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Foto: Cristiano64, CC BY-SA 3.0 · Wikimedia Commons
Sito archeologico
Domus Aurea
Residenza dell'imperatore romano Nerone
- Nel Centro storico di Roma, le proprietà extraterritoriali della Santa Sede nella città e San Paolo fuori le Mura, patrimonio UNESCO
In breve
- Tipo
- Sito archeologico
- Epoca
- Età antica, 64
- Stile
- Architettura romana
- Committente
- Nerone
- Tutela
- Bene culturale italiano
- Coordinate
- 41°53′29″ N, 12°29′43″ E
- Indirizzo
- viale della Domus Aurea, 1, 00184 Roma RM
Storia e descrizione
La Domus Aurea ("Casa d'oro" in latino, proprio perché in essa si utilizzò molto di questo prezioso metallo) era la villa urbana costruita dall'imperatore romano Nerone dopo il grande incendio che devastò Roma nel 64 d.C. La distruzione di buona parte del centro urbano permise al princeps di espropriare un'area complessiva di circa 80 ettari e costruirvi un palazzo che si estendeva tra il Palatino, l'Esquilino ed il Celio.
La villa, probabilmente mai portata a termine, fu distrutta dopo la morte di Nerone a seguito della restituzione al popolo romano del terreno su cui sorgeva. La parte superstite della Domus Aurea, occultata dalle successive terme di Traiano, come tutto il centro storico di Roma, le zone extraterritoriali della Santa Sede in Italia e la basilica di San Paolo fuori le mura, è stata inserita nella lista dei Patrimoni dell'umanità dall'UNESCO nel 1980.
Il Carandini aggiunge che si trattava non di una sola grande residenza, ma di un insieme di edifici e spazi verdi, che in seguito ispirarono la grande Villa Adriana alla periferia di Tivoli.
Storia
L'incendio del 3 agosto del 64 d.C., che divampò per sei giorni e sette notti, distrusse gran parte del centro di Roma, compresa la Domus Transitoria sul Palatino. Delle quattordici regioni (quartieri) che componevano la città, tre (la III, Iside e Serapis, attuale Colle Oppio, la XI, Circo Massimo, e la X, Palatino) furono totalmente distrutte, mentre in altre sette rimanevano solo pochi ruderi rovinati dal fuoco.
Nerone, ai tempi imperatore, che sembra avesse assistito alla devastazione da una torre dei Giardini di Mecenate, vale a dire all'estremità orientale della Domus Transitoria, decise di costruire una nuova reggia degna della sua grandezza. La residenza dell'imperatore giunse a comprendere parte del Palatino, la valle del futuro anfiteatro Flavio, fino alle pendici dell'Esquilino, per un'estensione di circa 219 ettari (23 riguardanti il Palatino, 149 l'Esquilino e 47 tra la via Sacra, la valle del Colosseo e parte del Celio) secondo il calcolo del Carandini. Di tutta questa immensa tenuta imperiale, che aveva l'aspetto di una villa marittima, resta oggi solo un settore sul Colle Oppio (lungo circa 300 metri e largo 190). Si tratta di quel padiglione inserito nelle fondamenta delle successive Terme di Traiano.
Numerosi autori moderni concordano nel fatto che, in seguito al terribile incendio del 64, gran parte della Domus Transitoria venne sostituita da una più vasta, la Domus Aurea.
La maggior parte della superficie era occupata da giardini, con padiglioni per feste o di soggiorno. Al centro dei giardini, che comprendevano boschi e vigne, nella piccola valle tra i tre colli, esisteva un laghetto, in parte artificiale, sul sito del quale sorse più tardi il Colosseo. La vera residenza di Nerone rimase comunque quella dei palazzi imperiali del Palatino, mentre l'edificio sull'Oppio fu adibito a dimora quando prediligeva rimanere negli horti, e gli edifici con vestibulum e stagnum erano utilizzati per le feste, dove riceveva il popolo di Roma. …
Descrizione
Il progetto della Domus Aurea sembra sia ispirato alla villa marittima campana, le cui principali caratteristiche erano costituite da una distribuzione sparsa degli edifici, inseriti in un paesaggio con viste panoramiche sul mare tramite terrazze, giardini e portici. L'ispirazione sembra fosse dovuta in particolare all'ambiente di Baia, la più rinomata località residenziale del mondo romano, nel quale erano presenti numerose e lussuose ville, impianti termali e luoghi di piacere. Il Carandini aggiunge che la domus di Nerone era una villa che si affacciava su di un "mare" artificiale, lo stagnum, luogo di perdizione della nobilitas, dove si svolgevano i festini su imbarcazioni di piacere (cumbae). Del resto confrontando una villa di Baia, si nota la notevole somiglianza con il padiglione sull'Oppio, compreso lo xystus della parte meridionale.
