Camerini d'alabastro
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Foto: Sailko, CC BY-SA 4.0 · Wikimedia Commons

Museo

Camerini d'alabastro

Studiolo di Alfonso I d'Este, duca di Ferrara, Modena e Reggio

Ferrara (FE), Emilia-Romagna

Indicazioni

In breve

Tipo
Museo
Coordinate
44°50′13″ N, 11°37′09″ E

Storia e descrizione

I camerini d'alabastro erano alcune stanze presenti, a Ferrara, nel fabbricato che conduce dal Castello Estense al Palazzo Ducale, denominato via Coperta. Erano lo studiolo di Alfonso I d'Este.

Storia

Il nome pare derivasse dai rilievi marmorei di Antonio Lombardo che vi si trovavano. Secondo la consuetudine dell'epoca, tale luogo privato e speciale doveva esprimere un'intenzione simbolica attraverso le sue decorazioni, per comunicare il carattere, gli interessi, lo status sociale del proprietario.

Erano decorati da un ciclo di historiae dipinte, elaborato probabilmente da Alfonso stesso con l'aiuto di umanisti quali Mario Equicola.

Oggi i camerini sono scomparsi e le loro collezioni artistiche disperse, ma è possibile ricostruirne l'assetto grazie gli inventari, le lettere ed altri documenti pervenutici.

I camerini furono saccheggiati nel 1598 al momento della devoluzione di Ferrara allo Stato Pontificio. I cardinali Aldobrandini e Camillo Borghese (divenuto poi Papa Paolo V) scelsero il meglio delle collezioni estensi rimaste e lo trasferirono a Roma, dove i dipinti un tempo presenti nelle stanze di Alfonso I influenzarono i pittori di paesaggio proto-barocchi e neo-veneti e vennero poi dispersi in varie collezioni estere.

Descrizione

I Camerini comprendevano vari ambienti: il Camerino dei Baccanali, quello dei Marmi, il Camerino Dorato, la Stanza del Poggiolo, l'Anticamera e il Salotto Ducale.

Il ciclo decorativo era desunto dall'antichità classica, frequente motivo ispiratore del Rinascimento. I dipinti rappresentavano episodi della vita di Dioniso, le feste e le divinità a lui collegate (Venere e forse Cibele).

Gli intellettuali di corte e Alfonso stesso adattarono il progetto in itinere, prendendo spunto da fonti letterarie (Filostrato, Ovidio e Luciano).

Il soffitto presentava dieci scene dell'Eneide di Virgilio, dipinte da Dosso Dossi (tra cui Enea e Acate sulla costa libica e Discesa di Enea nei campi elisi). Iscrizioni incise precisavano che lo studiolo custodiva "la solitudine, la quiete, la serenità" del duca.

Bacco, come dio della letizia e liberatore dagli affanni, era il più indicato nei momenti di riposo dal governo e dalle guerre.

Secondo il mito, Bacco fu anche pacificatore dell'India, un'allusione alla virtù politica di Alfonso I: il duca amava le armi d'artiglieria al punto da fondere una statua bronzea di Michelangelo per farne un cannone (il Giulio II benedicente), ma esibiva abilmente il vessillo della pace.

Infine Bacco era il dio della musica, delle feste, del teatro, molto amato dal duca.

Ferrara nel Rinascimento era una grande capitale dello spettacolo: lo studiolo era comunicante anche con un teatro estense, distrutto nell'incendio del 1532.

In aggiunta alle opere del Dosso, Alfonso I commissionò dipinti ad importanti maestri veneziani, tra cui Giovanni Bellini (Festino degli dei) e Tiziano (Bacco e Arianna; Il Baccanale degli Andrii, la Festa degli amorini, il Cristo della moneta).

Alfonso I prese contatti con Raffaello Sanzio e Fra Bartolomeo, ma ottenne solo disegni, poi ripresi e sviluppati in quadri dopo la morte di questi due artisti da altri pittori (Pellegrino da San Daniele, Tiziano, Garofalo). Il dipinto di Dosso derivato dai disegni di Raffaello (Trionfo di Bacco) è stato recentemente ritrovato a Mumbai.

Le sculture

Per quanto riguarda la scultura, Antonio Lombardo realizzò con la sua bottega ventotto rilievi marmorei raffiguranti le imprese degli dei, di un classicismo elegante e colto. Nei dipinti il paesaggio ha un ruolo preminente, secondo le tendenze coeve dell'arte veneziana, sensibile alle atmosfere e ai valori cromatici dell'ambiente, sotto lo stimolo della pittura nordica.

Tanto nei quadri quanto nelle sculture, numerose figure di personaggi sono desunte dai sarcofagi antichi e dall'arte statuaria greco-romana.

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Testo da Wikipedia, l’enciclopedia libera, con licenza CC BY-SA 4.0. Voce completa: «Camerini d'alabastro».

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Camerini d'alabastro

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Domande frequenti

Dove si trova Camerini d'alabastro?

Camerini d'alabastro si trova nel comune di Ferrara, in provincia di Ferrara (Emilia-Romagna). Coordinate: 44.83695, 11.61912.

Cosa vedere vicino a Camerini d'alabastro?

Nei dintorni si trovano: Castello Estense (a 100 m), Palazzo arcivescovile di Ferrara-Comacchio (a 100 m), Sala Estense (a 100 m).

Fonti e licenze

Testo. Wikipedia, l’enciclopedia libera (CC BY-SA 4.0).

Dati. Wikidata (CC0); orari e contatti OpenStreetMap (ODbL).

Foto. Wikimedia Commons, autore e licenza su ogni immagine.

Crediti delle 6 foto
  1. Castello estense, ricostruzione dei camerini d'alabastro, 01 — Sailko, CC BY-SA 4.0
  2. Castello estense, ricostruzione dei camerini d'alabastro, 02 — Sailko, CC BY-SA 4.0
  3. Bacchanal of the Andrians by Titian in the Prado Museum — Titian, Public domain
  4. Ferrara Castello Estense Esposizione 22 — Zairon, CC BY-SA 4.0
  5. Giovanni Bellini and Titian - The Feast of the Gods - Google Art Project — Giovanni Bellini / Titian, Public domain
  6. Ofrenda a Venus — Titian, Public domain

Aggiornato il 28 ottobre 2026. Tutte le fonti e le licenze

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