Roselle
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Foto: LepoRello, CC BY-SA 3.0 · Wikimedia Commons

Sito archeologico

Roselle

Sito archeologico nel comune italiano di Grosseto

Grosseto (GR), Toscana

Indicazioni

In breve

Tutela
Bene culturale italiano
Coordinate
42°49′38″ N, 11°09′34″ E
Indirizzo
via dei Ruderi, 46 ‒ 58040 Roselle (GR)

Storia e descrizione

L'area archeologica di Roselle conserva i resti dell'antica città etrusca e poi romana di Roselle e quelli delle fasi medievali che vi si succedettero, e occupa le due colline del Poggio di Mota, nel comune di Grosseto. Racchiusa dalla cinta muraria di età arcaica, che ne segna tuttora il perimetro per oltre tre chilometri, conserva monumenti di età etrusca, romana e medievale, fra cui il foro, l'anfiteatro, due complessi termali, la Domus dei Mosaici, la basilica paleocristiana e il cimitero che le si sviluppò attorno.

Spopolatosi dopo il trasferimento della sede vescovile a Grosseto nel 1138, il sito è oggi un parco archeologico visitabile; i resti si trovano nei pressi della moderna frazione omonima.

Inquadramento storico

Le due alture del poggio di Mota su cui sorse la città si affacciavano sull'antico lago Prile. L'insediamento vi si concentrò dalla seconda metà dell'VIII secolo a.C. e nel corso del VI secolo a.C. fu racchiuso dalla cinta muraria, che delimita circa 45 ettari. Conquistata da Roma nel 294 a.C., divenne colonia fra l'età triumvirale e quella augustea e conobbe fra il I e il II secolo d.C. la fase di maggiore prosperità, alla quale appartengono la monumentalizzazione del foro, l'anfiteatro e i complessi termali. Sede vescovile almeno dal 499, cessò di essere città nel 1138, quando la cattedra episcopale e il titolo di civitas passarono a Grosseto.

Venuta meno l'occupazione stabile, il sito restò comunque identificabile grazie alla sopravvivenza del toponimo e alla conservazione di ruderi imponenti, le mura e l'anfiteatro; questa circostanza ne ha fatto una delle poche grandi città dell'Etruria propria in cui lo scavo ha avuto per obiettivo l'abitato e non le necropoli.

Le indagini archeologiche

Prima che vi si aprisse un cantiere di scavo, l'area subì per secoli un consumo di segno opposto. A metà Settecento, quando Giovanni Antonio Pecci ne diede la prima descrizione, il circuito murario era ancora quasi integro e si elevava all'esterno di circa sette metri, ma tutta la zona veniva sfruttata come cava di pietre già squadrate da riutilizzare in nuove costruzioni, e di un arco allora ancora visibile si ha notizia solo perché fu demolito per ricavarne materiale edilizio. Il primo intervento su un monumento oggi visitabile risale al 1774, quando il canonico Boldrini riportò in luce i resti dell'anfiteatro, di cui padre Leonardo Ximenes fornì l'anno seguente una pianta insieme a quella delle mura. Alle indagini ottocentesche nelle necropoli periurbane, condotte da Alessandro François e poi dall'Accademia La Colombaria, non seguì invece alcuno scavo nell'area urbana: il progetto di scavi ministeriali formulato nel 1876 da Gian Francesco Gamurrini non ebbe seguito.

Dopo i saggi condotti nel 1908 da Angiolo Pasqui sul vicino Tino di Moscona, che non interessarono l'area urbana, le prime esplorazioni all'interno della città risalgono agli anni trenta, quando il diboscamento di un pianoro alle pendici della collina Nord mise in luce i resti del grande edificio termale; seguirono gli interventi di emergenza e la ripresa delle ricerche affidata nel 1942 ad Antonio Minto per l'Istituto di studi etruschi, interrotta quasi subito dagli eventi bellici.

Nel biennio 1957-1958 l'Istituto archeologico germanico ottenne una concessione di scavo e affrontò con Rudolf Naumann e Friedrich Hiller il problema della cinta muraria, indagando due porte urbiche e saggiando la terrazza del tempio sulla collina Sud. Dal 1959 la Soprintendenza fiorentina avviò campagne sistematiche, dirette per molti anni da Clelia Laviosa: le ricerche presero avvio dalla valle interposta fra i due rilievi e raggiunsero poi la collina Nord, con l'anfiteatro, e la collina Sud, dove venne in luce un ampio quartiere di età ellenistica. Fra il 1987 e il 1991 il Museo archeologico e d'arte della Maremma condusse gli scavi sulle terme e sulla cattedrale. …

I monumenti

La cinta muraria racchiude entrambe le colline con un percorso di 3.170 m e delimita un'area di circa 45 ettari; il tracciato segna il punto di rottura fra il profilo naturale del versante e la parte sommitale dei rilievi, dove la morfologia fu modificata per adattarla alle esigenze costruttive. L'urbanizzazione dell'area, e con essa la costruzione del circuito, si colloca negli anni centrali del VI secolo a.C.