La Domus Aurea, realizzata dagli architetti Severo e Celere sotto la diretta supervisione di Nerone («i quali con il loro ingegno e l'ardire realizzavano con l'arte ciò che la natura non aveva concesso»), era innanzitutto un intervento sul paesaggio, plasmato con prati, campi, vigneti, boschi, bacini d'acqua e con la realizzazione di domus, padiglioni e ninfei.
La villa comprendeva le alture del Palatino, della Velia, dell'Oppio, parte dell'Esquilino (fino agli Horti Maecenatis, che, pur non facenti parte del corpo principale della domus, ne costituivano un annesso, in quanto lasciati in eredità ad Augusto alla morte di Mecenate), la parte nordoccidentale del Celio (corrispondente al podio del tempio del Divo Claudio, riconvertito in ninfeo) e lo specchio d'acqua compreso tra queste alture, dove poi sarà edificato l'anfiteatro Flavio. Il fulcro della villa era proprio costituito da questo stagno.
L'accesso principale alla villa avveniva dal Foro romano, in prossimità dell'Atrium Vestae; l'accesso avveniva tramite un enorme Vestibulum, dominato dalla statua colossale raffigurante Nerone posta sulla sommità della Velia, il Colosso. Svetonio aggiunge nella descrizione della villa che:
E Seneca aggiunge che la nuova reggia …
Strutture successive di epoca romana
In seguito alla Damnatio memoriae di Nerone ed all'incendio della parte della domus sul colle Oppio, le superfici prima appartenenti alla Domus Aurea furono destinate a nuovi utilizzi, demolendo o sotterrando edifici (ad esempio il Vestibulum e lo stesso padiglione sul colle Oppio), colmando lo stagno per edificare un anfiteatro, aprendo nuovamente l'area alla viabilità ordinaria, permettendo così il ricongiungimento dei quartieri centrali con quelli più esterni del Celio e dell'Esquilino. Anche il Palatino fu oggetto di nuovi interventi edilizi, con la costruzione del palazzo di Domiziano. Sul Celio fu completato il tempio del divo Claudio, mentre sull'Oppio furono edificate prima le terme di Tito e poi le terme di Traiano. Sulla Velia, in luogo del Vestibulum, Adriano edificò il tempio di Venere e Roma. Nella valle fra i colli, in prossimità dell'anfiteatro Flavio furono pure edificati i Ludi, palestre per l'allenamento dei gladiatori, dei quali il più celebre era il Ludus Magnus.
Nel 72 l'imperatore Vespasiano, della dinastia flavia, fece avviare i lavori di costruzione di un nuovo anfiteatro nella vallata tra la Velia, il colle Oppio e il Celio, in cui si trovava lo stagnum della Domus Aurea, citato dal poeta Marziale. L'edificio era il primo grande anfiteatro stabile di Roma, dopo due strutture minori o provvisorie di epoca giulio-claudia (l'amphiteatrum Tauri e l'amphiteatrum Caligulae) e dopo ben 150 anni dai primi anfiteatri in Campania. I lavori furono finanziati, come altre opere pubbliche del periodo, con il provento delle tasse provinciali e il bottino del saccheggio del tempio di Gerusalemme (70 d.C.).
