Sito archeologico, Pistoia (PT)

43°55′58″ N, 10°55′06″ E

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Sito archeologico

Pistoia (città antica)

Pistoia (PT), Toscana

Indicazioni

In breve

Coordinate
43°55′58″ N, 10°55′06″ E

Storia e descrizione

Pistoia, il cui nome antico è reso nella letteratura moderna con Pistoriae, era un centro dell'Etruria settentrionale, compreso da Plinio il Vecchio fra le comunità della regio VII dell'Italia augustea.

L'abitato occupava, a 65 metri di quota, una conoide alluvionale che i tre corsi d'acqua del territorio avevano formato ai piedi dell'Appennino: l'Ombrone in misura prevalente, la Brana e la Bure in misura minore.

Fino alla tarda età repubblicana l'insediamento non presenta i caratteri di una città, e chi lo ha studiato archeologicamente vi riconosce un centro di piccole dimensioni, forse un villaggio; i tratti propriamente urbani si delineano soltanto a partire dalla prima età imperiale.

Anche la condizione giuridica resta incerta. Plinio lo elenca fra i populi dell'Etruria senza qualificarlo, e la menzione di quattuorviri in due sole iscrizioni ha suggerito, con prudenza, di riconoscervi un municipio; la comunità risulta ascritta alla tribù Velina.

Le fonti antiche

Le testimonianze letterarie sul centro sono poche e distribuite lungo più di cinque secoli. Ne ha dato una rassegna critica Tommaso Braccini. Erano già state raccolte e discusse da Giovanni Uggeri nel 1980, in un lavoro che Braccini giudica «esemplare per equilibrio e profondità», e riassunte nel 2006 dallo stesso Uggeri e da Maria Federica Petraccia Lucernoni nella voce Pistoriae del Brill's New Pauly.

La più antica ricorre nei Captivi di Plauto, commedia che si data di norma al 190 a.C., dove compare l'etnico Pistorenses. Se il gioco di parole allude davvero a questo centro, osservava Banti, la commedia prova che un insediamento vi esisteva già ai primi del II secolo a.C., e rende poco probabile l'idea, sostenuta da Arturo Solari e da Nieri, che la città debba la propria origine alla via Cassia, che allora non era ancora stata costruita.

Poco più di un secolo dopo il nome torna in Sallustio, che situa nell'ager Pistoriensis l'ultima battaglia e la morte di Catilina, nel 62 a.C.: lo scontro ebbe luogo quindi nel territorio della comunità e non nell'abitato. A guidare l'esercito che lo sconfisse fu Marco Petreio. Secondo Arnaldo Marcone il luogo dello scontro viene oggi cercato a Campo Tizzoro, poco a sud est di Cutigliano, fra il passo di Oppio e San Marcello Pistoiese. Pedro López Barja de Quiroga colloca la battaglia nel gennaio o nel febbraio del 62 a.C.: l'unico appiglio cronologico è un passo di Cicerone che ricorda la neve ancora presente sui rilievi. Le cifre trasmesse sull'esercito di Catilina non concordano: Sallustio ne ricorda duemila all'inizio, e di essi solo un quarto disponeva di armamento adeguato, mentre Appiano e Plutarco arrivano a ventimila, cifra che lo studioso giudica manifestamente esagerata, e Cassio Dione conta tremila caduti. Fra i catilinari di nascita libera non vi furono prigionieri, perché caddero tutti sul campo; a Catilina fu poi eretta una tomba, della quale non si conosce l'ubicazione. Al territorio pistoiese accenna per la stessa vicenda anche Giulio Ossequente. …

Prima della conquista romana

Di una frequentazione etrusca del sito occupato più tardi dall'abitato romano restano indizi sparsi, che non bastano a definirne l'estensione né la natura. I più consistenti appartengono al gruppo delle cosiddette pietre fiesolane, segnacoli funerari in arenaria che Petra Amann colloca negli ultimi decenni del VI secolo a.C. e nei primi del V: se ne conosce una quarantina, quasi sempre in situazione di reimpiego, e la loro distribuzione, che da Fiesole si spinge a occidente fino a Pistoia, è per la studiosa un indizio dell'ampiezza che il territorio fiesolano aveva in età tardo-arcaica. Pistoia è uno dei pochi luoghi in cui quelle pietre si addensano.

