- UNESCO
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Foto: Croberto68, CC BY-SA 3.0 · Wikimedia Commons
In breve
- Tipo
- Sito archeologico
- Coordinate
- 42°02′01″ N, 12°38′40″ E
Storia e descrizione
Nomentum fu una città del Lazio antico i cui resti si trovano nella frazione di Casali, nel comune di Mentana, al chilometro 21,5 circa della via Nomentana. L'abitato occupava la collina di Montedoro, sede dell'arce, e la sottostante sella del Romitorio, dove sorgeva il foro.
Le fonti antiche oscillano fra un'attribuzione latina e una sabina, riflesso della posizione della città al confine fra le due aree; gli studi recenti propendono per un ethnos latino. Sottomessa definitivamente da Roma nel 338 a.C., ricevette la civitas optimo iure e divenne municipio retto da un dittatore annuo. In età imperiale il suo territorio fu rinomato per la produzione vinicola. Sede episcopale attestata dal V secolo, conobbe la crisi definitiva fra l'800 e una data compresa fra il 984 e il 1058, mentre l'abitato si spostava gradualmente dove sorge oggi Mentana.
Localizzazione
I resti della città si trovano nella frazione di Casali, circa 1,5 km a sud di Mentana, all'altezza del chilometro 21,5 della via Nomentana. La Tabula Peutingeriana colloca Nomentum a quattordici miglia da Roma, mentre gli Annales Laurissenses, ricordando all'anno 800 l'incontro fra papa Leone III e Carlo Magno, indicano il dodicesimo miglio (apud Nomentum, duodecimo ab Urbe lapide).
L'area urbana si estendeva fra la collina di Montedoro, l'altura dominante, la sella del Romitorio e la collina dell'Ara Cacamele, ed era delimitata dal fosso Trentani a ovest, dalla collina dell'Immaginella a nord, dall'attuale via delle Molette a est e da Montedoro a sud.
La maggior parte degli studiosi ha identificato in passato Nomentum con l'odierna Mentana. L'esatta ubicazione fu intuita già nel 1550 da Mariano Vittori, che sulla base dei resti allora visibili lungo la via Nomentana collocò la città fra Monte Gentile e l'abitato moderno; la sua impostazione fu ripresa e perfezionata da Bernard Capmartin de Chaupy nel 1767 e da Pasquale Cayro nel 1816. All'inizio del Novecento Thomas Ashby ritenne poco probabile la collocazione presso Casali, mentre Roberto Paribeni la ripropose sulla base dei nuovi ritrovamenti. Dopo una nuova proposta di Salvatore G. Vicario nel 1967, l'ubicazione fu provata in via definitiva da Corrado Pala nel 1976, sulla base delle evidenze archeologiche e di una nuova valutazione delle distanze riportate dalla Tabula.
Le fonti antiche e la questione dell'ethnos
La posizione di Nomentum, periferica rispetto al Latium vetus e prossima al confine con la Sabina, si riflette nell'incertezza delle fonti antiche, che la dicono alternativamente latina o sabina. Nessun testo depone direttamente a favore di un'origine sabina, ma tutti gli autori che ne trattano mostrano di nutrire dubbi sull'argomento.
Per Dionigi di Alicarnasso era una colonia di Alba Longa fondata in territorio sabino, insieme a Fidenae e Crustumerium, da tre fratelli. Virgilio la considera anch'egli una colonia albana, ma la enumera poi fra gli oppida dei Sabini nel catalogo dei combattenti. Strabone la colloca al confine meridionale della Sabina, senza chiarire se la considerasse compresa in quella regione oppure esterna; poiché indica espressamente come sabina la vicina Eretum, è probabile che ritenesse Nomentum latina. Livio, nel racconto delle campagne di Tarquinio Prisco contro i Prisci Latini, elenca Nomentum fra le città espugnate insieme a Corniculum, Ficulea Vetus, Cameria, Crustumerium, Ameriola e Medullia, senza specificarne l'ethnos. Plinio, da ultimo, riferisce la città alla prima regione augustea (Latium et Campania) ma include i suoi abitanti nella quarta (Sabini et Samnium).
La compresenza dei due elementi negli autori antichi non è stata letta come un'incoerenza, ma come il riflesso di una tradizione realmente discorde, dovuta in parte alla posizione di confine della città e in parte al ruolo politico da essa rivestito, di volta in volta, in favore dei Latini o dei Sabini. Gli studi recenti propendono per un ethnos latino, pur riconoscendo che la città fu quasi certamente iscritta nella quarta regione: si tratta infatti di un'area in origine parte integrante dell'unità latino-falisca, in seguito spezzata dalla progressiva occupazione sabina.
Storia
La tradizione attribuisce a Tarquinio Prisco la sottomissione di Nomentum, nel quadro dell'espansione dei re di Roma sul Lazio. La città non compare però fra i membri della lega latina che faceva capo al santuario di Aricia, stando all'elenco tramandato da Prisciano e riferibile a una situazione del VI secolo a.C.: è probabile che vi abbia aderito solo nel V secolo.
Nel 435-434 a.C. non prese parte alla rivolta etrusca contro Roma; anzi, secondo Livio, fu proprio a poca distanza dalla città che i Romani sconfissero Fidenati e Veienti.