Lo specchio d'acqua fu ricoperto da Vespasiano con un gesto "riparatorio" contro la politica del "tiranno" Nerone che aveva usurpato il terreno pubblico, destinandolo ad uso proprio, rendendo così evidente la differenza tra il vecchio ed il nuovo principato. Vespasiano fece dirottare le Aquae Neronianae nell'acquedotto per uso civile, bonificò il lago e vi fece gettare delle fondazioni, più resistenti nel punto in cui avrebbe dovuto essere edificata la cavea. …
Opere d'arte
Ovunque erano presenti sculture di artisti famosi, tra cui alcune di Prassitele o i famosi gruppi pergameni come quello dei Galati (dei quali ci sono pervenute le copie in marmo: il «Galata suicida» e il «Galata morente»), depredati da Nerone durante il suo viaggio in Grecia ed Asia. Le stanze poi erano affrescate dal pittore Fabullo, i cui colori erano vivaci e luminosi, dove il bianco era il colore dominante. L'oro, le pietre preziose, i marmi e i mosaici attribuivano all'edificio una ricchezza di decorazioni accecante. Erano quindi rappresentati sulle pareti e sui soffitti a volta, paesaggi, animali, trofei e scene mitologiche.
La famosa statua della Venere kallipige (da kalòs = bello; e pyghè = sedere) è una replica romana di un originale ellenistico di II secolo a.C., rinvenuta a Roma nella Domus Aurea, facente parte della Collezione Farnese, oggi esposta nel Museo archeologico nazionale di Napoli (inv. 6020). Il nome attribuito erroneamente a questa statua, si riferiva invece in antico ad un'altra statua esposta in un tempio a Siracusa. Questa opera, per il suo carattere malizioso e leggero, viene inquadrata nel cd. "rococò ellenistico". La dea, in procinto di bagnarsi, solleva la pesante veste e si volge indietro per guardare la sua splendida nudità posteriore che si rispecchia nell'acqua. Seppure integrata dall'Albacini nella testa e nella spalla, tuttavia l'immagine è corretta come ci viene attestato da gemme e statuette in bronzo.
La statua del gruppo del Laocoonte fu trovata il 14 gennaio del 1506 scavando in una vigna sul colle Oppio di proprietà di Felice de Fredis, nelle vicinanze della Domus Aurea di Nerone: l'epitaffio sulla tomba di Felice de Fredis in Santa Maria in Aracoeli ricorda l'avvenimento. Plinio il Vecchio raccontò di aver visto il Laocoonte nella Domus Titi, che il Carandini identifica con gli horti Maecenatis.
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Domande frequenti
Dove si trova Domus Aurea?
Domus Aurea si trova nel comune di Roma, in provincia di Roma (Lazio), all'indirizzo viale della Domus Aurea, 1, 00184 Roma RM. Coordinate: 41.89139, 12.49528.
A quando risale Domus Aurea?
La datazione indicata da Wikidata è: 64.
Cosa vedere vicino a Domus Aurea?
Nei dintorni si trovano: Terme di Traiano (a 100 m), Ludus Magnus (a 200 m), Terme di Tito (a 200 m).
Fonti e licenze
Testo. Wikipedia, l’enciclopedia libera (CC BY-SA 4.0).
Dati. Wikidata (CC0); orari e contatti OpenStreetMap (ODbL).
Foto. Wikimedia Commons, autore e licenza su ogni immagine.
Crediti delle 9 foto
- Domus Aurea NEUTRA — Cristiano64, CC BY-SA 3.0
- Above a Door — MumblerJamie, CC BY-SA 2.0
- Achilles Panel Ceiling — MumblerJamie, CC BY-SA 2.0
- Achilles Panel Close-Up — MumblerJamie, CC BY-SA 2.0
- Alcove Detailing — MumblerJamie, CC BY-SA 2.0
- Arch and Stucco — MumblerJamie, CC BY-SA 2.0
- Arch Fresco 02, Domus Aurea — MumblerJamie, CC BY-SA 2.0
- Arch Fresco 03 — MumblerJamie, CC BY-SA 2.0
- Bed or Chair Fresco — MumblerJamie, CC BY-SA 2.0
Aggiornato il 28 ottobre 2026. Tutte le fonti e le licenze