La struttura, realizzata nella cosiddetta seconda maniera poligonale, presenta un solo paramento verso l'esterno, dietro il quale corre un nucleo di scaglie calcaree di taglia piccola e media, il cui spessore varia con il profilo del rilievo; i blocchi, posati senza legante, si dispongono in ricorsi irregolari e sono bloccati da zeppe che riempiono i vuoti lasciati dalle sagomature difformi. Le mura sono fondate direttamente sulla roccia regolarizzata, talvolta su un sottile strato di pietrame usato come piano di allettamento; dove si conservano insieme paramento esterno, nucleo e paramento interno, la base di quest'ultimo consente di individuare a quale quota corresse il piano di calpestio in età arcaica.

La scelta dei materiali dipese dalla geologia locale, come mostrano alcuni fronti di cava ancora visibili all'interno del circuito: a nord prevale il calcare cavernoso, mentre il tratto sud-orientale, che pure insiste su un substrato di arenaria, è costruito con blocchi parallelepipedi di calcare grigio compatto, cavati anch'essi sul rilievo settentrionale, di modulo minore e allineati su filari quasi paralleli. I tratti in arenaria, presenti nei settori est e ovest, sono frutto di restauri di epoche successive.

Il numero delle porte urbiche oscilla nella letteratura fra sei e otto: George Dennis ne individuava sei, la cartografia settecentesca di Leonardo Ximenes quattro, mentre l'analisi delle curve di livello e della viabilità ne ha fatto ipotizzare almeno sette. Quella settentrionale, messa in luce dagli scavi germanici e poi ricoperta, è del tipo sceo, con un vano interno di 2,25 per 5,50 m drenato da due canali e strutturalmente connesso alla cinta, e quindi coevo: una tipologia che in Etruria conoscerà maggiore fortuna a partire dal IV secolo a.C. e che qui è già realizzata in età arcaica. Sul lato nord si apre inoltre la cosiddetta postierla, un varco troppo basso per essere percorso, interpretato come sbocco per lo smaltimento delle acque. …

L'approvvigionamento idrico

In età repubblicana le abitazioni si servivano di cisterne alimentate dalle acque piovane raccolte dai tetti. Nel corso del I secolo d.C., forse già in età giulio-claudia, subentra un impianto alimentato da un acquedotto pubblico, di cui restano testimonianza alcune condutture di piombo bollate pub(licum) Col(oniae) Rus(ellanorum). Una di queste riforniva la fontana del foro, posta dove la strada in arrivo dalla porta orientale voltava a mezzogiorno lungo il fianco della basilica augustea; un secondo bacino si apriva sullo stesso asse viario. La conduttura che li serviva scendeva dalla collina Nord e doveva alimentare anche l'impianto termale adrianeo poco distante.

Per il versante della collina Sud non si hanno invece evidenze chiare di un acquedotto: vi si conservano la grande cisterna sulla sommità e quelle della Domus dei Mosaici, benché la presenza in quest'ultima di un impianto termale e di una fontana nel peristilio consigli prudenza nel trarre conclusioni.

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Testo da Wikipedia, l’enciclopedia libera, con licenza CC BY-SA 4.0. Voce completa: «Roselle».

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Come arrivare

GrossetoTreno, la più vicina
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Rosellevia dei Ruderi, 46 ‒ 58040 Roselle (GR)
Aeroporto di Grosseto10,1 km

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Domande frequenti

Dove si trova Roselle?

Roselle si trova nel comune di Grosseto, in provincia di Grosseto (Toscana), all'indirizzo via dei Ruderi, 46 ‒ 58040 Roselle (GR). Coordinate: 42.82718, 11.15931.

Si può visitare gratis Roselle?

Sì, la prima domenica del mese l'ingresso è gratuito grazie all'iniziativa Domenica al museo.

Cosa vedere vicino a Roselle?

Nei dintorni si trovano: Mura di Roselle (a 0 m), Chiesa di San Silvestro (a 0 m), Anfiteatro romano di Roselle (a 100 m).

Fonti e licenze

Testo. Wikipedia, l’enciclopedia libera (CC BY-SA 4.0).

Dati. Wikidata (CC0); orari e contatti OpenStreetMap (ODbL).

Foto. Wikimedia Commons, autore e licenza su ogni immagine.

Crediti delle 9 foto
  1. Roselle Archaeological Park Central area 2 — LepoRello, CC BY-SA 3.0
  2. Area Archeologica Roselle (Grosseto) — Somebody.gr, CC0
  3. Area archeologica Roselle 1 — Patafisik, CC BY-SA 3.0
  4. Area Archeologica Roselle Grosseto — Somebody.gr, CC0
  5. Building A of the the Northern area of the Forum, Rusellae, Etruria, Italy (43188312665) — Carole Raddato from FRANKFURT, Germany, CC BY-SA 2.0
  6. Building B of the the Northern area of the Forum, Rusellae, Etruria, Italy (30227138678) — Carole Raddato from FRANKFURT, Germany, CC BY-SA 2.0
  7. Building C of the the Northern area of the Forum, Rusellae, Etruria, Italy (30227135638) — Carole Raddato from FRANKFURT, Germany, CC BY-SA 2.0
  8. Entrata al Decumano, Roselle — Patafisik, CC BY-SA 3.0
  9. Mosaico romano Roselle 1 — Patafisik, CC BY-SA 3.0

Aggiornato il 28 ottobre 2026. Tutte le fonti e le licenze

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