Santuario di Portonaccio
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Foto: Livioandronico2013, CC BY-SA 3.0 · Wikimedia Commons

Sito archeologico

Santuario di Portonaccio

Antico complesso templare di Veio e sito archeologico nel comune italiano di Roma

Roma (RM), Lazio

Indicazioni

In breve

Tutela
Bene culturale italiano
Coordinate
42°01′25″ N, 12°23′23″ E
Indirizzo
via Riserva Campetti, s.n.c. - Roma

Storia e descrizione

Il santuario di Portonaccio è situato nei pressi dell'antica città etrusca di Veio, a nord di Roma, ed era fra i più venerati di tutta l'Etruria.

La costruzione risale ai primi decenni del VII secolo a.C. ma l'assetto finale è raggiunto intorno alla metà del V secolo a.C., dopo l'erezione nel 510 a.C. circa del tempio dedicato alla dea Menrva, la latina Minerva, ricordata da iscrizioni votive accanto ad altre divinità.

Negli scavi del santuario fu ritrovata la famosa statua fittile dell'Apollo di Veio, attribuito allo scultore etrusco Vulca.

Storia

Il santuario è stato scavato da Massimo Pallottino negli anni '40, ma le pubblicazioni sono apparse solo decenni dopo ad opera dei suoi studenti. Durante gli scavi sono venute alla luce iscrizioni che testimoniano che il santuario era dedicato alla dea Menrva (Minerva). È anche considerato il santuario del dio Aplu (Apollo), poiché la statua di Apollo è stata scoperta nella sua area nel 1916. Questa statua, che un tempo decorava il costone del tempio, è oggi conservata nel Museo Nazionale Etrusco di Villa Giulia. Un lato del tetto del tempio di Apollo è stato restaurato e ora sovrasta i resti delle mura su un'impalcatura d'acciaio. Il santuario della Menrva si trova nelle vicinanze ed è protetto da un tetto. Dell'antico santuario rimangono solo i muri di fondazione.

Sia in termini di costruzione che di culto, il complesso può essere fatto risalire ai primi due decenni del VII secolo a.C.. Tuttavia, non raggiunse la sua forma definitiva fino alla metà del V secolo a.C..

Descrizione

Il santuario di Portonaccio è uno dei più antichi e apprezzati di tutta l'Etruria. Si trova di fronte al Fosso della Mola, su un piccolo altopiano tufaceo, non lontano a sud-ovest dell'antica Veio. Il santuario, circondato da un muro di cinta, si trova in una radura ai piedi di una collina su cui correvano le mura della città di Veio. Come in passato, quando ospitava un boschetto sacro, il sito è ancora circondato da boschi. Il santuario era un tempo attraversato per tutta la sua lunghezza da una strada che da Veio portava al Mar Tirreno attraverso le miniere di sale di Veio, il cui tracciato fu poi sostituito da una strada romana, in alcuni punti ancora conservata.

Nel periodo post-classico, nel II secolo a.C., vennero scavate delle cavità nella collina per ottenere materiale da costruzione, ma questo purtroppo portò al crollo della parte centrale del complesso sovrastante. Per costruire il complesso, che oggi è stato restaurato, è stato necessario sollevare i singoli elementi dell'edificio dalle cavità, blocco per blocco.

Il santuario di Portonaccio è senza dubbio uno dei più importanti siti di reperti etruschi, tra cui ceramiche e altri oggetti con caratteri etruschi, sculture in terracotta e altri elementi decorativi.

