Foto: F125d, CC BY-SA 4.0 · Wikimedia Commons
Museo, 1932
Museo per la Storia dell'Università di Pavia
Museo italiano
In breve
- Tipo
- Museo
- Epoca
- Età contemporanea, 1932
- Tutela
- Bene culturale italiano
- Coordinate
- 45°11′12″ N, 9°09′22″ E
- Indirizzo
- Strada Nuova, 65 - Pavia
Storia e descrizione
Il Museo per la storia dell'Università di Pavia è un museo a carattere storico-medico, con finalità didattiche e scientifiche, che raccoglie materiale riguardante la storia dell'Università di Pavia.
Storia
Il Museo si trova all'interno del palazzo centrale universitario, affacciato sul cortile dei caduti, l'antico cortile medico dell'Università.
Il Museo è stato ufficialmente inaugurato nel 1936 e la sua origine si lega alla Prima esposizione nazionale di storia della scienza, che si tenne a Firenze nel 1929. Anche l'Università di Pavia aveva partecipato alla Mostra, inviando alcuni pezzi, a testimonianza della lunga storia dell'Ateneo pavese e dell'attività di scienziati che vi operarono attraverso i secoli. Alla conclusione dell'esposizione i cimeli tornarono a Pavia e cominciò a farsi strada l'idea di allestire un'esposizione permanente all'interno dell'antico palazzo universitario. Pochi anni più tardi, nel 1932 si tenne una mostra, curata dall'anatomico Antonio Pensa, per ricordare Antonio Scarpa, fondatore della Scuola anatomica pavese, nel primo centenario della sua morte. Poco dopo il Rettore, prof. Ottorino Rossi, affidò al prof. Guido Sala (primo direttore del Museo) e al prof. Antonio Pensa (preside della Facoltà medica) il compito di realizzare il Museo. A quell'epoca il Museo accoglieva scritti autografi, opere a stampa e preparazioni anatomiche dello stesso Scarpa e di alcuni dei suoi successori, come Giacomo Rezia e Bartolomeo Panizza. Il materiale anatomico divenne il primo nucleo dell'attuale allestimento museale.
Nel 1938 la direzione del Museo venne affidata al prof. Pensa, che lo diresse fino alla sua morte.
Sotto la guida di Pensa, negli anni cinquanta, grazie al sostegno del Rettore Plinio Fraccaro, furono ampliati gli spazi espositivi ed arricchite le collezioni conservate ed alla sezione di Medicina fu aggiunta la sezione di Fisica, intitolata ad Alessandro Volta, consentendo così al Museo di raggiungere nel 1961 l'apice della sua espansione, pur necessitando di nuovi spazi. …
Sezione di medicina
La sezione di medicina si articola in tre sale, intitolate rispettivamente all'anatomista Antonio Scarpa, al patologo chirurgo Luigi Porta, all'istologo e patologo Camillo Golgi.
Nella Sala Scarpa l'attività di studio condotta a Pavia nel campo delle scienze matematiche, naturali e chimiche, è testimoniata da reperti relativi a scienziati quali Vincenzo Brunacci, Lazzaro Spallanzani e Luigi Valentino Brugnatelli.
All'attività di Scarpa e dei suoi successori, in particolare Bartolomeo Panizza, fanno riferimento pezzi selezionati dalle collezioni anatomiche e anatomo-patologiche e alcune scatole di strumenti chirurgici (l'armamentario chirurgico di Giovanni Alessandro Brambilla) donati a Scarpa dall'Imperatore Giuseppe II. Due splendide cere anatomiche a grandezza naturale, realizzate dal ceroplasta fiorentino Clemente Susini, testimoniano l'importante carattere didattico del museo. Il pezzo della collezione che desta più curiosità è la testa dell'anatomico Antonio Scarpa conservata in alcol in una teca di vetro. Alcuni spiegano l'esistenza di quest'oggetto associandolo al vero e proprio culto che sarebbe nato attorno al professore, mentre secondo altri fu talmente odiato dai suoi collaboratori da giungere a mutilarlo dopo la morte avvenuta nel 1832.
La Sala Porta ospita un’ampia collezioni di preparati anatomici e patologici (realizzati con diverse tecniche di conservazione antropotomica), strumenti chirurgici, protocolli di esperienze e cartelle cliniche in gran parte provenienti dal museo che Luigi Porta aveva allestito nella clinica chirurgica dell’Ospedale San Matteo. I preparati esposti si dividono in sperimentali, come quelli riguardanti il sistema circolatorio, didattici, che illustrano particolari tipi di operazioni (come, ad esempio, tecniche di chirurgia plastica come il metodo indiano di rinoplastica), e patologici, a dimostrazione di come una patologia d’organo in stadi molto avanzati possa modificarne profondamente la forma, la struttura e i rapporti anatomici.
Una piccola vetrina è dedicata a Paolo Mantegazza personaggio influente per l'antropologia e la storia italiana che fondò un piccolo Gabinetto di Patologia Sperimentale presso l'Università di Pavia nel quale si formò Camillo Golgi. …
Sezione di fisica
La sezione di fisica comprende due sale: il gabinetto di fisica di Alessandro Volta, che insegnò Fisica sperimentale a Pavia a partire dal 1778, e il gabinetto di fisica dell'800.
