Foto: Parma1983, CC BY-SA 4.0 · Wikimedia Commons
Castello, XVI secolo
Castello di Montechiarugolo
Castello a Montechiarugolo, in Italia
In breve
- Tipo
- Castello
- Epoca
- Rinascimento, XVI secolo
- Superficie
- 1000 m²
- Tutela
- Bene culturale italiano
- Coordinate
- 44°41′34″ N, 10°25′24″ E
- Indirizzo
- Piazza Mazzini, 1 - Montechiarugolo
Storia e descrizione
Il Castello di Montechiarugolo è un maniero d'epoca medievale che sorge in piazza Mazzini 1 a Montechiarugolo, in provincia di Parma.
Storia
L'originario presidio militare a difesa della val d'Enza fu edificato intorno al 1121 da parte della famiglia Sanvitale; nel 1255 pervenne al conte Guido Anselmo, il cui ramo fu in seguito conosciuto col nome di Guidanselmi.
Nel 1313 Giovannino Sanvitale si alleò con i Baratti e i da Palù, ribellandosi ai guelfi parmigiani; il podestà cittadino, aiutato da Giberto III da Correggio, assediò il castello, costringendo gli insorti alla resa; la fortezza e il vicino borgo furono completamente distrutti.
Dopo l'ingresso di Parma sotto il dominio del Ducato di Milano nel 1348, negli anni seguenti i Visconti fecero ricostruire il castello a presidio della vallata.
Nel 1404 i da Correggio e i Rossi presero possesso del maniero, ma furono attaccati da Ottobuono de' Terzi, signore di Parma, che li costrinse alla resa e riconsegnò la fortezza ai duchi di Milano, suggerendo loro di affidarlo a Guido Torelli, abile condottiero. Nel 1406 Giovanni Maria Visconti fregiò ufficialmente dei feudi di Montechiarugolo e Guastalla il Torelli, che avviò la ricostruzione del castello su una pianta poligonale; nel 1428 Filippo Maria Visconti riconfermò la signoria ai Torelli, che insignì del titolo di conti.
Nel 1449, alla scomparsa di Guido Torelli, i suoi due figli ereditarono i feudi paterni, ma presto entrarono in conflitto per la loro suddivisione; nonostante la mediazione di Francesco Sforza, nel 1456 Pietro Guido si impossessò con la forza del castello di Montechiarugolo, assegnato a suo fratello Cristoforo, che lo contrattaccò e ne ottenne la restituzione.
Nel 1500, durante gli scontri che opposero il re di Francia Luigi XII a Ludovico il Moro, alleato dei Torelli, il maniero fu attaccato con colpi d'artiglieria e danneggiato da Gian Giacomo Trivulzio, che lo consegnò ad Antoine de Gimel, governatore di Parma; tre anni dopo Francesco Torelli riacquistò la fortezza, che risistemò in seguito ai saccheggi.
Verso la metà del XVI secolo il castello ospitò il re di Francia Francesco I e il papa Paolo III. …
Descrizione
Il castello si sviluppa su una pianta irregolare, attorno a due cortili interni, di cui quello centrale, d'onore, molto più ampio dell'altro; posizionato strategicamente sulla scarpata naturale ai margini dell'alveo del torrente Enza, è circondato sui lati opposti al corso d'acqua da un largo e profondo fossato, varcabile in origine attraverso due distinti ponti levatoi, collocati in corrispondenza dei due rivellini ancora esistenti, seppur danneggiati durante i numerosi attacchi subiti dalla fortezza nei secoli.
In origine la rocca era difesa anche da una seconda cinta muraria più esterna, edificata lungo il perimetro del borgo, dotata di bastioni in corrispondenza degli spigoli; modificata con l'aggiunta delle cannoniere nella seconda metà del XV secolo, in seguito alla nascita dell'artiglieria, ne rimangono alcune significative tracce sul margine nord-occidentale del centro storico del paese.
La facciate in laterizio della fortezza mostrano con evidenza i tratti tipici dei castelli d'epoca tardo-medievale, soprattutto nelle fronti sud-ovest e nord, interamente coronate dai merli ghibellini, ancora perfettamente visibili nonostante la copertura del tetto aggiunta a protezione dei camminamenti, sostenuti dai numerosi beccatelli con caditoie; fra i due cortili interni emerge l'alto mastio, che domina l'intera costruzione.
Il lato verso la vallata è arricchito dalla notevole loggia in aggetto; sostenuta da alti beccatelli, è ricoperta da un tetto a falda unica, poggiante su una serie di sottili colonnine con capitelli lotiformi realizzate in arenaria.
