Area Archeologica di Poggio del Molino
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Foto: PROPOLI87, CC BY-SA 4.0 · Wikimedia Commons

Sito archeologico

Area Archeologica di Poggio del Molino

Sito archeologico nel comune italiano di Piombino (LI)

Piombino (LI), Toscana

Indicazioni

In breve

Tutela
Bene culturale italiano
Coordinate
43°00′53″ N, 10°30′56″ E
Indirizzo
Localita' Poggio Del Molino 1, 57025 Piombino

Storia e descrizione

L'area archeologica di Poggio del Molino si estende sui versanti settentrionale ed orientale di un promontorio che funge da spartiacque tra la spiaggia di Rimigliano a nord e il Golfo di Baratti a sud, al confine settentrionale del comune di Piombino, provincia di (Livorno). Gli edifici di età romana sorgono su un pianoro posto ad una quota di circa 20 m s.l.m. che domina, a occidente, il tratto di mare compreso tra San Vincenzo e l'Isola d'Elba e, a oriente, le colline metallifere del campigliese e la pianura lagunare.

La cima del colle è occupata dalla suggestiva Villa del Barone, costruita nel 1923 dal Barone Luigi De Stefano e Assunta Vanni Desideri, figlia del conte Eugenio Vanni Desideri. Da una carta cinquecentesca, la “Bandita di Porto Baratti”, e da documenti d'archivio si evince che il Poggio deve il suo nome alla “Torre nuova del molino”, l'edificio di avvistamento e difesa costiera fatto costruire alle pendici del promontorio da Cosimo I dei Medici nella prima metà del XVI secolo.

Età preistorica e protostorica

Il Poggio del Molino è stato frequentato e abitato fin da epoca preistorica, come dimostrano alcuni manufatti litici del Paleolitico Medio e Superiore rinvenuti presso la Villa del Barone, sul versante orientale e meridionale del promontorio.

Sul medesimo versante fiorì un villaggio di notevole estensione riferibile al Bronzo Finale (XI-X secolo a.C.) a cui era collegata una necropoli, nell'area compresa tra la moderna Villa del Barone e il Poggio S. Leonardo, da cui provengono una cinquantina di ossuari di forma globulare e biconica, riferibili alla facies protovillanoviana. La comunità di Poggio del Molino appare dedita oltre che all'allevamento, alla caccia e all'agricoltura, alla pesca d'altura e alla raccolta dei molluschi marini.

A partire dall'inizio dell'Età del ferro la popolazione tende a concentrarsi attorno al Golfo di Baratti e il Poggio del Molino sembra essere disabitato almeno fino all'età repubblicana.

Età romana (dall'età tardo-repubblicana al II secolo d.C.)

Nel corso del I secolo a.C., in concomitanza con il progressivo abbandono del centro urbano di Populonia, tornano ad infittirsi le testimonianze archeologiche nei territori a nord di Baratti.

Il versante orientale del Poggio viene occupato da un poderoso muro di pietra e malta che delimita un'area pressoché quadrata adibita, almeno in parte, a officina per la riduzione del ferro. Gli scavi archeologici in corso, infatti, stanno portando alla luce consistenti depositi chiaramente connessi ad attività metallurgiche: serrate sequenze di strati ricchi di ematite, carbone, scorie di riduzione del minerale e piani di argilla concotta.

Un'ipotesi interpretativa di questa fase storica sostiene che il sito avesse la funzione di fortezza difensiva contro la minaccia dei pirati (per affrontare la quale fu promulgata, nel 67 a.C., la Lex Gabinia.

Alcuni frammenti di ceramica a vernice nera e una moneta d'argento di Calpurnio Pisone, provenienti da tali depositi, consentono di far risalire l'attività artigianale al I secolo a.C.

In un periodo compreso tra la fine del I secolo a.C. e il II secolo d.C., ancora da definire con esattezza, nel settore settentrionale dell'insediamento viene allestito un quartiere artigianale per la lavorazione del pesce. Ancora in corso di scavo sono, infatti, alcune vasche rettangolari con pulvini angolari e rivestimento idraulico (cocciopesto) interpretate come cetariae: stabilimenti adibiti alla salagione del pesce e alla produzione di garum e salsamenta, noti in tutto il bacino del Mediterraneo.

