- UNESCO
- Gratis 1ª domenica
Sito archeologico, Fonte Nuova (RM)
42°00′46″ N, 12°32′54″ E
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In breve
- Tipo
- Sito archeologico
- Coordinate
- 42°00′46″ N, 12°32′54″ E
- Indirizzo
- Via della Marcigliana, 1052, Roma
Storia e descrizione
Crustumerium (in latino anche Crustumeria) fu una città del Latium vetus, i cui abitanti erano detti Crustumini. Sorgeva su un complesso collinare tufaceo affacciato sulla valle del Tevere e sulla via Salaria, a circa 15 chilometri a nord di Roma, in località Marcigliana Vecchia, oggi compresa nella Riserva naturale della Marcigliana.
Situata all'estremità settentrionale del Latium vetus, occupava una posizione di confine tra tre ambiti culturali: di fronte, sull'altra sponda del Tevere, l'etrusca Veio; a oriente il mondo sabino di Cures ed Eretum; a nord l'area falisco-capenate. Tutti questi centri distavano meno di un giorno di cammino, e la letteratura recente ne fa uno dei tratti che spiegano la fisionomia del sito. La quasi totalità delle fonti antiche considera la città latina; fa eccezione Plutarco, che ne indica un'origine sabina.
Nata intorno alla metà del IX secolo a.C., conobbe il periodo di maggiore sviluppo tra il VII e il VI secolo a.C., quando raggiunse un'estensione di circa 57 ettari e caratteri urbani riconoscibili nelle opere difensive, nella rete stradale interna e nella presenza di almeno un edificio di rilievo.
Crustumerium nella tradizione letteraria
Crustumerium compare fin dai racconti sulle origini di Roma, scritti molti secoli dopo la scomparsa della città. Sull'origine le fonti divergono: secondo Diodoro Siculo fu tra le città fondate da Silvio, figlio postumo di Enea; per Dionigi di Alicarnasso fu fondata prima di Roma da coloni latini di Alba Longa; per Plutarco era invece di origine sabina, mentre Servio ne attribuisce la fondazione ai Siculi. Virgilio la nomina nell'Eneide fra le cinque città impegnate a forgiare le armi contro Enea.
Il nome della città ricorre poi in una serie di episodi collocati fra l'età monarchica e l'inizio di quella repubblicana, che hanno per esito costante la sconfitta di Crustumerium. I Crustumini figurano fra i popoli invitati ai giochi durante i quali sarebbe avvenuto il ratto delle Sabine; dopo il fatto reagirono per primi tre centri latini, Caenina, Antemnae e Crustumerium, sconfitti separatamente da Romolo, e a Crustumerium furono poi inviati coloni romani in numero maggiore che altrove, per la fertilità dei suoi campi. Una seconda conquista è attribuita a Tarquinio Prisco, cui la città avrebbe aperto le porte senza opporre ulteriore resistenza. La conquista definitiva è posta nel 499 a.C., contestualmente all'assedio di Fidenae; seguirono l'istituzione della tribù Clustumina nel 495 e, nel 494 a.C., la notizia della guarnigione romana che segnalò al senato movimenti dei Sabini, mentre nel 468 a.C. le campagne intorno alla città furono saccheggiate dai Sabini.
La ricerca storiografica moderna considera questi racconti, e in particolare quello di età romulea, come proiezione leggendaria di eventi posteriori alla conquista di Veio e di Fidenae, mentre altri episodi, come l'istituzione della tribù, conservano un fondamento documentario; il rilievo che Crustumerium assume nelle fonti sui primordia di Roma è comunque ritenuto indicativo del peso della città nello scacchiere del Latium vetus orientalizzante e arcaico.