Nel 338 a.C. si unì invece alla ribellione delle città latine e, sconfitta, fu annessa in via definitiva al territorio romano. Ricevette allora la civitas optimo iure e divenne un municipio retto da un dittatore annuo, magistratura rinnovabile che costituiva la carica cittadina più alta e che a Nomentum è attestata da alcune iscrizioni; sotto di essa si collocavano l'edilità e la prefettura giusdicente. Fu ascritta a una delle tribù vicine, forse la Cornelia, anche se le tribù ricordate nelle iscrizioni nomentane restituiscono un quadro eterogeneo.
Il periodo di maggiore sviluppo si colloca fra il I secolo a.C. e il II secolo d.C. L'organizzazione dello spazio forense, con la lastricatura della piazza, è riferita al II secolo a.C., mentre dal I secolo a.C. si registra un'intensa attività costruttiva nel territorio circostante, con numerose villae rusticae e cisterne. Nel II secolo la res publica Nomentanorum dedicò all'imperatore Adriano un'iscrizione datata al 136 per il restauro di alcuni edifici sacri della città.
L'attestazione epigrafica di un quaestor alimentorum colloca Nomentum fra i centri interessati dal programma assistenziale degli alimenta di età traianea. La concentrazione di queste testimonianze nell'Italia centrale è stata spiegata con la vicinanza a Roma e con le esigenze di approvvigionamento della capitale, ma anche letta come una spia della lenta crisi dell'agricoltura italica.
A partire dal III secolo si avvia un declino che si traduce in una progressiva riduzione del numero delle ville. Nel settore suburbano immediatamente a ovest della via Nomentana il processo appare graduale: nel IV secolo sopravvivono quasi tutti gli insediamenti, benché profondamente mutati per funzione e dimensioni, mentre la cesura decisiva per l'occupazione delle campagne cade intorno alla metà del V secolo, dopo il quale il declino non conosce inversioni.
Storia degli scavi e dispersione dei reperti
Le prime ricerche sul terreno furono dettate dalla volontà di reperire materiali antichi per le residenze dei principi Borghese, padroni del feudo di Mentana dal 1655, che nell'Ottocento fecero eseguire scavi soprattutto nella zona del Romitorio e dell'Immaginella. Nel 1888, sempre per i Borghese, Rodolfo Lanciani condusse in località Torricella i primi scavi eseguiti con criteri scientifici, che portarono in luce un piccolo impianto termale tuttora non identificato.
Nel marzo del 1949 la Soprintendenza indagò l'area del Romitorio: lo scavo, seguito da Domenico Faccenna, non fu mai pubblicato ed è noto attraverso gli appunti dell'archeologo e alcune fotografie d'archivio datate al 9 marzo, che documentano un lungo muro in grandi blocchi e i materiali recuperati, fra cui trapezofori, capitelli di lesene, lastre decorate e frammenti iscritti. Solo una parte dei reperti entrò al Museo nazionale romano; molti rimasero ai proprietari del fondo. Fra gli interventi successivi si ricordano lo scavo di una villa rustica alle Pianelle nel 1969-1970 e quello del 1982 a Vigna Santucci.
Al di là di questi casi, la maggior parte delle antichità nomentane è nota in seguito a ritrovamenti casuali avvenuti nel corso di lavori agricoli o di sterri edilizi, questi ultimi particolarmente consistenti a Casali a partire dagli anni settanta del Novecento. Gran parte del materiale è andata perduta, dispersa sul mercato antiquario o trattenuta da privati; le iscrizioni conservate fino al 1975 presso il Museo Antiquario di Mentana furono trafugate e si conoscono oggi soltanto attraverso la pubblicazione che ne era stata fatta.
Un caso esemplare di questa vicenda è la villa del liberto di Adriano P. Aelius Hieron, individuata nel 1906 a Tor Mancina e scavata in pochi giorni da Giuseppe Tomassetti per conto dei Boncompagni Ludovisi, allora proprietari del fondo. Il rinvenimento più notevole fu l'architrave iscritto di un tempietto dedicato a Ercole, a lungo ritenuto perduto e riconosciuto nel 2016 a Roma, dove era stato reimpiegato come vasca di una fontana da giardino nel Casino Aurora.
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Testo da Wikipedia, l’enciclopedia libera, con licenza CC BY-SA 4.0. Voce completa: «Nomentum».
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Come arrivare
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Nei dintorni
Vedi sulla mappa- Museo delle maschere teatrali e del teatro dei burattini0,6 km
- Museo nazionale della campagna dell'Agro Romano per la liberazione di Roma0,6 km
- Mausoleo Zwobada0,9 km
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Domande frequenti
Dove si trova Nomentum?
Nomentum si trova nel comune di Mentana, in provincia di Roma (Lazio). Coordinate: 42.03373, 12.64445.
Cosa vedere vicino a Nomentum?
Nei dintorni si trovano: Museo delle maschere teatrali e del teatro dei burattini (a 600 m), Museo nazionale della campagna dell'Agro Romano per la liberazione di Roma (a 600 m), Mausoleo Zwobada (a 900 m).
Fonti e licenze
Testo. Wikipedia, l’enciclopedia libera (CC BY-SA 4.0).
Dati. Wikidata (CC0); orari e contatti OpenStreetMap (ODbL).
Foto. Wikimedia Commons, autore e licenza su ogni immagine.
Crediti delle 2 foto
- Antica via Nomentana 01 — Croberto68, CC BY-SA 3.0
- Crate EnvironsRome Monarchie — ColdEel & Ahenobarbus, CC BY-SA 3.0
Aggiornato il 28 ottobre 2026. Tutte le fonti e le licenze