Età romana (III secolo d.C.)

Sul finire del II secolo d.C. l'insediamento di Poggio del Molino viene completamente ristrutturato: all'interno del poderoso muro viene costruita una villa con i caratteri di una residenza di lusso. Intorno ad una grande corte scoperta (un giardino forse con peristilio), nel settore sudoccidentale, si aprono ambienti residenziali riccamente decorati con pitture parietali e mosaici pavimentali; al momento sono stati scavati due cubicula separati da un triclinium interpretati come hospitalia.

A nord-ovest della corte si estende, invece, il complesso termale, al cui rifornimento provvedeva un possente deposito sopraelevato, alimentato da un pozzo a cui era probabilmente connesso un sistema di approvvigionamento azionato da una noria. Delle terme sono stati scavati il tepidarium e il caldarium, anch'essi decorati da pitture e mosaici. A nord, lungo la scarpata che si affaccia sul mare, si sviluppava, ad unire thermae ed hospitalia, una sorta di corridoio belvedere, attrezzato con vasche e fontane.

A sud si estendeva un'altra area scoperta, con ogni evidenza destinata ad attività artigianali, occupata al centro da un piccolo vano coperto a pianta quadrangolare, pavimentato a cocciopesto.

Età romana (IV secolo d.C.)

Agli inizi del IV secolo gli ambienti del complesso, sebbene fatiscenti, appaiono rioccupati: ma la vita si svolge ora in piccoli vani poveramente edificati sui crolli del quartiere termale o addirittura tra le rovine degli ambienti di rappresentanza non più ricostruiti, che certo non offrono più i lussi di una residenza urbana. È in questo momento che viene avviata una produzione di manufatti in ferro, probabilmente destinata unicamente all'autoconsumo. Ceramica da cucina, terra sigillata e lucerne di produzione africana testimoniano la continuità di occupazione fino alla fine del IV secolo, prima del parziale abbandono, forse in seguito dall'invasione visigotica.

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Testo da Wikipedia, l’enciclopedia libera, con licenza CC BY-SA 4.0. Voce completa: «Area Archeologica di Poggio del Molino».

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Area Archeologica di Poggio del MolinoLocalita' Poggio Del Molino 1, 57025 Piombino
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Domande frequenti

Dove si trova Area Archeologica di Poggio del Molino?

Area Archeologica di Poggio del Molino si trova nel comune di Piombino, in provincia di Livorno (Toscana), all'indirizzo Localita' Poggio Del Molino 1, 57025 Piombino. Coordinate: 43.01464, 10.51553.

Cosa vedere vicino a Area Archeologica di Poggio del Molino?

Nei dintorni si trovano: Parco archeologico di Baratti e Populonia (a 2,7 km), Torre di Baratti (a 2,8 km), Faro di Baratti (a 2,8 km).

Fonti e licenze

Testo. Wikipedia, l’enciclopedia libera (CC BY-SA 4.0).

Dati. Wikidata (CC0); orari e contatti OpenStreetMap (ODbL).

Foto. Wikimedia Commons, autore e licenza su ogni immagine.

Crediti delle 9 foto
  1. Golfo di Baratti - Piombino - Resti archeologici — PROPOLI87, CC BY-SA 4.0
  2. Area archeologica 1 — PROPOLI87, CC BY-SA 4.0
  3. Area archeologica. Resti di fondamenta sulla spiaggia di Baratti — PROPOLI87, CC BY-SA 4.0
  4. Golfo di Baratti Area archeologica - Resti di fondamenta sulla spiaggia — PROPOLI87, CC BY-SA 4.0
  5. Golfo di Baratti Area archeologica. Resti di fondamenta sulla spiaggia — PROPOLI87, CC BY-SA 4.0
  6. Baratti - Archeologia sulla spiaggia — PROPOLI87, CC BY-SA 4.0
  7. Parco Archeologico di Populonia — Lucia Argento, CC BY-SA 4.0
  8. Parco archeologico visto dall'alto — PROPOLI87, CC BY-SA 4.0
  9. Segno dell'antichità — Mykola Pokalyuk, CC BY-SA 4.0

Aggiornato il 28 ottobre 2026. Tutte le fonti e le licenze

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