Attraversando il giardino d'ingresso a sud e il ponticello in muratura che scavalca il fossato, si accede al rivellino meridionale, collegato con il castello da un secondo ponticello, in sostituzione del ponte levatoio, la cui antica esistenza è tradita dalla presenza delle due alte fessure che ne ospitavano i bolzoni; varcando l'arco a tutto sesto d'entrata, si giunge al cortile d'onore, il cui lato meridionale è caratterizzato da un porticato quattrocentesco, sostenuto da una serie di colonne poligonali in mattoni, coronate da capitelli lotiformi. Al centro sono collocate, oltre ad alcune antiche palle di cannone disposte a piramide, due statue settecentesche provenienti dal giardino della Reggia di Colorno, che furono acquistate dalla famiglia Marchi alla fine del XIX secolo. …
La leggenda della Fata Bema
Secondo la leggenda, tra le mura del castello si aggirerebbe il fantasma della Fata Bema, la cui immaginaria storia è narrata dalla tradizione popolare oltre che dal romanzo La Fata di Montechiarugolo, scritto nel XIX secolo da Alfonso Cavagnari.
La versione più comune del mito racconta che nel maggio del 1593, durante una festa organizzata nel castello cui partecipava anche il duca Ranuccio I Farnese, malaticcio fin dalla nascita, apparve la giovane Bema, bellissima ragazza, che allestì un piccolo palco per predire il futuro degli astanti, affiancata dal suo aiutante Max; anche il piccolo Pio, figlio del conte Pomponio Torelli, si avvicinò curioso di conoscere il proprio futuro; la fata si rifiutò in un primo momento di parlare, ma successivamente, derisa dalle dame di corte, rivelò: "Vedo un lago di sangue, su cui galleggiano nobili teste e vedo anche il capo di questo bambino nel sangue, come quello delle dame presenti." In un primo momento il duca rimase affascinato dalla giovane, tanto da concederle un lasciapassare per muoversi liberamente nel territorio del ducato di Parma e Piacenza; in seguito, tuttavia, temendo di esserne stato manipolato, la fece arrestare e rinchiudere nelle prigioni della Rocchetta a Parma.
Grazie all'appoggio della popolazione e all'aiuto di Max, Bema riuscì in seguito a fuggire dal carcere, per rifugiarsi a Montechiarugolo, ove il conte Pomponio l'accolse, assumendola per i lavori domestici. Nel periodo ivi trascorso il giovane Pio Torelli se ne innamorò corrisposto, ma la ragazza, considerando l'impossibilità del loro amore a causa della differenza di ceto sociale, fu costretta a respingerlo. In seguito il nobile rampollo fu mandato a Parma per terminare la sua formazione.
Alcuni anni dopo il duca Ranuccio, per impossessarsi della contea di Montechiarugolo, fece arrestare Pio con l'accusa di aver congiurato contro di lui; Bema riuscì a farlo evadere con l'aiuto di Max, ma durante la fuga il conte fu bloccato e riportato in prigione, per poi essere pubblicamente giustiziato il 19 maggio del 1612, assieme ad altri nobili parmensi.
La fata buona non volle più allontanarsi da Montechiarugolo, ove rimase per molti anni, amata da tutti gli abitanti del paese, fino alla sua scomparsa in tarda età. …
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Domande frequenti
Dove si trova Castello di Montechiarugolo?
Castello di Montechiarugolo si trova nel comune di Montechiarugolo, in provincia di Parma (Emilia-Romagna), all'indirizzo Piazza Mazzini, 1 - Montechiarugolo. Coordinate: 44.69286, 10.42338.
A quando risale Castello di Montechiarugolo?
La datazione indicata da Wikidata è: XVI secolo.
Cosa vedere vicino a Castello di Montechiarugolo?
Nei dintorni si trovano: Montechiarugolo (a 100 m), Convento di Santa Maria delle Grazie (a 800 m), Villa Lalatta Costerbosa (a 1,1 km).
Fonti e licenze
Testo. Wikipedia, l’enciclopedia libera (CC BY-SA 4.0).
Dati. Wikidata (CC0); orari e contatti OpenStreetMap (ODbL).
Foto. Wikimedia Commons, autore e licenza su ogni immagine.
Crediti delle 9 foto
- Castello (Montechiarugolo) - mastio e ala sud-ovest 2024-04-14 — Parma1983, CC BY-SA 4.0
- Castello (Montechiarugolo) - ala sud-ovest e rivellino sud 2 2019-06-21 — Parma1983, CC BY-SA 4.0
- Castello (Montechiarugolo) - antica biblioteca di Pomponio Torelli 1 2024-04-14 — Parma1983, CC BY-SA 4.0
- Castello (Montechiarugolo) - antico salone 3 2024-04-14 — Parma1983, CC BY-SA 4.0
- Castello (Montechiarugolo) - camera Antica 2 2024-04-14 — Parma1983, CC BY-SA 4.0
- Castello (Montechiarugolo) - camera Antica 5 2024-04-14 — Parma1983, CC BY-SA 4.0
- Castello (Montechiarugolo) - camera dei Gatti 3 2024-04-14 — Parma1983, CC BY-SA 4.0
- Castello (Montechiarugolo) - camera di Mezzo 7 2024-04-14 — Parma1983, CC BY-SA 4.0
- Castello (Montechiarugolo) - camminamenti di ronda 10 2024-04-14 — Parma1983, CC BY-SA 4.0
Aggiornato il 28 ottobre 2026. Tutte le fonti e le licenze