Nella prima sala sono conservate le invenzioni di Volta e gli strumenti da lui utilizzati per ricerca e didattica.
Nella seconda sala sono esposti gli strumenti inventati o utilizzati dai successori alla cattedra di fisica nel corso dell'800.
Il gabinetto di Fisica dell'università nacque nel 1771, nell'ambito della riforma voluta dall'imperatrice Maria Teresa. Il primo direttore fu Carlo Barletti, nominato professore di Fisica sperimentale nel 1772. Sotto la sua direzione il gabinetto cominciò ad arricchirsi di strumenti, ma ebbe il suo vero sviluppo sotto la guida di Alessandro Volta. Volta, che allora aveva 33 anni, già famoso per alcune sue scoperte, come l'elettroforo, fu chiamato a insegnare a Pavia nel 1778. Al suo arrivo, Barletti divenne responsabile dell'insegnamento di Fisica classica, che includeva la statica, la dinamica, l'idrostatica, l'idraulica e le fisica astronomica, la parte cioè più matematica della fisica. La Fisica sperimentale, che riguardava i fenomeni concernenti elettricità, magnetismo, calore, pneumatica, acustica, meteorologia e ottica, fu riservata ad Alessandro Volta. Volta arricchì il gabinetto con numerosi strumenti acquistati durante i suoi viaggi in Europa e con altri da lui stesso ideati e realizzati con l'ausilio di artigiani locali, primo tra tutti il macchinista dell'università, Giuseppe Re. Tuttavia i responsabili del governo austriaco non erano particolarmente propensi che si creasso presso l'università una manifattura per la produzione di strumenti scientifici allora all'avanguardia e preferirono sempre acquistare gli strumenti all'estero, a Parigi ma soprattutto a Londra, dove esisteva una tradizione già ben consolidata e venivano costruiti strumenti più precisi ed eleganti. …
Mostre e Ricerca
Oltre ad essere un luogo di conservazione ed esposizione delle collezioni, il Museo è un centro di ricerca scientifica - in particolar modo per la storia della fisica e della medicina - che attira studiosi di ambito nazionale e internazionale.
Inoltre, grazie al sostegno di enti e istituzioni pubbliche e private, il museo svolge un'intensa attività di divulgazione che comprende eventi, mostre e laboratori volti ad avvicinare il pubblico alla cultura scientifica e alla storia dell'Università di Pavia.
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Testo da Wikipedia, l’enciclopedia libera, con licenza CC BY-SA 4.0. Voce completa: «Museo per la Storia dell'Università di Pavia».
Linea del tempo
- 1932Fondazione
- 1936Apertura
Eventi e persone da Wikidata (CC0).
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Come arrivare
Distanze in linea d’aria, non a piedi o in auto.
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Domande frequenti
Dove si trova Museo per la Storia dell'Università di Pavia?
Museo per la Storia dell'Università di Pavia si trova nel comune di Pavia, in provincia di Pavia (Lombardia), all'indirizzo Strada Nuova, 65 - Pavia. Coordinate: 45.18671, 9.15602.
Quali sono gli orari di Museo per la Storia dell'Università di Pavia?
Secondo OpenStreetMap gli orari sono: Mo 14:00-17:00,Tu 15:00-18:00,We 0:00-12:00,Th 15:00-18:00,Fr 9:00-13:00. Verifica sempre sul sito ufficiale prima della visita.
Quanto costa l'ingresso a Museo per la Storia dell'Università di Pavia?
L'ingresso è a pagamento. Le tariffe aggiornate sono sul sito ufficiale.
A quando risale Museo per la Storia dell'Università di Pavia?
La datazione indicata da Wikidata è: 1932.
Cosa vedere vicino a Museo per la Storia dell'Università di Pavia?
Nei dintorni si trovano: Museo di Archeologia dell'Università degli Studi di Pavia (a 100 m), Ticinum (a 100 m), Palazzo Brambilla (a 100 m).
Fonti e licenze
Testo. Wikipedia, l’enciclopedia libera (CC BY-SA 4.0).
Dati. Wikidata (CC0); orari e contatti OpenStreetMap (ODbL).
Foto. Wikimedia Commons, autore e licenza su ogni immagine.
Crediti delle 9 foto
- Palazzo centrale Università di Pavia — F125d, CC BY-SA 4.0
- Clemente Susini, cera anatomica, museo per la storia dell'università di pavia — FabioRomanoni, CC BY-SA 4.0
- Clemente Susini, cera anatomica, Museo per Storia dell'Università di Pavia — FabioRomanoni, CC BY-SA 4.0
- Clemente Susini, cera natomica, Museo per Storia dell'Università di Pavia — FabioRomanoni, CC BY-SA 4.0
- La testa di Antonio Scarpa, Museo per la Storia dell'Università di Pavia — FabioRomanoni, CC BY-SA 4.0
- Museo per la storia dell' università di pavia8 — FabioRomanoni, CC BY-SA 4.0
- Museo per la storia dell'università di Pavia — FabioRomanoni, CC BY-SA 4.0
- Documentazione rinoplastica — Stefaniacristina, CC BY-SA 4.0
- Reperti rinoplastica — Stefaniacristina, CC BY-SA 4.0
Aggiornato il 28 ottobre 2026. Tutte le fonti e le licenze