Dall'abitato e dal suo contorno immediato ne provengono più esemplari. Dall'ex convento di San Mercuriale viene un cippo funerario che l'Atlante dei siti archeologici della Toscana registra come di tipo fiesolano. Un altro fu recuperato nel 1973, reimpiegato come pietra di fondazione in una cantina quattrocentesca del palazzo dei Vescovi, e Martina Giannini lo assegna al medesimo tipo. Un terzo, frammentario, è riferito genericamente alla zona di Pistoia, e Stefano Bruni lo assegna alla bottega dalla quale uscirono anche un cippo di Artimino, quello di Pian de' Poggioli di Scarperia e quello di via dei Bruni a Firenze; viene poi dalla fascia che separa Pistoia da Prato il cippo di Montemurlo. Paola Perazzi e Cristina Taddei osservano che tali attestazioni attendono ancora dati archeologici capaci di chiarirle. …

L'impianto urbano

Nella fase più antica il sito si divide in due settori, che un salto di quota considerevole teneva separati. Quello meridionale, più basso, restò a lungo soggetto alle piene e quindi inadatto all'abitazione: in piazza della Sala, in vicolo Sant'Atto e sotto l'episcopio vi si è riconosciuta una vocazione agricola. Nel settore settentrionale, dove saggi di limitata estensione hanno interessato piazza del Duomo, piazza della Sapienza e le adiacenze di Santa Maria Cavaliera e del palazzo comunale, si colloca invece quella che potrebbe essere l'area abitativa.

Il primo intervento riconoscibile riguarda perciò il regime delle acque. Sotto l'episcopio, in piazza del Duomo nelle fasi anteriori alla domus e all'interno della cattedrale si documentano riporti di terra e opere di livellamento, ai quali si accompagnano, per lo smaltimento, condotte costruite in pietra e in laterizio. Ne risultò ridotto il pericolo delle alluvioni, e forse ne derivò un'organizzazione dello spazio urbano per terrazze.

Nell'area dell'episcopio Martina Giannini distingue quattro principali rialzamenti del suolo successivi alla prima urbanizzazione; fra il quarto finale del IV secolo e i primissimi anni del successivo si colloca poi una risistemazione generale, che portò il piano di calpestio più in alto di 0,80 metri nella piazza e di 1,67 nell'area dell'episcopio.

In città sono stati riconosciuti tre assi stradali, orientati da est a ovest e da nord est a sud ovest. Il loro uso si prolunga, con interruzioni e riprese, dal I secolo d.C. all'età medievale, e in via degli Orafi e in via della Torre il tracciato è quello ancora oggi percorso.

Due di essi sono vie glareate: una è emersa sotto l'episcopio, l'altra nel cortile del Palazzo de' Rossi, e lungo i margini di entrambe si allineavano edifici che univano la funzione abitativa a quella produttiva. Per il tratto sotto l'episcopio Giannini indica l'età tiberiana e ne segue l'uso fino al pieno alto medioevo. …

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Testo da Wikipedia, l’enciclopedia libera, con licenza CC BY-SA 4.0. Voce completa: «Pistoia (città antica)».

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Pistoia (città antica)
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Domande frequenti

Dove si trova Pistoia (città antica)?

Pistoia (città antica) si trova nel comune di Pistoia, in provincia di Pistoia (Toscana). Coordinate: 43.93270, 10.91824.

Cosa vedere vicino a Pistoia (città antica)?

Nei dintorni si trovano: Palazzo della Cassa di Risparmio di Pistoia e Pescia (a 0 m), Palazzo dei Vescovi (a 100 m), Palazzo delle Poste (a 100 m).

Fonti e licenze

Testo. Wikipedia, l’enciclopedia libera (CC BY-SA 4.0).

Dati. Wikidata (CC0); orari e contatti OpenStreetMap (ODbL).

Foto. Wikimedia Commons, autore e licenza su ogni immagine.

Crediti delle 8 foto
  1. ISS067-E-148433 - View of Italy - Pistoia - Ombrone Pistoiese River - Sammomme - Passo della Porretta forests (cropped) — Earth Science and Remote Sensing Unit, Lyndon B. Johnson Space Center, Public domain
  2. Pistoia aerial photograph — acediscovery, CC BY 4.0
  3. Pistoia sotterranea 08 aque eleventur — sailko, CC BY-SA 3.0
  4. Pistoia, antico palazzo dei Vescovi, interno, cippo etrusco di tipo fiesolano, dagli scavi sotto l'edificio — Sailko, CC BY 3.0
  5. Pistoia, palazzo dei vescovi, esterno 01 — Sailko, CC BY 3.0
  6. Pozzo del Leoncino Pistoia — Alex Barrow, CC BY-SA 2.0
  7. "Der Museumsbesuch gleicht einer Zeitreise". 05 — Holger Uwe Schmitt, CC BY-SA 4.0
  8. Produzione volterrana, statuetta in bronzo di ercole promachos, 250 ac ca., dai dintorni di castelmartini, larciano — Sailko, CC BY 3.0

Aggiornato il 28 ottobre 2026. Tutte le fonti e le licenze

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