento rinvenuti negli scantinati del Palazzo della Regione di Rovigo, identificati come apparecchi fotografici, chimici, elettrici e agrotecnici, poi restaurati e musealizzati. Il percorso espone la collezione suddivisa per categoria di appartenenza, in particolare alcuni scaffali lignei conservano banchi ottici, una cinepresa, diascopi e pellicole a colori dell'Istituto Luce, microscopi per analizzare il terreno, bilance da granaglie, squadri, modelli di innesti e tavole per la conservazione dei cibi. La recente ristrutturazione ha contribuito a recuperare e quindi valorizzare tale rilevante testimonianza antropologica.
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Testo da Wikipedia, l’enciclopedia libera, con licenza CC BY-SA 4.0. Voce completa: «Ecomuseo Mulino al Pizzon».
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- 2017Apertura
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Domande frequenti
Dove si trova Ecomuseo Mulino al Pizzon?
Ecomuseo Mulino al Pizzon si trova nel comune di Fratta Polesine, in provincia di Rovigo (Veneto), all'indirizzo Via Pizzon 915, 45025 Fratta Polesine (RO). Coordinate: 45.00446, 11.64515.
Cosa vedere vicino a Ecomuseo Mulino al Pizzon?
Nei dintorni si trovano: Frattesina (a 2,4 km), Villa Loredan Grimani Avezzù (a 2,8 km), Museo archeologico nazionale (a 2,9 km).
Fonti e licenze
Testo. Wikipedia, l’enciclopedia libera (CC BY-SA 4.0).
Dati. Wikidata (CC0); orari e contatti OpenStreetMap (ODbL).
Foto. Wikimedia Commons, autore e licenza su ogni immagine.
Crediti delle 9 foto
- Mulino al Pizzon, esterno e canale Scortico (Pizzon, Fratta Polesine) 01 — Threecharlie, CC BY-SA 4.0
- Ecomuseo Mulino al pizzon Fratta Polesine — Threecharlie, CC BY-SA 4.0
- Mulino al Pizzon, chiuse sul canale Scortico, vista da una finestra del mulino (Pizzon, Fratta Polesine) 01 — Threecharlie, CC BY-SA 4.0
- Mulino al Pizzon, esterno (Pizzon, Fratta Polesine) 01 — Threecharlie, CC BY-SA 4.0
- Mulino al Pizzon, esterno, dettaglio vite pizzutella (Pizzon, Fratta Polesine) 03 — Threecharlie, CC BY-SA 4.0
- Mulino al Pizzon, esterno, girante della turbina (Pizzon, Fratta Polesine) 01 — Threecharlie, CC BY-SA 4.0
- Mulino al Pizzon, esterno, lavori su ruota mulino (Pizzon, Fratta Polesine) — Threecharlie, CC BY-SA 4.0
- Mulino al Pizzon, esterno, macchina agricola storica (Pizzon, Fratta Polesine) 01 — Threecharlie, CC BY-SA 4.0
- Mulino al Pizzon, esterno, macchina agricola storica, dettaglio (Pizzon, Fratta Polesine) — Threecharlie, CC BY-SA 4.0
Aggiornato il 28 ottobre 2026. Tutte le fonti e le licenze