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Foto: sailko, CC BY-SA 3.0 · Wikimedia Commons
Museo, 1959
Collezione privata Gasparri
Istituzione museale sita nel comune di Piombino e aperta al pubblico tutto l'anno o alcuni mesi
In breve
- Tipo
- Museo
- Epoca
- Età contemporanea, 1959
- Tutela
- Bene culturale italiano
- Coordinate
- 42°59′22″ N, 10°29′30″ E
- Indirizzo
- Piombino
Storia e descrizione
Il Museo etrusco di Populonia - Collezione Gasparri raccoglie i reperti archeologici della collezione privata della famiglia Gasparri, proprietaria dei terreni di Baratti e Populonia, dove nella prima metà del Novecento sono state riportate alla luce le necropoli etrusche. Il museo ha sede all'interno del Castello di Populonia, piccolo borgo del comune di Piombino, in provincia di Livorno.
Storia
Il Museo etrusco di Populonia è la più antica istituzione museale della Val di Cornia, aperta nel 1943 per volontà di Giulia e Tommaso Gasparri: il primo nucleo della collezione era costituito dai reperti che furono assegnati dalla "Soprintendenza alle Antichità d’Etruria" alla famiglia Gasparri come premio di rinvenimento (pari a un quarto del valore dei ritrovamenti) a seguito delle scoperte archeologiche avvenute nei terreni di loro proprietà.
La collezione è stata ampliata nel corso degli anni Cinquanta e Sessanta con l'aggiunta di reperti provenienti dagli scavi governativi effettuati nelle necropoli e di altri oggetti rinvenuti fuori dal loro contesto originario nei campi e nel mare di Baratti. Nel 1985, il museo fu rinnovato in occasione delle celebrazioni per l’"Anno degli Etruschi" e poi trasferito tre anni dopo negli spazi dell'ex frantoio del Castello di Populonia, dove ha sede tuttora.
Dopo un attento studio, nel 2015 il Museo ha subito un completo riallestimento, all'insegna di contemporanei criteri espositivi, museografici e di accessibilità. Nel nuovo percorso espositivo, i reperti provenienti dalla medesima tomba o dal medesimo contesto archeologico si riuniscono per permettere di ripercorrere appieno la storia del popolo etrusco di Populonia attraverso i resti della loro cultura materiale, ossia gli oggetti della vita quotidiana.
Dal 2019 il museo è sotto la gestione del gruppo Past in Progress, che con l’obiettivo di valorizzare il patrimonio storico-archeologico e il paesaggio nel quale è inserito, attraverso progetti di sviluppo del turismo culturale attenti alla sostenibilità ambientale, economica e sociale della comunità e del territorio, gestisce anche l'Area archeologica di Poggio del Molino e i Musei di Scarlino.
Descrizione
Le sale del Museo ospitano reperti provenienti dagli scavi programmatici e non nella zona delle necropoli, da ricerche occasionali sul territorio e dalle attività di archeologia subacquea.
All'ingresso, accanto ad un maestoso dolio, un grande pannello racconta la storia del Museo e della Collezione di proprietà della famiglia Gasparri, mentre un’ampia carta illustra i luoghi citati nel percorso di visita. Le vetrine della prima sala custodiscono i corredi funerari di alcune tombe etrusche oggi visibili nel Parco Archeologico di Baratti e di altre emerse nel corso di scavi minerari. Il percorso prosegue con una raccolta di reperti archeologici che furono rinvenuti in occasione dei lavori di sistemazione urbanistica in località Villini: essi offrono lo spunto per raccontare la storia del Golfo di Baratti, caratterizzata sin dagli inizi del Novecento da turismo balneare e culturale, tra archeologia e territorio.