Storia degli studi
Ricordata dalle fonti antiche ma scomparsa da secoli, Crustumerium restò a lungo un nome privo di riscontro sul terreno, e i tentativi di localizzarla procedettero per secoli sulla sola base dei testi. Nel 1624 Filippo Cluverio ne propose una collocazione approssimativa deducendola da Dionigi di Alicarnasso e Plinio il Vecchio: presso il Tevere, al confine con il territorio di Veio, a nord di Fidenae e a sud di Eretum. Nell'Ottocento i topografi della campagna romana tornarono sulla questione senza risolverla: William Gell collocò la città troppo a nordest, verso Monterotondo, e Thomas Ashby ne contestò la proposta senza avanzarne una migliore, concludendo che di Crustumerium non restava nulla. Fra la fine dell'Ottocento e i primi del Novecento Ashby e padre Peter Paul Mackey mapparono sistematicamente l'area, individuando numerose evidenze ma collocando l'insediamento leggermente fuori posto; nel 1956 John Bryan Ward-Perkins vi condusse per la British School at Rome una ricognizione, cui si deve la prima proposta di identificazione alla Marcigliana Vecchia su base archeologica. La localizzazione fu stabilita in via definitiva fra il 1974 e il 1976, con le ricognizioni di Lorenzo Quilici e Stefania Quilici Gigli, confluite nel volume Crustumerium della serie Latium Vetus del 1980. …
Storia
L'insediamento nacque intorno alla metà del IX secolo a.C., come la vicina Fidenae, e la distribuzione dei materiali della fase iniziale su tutta l'area del pianoro indica che fu percepito fin dall'origine come un abitato unitario, e non come un insieme di nuclei destinati a fondersi per sinecismo. Fra il periodo orientalizzante e l'età arcaica conobbe la fase di maggiore sviluppo; la conquista romana definitiva è posta nel 499 a.C. e a essa seguì nel 495 a.C. l'istituzione della tribù Clustumina, con cui il territorio entrò a far parte dell'ager Romanus.
Sul momento e sulle modalità della fine le valutazioni divergono. Quilici e Quilici Gigli ritenevano che l'abitato e il suo paesaggio rurale avessero conosciuto una sostanziale continuità fra VI e V secolo; Angelo Amoroso ha quantificato il calo delle attestazioni sulla base delle proprie ricognizioni, con le aree di frammenti che dalle venticinque di età arcaica scendono a venti nella prima metà del V secolo e a quindici nella seconda, fino a poche unità in età medio-repubblicana, collocando lo spopolamento a partire dal V secolo e l'abbandono definitivo in età medio-repubblicana, e in studi successivi ha posto la scomparsa di Crustumerium come centro primario intorno al 500 a.C. Le ricerche più recenti convergono su una cesura netta intorno al 500 a.C., cui sarebbe seguito un abbandono graduale nel corso del V secolo, il che non contrasta con la data storica del 499; Jorn Seubers ha osservato che la scelta fra le due cronologie non è indifferente, perché da essa dipende l'attribuzione dei siti rurali post-arcaici del territorio. Plinio il Vecchio elenca infine Crustumerium fra le città del Lazio scomparse senza lasciare traccia.
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Testo da Wikipedia, l’enciclopedia libera, con licenza CC BY-SA 4.0. Voce completa: «Crustumerium».
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Domande frequenti
Dove si trova Crustumerium?
Crustumerium si trova nel comune di Fonte Nuova, in provincia di Roma (Lazio), all'indirizzo Via della Marcigliana, 1052, Roma. Coordinate: 42.01277, 12.54822.
Cosa vedere vicino a Crustumerium?
Nei dintorni si trovano: Casa protostorica di Fidene (a 1,8 km), Villa di Livia (a 4,7 km), La Celsa (a 4,8 km).
Fonti e licenze
Testo. Wikipedia, l’enciclopedia libera (CC BY-SA 4.0).
Dati. Wikidata (CC0); orari e contatti OpenStreetMap (ODbL).
Foto. Wikimedia Commons, autore e licenza su ogni immagine.
Crediti delle 1 foto
- Crate EnvironsRome Monarchie — ColdEel & Ahenobarbus, CC BY-SA 3.0
Aggiornato il 28 ottobre 2026. Tutte le fonti e le licenze