Il nucleo più antico del santuario si trovava nella parte orientale dell'altopiano di tufo ed era dedicato al culto della dea Menrva. Era venerata sia sotto l'aspetto profetico (oracolo) sia come protettrice dei giovani e della loro integrazione nella comunità. In onore della dea - come indicano le iscrizioni votive rivolte ad altre divinità (come Rath = Apollo, Aritimi = Diana, Turan = Venere) - tra il 540 e il 530 a.C. fu eretto un piccolo tempio con un'unica cella sul sito della più antica struttura muraria. Si ergeva su una sottostruttura in muratura piuttosto massiccia che doveva livellare un affioramento roccioso che sporgeva dall'altopiano di tufo. Il tempio conteneva anche un altare quadrato con bothros (mangiatoia sacrificale), un portico d'ingresso e una scalinata che scendeva sulla strada. …

Ritrovamenti archeologici

I reperti archeologici risalgono alla fine del VI secolo a.C. e comprendono pannelli di rivestimento, decorazioni in terracotta, affreschi in terracotta che decorano le pareti della camera, tegole frontali (antefisse) alla gronda con teste scolpite di Gorgoni e Menadi e, soprattutto, gruppi di statue in terracotta, tra le quali quella raffigurante Apollo di Veio.

L'acroterio di colmo del tetto a capanna e anche le tegole terminali possono essere attribuite a un'unica bottega, probabilmente quella del celebre artista Vulca - noto per la tradizione di Plinio, secondo cui fu coinvolto nella decorazione del Tempio Capitolino a Roma. Il primo tempio di Giove Capitolino fu commissionato dal re etrusco Tarquinio Superbo e dedicato nel 509 a.C..

I mattoni frontali hanno una funzione puramente decorativa, mentre i cerchi tematici degli ornamenti sono stati deliberatamente scelti per onorare il dio Apollo attraverso importanti scene della mitologia. Tra questi, la battaglia di Apollo contro Eracle per la cerva di Cerinea con le corna d'oro e Latona che porta in braccio il figlio Apollo. Altri gruppi di terracotta con, ad esempio, teste di Hermes non sono ancora stati formalmente identificati.

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Testo da Wikipedia, l’enciclopedia libera, con licenza CC BY-SA 4.0. Voce completa: «Santuario di Portonaccio».

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Come arrivare

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Santuario di Portonacciovia Riserva Campetti, s.n.c. - Roma
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Domande frequenti

Dove si trova Santuario di Portonaccio?

Santuario di Portonaccio si trova nel comune di Roma, in provincia di Roma (Lazio), all'indirizzo via Riserva Campetti, s.n.c. - Roma. Coordinate: 42.02349, 12.38983.

Cosa vedere vicino a Santuario di Portonaccio?

Nei dintorni si trovano: Castello di Isola Farnese (a 500 m), Veio (a 1 km), Villa Incisa (a 2,7 km).

Fonti e licenze

Testo. Wikipedia, l’enciclopedia libera (CC BY-SA 4.0).

Dati. Wikidata (CC0); orari e contatti OpenStreetMap (ODbL).

Foto. Wikimedia Commons, autore e licenza su ogni immagine.

Crediti delle 9 foto
  1. Tempio di veio — Livioandronico2013, CC BY-SA 3.0
  2. Decorazione fittile del santuario di portonaccio, 510-500 ac ca, 01 — Sailko, CC BY-SA 4.0
  3. Decorazione fittile del santuario di portonaccio, 510-500 ac ca, 02 cavaliere che smonta o volteggia — Sailko, CC BY-SA 4.0
  4. Decorazione fittile del santuario di portonaccio, 510-500 ac ca, acroteri, 01 — Sailko, CC BY-SA 4.0
  5. Decorazione fittile del santuario di portonaccio, 510-500 ac ca, acroteri, ercole con la cerva 01 — Sailko, CC BY-SA 4.0
  6. Decorazione fittile del santuario di portonaccio, 510-500 ac ca, acroteri, latona col piccolo apollo in fuga da pitone 01 — Sailko, CC BY-SA 4.0
  7. Decorazione fittile del santuario di portonaccio, 510-500 ac ca, acroteri, testa di mercurio — Sailko, CC BY-SA 4.0
  8. Decorazione fittile del santuario di portonaccio, 510-500 ac ca, busto di guerriero, forse bellerofonte — Sailko, CC BY-SA 4.0
  9. Decorazione fittile del santuario di portonaccio, 510-500 ac ca, cavallo forse pegaso — Sailko, CC BY-SA 4.0

Aggiornato il 28 ottobre 2026. Tutte le fonti e le licenze

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