Nella Sala del Mare, grazie ad un allestimento ricostruttivo e suggestivo, emerge lo stretto legame della città etrusca di Populonia con il Mediterraneo: anfore etrusche e romane, ancore in pietra e in piombo, una macina in pietra lavica testimoniano la vita del porto, il mondo dei commerci e dell'antica marineria. Sono presenti anfore databili tra il V secolo a.C. e il II-III secolo d.C., di produzione magno-greca, greco-italica, massaliota (di Marsiglia), brindisina, campano-laziale, betica (dalla Spagna), utilizzate per il trasporto di derrate alimentari, vino, olio e salsa di pesce. I ceppi di ancore romane in piombo (I secolo a.C. - I secolo d.C.) servirono a bloccare le reti da pesca per la cattura dei tonni (come dimostra il rinvenimento a disposizione allineata sul fondale): ciò conferma la presenza di un’antica tonnara nei pressi di Populonia, così come indicato dal geografo greco Strabone. …
Reperti
Varcando la soglia del Museo etrusco di Populonia, salta subito agli occhi la presenza del grande dolio romano (I secolo d.C.), rinvenuto sul fondale marino a tre miglia di distanza da Punta del Semaforo, a est di Piombino. Questo enorme contenitore in terracotta (con i suoi 6 metri di circonferenza per quasi 2 metri di altezza ha una capienza di circa 3100 litri) era usato per il trasporto, lo stoccaggio e la conservazione di derrate alimentari e liquidi (legumi, cereali, olio, vino).
Simbolo del museo è il bassorilievo di una palmetta, che doveva fungere da coronamento di una stele funeraria proveniente dalla necropoli di Poggio della Porcareccia. Scolpita a bassorilievo su pietra locale, la palmetta si apre fra due ampie volute con due boccioli simmetrici sui lati. Lo stile della decorazione, di derivazione greca, testimonia le influenze dell’arte ellenica nel mondo etrusco e permette di datare la stele al IV secolo a.C.
Proveniente dalla cd. "tomba del Balsamario a testa di guerriero" e datata agli inizi del VI secolo a.C., desta grande interesse una grattugia in bronzo, esposta tra i numerosi reperti metallici provenienti dalle necropoli di Populonia. Era un oggetto caratteristico del simposio, utilizzato per grattugiare formaggio e spezie da mescolare con il vino. Come parte dei corredi funerari, la grattugia e gli altri oggetti propri del simposio, come crateri, coppe e colini in bronzo, erano simbolo dell’appartenenza del defunto alla classe aristocratica. …
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Testo da Wikipedia, l’enciclopedia libera, con licenza CC BY-SA 4.0. Voce completa: «Collezione privata Gasparri».
Linea del tempo
- 1959Fondazione
Eventi e persone da Wikidata (CC0).
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Domande frequenti
Dove si trova Collezione privata Gasparri?
Collezione privata Gasparri si trova nel comune di Piombino, in provincia di Livorno (Toscana), all'indirizzo Piombino. Coordinate: 42.98938, 10.49180.
A quando risale Collezione privata Gasparri?
La datazione indicata da Wikidata è: 1959.
Cosa vedere vicino a Collezione privata Gasparri?
Nei dintorni si trovano: Populonia (a 0 m), Rocca di Populonia (a 100 m), Faro di Baratti (a 700 m).
Fonti e licenze
Testo. Wikipedia, l’enciclopedia libera (CC BY-SA 4.0).
Dati. Wikidata (CC0); orari e contatti OpenStreetMap (ODbL).
Foto. Wikimedia Commons, autore e licenza su ogni immagine.
Crediti delle 9 foto
- Museo etrusco di populonia (coll. gasparri), sala 03 — sailko, CC BY-SA 3.0
- Museo Etrusco di Populonia collezione Gasparri — Stefano Benucci, CC BY-SA 4.0
- Populonia Museo Etrusco Collezione Gasparri 5002 — Stefano Benucci, CC BY-SA 4.0
- Museo etrusco di populonia (coll. gasparri), ancore etrusche — sailko, CC BY-SA 3.0
- Museo etrusco di populonia (coll. gasparri), ancore romane ed etrusche — sailko, CC BY-SA 3.0
- Museo etrusco di populonia (coll. gasparri), ancore romane — sailko, CC BY-SA 3.0
- Museo etrusco di populonia (coll. gasparri), anfore 3 — sailko, CC BY-SA 3.0
- Museo etrusco di populonia (coll. gasparri), coperchio di sarcofago con figura maschile, V sec. ac. — sailko, CC BY-SA 3.0
- Museo etrusco di populonia (coll. gasparri), dolium, I sec. ac.-II sec. dc — sailko, CC BY-SA 3.0
Aggiornato il 28 ottobre 2026. Tutte le fonti e le licenze